Il 12 giugno, SpaceX si appresta a sbarcare al Nasdaq con un'operazione che non ha precedenti nella storia dei mercati: 75 miliardi di dollari da raccogliere, una valutazione di 1.750 miliardi e un prezzo fissato senza margine di trattativa. È il momento in cui l'ambizione di trasformare l'umanità in una specie multiplanetaria incontra la logica fredda dei multipli di borsa — e i due non sembrano sempre d'accordo. Scommettere su SpaceX significa, in fondo, scommettere su un uomo solo al comando, in un settore dove il futuro è ancora in gran parte scritto tra le stelle.
SpaceX in Borsa: l'IPO da record che divide gli analisti
Scommettere su SpaceX significa scommettere su Musk
Perché SpaceX ha scelto di fissare il prezzo a 135 dollari senza margine di negoziazione? Non è inusuale?
Molto inusuale. Di solito le aziende stabiliscono una forchetta e la aggiustano in base alla domanda durante il roadshow. SpaceX ha deciso di non negoziare. È un segnale di forza, o almeno di volontà di proiettarla.
Ma è anche un segnale di rischio. Se il prezzo è fisso e la domanda è debole, SpaceX raccoglie meno di quanto sperava. Non c'è flessibilità.
La valutazione di 1.750 miliardi di dollari è sostenibile?
Dipende da chi chiedi. SpaceX la ritiene sostenibile. Morningstar la valuta a 780 miliardi, meno della metà. La differenza sta nelle prospettive su xAI e sulle tecnologie orbitali che ancora non esistono.
Esattamente. Due dei tre segmenti operativi sono in perdita. SpaceX ha perso 4,94 miliardi nel 2025. L'unico che guadagna è Starlink. Tutto il resto è scommessa sul futuro.
Cosa significa che l'85% dei diritti di voto è nelle mani di Musk?
Significa che gli altri azionisti, anche se possiedono il 95% delle azioni, non controllano l'azienda. Musk decide. È una struttura di controllo molto concentrata.
E questo è un rischio che gli investitori devono considerare. Non è una società governata da un consiglio indipendente. È Musk che comanda.
Perché Morningstar è così scettica su xAI?
Perché xAI compete con OpenAI e Anthropic, che hanno già raccolto miliardi e hanno una posizione di mercato consolidata. xAI è più debole, e le sue economie sono ancora incerte.
E il chatbot Grok non ha ancora dimostrato di poter competere veramente. È una scommessa, non una certezza.
I data center solari in orbita sono davvero impossibili?
Non impossibili, ma non esistono ancora. SpaceX conta su una tecnologia che è ancora in fase di sviluppo. È una prospettiva affascinante, ma non è realtà oggi.
E il mercato potenziale di 28.500 miliardi di dollari è una stima teorica. Non sappiamo se quella tecnologia funzionerà, quando funzionerà, o se avrà davvero quel valore di mercato.
Cosa succede se SpaceX entra rapidamente nel Nasdaq 100?
I fondi passivi che replicano l'indice sarebbero obbligati a comprare azioni SpaceX automaticamente. Non per scelta, ma per mantenere la fedeltà all'indice. Questo potrebbe spingere il prezzo ancora più in alto.
Ma è anche un rischio. Se il prezzo sale solo per ragioni meccaniche di inclusione nell'indice, non perché i fondamentali dell'azienda sono forti, allora il mercato potrebbe essere sovraccarico. E quando la bolla scoppia, scoppia.
Le Pouls
- SpaceX ha fissato il prezzo a 135 dollari per azione senza alcuna possibilità di negoziazione, un gesto di sicurezza — o di sfida — verso il mercato.
- La valutazione implicita di 1.750 miliardi si scontra con una perdita netta di quasi 5 miliardi nel 2025 e con un rapporto prezzo/ricavi di 93,7 volte, quasi il doppio di Palantir.
- Morningstar stima il valore reale dell'azienda a 780 miliardi, segnalando che due segmenti su tre bruciano liquidità e che le tecnologie più ambiziose non esistono ancora.
- L'eventuale ingresso nel Nasdaq 100 costringerebbe i fondi passivi ad acquistare automaticamente il titolo, trascinando milioni di risparmiatori nell'operazione senza che lo scelgano consapevolmente.
- Con OpenAI e Anthropic pronte a seguire, il mercato si interroga su quanta liquidità possa davvero assorbire prima che l'euforia si trasformi in qualcosa di più preoccupante.
Il 12 giugno, SpaceX si appresta a sbarcare al Nasdaq con un'operazione che non ha precedenti nella storia dei mercati: 75 miliardi di dollari da raccogliere, una valutazione di 1.750 miliardi e un prezzo fissato senza margine di trattativa. È il momento in cui l'ambizione di trasformare l'umanità in una specie multiplanetaria incontra la logica fredda dei multipli di borsa — e i due non sembrano sempre d'accordo. Scommettere su SpaceX significa, in fondo, scommettere su un uomo solo al comando, in un settore dove il futuro è ancora in gran parte scritto tra le stelle.
SpaceX ha dato il via al suo roadshow istituzionale in vista della quotazione al Nasdaq prevista per il 12 giugno, con il simbolo «SPCX». L'azienda di Elon Musk ha scelto un approccio insolito: prezzo fisso a 135 dollari per azione, nessuna forchetta indicativa, nessuna trattativa. L'offerta è interamente primaria — i 75 miliardi raccolti andranno direttamente all'azienda per finanziare intelligenza artificiale, Starlink e programmi spaziali. Fino al 30% delle azioni sarà riservato agli investitori retail, capitalizzando sul seguito quasi fanatico che Musk ha costruito tra i piccoli risparmiatori.
I numeri mettono alla prova la fiducia. Con ricavi 2025 di 18,67 miliardi e una perdita netta di quasi 5 miliardi, l'unico metro di paragone disponibile è il rapporto prezzo/ricavi: 93,7 volte. Palantir, già considerata cara, si ferma a 81. Tesla quota a 17. Se gli investitori eserciteranno l'opzione greenshoe, la capitalizzazione potrebbe toccare 1.780 miliardi di dollari.
Morningstar ha risposto con una valutazione alternativa: 780 miliardi, meno della metà. Le ragioni sono chiare — xAI ha una posizione competitiva debole rispetto a OpenAI e Anthropic, le tecnologie orbitali più ambiziose non esistono ancora, e persino Starlink, l'unico segmento profittevole, affronta ostacoli significativi. Gli analisti consigliano pazienza: il titolo potrebbe essere acquistato a prezzi più favorevoli dopo il debutto.
L'operazione ha implicazioni che vanno oltre chi compra consapevolmente. Se SpaceX entrasse rapidamente nel Nasdaq 100, i fondi passivi sarebbero obbligati ad acquistarne le azioni automaticamente, ridistribuendo il rischio su milioni di risparmiatori ignari. Con l'85,1% dei diritti di voto concentrati in Musk, e con OpenAI e Anthropic pronte a seguire con quotazioni miliardarie, la domanda che aleggia sui mercati è una sola: fin dove può spingersi l'entusiasmo prima di incontrare i propri limiti?
SpaceX ha ufficialmente avviato il suo roadshow per gli investitori istituzionali, il primo passo concreto verso la quotazione al Nasdaq prevista per il 12 giugno con il simbolo «SPCX». L'operazione rappresenta un momento cruciale per i mercati finanziari globali, ma anche un test della fiducia degli investitori in una valutazione che lascia perplessi molti analisti.
L'azienda di Elon Musk ha scelto una strategia inusuale: ha fissato il prezzo delle azioni a 135 dollari per titolo senza alcun margine di negoziazione. Non c'è spazio per trattative, non c'è una forchetta indicativa da aggiustare in base alla domanda. È un approccio che riflette la sicurezza di SpaceX nella propria posizione di mercato, o almeno la volontà di proiettarla. L'operazione è strutturata come un'offerta interamente primaria, il che significa che i 75 miliardi di dollari che SpaceX conta di raccogliere andranno direttamente nelle casse dell'azienda, non nelle tasche degli azionisti attuali. Questi fondi serviranno a espandere le infrastrutture di calcolo per l'intelligenza artificiale, a sviluppare ulteriormente la rete di satelliti Starlink e a finanziare i programmi di lancio spaziale. Una quota inusualmente elevata, fino al 30% delle azioni, sarà riservata agli investitori retail, una scelta che capitalizza sul seguito quasi fanatico che Musk ha costruito tra i piccoli risparmiatori.
I numeri sono straordinari. SpaceX prevede di vendere 555,6 milioni di azioni, pari a circa il 4% del capitale totale. Se gli investitori eserciteranno l'opzione greenshoe per acquistare ulteriori azioni, la raccolta potrebbe salire a 86 miliardi di dollari, conferendo al gruppo una valutazione di mercato di 1.780 miliardi di dollari. Per comprendere se questa cifra sia sostenibile, gli analisti ricorrono ai multipli di valutazione. Con ricavi nel 2025 di 18,67 miliardi di dollari, la valutazione implicherebbe un rapporto prezzo/ricavi di 93,7 volte. In altre parole, gli investitori pagherebbero quasi 94 dollari per ogni dollaro di fatturato generato dall'azienda. Palantir, già considerata cara dal mercato, si ferma a 81 volte. Tesla, il benchmark più noto di Musk, quota a 17 volte. Il confronto sul rapporto prezzo/utili, la misura più comune per valutare le aziende, è impossibile: SpaceX ha chiuso il 2025 con una perdita netta di 4,94 miliardi di dollari, rendendo il fatturato l'unico metro di paragone disponibile.
Morningstar, la società di ricerca indipendente, ha pubblicato una valutazione radicalmente diversa: 780 miliardi di dollari, meno della metà dell'obiettivo di SpaceX. Le ragioni sono tre. Primo, xAI, il segmento dedicato all'intelligenza artificiale che include il chatbot Grok e che è stato fuso con SpaceX all'inizio del 2026, presenta economie incerte e una posizione competitiva debole rispetto a OpenAI e Anthropic. Secondo, le tecnologie su cui SpaceX fonda molte delle sue prospettive future—i data center alimentati a energia solare in orbita, capaci di indirizzare un mercato potenziale da 28.500 miliardi di dollari—non esistono ancora. Terzo, anche Starlink, l'unico dei tre segmenti operativi che genera profitti e la vera fonte di ricavi dell'azienda, deve affrontare ostacoli tecnologici significativi. Gli analisti di Morningstar hanno concluso che gli investitori a lungo termine avranno opportunità di acquistare il titolo a prezzi più favorevoli dopo l'IPO.
SpaceX è il primo di una serie di quotazioni miliardarie che potrebbero ridisegnare i mercati finanziari nei prossimi mesi. Si stima che SpaceX, OpenAI e Anthropic—anch'esse intenzionate a debuttare in Borsa—insieme potrebbero aggiungere quasi 4 mila miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato. Ma i rischi sono reali. Due dei tre segmenti operativi bruciano liquidità, e l'85,1% dei diritti di voto è concentrato nelle mani di Musk. Scommettere su SpaceX significa, in sostanza, scommettere su di lui.
C'è un ulteriore effetto che riguarda potenzialmente chiunque abbia un fondo pensione o un ETF legato al Nasdaq. SpaceX ha puntato fin dall'inizio all'inclusione rapida nell'indice Nasdaq 100. Se l'ingresso avvenisse in tempi brevi, i fondi passivi che replicano l'indice sarebbero obbligati ad acquistare azioni SpaceX automaticamente, non per scelta consapevole ma per mantenere la fedeltà all'indice. Con una capitalizzazione da 1.750 miliardi, i gestori dovrebbero vendere altri titoli per fare spazio al nuovo arrivato. Diversi fondi americani stanno già accantonando liquidità in attesa della quotazione. Alcuni analisti ricordano che le grandi ondate di IPO hanno talvolta segnato i picchi delle frenesie speculative del passato. Con Alphabet che ha annunciato 80 miliardi di nuova raccolta azionaria, la domanda che emerge è semplice: quanta liquidità il mercato può davvero assorbire?
Citations marquantes
Gli investitori a lungo termine avranno opportunità di acquistare il titolo a prezzi più favorevoli dopo l'IPO— Analisti di Morningstar