Crans-Montana, fatture mediche da 1,6 milioni: Berna non decide chi paga

Dodici ragazzi italiani rimasti feriti nel rogo del Constellation a Capodanno a Crans-Montana, alcuni ricoverati in terapia intensiva e trasportati in elicottero in Italia.
Il minimo sarebbe che la Svizzera sospenda la richiesta di rimborso
Umberto Marcucci, padre di un ragazzo ferito, spiega perché l'Italia rifiuta di pagare le fatture mediche svizzere.
Mark

Allora, il punto è che la Svizzera ha curato questi ragazzi e ora vuole che l'Italia paghi le fatture?

Mimi

Esattamente. Gli ospedali svizzeri hanno presentato conti per 1,6 milioni di euro. Ma l'Italia dice no, perché sostiene che la tragedia è avvenuta in Svizzera, in un locale svizzero, e che potrebbe esserci responsabilità svizzera.

Luke

Aspetta — il presidente Parmelin aveva promesso a Meloni che i feriti non avrebbero pagato nulla. Quindi la Svizzera stessa aveva già detto di no a questa fatturazione.

Mimi

Sì, ma poi Parmelin si è dimesso, proprio quando doveva prendere una decisione formale su chi avrebbe coperto i costi. Adesso il governo federale è in transizione.

Mark

E il procedimento penale a Sion? Cosa sta cercando?

Mimi

Sta indagando se le autorità pubbliche svizzere — il comune, il cantone — hanno responsabilità nella tragedia. Se le hanno, allora la Svizzera dovrebbe pagare, non l'Italia.

Luke

Ma questo è ancora in corso. Non c'è ancora una sentenza. Nel frattempo, le fatture restano sul tavolo.

Mark

Quanto denaro ha già stanziato la Svizzera complessivamente?

Mimi

Il parlamento federale ha messo 37,6 milioni di euro per le vittime, il cantone del Vallese altri 2,5 milioni, e c'è una fondazione con quasi 26 milioni. Ma le fatture ospedaliere specifiche — quelle da 1,6 milioni — non sono ancora coperte da nessuno.

Luke

Quindi il vero nodo è: se la Svizzera riconosce responsabilità nella tragedia, paga tutto. Se no, chiede rimborso all'Italia. E nessuno vuole essere il primo a ammettere responsabilità.

Mimi

Esattamente. È una partita a scacchi tra due stati, e i feriti rimangono nel mezzo.

  • Fatture ospedaliere svizzere per 1,5 milioni di franchi (1,6 milioni di euro)
  • Dodici ragazzi italiani feriti nel rogo del Constellation a Capodanno a Crans-Montana
  • Il presidente Parmelin aveva promesso a Meloni che i feriti non avrebbero pagato nulla
  • Procedimento penale a Sion sta valutando responsabilità delle autorità pubbliche svizzere
  • La Svizzera ha già stanziato 37,6 milioni di euro per le vittime

Gli ospedali svizzeri hanno presentato fatture per 1,5 milioni di franchi (1,6 milioni di euro) per le cure ai feriti italiani del discobar. Il presidente Parmelin aveva promesso a Meloni di gestire la questione bilateralmente, assicurando che i feriti non avrebbero pagato nulla.

La Svizzera chiede all'Italia il rimborso di 1,6 milioni di euro per le cure ai 12 ragazzi italiani feriti nel rogo del Constellation a Capodanno. Il governo elvetico non ha ancora deciso chi pagherà, mentre Roma rifiuta categoricamente.

A Berna giace un fascicolo di fatture che nessuno intende pagare. Ammontano a 1,5 milioni di franchi svizzeri — poco più di 1,6 milioni di euro — e rappresentano le spese mediche sostenute da ospedali cantonali in Losanna, Zurigo e Sion per curare dodici ragazzi italiani feriti nel rogo del Constellation a Capodanno a Crans-Montana. Il dossier riposa sulla scrivania del Conseil fédéral, il governo elvetico, in attesa di una decisione che tarda ad arrivare.

La vicenda è esplosa ad aprile, quando alcune famiglie italiane hanno ricevuto conti sanitari salati. Umberto Marcucci, padre di Manfredi rimasto ustionato nel discobar, si è trovato davanti una fattura di quasi 72mila euro da Sion per sole quindici ore di degenza in terapia intensiva, prima che il figlio venisse trasportato in elicottero al Niguarda di Milano. Altre famiglie hanno affrontato bollette analoghe, alcune superando i 70mila euro per poche ore di ricovero. La reazione italiana è stata immediata e netta: il governo ha rifiutato categoricamente di rimborsare. La premier Giorgia Meloni ha definito la richiesta svizzera "ignobile", mentre il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha chiarito che l'Italia non avrebbe pagato.

Il presidente della Confederazione Guy Parmelin aveva assicurato diversamente. In un incontro con Meloni il 4 maggio, a margine di un vertice della Comunità politica europea in Armenia, si era impegnato a "gestire la questione sul piano bilaterale". Aveva promesso che i feriti, "indipendentemente dal loro luogo di residenza, non dovranno pagare nulla per le cure mediche prestate negli ospedali svizzeri immediatamente dopo la catastrofe". Quella promessa, però, rimane ancora senza seguito. La scorsa settimana Parmelin si è dimesso in modo inaspettato, proprio nel giorno in cui ci si attendeva una deliberazione su questo dossier. Il governo federale è ora impegnato in una complessa sostituzione della presidenza, e la questione delle fatture mediche è rimasta sospesa.

Marcucci ha espresso il ragionamento che sottende la posizione italiana: "Se mi rompo una gamba su una pista da sci è giusto che il sistema sanitario italiano rimborsi. Se, invece, mi sono fatto male in un bar a causa della negligenza di qualcuno — probabilmente qualcuno del comune o del cantone — allora il minimo sarebbe che la Svizzera sospenda la richiesta di rimborso fino all'individuazione delle responsabilità". L'argomento tocca il cuore della disputa: chi è responsabile della tragedia?

A Sion è in corso un procedimento penale che sta esaminando proprio questo. Secondo Fabrizio Ventimiglia, avvocato della famiglia di Sofia Donadio, anch'essa ferita nel Constellation, le autorità pubbliche svizzere — a partire dal Comune di Crans-Montana — potrebbero risultare responsabili. "Se tali responsabilità dovessero essere accertate", ha dichiarato Ventimiglia, "sarebbe francamente difficile accettare che il peso economico delle conseguenze di questa tragedia rimanga definitivamente a carico dello Stato italiano".

Nel frattempo, i costi della tragedia per la Svizzera continuano a lievitare. Il parlamento federale ha stanziato 37,6 milioni di euro per le vittime, mentre il cantone del Vallese ha aggiunto altri 2,5 milioni. La Fondazione Beloved, creata appositamente per gestire i danni, dispone di un budget di quasi 26 milioni di euro. Giovedì la sua presidente, Doris Leuthard, ha incontrato a Milano le famiglie italiane coinvolte, assicurando di voler sostenere "le spese mediche, di supporto psicologico e fisioterapico, che non sono a carico del servizio sanitario nazionale". Ma la questione cruciale — chi pagherà le fatture ospedaliere già presentate — rimane irrisolta, in sospeso tra due governi e in attesa che un tribunale svizzero stabilisca dove ricade la responsabilità della notte che ha cambiato tutto.

Se mi rompo una gamba su una pista da sci è giusto che il sistema sanitario italiano rimborsi. Se, invece, mi sono fatto male in un bar a causa della negligenza di qualcuno, allora il minimo sarebbe che la Svizzera sospenda la richiesta di rimborso fino all'individuazione delle responsabilità
— Umberto Marcucci, padre di Manfredi, ragazzo ferito nel Constellation
Se tali responsabilità dovessero essere accertate, sarebbe francamente difficile accettare che il peso economico delle conseguenze di questa tragedia rimanga definitivamente a carico dello Stato italiano
— Fabrizio Ventimiglia, avvocato della famiglia di Sofia Donadio
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