Nel 2027, lo Stato italiano offre un sostegno concreto a chi sceglie di non abbandonare il proprio veicolo ma di trasformarlo: un incentivo fisso — quattrocento euro per il GPL, ottocento per il metano — che invita a ripensare il rapporto tra mobilità, costo e transizione energetica. Non è una rivoluzione, ma un passo misurato verso un parco auto meno dipendente dai carburanti tradizionali, rivolto a chi percorre molti chilometri e intende tenere la propria automobile ancora a lungo.
Bonus retrofit auto 2027: 400 euro per GPL, 800 per metano
Il minor costo dei rifornimenti consente di ammortizzare più rapidamente la spesa
Allora, questi incentivi sono davvero una novità nel 2027, o è qualcosa che esiste già?
Esistono già da quest'anno, ma la dotazione economica cresce nel 2027. Passano da quattro milioni a cinque milioni di euro, e rimangono a cinque milioni anche nel 2028 e 2029.
Ma attenzione: i fondi non sono garantiti. Una volta esauriti, le prenotazioni si chiudono. Non è un diritto automatico per chi ha i requisiti.
Capisco. E chi può effettivamente accedere a questi bonus?
Persone fisiche e giuridiche, purché l'auto sia categoria M1 con classe Euro 3 o superiore, e originariamente alimentata a benzina o gasolio. Escluse le società che commerciano auto.
E qui c'è un dettaglio importante: se l'auto è già bifuel, o è elettrica, o è ibrida, non puoi accedervi. Il retrofit è solo per chi passa da benzina o gasolio a GPL o metano.
Quattrocento euro per GPL, ottocento per metano. Sono cifre fisse, giusto?
Esatto. Non cambiano in base al prezzo dell'impianto. Se l'impianto costa duemila euro, lo sconto è sempre quattrocento. Se costa tremila, lo sconto rimane quattrocento.
Questo significa che il valore reale dell'incentivo varia molto. Per un impianto caro, il bonus è una percentuale minore. Per uno economico, è più significativo.
E chi gestisce tutta la pratica?
L'installatore. Prenota il contributo sulla piattaforma Ecobonus, lo sconto viene applicato direttamente al cliente, e poi il costruttore dell'impianto recupera la somma tramite credito d'imposta.
L'importante è che tutto deve essere completato entro 120 giorni dalla prenotazione. Se non rispetti questo termine, il contributo potrebbe non essere riconosciuto.
Quindi, per chi conviene davvero fare il retrofit?
Per chi percorre lunghe distanze e mantiene l'auto per anni. Il minor costo dei rifornimenti consente di ammortizzare più rapidamente l'investimento iniziale.
Ma se usi l'auto solo occasionalmente, potrebbe volerci molto tempo per recuperare la spesa. Dipende davvero dalle tue abitudini di guida, dai consumi della vettura, e dalla differenza di prezzo tra benzina e GPL o metano.
C'è stato un aggiornamento normativo recente?
Sì, a luglio 2026 il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha pubblicato un decreto con nuove disposizioni su omologazione, immatricolazione e verifiche periodiche dei sistemi di trasformazione.
Questo è importante perché significa che il retrofit non è solo una questione economica, ma anche tecnica e normativa. Le regole sono cambiate, e gli installatori devono rispettarle.
Le Pouls
- Dal 2027 scattano incentivi statali fissi per convertire auto a benzina o gasolio in GPL o metano, con importi predeterminati indipendenti dal costo reale dell'impianto.
- I fondi disponibili sono limitati — cinque milioni di euro — e le prenotazioni si esauriscono: chi arriva tardi rischia di restare fuori, senza garanzie automatiche anche se in possesso dei requisiti.
- La procedura è gestita interamente dall'installatore sulla piattaforma Ecobonus, togliendo burocrazia al proprietario ma concentrando responsabilità e tempi — 120 giorni per completare l'intervento — su chi esegue i lavori.
- La convenienza economica non è universale: solo chi percorre lunghe distanze e mantiene il veicolo per anni riesce davvero ad ammortizzare il costo iniziale della conversione.
Nel 2027, lo Stato italiano offre un sostegno concreto a chi sceglie di non abbandonare il proprio veicolo ma di trasformarlo: un incentivo fisso — quattrocento euro per il GPL, ottocento per il metano — che invita a ripensare il rapporto tra mobilità, costo e transizione energetica. Non è una rivoluzione, ma un passo misurato verso un parco auto meno dipendente dai carburanti tradizionali, rivolto a chi percorre molti chilometri e intende tenere la propria automobile ancora a lungo.
A partire dal 2027, i proprietari di auto a benzina o gasolio potranno accedere a un incentivo statale fisso per convertire il proprio veicolo a GPL o metano: quattrocento euro nel primo caso, ottocento nel secondo. L'importo non varia in base al prezzo dell'impianto — è una cifra predeterminata che si traduce in uno sconto diretto al momento dell'acquisto. Su un impianto GPL da duemila euro, ad esempio, si pagheranno milleseicento euro netti.
Possono beneficiarne sia privati che persone giuridiche, con l'esclusione dei rivenditori di autoveicoli. Il veicolo deve essere di categoria M1 e avere almeno la classe ambientale Euro 3. Sono escluse le auto già bifuel, elettriche, a idrogeno e ibride. Non è il proprietario a fare domanda: è l'installatore a prenotare il contributo sulla piattaforma Ecobonus, applicare lo sconto in fattura e recuperare la somma tramite credito d'imposta. L'intervento deve essere completato entro 120 giorni dalla prenotazione.
La dotazione economica cresce nel tempo: quattro milioni stanziati per l'anno in corso, cinque milioni per il 2027, 2028 e 2029, e un milione previsto per il 2030. I fondi non sono suddivisi tra GPL e metano, quindi le prenotazioni rimangono aperte fino all'esaurimento delle risorse disponibili. La piattaforma dedicata al retrofit è operativa dal 29 luglio 2026, per iniziativa del MIMIT.
La convenienza della conversione dipende molto dalle abitudini di guida. Chi usa l'auto raramente fatica a recuperare l'investimento iniziale; chi percorre lunghe distanze e intende tenere il veicolo per anni può invece ammortizzare rapidamente la spesa grazie al minor costo dei rifornimenti. Nel calcolo entrano anche i consumi, lo spazio per il serbatoio, la manutenzione e il valore residuo del mezzo. A rafforzare il quadro, un decreto del MIT del 24 luglio 2026 ha aggiornato le norme tecniche su omologazione e verifiche periodiche degli impianti a GPL, GNC e GNL, rendendo il retrofit una scelta più regolata e concreta per il prossimo anno.
A partire dal 2027, chi vuole convertire un'auto a benzina o gasolio verso combustibili alternativi potrà contare su incentivi statali fissi: 400 euro per un impianto GPL, 800 euro per il passaggio al metano. Non si tratta di uno sconto percentuale sul costo dell'intervento, ma di una cifra predeterminata che rimane invariata indipendentemente dal prezzo effettivo dell'impianto. Se un proprietario installa un sistema GPL dal costo di duemila euro, riceverà uno sconto di 400 euro e pagherà quindi milleseicento euro netti, al netto di eventuali ulteriori spese collegate all'intervento.
L'accesso al bonus è aperto sia a persone fisiche che a persone giuridiche, con un'eccezione importante: le società che operano nel commercio di autoveicoli non possono usufruirne. L'auto oggetto della trasformazione deve appartenere alla categoria M1, cioè quella delle autovetture, e possedere una classe ambientale non inferiore a Euro 3. Rimangono escluse dal programma le vetture già alimentate a GPL, metano o con sistemi bifuel al momento della conversione, così come i veicoli elettrici, a idrogeno e le ibride elettrico-idrogeno. Il retrofit è quindi pensato principalmente per automobili originariamente alimentate a benzina o gasolio che rispettano i criteri stabiliti dalla misura.
La procedura non richiede al proprietario di presentare una domanda diretta al ministero. È l'installatore a gestire l'intera pratica, prenotando il contributo sulla piattaforma Ecobonus nei limiti delle risorse disponibili. Lo sconto viene riconosciuto direttamente al cliente al momento dell'acquisto dell'impianto, mentre il costruttore dell'impianto recupera la somma attraverso un credito d'imposta e rimborsa l'installatore. Al momento della fatturazione, l'installatore deve indicare lo sconto applicato e il nominativo dell'intestatario del veicolo. Una volta inserita la prenotazione, l'intervento deve essere completato entro 120 giorni.
La dotazione economica della misura aumenta significativamente nel 2027. Per l'anno in corso sono stati stanziati quattro milioni di euro, mentre la disponibilità sale a cinque milioni nel 2027 e rimane a questo livello nel 2028 e nel 2029. Per il 2030 è previsto un milione di euro. Il denaro non viene ripartito in anticipo tra le conversioni a GPL e quelle a metano, il che significa che il contributo non è garantito automaticamente a chi possiede i requisiti: le prenotazioni rimangono aperte fino all'esaurimento dei fondi. La piattaforma dedicata al retrofit è stata aperta dal MIMIT il 29 luglio 2026.
La convenienza economica della conversione varia notevolmente a seconda delle abitudini di guida e delle caratteristiche del veicolo. Chi utilizza l'auto solo occasionalmente e percorre poche migliaia di chilometri all'anno potrebbe impiegare molto tempo per recuperare l'investimento iniziale. Una situazione completamente diversa riguarda gli automobilisti che percorrono lunghe distanze e intendono mantenere lo stesso veicolo per molti anni ancora: in questo caso il minor costo dei rifornimenti consente di ammortizzare più rapidamente la spesa iniziale. Il calcolo della convenienza deve partire dal costo effettivo dell'impianto dopo aver sottratto il contributo pubblico, rapportandolo al risparmio atteso sui carburanti. Incidono sul risultato finale anche i consumi della vettura, la disponibilità di spazio per il serbatoio, i costi di manutenzione e il valore residuo del mezzo.
Il bonus si inserisce in un contesto normativo aggiornato nel 2026 anche sul piano tecnico. Un decreto del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 24 luglio 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 16 settembre, ha introdotto nuove disposizioni riguardanti l'omologazione, l'immatricolazione e le verifiche periodiche dei sistemi di trasformazione a GPL, GNC e GNL, disciplinando anche aspetti che riguardano i veicoli già circolanti. L'effetto combinato tra le nuove regole tecniche e il sostegno economico rende il retrofit una possibilità concreta da valutare nel 2027, soprattutto per chi dispone di un'auto ancora efficiente ma vuole contenere la spesa per i rifornimenti senza affrontare l'acquisto di un veicolo nuovo.
Citations marquantes
Il retrofit è pensato principalmente per automobili originariamente alimentate a benzina o gasolio che rispettano i criteri stabiliti dalla misura— Disposizioni della misura di incentivo