Trevi apre a Webuild: il cda valuta positivamente l'Opa a 5,165 euro

Il nuovo corrispettivo rientra negli intervalli di valore individuati
Il cda di Trevi accoglie favorevolmente l'offerta di Webuild a 5,165 euro per azione.
Mark

Quindi Webuild ha semplicemente comprato più azioni fino a quando Trevi non ha detto sì?

Mimi

Non esattamente. Webuild ha aumentato la sua quota e ha rialzato il prezzo dell'offerta. Il cda di Trevi ha valutato il nuovo prezzo e ha riconosciuto che rientra negli intervalli che loro stessi avevano stabilito come ragionevoli.

Luke

Ma il cda dice che il prezzo è nella parte inferiore di quegli intervalli. Quindi tecnicamente Trevi potrebbe ancora sostenere che non è abbastanza.

Mimi

Vero, ma il fatto che non lo respingano è il segnale. Prima bocciavano tutto. Ora dicono che il prezzo è accettabile, anche se al minimo.

Mark

E questa storia di Cdp Equity che smette di essere l'azionista principale — cosa significa?

Mimi

Significa che il controllo della società sta cambiando. Cdp Equity aveva la quota maggiore, ora non ce l'ha più. Questo attiva clausole nei contratti di finanziamento.

Luke

Clausole che potrebbero permettere alle banche di fare casino, giusto? Ma Trevi ha rinunciato a usarle.

Mimi

Esattamente. Trevi ha detto alle banche: non useremo i rimedi che abbiamo. Procediamo.

Mark

Quindi è finita?

Luke

Formalmente no — l'offerta pubblica non è ancora completata. Ma sì, il percorso è tracciato.

Mimi

Webuild ha dimostrato di avere i soldi, il prezzo è stato accettato dal cda, e gli ostacoli contrattuali sono stati rimossi. È difficile vedere cosa potrebbe fermarla adesso.

  • Webuild ha alzato la posta portando il prezzo dell'Opa a 5,165 euro per azione, segnalando una determinazione che il mercato non poteva ignorare.
  • Per la prima volta il cda di Trevi non ha respinto l'offerta, riconoscendo che il nuovo corrispettivo rientra negli intervalli di valore precedentemente individuati — un cambio di rotta significativo, anche se non un'approvazione entusiasta.
  • Gli acquisti progressivi di Webuild hanno scalzato Cdp Equity dalla posizione di primo azionista, attivando clausole di cambio di controllo nei contratti con le banche finanziatrici.
  • Trevi ha formalmente rinunciato ai rimedi contrattuali previsti dalla clausola di cambio di controllo, eliminando uno degli ultimi ostacoli procedurali all'operazione.
  • Con il 27,86% del capitale già in mano e la resistenza del management sostanzialmente caduta, il completamento formale dell'Opa appare ormai come una questione di tempo.

Nel mercato finanziario italiano, una lunga partita per il controllo di Trevi — società specializzata nell'ingegneria del sottosuolo — si avvia verso la sua conclusione naturale. Webuild ha alzato il prezzo della sua offerta pubblica di acquisto a 5,165 euro per azione, raggiungendo una quota del 27,86% del capitale, e per la prima volta il consiglio di amministrazione di Trevi ha accolto la proposta senza respingerla. In questo movimento convergente tra acquirente e acquisita si legge qualcosa di più ampio: il modo in cui il potere azionario, esercitato con pazienza e progressività, finisce per ridisegnare equilibri che sembravano consolidati.

La partita per il controllo di Trevi si avvia verso la sua conclusione. Webuild ha rilanciato l'offerta pubblica di acquisto portando il prezzo a 5,165 euro per azione e, operando tramite Intermonte Sim, ha continuato ad acquistare azioni sul mercato fino a detenere complessivamente 18.271.008 azioni ordinarie, pari al 27,86% del capitale sociale.

Il segnale più rilevante è arrivato dal consiglio di amministrazione di Trevi: per la prima volta, il cda non ha respinto la proposta di Webuild. La società ha comunicato che il nuovo corrispettivo rientra negli intervalli di valore precedentemente individuati, collocandosi nella fascia inferiore di quell'intervallo. Non è un'adesione entusiasta, ma segna un'inversione netta rispetto alle valutazioni negative espresse in precedenza.

Sullo sfondo si è consumato un passaggio azionario decisivo: gli acquisti di Webuild hanno fatto sì che Cdp Equity cessasse di essere il primo azionista di Trevi, attivando le clausole di cambio di controllo previste nei contratti con le banche finanziatrici. Il 7 ottobre 2026, Trevi ha trasmesso alle banche — tramite la banca agente — una richiesta formale di rinuncia all'esercizio dei rimedi contrattuali, scegliendo di non opporre resistenza legale ai cambiamenti in atto.

Con la quota rafforzata, il prezzo rilancito, l'apertura del management e gli ostacoli procedurali rimossi, quello che resta è il completamento formale dell'operazione.

La partita per il controllo di Trevi si è sostanzialmente conclusa. Webuild, che aveva già raggiunto il 28% del capitale della società di ingegneria del sottosuolo, ha rilanciato l'offerta pubblica di acquisto aumentando il prezzo a 5,165 euro per azione. Per la prima volta, il consiglio di amministrazione di Trevi non ha respinto la proposta.

L'apertura del cda è stata esplicita. La società ha comunicato che il nuovo corrispettivo di 5,165 euro per azione rientra negli intervalli di valore che lo stesso consiglio aveva precedentemente individuato, posizionandosi nella fascia inferiore di quell'intervallo. Non è un'approvazione entusiasta, ma rappresenta un cambio di rotta rispetto alle precedenti valutazioni negative dell'offerta.

Webuild ha continuato a rafforzare la sua posizione attraverso acquisti sul mercato. Operando tramite Intermonte Sim, la società ha acquisito ulteriori azioni di Trevi al prezzo unitario di 5,165 euro. Dopo queste operazioni, Webuild possiede complessivamente 18.271.008 azioni ordinarie, equivalenti al 27,86% del capitale sociale e dei diritti di voto della società target.

Un elemento cruciale della situazione riguarda il cambio di controllo. Gli acquisti di Webuild hanno determinato una modifica nella struttura azionaria: Cdp Equity ha cessato di essere l'azionista con la maggiore partecipazione nel capitale di Trevi. Questa circostanza ha attivato clausole contrattuali con le banche finanziatrici della società. Il 7 ottobre 2026, Trevi ha trasmesso alle banche una richiesta formale di rinuncia all'esercizio dei rimedi previsti dal contratto di finanziamento in relazione alla clausola di cambio di controllo. La società ha agito attraverso la banca agente, segnalando che intendeva procedere senza opporre resistenza legale ai cambiamenti in corso.

Questa sequenza di eventi — l'aumento della partecipazione di Webuild, il rilancio del prezzo dell'offerta, l'apertura del cda di Trevi, e la rinuncia ai rimedi contrattuali — disegna il quadro di un'operazione che sta raggiungendo il suo compimento. Webuild ha dimostrato la capacità di muoversi sul mercato, aumentare la sua quota e convincere il management della società target che il prezzo proposto è ragionevole. La rinuncia ai rimedi contrattuali da parte di Trevi elimina un ostacolo procedurale significativo. Quello che rimane è il completamento formale dell'offerta pubblica di acquisto.

Il nuovo corrispettivo di 5,165 euro per azione rientra negli intervalli di valore individuati dal consiglio di amministrazione, collocandosi nella parte inferiore degli stessi
— Comunicato di Trevi
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