Carburanti, Meloni promette intervento con accise mobili mentre diesel tocca 2,26 euro

I rincari dei carburanti pesano significativamente sui bilanci delle famiglie e delle imprese italiane.
Il governo si interroga se sia più opportuno spendere adesso o conservare per dopo
Meloni spiega l'incertezza sulla tempistica dell'intervento sui carburanti, rimandando la decisione.
Mark

Perché il governo non ha semplicemente implementato le accise mobili quando ha avuto l'occasione?

Mimi

Perché il decreto attuativo non è stato pubblicato. Meloni dice che il meccanismo è stato perfezionato, ma la pratica amministrativa è rimasta indietro rispetto agli annunci.

Luke

Attenzione: non sappiamo se il ritardo è tecnico o politico. Meloni stessa dice che stanno valutando se sia meglio spendere i soldi adesso o dopo. Quindi non è solo una questione di burocrazia.

Mark

Quali sono i 170 milioni di cui parla Meloni?

Mimi

Sono le risorse che il governo ha a disposizione a settembre per contenere i rincari attraverso le accise mobili. È il budget che potrebbe essere usato per abbassare i prezzi.

Luke

Ma qui c'è un'ambiguità importante: Meloni dice che questi soldi potrebbero essere spesi adesso oppure conservati per dopo. Quindi non è una promessa di intervento immediato, è una valutazione ancora in corso.

Mark

Eni ha promesso di mantenere i prezzi bassi?

Mimi

Eni ha detto che condivide le necessità del governo e sta applicando una politica commerciale responsabile. È una dichiarazione di buona volontà.

Luke

Ma non è un impegno vincolante. È una risposta a una pressione politica. Se i prezzi internazionali salgono ancora, Eni potrebbe dire che non può fare di più.

Mark

Cosa vuole l'opposizione?

Mimi

Elly Schlein chiede di tassare gli extraprofitti delle società energetiche e di riattivare subito le accise mobili. È una critica sia alla strategia che alla velocità di esecuzione.

Luke

La differenza è fondamentale: il governo negozia con i petroliferi e valuta interventi graduali, l'opposizione vuole misure strutturali e immediate. Sono due visioni diverse di come affrontare il problema.

Mark

Cosa succede adesso?

Mimi

Il governo continua a valutare. Meloni ha detto che vedrà cosa accade nelle prossime ore. Nel frattempo, i prezzi rimangono alti.

Luke

E questo è il punto: mentre il governo valuta, i cittadini pagano. Non sappiamo ancora se e quando le accise mobili verranno implementate.

  • Con la fine dello sconto di 6,1 centesimi, il diesel schizza a 2,261 euro al litro, colpendo immediatamente i bilanci di famiglie e imprese già sotto pressione.
  • Il governo dispone di circa 170 milioni di euro e di un meccanismo — le accise mobili — teoricamente pronto, ma il decreto attuativo non è ancora stato pubblicato.
  • Meloni e il viceministro Leo ammettono apertamente di essere ancora in fase di valutazione, senza una decisione presa: un'incertezza che diventa notizia in sé.
  • Eni dichiara di applicare una 'politica commerciale responsabile', ma si tratta di una dichiarazione di intenti, non di un impegno vincolante sui prezzi.
  • L'opposizione, con Schlein in testa, accusa il governo di inazione e rilancia la proposta di tassare gli extraprofitti delle società energetiche, aprendo una frattura strategica netta.

Quando il prezzo del carburante supera una soglia che le famiglie sentono sulla propria pelle, la politica è chiamata a rispondere con qualcosa di più della promessa. In Italia, con il diesel salito a 2,261 euro al litro dopo la scadenza di uno sconto sulle accise, la premier Meloni ha evocato lo strumento delle accise mobili — un meccanismo già pronto ma non ancora attivato — lasciando aperta la domanda su quando e se le risorse disponibili verranno davvero impiegate. È il momento in cui la distanza tra l'annuncio e l'azione diventa essa stessa un fatto politico ed economico.

Il diesel ha superato i 2,26 euro al litro nel self-service, dopo la scadenza dello sconto di 6,1 centesimi che il governo aveva mantenuto fino a pochi giorni fa. Il rialzo si è fatto sentire subito, in un paese già provato da mesi di tensioni sui prezzi dell'energia.

A margine del vertice Med9 a Spalato, la premier Giorgia Meloni ha illustrato la risposta dell'esecutivo: le accise mobili, un meccanismo che prevede di destinare l'Iva aggiuntiva incassata con i rincari a un taglio delle accise stesse. Il governo dice di averlo perfezionato, ma il decreto attuativo non è ancora stato pubblicato. A settembre sono disponibili circa 170 milioni di euro per questo scopo, ma Meloni ha spiegato che l'esecutivo sta ancora valutando se spenderli ora o conservarli per quando scadranno altre misure di contenimento. Il viceministro Leo ha confermato: 'Ci stiamo ragionando, non c'è una decisione.'

Meloni ha anche auspicato il pieno ripristino del price cap sui carburanti, e Eni ha risposto dichiarando di condividere le preoccupazioni della premier e di puntare a prezzi sostenibili — una dichiarazione di intenti, non un vincolo.

Dall'opposizione, Elly Schlein ha attaccato duramente, accusando il governo di non fare nulla di fronte alle crisi geopolitiche che pesano sulle tasche degli italiani. Il Pd chiede di tassare gli extraprofitti delle società energetiche e di attivare subito le accise mobili, tracciando una linea di frattura netta con la strategia governativa, che preferisce la negoziazione e la gradualità. Nel frattempo, chi fa il pieno continua a pagare 2,26 euro al litro.

Il diesel ha superato i due euro e venti al litro. Precisamente 2,261 euro al litro nel self-service, secondo le rilevazioni più recenti. Questo nuovo rialzo è arrivato con la scadenza dello sconto di 6,1 centesimi che il governo aveva mantenuto fino a pochi giorni fa, e il colpo si è fatto sentire subito nei bilanci delle famiglie e delle imprese italiane, già provate da mesi di tensioni sui prezzi dell'energia.

La premier Giorgia Meloni ha affrontato la questione durante una conferenza stampa a margine del vertice Med9 a Spalato, tracciando quella che il governo considera la sua risposta: le accise mobili. Il meccanismo, secondo Meloni, funzionerebbe così: quando il prezzo del carburante sale, l'Iva aggiuntiva che entra nelle casse dello Stato viene messa da parte e utilizzata per abbassare di nuovo il prezzo attraverso un taglio delle accise. È una soluzione che l'esecutivo dice di aver perfezionato, ma che ancora non è stata implementata perché il decreto attuativo non è stato pubblicato.

Quanto alle risorse disponibili, Meloni ha indicato una cifra precisa: a settembre il governo ha circa 170 milioni di euro che potrebbero essere destinati a questo scopo. Ma qui emerge l'incertezza della posizione governativa. La premier ha spiegato che il governo si sta interrogando se sia più opportuno spendere questi soldi adesso, quando ci sono ancora altre misure di contenimento in vigore, oppure conservarli per quando quelle misure scadranno. È una valutazione che rimanda la decisione, non la prende. Il viceministro dell'Economia Maurizio Leo ha confermato questo stato di riflessione: "Ci stiamo ragionando, non c'è una decisione; ci stiamo lavorando."

Meloni ha anche sottolineato l'importanza del price cap, il tetto ai prezzi che i gruppi petroliferi hanno adottato su pressione del governo. Ha auspicato che questo meccanismo possa "pienamente ripristinarsi" nelle prossime ore. In risposta, il gruppo Eni ha comunicato ufficialmente di condividere le necessità espresse dalla presidente del Consiglio e di stare applicando una "politica commerciale responsabile" con l'obiettivo di mantenere i prezzi a un livello sostenibile. È una dichiarazione di intenti, non un impegno vincolante.

Dall'opposizione arrivano critiche più dirette. Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, ha attaccato il governo chiedendo cosa stia facendo per affrontare le crisi geopolitiche e le guerre che stanno avendo ripercussioni sulle tasche degli italiani. La risposta che dà è niente. Schlein ha ribadito la posizione del Pd: tassare gli extraprofitti delle società energetiche anziché affidarsi alla loro buona volontà, e riattivare il meccanismo delle accise mobili. È una divergenza di fondo sulla strategia: il governo preferisce negoziare con i petroliferi e valutare interventi graduali, l'opposizione chiede misure immediate e strutturali.

Ciò che rimane irrisolto è il timing. Il governo ha i soldi, ha il meccanismo teoricamente pronto, ma non ha ancora deciso se usarli adesso o dopo. Nel frattempo, chi fa il pieno di diesel paga 2,26 euro al litro, e quella cifra continua a pesare.

Noi siamo sempre pronti ovviamente a intervenire di nuovo, particolarmente con il meccanismo delle accise mobili
— Giorgia Meloni, presidente del Consiglio
Noi abbiamo insistito per tassare gli extraprofitti delle società energetiche, anziché rimettersi alla loro clemenza e alla loro buona volontà
— Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico
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