Mentre il prezzo del gasolio scende a 2,19 euro al litro, il governo italiano si trova a osservare — almeno per ora — senza dover agire: la pressione che spingeva verso un intervento sulle accise mobili si dissolve insieme al calo dei listini. In un autunno denso di scadenze fiscali e appuntamenti europei, questo respiro temporaneo ricorda come le politiche pubbliche siano spesso modellate non solo dalle intenzioni, ma dal ritmo imprevedibile dei mercati.
Cala il diesel, il governo rinvia le accise mobili
Il calo dei prezzi trasforma l'urgenza in una possibilità rimasta in sospeso
Perché il governo aveva considerato le accise mobili come una soluzione?
Quando i prezzi del diesel erano più alti, c'era una pressione reale per contenere i costi ai consumatori. Le accise mobili sarebbero state uno strumento per agire rapidamente se necessario.
Ma quanto di questa pressione era politica e quanto era effettiva? Il prezzo era davvero insostenibile o era una questione di percezione?
Cosa significa esattamente che il governo ha 160-170 milioni di extra-gettito?
Sono soldi che derivano da tasse sui carburanti, ma possono essere usati solo per ridurre le accise se i prezzi salgono di nuovo. Non è denaro libero da spendere dove vuole il governo.
E se i prezzi non risalgono entro il 31 ottobre? Quei soldi spariscono?
Allora il calo del prezzo del diesel è una buona notizia per tutti?
Sì, per i consumatori che guidano. Ma per il governo significa meno urgenza di agire, il che potrebbe essere un problema se i prezzi risalgono improvvisamente a novembre.
E non sappiamo se questo calo è stabile o temporaneo. Il mercato del petrolio è volatile.
Qual è il vero nodo che il governo deve risolvere con l'Ue?
È una questione tecnica su come contare le spese per l'energia e la difesa nel calcolo del deficit. Se l'Italia riesce a scomputarle, esce dalla procedura di infrazione.
Ma questo dipende da una decisione di Bruxelles che non è ancora arrivata, giusto? E la legge di bilancio deve essere presentata entro il 20 ottobre.
Quindi il governo sta giocando d'azzardo con i tempi?
Non esattamente. Ha margini di manovra, ma stretti. Se la risposta da Bruxelles arriva prima della scadenza, può incorporarla nella legge di bilancio.
E se non arriva? Allora il governo dovrà presentare un bilancio senza sapere ancora come l'Ue conterà le sue spese.
Il Polso
- Il gasolio scende a 2,19 euro al litro e con esso si sgonfia l'urgenza di un intervento governativo sulle accise mobili, misura che sembrava imminente solo pochi giorni fa.
- Il governo dispone di 160-170 milioni di euro di extra-gettito vincolati alle accise dinamiche, ma quei fondi restano congelati finché i prezzi non risalgono entro fine anno.
- La settimana si preannuncia fitta: lunedì Giorgetti presenta il Documento programmatico alla Camera, martedì il parlamento vota sullo scostamento di bilancio con maggioranza assoluta richiesta.
- L'Italia punta a uscire dalla procedura di infrazione europea mantenendo il deficit sotto il 3%, e cerca a Bruxelles il riconoscimento delle clausole su energia e difesa per il 2027-2028.
- Anche Saras segue l'esempio dell'Eni con sconti sui carburanti in Sardegna fino al 31 ottobre, moltiplicando i segnali di distensione sul fronte dei prezzi alla pompa.
Mentre il prezzo del gasolio scende a 2,19 euro al litro, il governo italiano si trova a osservare — almeno per ora — senza dover agire: la pressione che spingeva verso un intervento sulle accise mobili si dissolve insieme al calo dei listini. In un autunno denso di scadenze fiscali e appuntamenti europei, questo respiro temporaneo ricorda come le politiche pubbliche siano spesso modellate non solo dalle intenzioni, ma dal ritmo imprevedibile dei mercati.
Il ribasso del gasolio a 2,19 euro al litro, annunciato venerdì dai listini consigliati dell'Eni, allontana per il momento la necessità di un intervento governativo sulle accise mobili. Sulla rete stradale il diesel è già sceso da 2,258 a 2,252 euro al litro, riducendo la pressione immediata sull'esecutivo, che può così rimandare la decisione e concentrarsi su altre priorità di bilancio.
Il contesto fiscale in cui si inserisce questa vicenda è tutt'altro che semplice. Il governo ha destinato 14,4 miliardi fino al 2028 per la clausola di salvaguardia europea sull'energia, e ha scelto di non utilizzare appieno quella sulla difesa, consentendo al ministro Crosetto di rinunciare a circa 8 miliardi di possibile sforamento — una scelta che riflette la tensione tra spesa sociale e spesa militare.
La settimana che si apre è densa di appuntamenti cruciali. Lunedì 12 ottobre Giorgetti presenterà il Documento programmatico di finanza pubblica alla Camera, con una crescita attesa intorno all'1% nel 2026. Martedì il parlamento voterà — a maggioranza assoluta — sia sul documento sia sullo scostamento di bilancio. Lo stesso giorno è previsto il consiglio dei ministri sul Documento programmatico da inviare a Bruxelles entro metà mese, eventualmente preceduto da un vertice di coalizione.
Sul fronte europeo, la presidente del Consiglio dovrà difendere le posizioni italiane sull'interpretazione del patto di stabilità, in particolare sulle clausole energia e difesa per il 2027-2028. Il vicepresidente Fitto ha lasciato intendere che una valutazione potrebbe arrivare prima della presentazione della legge di bilancio, attesa entro il 20 ottobre.
Intanto i segnali di distensione sui carburanti si moltiplicano: anche Saras ha annunciato sconti sulle forniture in Sardegna fino al 31 ottobre, data di scadenza del price cap dell'Eni. Il governo conserva 160-170 milioni di extra-gettito utilizzabili per le accise dinamiche, ma solo se i prezzi dovessero risalire prima di quella scadenza. Per ora, il calo ha trasformato un'urgenza in una possibilità sospesa.
Il prezzo del gasolio scende a 2,19 euro al litro secondo i listini consigliati dell'Eni annunciati venerdì, e con questo ribasso si allontana per il momento l'urgenza di un intervento governativo sulle accise mobili. Il governo aveva considerato questa misura come uno strumento possibile per contenere i costi dei carburanti, ma il calo dei prezzi sulla rete stradale — dove il diesel è sceso da 2,258 a 2,252 euro al litro — riduce la pressione immediata per agire. L'esecutivo ha ora spazio per rimandare la decisione, concentrandosi su altre priorità di bilancio altrettanto pressanti.
La situazione dei carburanti si inserisce in un quadro fiscale complesso. Il governo ha già destinato 14,4 miliardi di euro fino al 2028 per coprire la clausola di salvaguardia concessa dall'Unione europea per l'energia, e ha utilizzato solo in parte quella per la difesa, permettendo al ministro Guido Crosetto di rinunciare a circa 8 miliardi di possibile sforamento. Questa scelta riflette una tensione più ampia tra le priorità di spesa: come ha dichiarato Crosetto alla Festa del Foglio, se il sociale non esiste o crolla, la difesa perde di significato.
Lunedì 12 ottobre il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti presenterà il Documento programmatico di finanza pubblica alla Camera, con un quadro aggiornato dei conti pubblici. La crescita economica è attesa intorno all'1% nel 2026, per poi rallentare a 0,8%. Il deficit dovrebbe restare sotto il 3% quest'anno, il che consentirebbe all'Italia di uscire dalla procedura di infrazione europea e di scomputare nei conteggi dell'Ue lo scostamento consentito per le spese in difesa ed energia nel 2027 e 2028. Martedì 13 il parlamento dovrà pronunciarsi sia sul documento programmatico sia sulla relazione dello scostamento di bilancio, con una votazione che richiede la maggioranza assoluta di deputati e senatori.
Sempre martedì è previsto il consiglio dei ministri sul Documento programmatico di bilancio, una versione più sintetica che fornirà la cornice della legge di bilancio vera e propria, da inviare a Bruxelles entro la metà del mese. Il consiglio potrebbe essere preceduto da un vertice tra i leader della coalizione. Successivamente la presidente del Consiglio sarà impegnata al Consiglio europeo di Bruxelles, dove dovrà far valere le posizioni italiane sulla questione dell'inflazione e sull'interpretazione dei fattori rilevanti per il rispetto del patto di stabilità all'interno della clausola energia. Il vicepresidente esecutivo della Commissione Ue Raffaele Fitto ha indicato che una valutazione compiuta potrebbe arrivare nei prossimi giorni, forse nella prossima settimana. Una risposta potrebbe giungere prima della presentazione della legge di bilancio in consiglio dei ministri, prevista entro il 20 ottobre.
Sul fronte dei carburanti, i segnali di alleggerimento delle tensioni si moltiplicano. Oltre al calo del gasolio sulla rete stradale e in autostrada, altre società seguono l'esempio dell'Eni: la Saras ha annunciato uno sconto sui carburanti consegnati in Sardegna dalla sua raffineria di Sarroch fino al 31 ottobre, data in cui scadrà il price cap dell'Eni. Il governo ha comunque a disposizione 160-170 milioni di euro di extra-gettito da utilizzare per le accise mobili, fondi vincolati a questo uso specifico e spendibili solo entro la fine dell'anno. Se i prezzi dei carburanti dovessero risalire prima della scadenza del price cap, l'esecutivo potrebbe allora intervenire con questa leva fiscale. Per ora, però, il ribasso ha trasformato quella che sembrava un'urgenza in una possibilità rimasta in sospeso.
Citazioni salienti
Se il sociale non esiste o crolla non serve la difesa— Ministro Guido Crosetto, sulla scelta di rinunciare a 8 miliardi di possibile sforamento nella difesa