Nel cuore di Milano, un monolite arancione si erge come invito silenzioso a guardare ciò che normalmente sfugge allo sguardo: le vite di chi convive con malattie renali rare, invisibili eppure devastanti. Sobi Italia ha scelto CityLife per lanciare 'Rare Means Care', una campagna di sensibilizzazione su patologie come la C3G e l'IC-MPGN primaria, che colpiscono in silenzio e conducono circa la metà dei pazienti verso l'insufficienza renale entro un decennio. In un'epoca in cui la rarità rischia di diventare sinonimo di abbandono, l'iniziativa ricorda che avvicinarsi — non allontanarsi — è il p
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Accorciando le distanze possiamo comprendere il reale impatto
Perché Sobi ha scelto proprio queste due malattie renali rare per questa campagna? Sono le più comuni tra le malattie rare?
No, non sono le più comuni. Ma sono malattie che progrediscono in silenzio — il 50% dei pazienti sviluppa insufficienza renale entro dieci anni. Sono invisibili, e questo è il punto. Sobi ha deciso di illuminare quello che rimane nascosto.
Ma come si misura il successo di un'installazione come questa? Quante persone l'hanno visitata? Ci sono dati su quanti hanno effettivamente cercato una diagnosi dopo?
L'installazione è ancora in corso fino all'11 ottobre. Non abbiamo ancora numeri definitivi. Ma l'idea è che la consapevolezza generi diagnosi più precoci nel tempo.
Cosa rende questa malattia così difficile da diagnosticare?
I sintomi non sono specifici. Quando arrivano, possono sembrare ritardo mentale, problemi neurologici, ritardo psicomotorio — cose che potrebbero essere causate da molte altre condizioni. Senza screening specifico, passa molto tempo prima che qualcuno pensi alle malattie renali rare.
E lo screening esiste? È disponibile a tutti?
Esistono test, ma il problema è che i medici devono pensare a cercarli. Se non c'è consapevolezza della malattia, il paziente rimane non diagnosticato.
Quindi questa campagna è rivolta ai pazienti o ai medici?
A entrambi. I pazienti devono riconoscere i sintomi e chiedere aiuto. I medici devono pensare a queste patologie quando vedono certi segni. E il pubblico in generale deve capire che le malattie rare esistono e hanno un peso reale.
Sobi dice che il 95% delle malattie rare non ha ancora una cura approvata. Allora cosa offre Sobi a questi pazienti?
La campagna non parla di una cura specifica. Parla di diagnosi precoce, di rallentare la progressione, di migliorare la qualità della vita. Sobi sta ampliando il suo impegno in nefrologia, ma il messaggio qui è più ampio: è sulla consapevolezza e sull'accesso alle cure disponibili.
E i tre volti nel monolite — sono davvero pazienti reali?
No, sono attori che interpretano storie ispirate a pazienti reali. I nomi sono di fantasia. Quello che conta è dare voce alle esperienze di chi vive con queste patologie.
Quindi non sappiamo se le storie sono rappresentative. Potrebbero essere casi eccezionali o casi particolarmente gravi.
È un punto giusto. La campagna usa storie per creare empatia, non per fornire dati epidemiologici. Il messaggio è emotivo, non statistico.
Le Pouls
- Circa il 50% dei pazienti con C3G e IC-MPGN primaria progredisce verso l'insufficienza renale entro dieci anni: una corsa contro il tempo che spesso inizia troppo tardi.
- I sintomi sono sfumati e non specifici, i percorsi diagnostici lunghi e tortuosi, e la malattia avanza indisturbata mentre chi la porta fatica persino a farsi capire da chi gli sta vicino.
- Un monolite arancione a CityLife rompe l'invisibilità: chi si ferma e guarda attraverso gli spioncini incontra tre storie reali di pazienti e caregiver, trasformando la curiosità in empatia.
- Accanto all'installazione, un punto informativo e risorse digitali offrono strumenti concreti per riconoscere i segnali precoci e accelerare l'accesso alle cure.
- L'iniziativa si inserisce nel programma Unite4Rare di Sobi, costruito insieme alle comunità di pazienti internazionali, con l'obiettivo di tradurre la sensibilizzazione in miglioramento reale della qualità della vita.
Nel cuore di Milano, un monolite arancione si erge come invito silenzioso a guardare ciò che normalmente sfugge allo sguardo: le vite di chi convive con malattie renali rare, invisibili eppure devastanti. Sobi Italia ha scelto CityLife per lanciare 'Rare Means Care', una campagna di sensibilizzazione su patologie come la C3G e l'IC-MPGN primaria, che colpiscono in silenzio e conducono circa la metà dei pazienti verso l'insufficienza renale entro un decennio. In un'epoca in cui la rarità rischia di diventare sinonimo di abbandono, l'iniziativa ricorda che avvicinarsi — non allontanarsi — è il primo atto di cura.
A Milano, tra l'8 e l'11 ottobre, un monolite arancione installato a CityLife porta una sola scritta: «Rare means Care». Chi si avvicina e spia attraverso gli spioncini ricavati nella struttura scopre tre storie — un padre di fronte ai sintomi della figlia, un giovane che fatica a condividere il peso di una malattia invisibile, una donna che dopo anni di incertezza guarda al futuro. Non sono racconti di fantasia: sono ispirati a esperienze reali di pazienti e caregiver che convivono con la glomerulopatia da C3 e la glomerulonefrite membranoproliferativa primaria mediata da immunocomplessi.
Sono malattie che avanzano senza fare rumore. I sintomi, quando compaiono, sono complessi e facilmente confondibili con altre condizioni; i percorsi diagnostici restano spesso lunghi e sfiancanti. Eppure il dato è impietoso: circa la metà dei pazienti progredisce verso l'insufficienza renale entro dieci anni dalla diagnosi. Una diagnosi precoce, sottolinea il direttore medico di Sobi Carina Fiocchi, può rallentare questa progressione e migliorare sensibilmente la qualità della vita.
Sobi Italia ha concepito l'installazione non come semplice esercizio comunicativo, ma come punto di contatto reale: accanto al monolite, un presidio informativo distribuisce materiali e mette a disposizione risorse digitali. Fabrizio Capetta, vicepresidente e direttore generale di Sobi per Italia e Grecia, ha spiegato che avvicinarsi — non allontanarsi — è l'unico modo per comprendere davvero cosa significhi vivere con una patologia rara.
L'iniziativa si inserisce nel programma Unite4Rare, co-creato da Sobi insieme ai leader delle comunità di pazienti internazionali. Sullo sfondo, una realtà globale che pesa: oltre diecimila malattie rare colpiscono circa quattrocento milioni di persone nel mondo, ma per il 95% di esse non esiste ancora una terapia approvata. 'Rare Means Care' è un tentativo concreto di trasformare l'invisibilità in consapevolezza, e la distanza in cura.
A Milano, nel cuore di CityLife, sorge un monolite arancione che a prima vista sembra muto. Recita solo una frase: «Rare means Care». Ma chi si ferma, chi fa un passo avanti e guarda attraverso gli spioncini ricavati nella struttura, scopre qualcosa di diverso: tre volti, tre storie di persone che convivono ogni giorno con malattie che il resto del mondo non vede. È qui che Sobi Italia, la biofarmaceutica svedese specializzata in terapie per le malattie rare, ha scelto di raccontare cosa significhi portare dentro di sé una patologia che progredisce in silenzio.
L'installazione, che rimane attiva dall'8 all'11 ottobre, è il cuore visibile di una campagna più ampia pensata per generare consapevolezza su due patologie renali rare in particolare: la glomerulopatia da C3 e la glomerulonefrite membranoproliferativa primaria mediata da immunocomplessi. Sono malattie che colpiscono i reni, che avanzano spesso senza sintomi evidenti, e che per questo motivo restano a lungo invisibili agli occhi di chi circonda il paziente. Le tre testimonianze dentro il monolite — quella di un padre di fronte ai sintomi della figlia, quella di un giovane uomo che fatica a condividere il peso di una malattia invisibile, quella di una donna che dopo dubbi e incertezze guarda finalmente al futuro — non sono storie inventate, ma ispirate a esperienze reali di pazienti e caregiver.
Il dato che rende urgente questa sensibilizzazione è crudo: circa il 50% dei pazienti con queste due patologie progredisce verso l'insufficienza renale entro dieci anni dalla diagnosi. Non è una malattia che si manifesta con chiarezza. I sintomi, quando arrivano, sono complessi e non specifici — disabilità neurologica, ritardo mentale, ritardo psicomotorio — e possono essere confusi con altre condizioni. Per questo motivo, i percorsi diagnostici rimangono spesso lunghi e complessi. Una diagnosi precoce, invece, può fare la differenza nel rallentare la progressione e nel migliorare la qualità della vita.
Fabrizio Capetta, vicepresidente e direttore generale di Sobi per Italia e Grecia, ha spiegato che l'azienda crede che l'unico modo per comprendere davvero la rarità sia avvicinarsi, non allontanarsi. «Accorciando le distanze possiamo comprendere il reale impatto di queste patologie renali rare», ha detto. L'installazione di CityLife non è solo un esercizio di comunicazione: è accompagnata da un punto informativo dove i visitatori possono ricevere materiali sulla malattia e accedere a risorse online attraverso un codice QR. Carla Rapaccioli, responsabile della comunicazione e dell'engagement comunitario di Sobi Italia, ha sottolineato che l'obiettivo non è solo parlare della patologia, ma raccontare l'impatto e il carico che comporta per i pazienti e per chi li circonda.
Carina Fiocchi, direttore medico di Sobi per Italia e Grecia, ha insistito sull'importanza dell'informazione e della consapevolezza nel ridurre il tempo che i pazienti trascorrono prima di ricevere una diagnosi. «Rilevare precocemente i segnali della malattia aiuta ad avere una presa in carico più veloce e un accesso alle cure in tempi più ridotti», ha spiegato. Secondo Fiocchi, la sensibilizzazione è una leva fondamentale per migliorare i percorsi di cura, e per questo è necessario un dialogo continuo tra i principali attori coinvolti — pazienti, medici, istituzioni, industria — al fine di identificare i bisogni ancora insoddisfatti.
L'iniziativa si inserisce in un impegno più ampio di Sobi chiamato Unite4Rare, un programma co-creato con i leader delle comunità di pazienti internazionali e il top management dell'azienda. Il programma riflette l'impegno storico di Sobi nelle malattie rare e definisce chiaramente quale impatto l'azienda desidera generare e cosa i pazienti e i caregiver possono aspettarsi. Nel mondo, le malattie rare rappresentano una sfida sanitaria e sociale di proporzioni globali: sono conosciute oltre diecimila patologie diverse che colpiscono circa quattrocento milioni di persone, eppure per il 95% di esse non esiste ancora una cura approvata. In questo contesto, la campagna Rare Means Care rappresenta un tentativo concreto di accorciare le distanze tra chi vive la malattia e chi non la conosce, trasformando l'invisibilità in consapevolezza.
Citations marquantes
L'unico modo per comprendere davvero la rarità è avvicinarsi, non allontanarsi. Accorciando le distanze possiamo comprendere il reale impatto di queste patologie renali rare.— Fabrizio Capetta, vicepresidente e direttore generale Sobi Italia e Grecia
Rilevare precocemente i segnali della malattia aiuta ad avere una presa in carico più veloce e un accesso alle cure in tempi più ridotti. La sensibilizzazione è una leva fondamentale per migliorare i percorsi di cura.— Carina Fiocchi, direttore medico Sobi Italia e Grecia