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Le malattie renali rare C3G e IC-MPGN primaria colpiscono pazienti e caregiver con diagnosi spesso lunghe e complesse, impattando sulla qualità della vita e sulla progressione verso insufficienza renale.
Avvicinarsi, ascoltare e informarsi: così si comprende davvero
Il messaggio centrale della campagna Sobi è che le malattie rare richiedono vicinanza, non distanza, per essere comprese.
Mark

Perché una farmaceutica decide di investire in una campagna di sensibilizzazione invece di concentrarsi solo sulla ricerca e sulla commercializzazione dei farmaci?

Mimi

Perché le malattie rare hanno un problema di fondo: nessuno le conosce. I pazienti impiegano anni a ottenere una diagnosi. I medici non le riconoscono. Se non c'è consapevolezza, anche il miglior farmaco rimane inaccessibile a chi ne avrebbe bisogno.

Luke

Ma quanto di questo è genuina responsabilità sociale e quanto è strategia di mercato? Se Sobi ha terapie per queste malattie, la sensibilizzazione aumenta direttamente il numero di pazienti diagnosticati e quindi il numero di clienti potenziali.

Mimi

È vero, ma non è una contraddizione. Anche se c'è un vantaggio commerciale, il risultato concreto è che più persone ricevono una diagnosi precoce, e questo salva loro la salute. L'intento e l'effetto possono coesistere.

Mark

Quanto è diffusa la C3G e l'IC-MPGN? Quante persone in Italia convivono con queste malattie?

Luke

Buona domanda. Il materiale dice che sono malattie rare, che il 50 per cento dei pazienti progredisce verso insufficienza renale entro dieci anni, ma non fornisce numeri assoluti. Non sappiamo quanti pazienti italiani sono colpiti. Questo è un dato importante che manca.

Mimi

È uno dei motivi per cui la campagna è necessaria. Proprio perché sono così rare, i dati epidemiologici sono scarsi. Sobi stessa sottolinea che servirebbe un registro nazionale della fenilchetonuria, e il principio vale per tutte le malattie rare: senza dati, è difficile pianificare.

Mark

L'installazione a CityLife è temporanea, solo quattro giorni. Quanto impatto può avere?

Mimi

È il primo passo di una campagna multicanale. L'installazione fisica crea un momento di contatto diretto, di curiosità. Ma il vero lavoro è quello che viene dopo: i materiali informativi, il sito dedicato, il QR code. L'installazione è il gancio che attira l'attenzione.

Luke

Però quattro giorni in un distretto di Milano raggiunge una popolazione molto specifica e geograficamente limitata. Se l'obiettivo è sensibilizzare a livello nazionale, questo è solo un inizio. Non sappiamo ancora come Sobi intende scalare il messaggio nel resto del paese.

Mark

Cosa succede a un paziente che riceve una diagnosi tardiva, quando il danno renale è già avanzato?

Mimi

Secondo quanto riportato, la dieta e le terapie possono controllare i livelli della malattia, ma non possono annullare il danno neurologico o renale già prodotto. Per questo la diagnosi precoce è così cruciale: è l'unica finestra in cui si può prevenire il danno.

Luke

Il materiale parla di prognosi «complessivamente infausta». Questo significa che anche con diagnosi precoce e terapia, questi pazienti affrontano comunque una progressione della malattia. La campagna sottolinea la speranza, ma la realtà medica è che le opzioni rimangono limitate.

Mimi

Vero. Ma limitare il danno, rallentare la progressione, permettere a una persona di vivere con qualità della vita più alta per più anni, è comunque un risultato significativo. Non è una cura, ma è una differenza reale.

  • Circa il 50 per cento dei pazienti con C3G o IC-MPGN primaria progredisce verso l'insufficienza renale entro dieci anni, ma la diagnosi arriva spesso dopo anni di incertezza e percorsi tortuosi.
  • Un monolite arancione a CityLife rompe l'invisibilità di queste malattie: tre spioncini rivelano storie reali di pazienti e caregiver che portano ogni giorno un peso che gli altri non vedono.
  • Sobi Italia punta sulla sensibilizzazione pubblica come leva concreta per ridurre i tempi diagnostici e migliorare l'accesso alle cure, coinvolgendo non solo i pazienti ma l'intero ecosistema che li circonda.
  • La campagna 'Rare Means Care', attiva a Milano dall'8 all'11 ottobre con un punto informativo accanto all'installazione, è destinata a espandersi a livello nazionale attraverso una strategia multicanale.

Nel cuore di Milano, un monolite arancione si erge come testimone silenzioso di esistenze spesso invisibili: quelle di chi convive con malattie renali rare come la C3G e la IC-MPGN primaria, patologie che progrediscono nell'ombra e che troppo spesso restano senza nome per anni. Sobi Italia ha scelto lo spazio pubblico di CityLife per trasformare la curiosità dei passanti in consapevolezza, ricordando che riconoscere una malattia rara in tempo può cambiare il corso di una vita. In un mondo in cui il 95 per cento delle oltre diecimila patologie rare conosciute è ancora privo di cura approvata, informare è già un atto di cura.

A CityLife, nel mezzo del traffico quotidiano di Milano, un monolite arancione invita chi passa a fermarsi. Chi lo fa e si avvicina abbastanza da guardare attraverso uno dei tre spioncini ricavati nella struttura, trova storie: un padre che descrive l'angoscia di fronte ai sintomi della figlia e il sollievo di una diagnosi finalmente chiara; un giovane uomo che racconta il peso invisibile di una malattia che avanza senza farsi vedere; una donna che, dopo anni di dubbi, impara a guardare avanti. I nomi sono di fantasia, i volti sono di attori, ma le esperienze sono ispirate a persone reali.

L'installazione è il cuore della campagna 'Rare Means Care' promossa da Sobi Italia, dedicata a due patologie renali rare e croniche — la glomerulopatia da C3 (C3G) e la glomerulonefrite membranoproliferativa primaria mediata da immunocomplessi (IC-MPGN) — che progrediscono in silenzio e che circa il 50 per cento dei pazienti porta fino all'insufficienza renale entro dieci anni. Malattie poco conosciute, difficili da riconoscere, spesso precedute da anni di incertezza diagnostica.

Carla Rapaccioli di Sobi Italia ha spiegato che la campagna vuole raccontare l'impatto umano e concreto di queste patologie, non solo i dati clinici. Carina Fiocchi, Medical Director, ha sottolineato come la consapevolezza pubblica riduca i tempi di diagnosi e apra prima le porte alle cure. Fabrizio Capetta, General Manager per Italia, Grecia, Malta e Cipro, ha ricordato che la malattia rara non colpisce mai solo il singolo: si estende alle famiglie, ai caregiver, alla comunità intera, e che l'innovazione nel settore deve trasformare non solo le terapie disponibili, ma l'intero ecosistema del paziente.

Accanto al monolite, un punto informativo accoglie i visitatori fino all'11 ottobre. La tappa milanese è il primo passo di una campagna multicanale che Sobi intende portare in tutta Italia, nell'ambito del più ampio impegno Unite4Rare, co-creato con le comunità internazionali di pazienti, in un settore dove oltre quattrocento milioni di persone nel mondo convivono con una malattia rara e per il 95 per cento di esse non esiste ancora una cura approvata.

A Milano, nel cuore di CityLife, sorge un monolite arancione che a prima vista sembra muto. Recita solo una frase: «Rare means Care». Ma chi si ferma, chi fa un passo avanti e guarda attraverso uno dei tre spioncini ricavati nella struttura, scopre qualcosa di diverso: volti, voci, storie di persone che convivono ogni giorno con malattie che la medicina ancora conosce poco e che i pazienti stessi faticano a spiegare agli altri.

L'installazione, promossa da Sobi Italia, la divisione italiana della multinazionale svedese Swedish Orphan Biovitrum Ab, è il cuore di una campagna di sensibilizzazione dedicata a due patologie renali rare e croniche: la glomerulopatia da C3 (C3G) e la glomerulonefrite membranoproliferativa primaria mediata da immunocomplessi (IC-MPGN). Sono malattie che progrediscono in silenzio. Circa il 50 per cento dei pazienti diagnosticati evolve verso l'insufficienza renale entro dieci anni. Eppure rimangono largamente invisibili, poco conosciute, difficili da riconoscere anche per i medici. I percorsi diagnostici sono lunghi e complessi, spesso caratterizzati da anni di incertezza prima che arrivi finalmente una risposta.

Le tre storie visibili attraverso gli spioncini sono ispirate a persone reali, anche se i nomi sono di fantasia e i volti appartengono ad attori. Una racconta l'angoscia di un padre di fronte ai sintomi della figlia e il sollievo che arriva con una diagnosi che finalmente chiarisce tutto. Un'altra è la testimonianza di un giovane uomo che descrive la difficoltà di portare il peso di una malattia invisibile, che progredisce senza dare segni evidenti, e come tutto diventi più semplice quando si decide di aprirsi agli altri. La terza è la storia di una donna che, dopo un cammino fatto di dubbi e incertezze, riesce finalmente a guardare al futuro con una prospettiva diversa.

Carla Rapaccioli, Community Engagement & Communication Head di Sobi Italia, ha spiegato che l'obiettivo della campagna non è solo parlare della patologia in termini medici, ma raccontare l'impatto concreto e il carico che queste malattie comportano per i pazienti e per chi li circonda. Carina Fiocchi, Medical Director di Sobi Italia e Grecia, ha sottolineato che l'informazione e la consapevolezza fanno una differenza reale: aiutano a ridurre il tempo che i pazienti trascorrono nel loro percorso prima di arrivare a una diagnosi, rendendo la diagnosi stessa più tempestiva. Rilevare presto i segnali della malattia consente una presa in carico più veloce e un accesso alle cure in tempi ridotti. La sensibilizzazione, ha aggiunto, è una leva fondamentale per migliorare i percorsi di cura.

Fabrizio Capetta, Vice President e General Manager di Sobi per Italia, Grecia, Malta e Cipro, ha ricordato che la malattia rara non colpisce mai il singolo individuo: coinvolge tutto ciò che gli sta attorno, dalle famiglie ai caregiver, limitando la socialità, l'ambiente di lavoro e impattando sul sistema sanitario e sulla comunità nel suo complesso. L'innovazione nel settore delle malattie rare, ha detto, ha un duplice aspetto: da un lato significa rendere disponibili terapie che trasformino realmente le aspettative delle persone; dall'altro significa impattare positivamente l'intero ecosistema del paziente. Capetta ha anche sottolineato l'importanza della programmazione condivisa tra tutti gli stakeholder coinvolti, inclusa l'industria, le istituzioni e i pazienti stessi, per identificare i bisogni insoddisfatti e far sì che la scienza generi un valore tangibile e concreto.

L'installazione a CityLife resterà attiva dall'8 all'11 ottobre. Accanto al monolite, Sobi ha allestito un punto informativo dove i visitatori possono ricevere materiali informativi sulle patologie renali rare e comprendere come una diagnosi precoce possa davvero fare la differenza. L'attivazione milanese rappresenta il cuore di una campagna multicanale più ampia con la quale l'azienda intende amplificare a livello nazionale il messaggio di «Rare means Care», impegnandosi concretamente per la diffusione di una cultura dell'informazione e della consapevolezza pubblica sulle malattie rare. Questo sforzo si inserisce in un impegno più vasto di Sobi chiamato Unite4Rare, co-creato con le leadership delle comunità di pazienti internazionali e riflette l'esperienza storica dell'azienda nel settore delle malattie rare, dove oltre diecimila patologie conosciute colpiscono circa quattrocento milioni di persone nel mondo, e per il 95 per cento di esse non esiste ancora una cura approvata.

La rarità, per sua natura, rischia spesso di creare distanza, ma noi crediamo che l'unico modo per comprenderla sia avvicinarsi
— Fabrizio Capetta, Vice President e General Manager di Sobi Italia e Grecia
L'informazione e la consapevolezza fanno assolutamente la differenza quando si parla di queste patologie perché aiutano a ridurre il tempo che i pazienti trascorrono nel loro percorso prima di arrivare a una diagnosi
— Carina Fiocchi, Medical Director Sobi Italia e Grecia
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