Il gasolio è salito a 2,261 euro al litro dopo la scadenza dello sconto fiscale di 6,1 centesimi, mentre la benzina scende a 2,040 euro. Eni riduce il prezzo del diesel di 4 centesimi a 2,21 euro seguendo il calo delle quotazioni internazionali, applicando una 'politica commerciale responsabile'.
Gasolio ancora in rialzo, Meloni valuta accise mobili dopo il price cap
Il governo valuta se spendere adesso o conservare le risorse
Perché il prezzo del gasolio è salito così bruscamente proprio mercoledì?
Lo sconto fiscale di 6,1 centesimi che il governo aveva messo in campo è scaduto. I quattro grandi gruppi petroliferi hanno alzato i loro price cap in modo equivalente, e questo ha spinto al rialzo la media nazionale.
Ma aspetta — l'Eni ha poi ridotto il prezzo di 4 centesimi. Quindi il price cap non è un tetto rigido?
No, è più un meccanismo di contenimento. I grandi operatori possono muoversi dentro quel limite, e l'Eni ha scelto di scendere seguendo il calo delle quotazioni internazionali.
E il governo cosa fa adesso?
Meloni ha detto che ha 170 milioni di euro per le accise mobili, ma sta ancora valutando quando usarli — adesso o più tardi, quando le altre misure termineranno.
Quindi il governo non ha ancora deciso se spendere i soldi? Sembra una risposta vaga.
È vero, ma il ragionamento è che se spende adesso potrebbe sprecare risorse se il price cap regge da solo. Se aspetta, potrebbe avere i fondi quando davvero servono.
E gli altri paesi europei cosa stanno facendo?
La Francia ha rilasciato 10 milioni di barili dalle riserve strategiche. L'Ue sta discutendo di tassare gli extraprofitti delle società energetiche.
Tassare gli extraprofitti — ma chi decide cosa sia un extraprofitto? E quanto tempo ci vuole per approvare una cosa del genere?
Buone domande. Per ora se ne parla venerdì all'Ecofin, ma non è chiaro se porterà a una decisione concreta.
Quali settori sono più colpiti?
Gli aeroporti sono preoccupati perché il carburante pesa per il 31 percento sui costi dei voli. La ceramica dice che i costi energetici la stanno mettendo in ginocchio.
Der Puls
- Gasolio a 2,261 euro al litro dopo la scadenza dello sconto fiscale di 6,1 centesimi
- Eni riduce il prezzo di 4 centesimi a 2,21 euro seguendo il calo delle quotazioni internazionali
- Governo dispone di 170 milioni di euro per le accise mobili
- Francia rilascia 10 milioni di barili di gasolio dalle riserve strategiche
- Carburante pesa il 31 percento sui costi dei voli secondo Assoaeroporti
Il gasolio è salito a 2,261 euro al litro dopo la scadenza dello sconto fiscale di 6,1 centesimi, mentre la benzina scende a 2,040 euro. Eni riduce il prezzo del diesel di 4 centesimi a 2,21 euro seguendo il calo delle quotazioni internazionali, applicando una 'politica commerciale responsabile'.
Dopo la fine dello sconto fiscale, il prezzo del gasolio raggiunge 2,261 euro al litro. Il governo Meloni valuta l'utilizzo di 170 milioni di euro per le accise mobili mentre l'Eni riduce i prezzi di 4 centesimi.
Il prezzo del gasolio ha raggiunto 2,261 euro al litro mercoledì, il giorno stesso in cui il governo ha lasciato scadere lo sconto fiscale di 6,1 centesimi che aveva sostenuto i consumatori per settimane. La benzina, nel frattempo, è scesa a 2,040 euro al litro. I quattro maggiori gruppi petroliferi operativi in Italia — Eni, Ip, Q8 e Tamoil — hanno subito alzato i loro price cap in linea con la fine del sussidio, portando il tetto di Eni per il gasolio da 2,19 a 2,25 euro al litro. Sono stati soprattutto i piccoli operatori, le cosiddette pompe bianche, a spingere al rialzo la media nazionale: senza le dimensioni per applicare sconti significativi, questi distributori indipendenti hanno mantenuto i prezzi intorno a 2,28 euro al litro.
Ma la giornata ha portato anche una contromossa. L'Eni, seguendo un brusco calo delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati, ha deciso di ridurre il prezzo del suo gasolio di 4 centesimi, portandolo a 2,21 euro al litro. Si è trattato di una mossa commerciale che ha allontanato il gruppo dalla soglia massima che si era prefissato, andando controcorrente rispetto al movimento generale del mercato.
La premier Giorgia Meloni ha risposto alla pressione dei prezzi con una combinazione di moral suasion e promesse di intervento futuro. Ha ricordato che il governo dispone di circa 170 milioni di euro da destinare alle accise mobili — il meccanismo che aveva promesso a metà settembre di attivare dal 6 ottobre per proseguire gli sconti fiscali. Tuttavia, ha lasciato aperta la questione del timing: il governo sta valutando se sia più efficace spendere questi fondi adesso, mentre altre misure di contenimento sono ancora in vigore, oppure conservarli per quando quelle misure termineranno. La decisione dipenderà anche da come reggerà il price cap nei prossimi giorni. L'Eni ha risposto prontamente, affermando di condividere le necessità espresse dalla presidente del Consiglio e di applicare una politica commerciale responsabile per mantenere i prezzi a livelli sostenibili.
Il problema non è circoscritto all'Italia. Gli Stati membri dell'Agenzia internazionale dell'Energia hanno annunciato da Parigi di essere pronti a rilasciare ulteriori riserve strategiche di carburante se necessario, e la Francia ha già annunciato il rilascio di 10 milioni di barili di gasolio dalle sue riserve. Nel frattempo, la presidenza di turno irlandese dell'Unione europea ha rimesso sul tavolo l'ipotesi di una tassazione degli extraprofitti delle società energetiche. Il ministro irlandese Thomas Byrne ha dichiarato al Parlamento europeo di Strasburgo che, visti i prezzi dei combustibili fossili in continua crescita e l'aumento significativo del costo della vita, è necessario mitigare le conseguenze negative per i cittadini tassando le società energetiche. La questione sarà discussa venerdì all'Ecofin in Lussemburgo.
L'impennata dei prezzi ha acceso allarmi in diversi settori dell'economia italiana. Assoaeroporti ha espresso preoccupazione per il costo del jet fuel, sottolineando che sebbene non ci siano problemi di disponibilità, il carburante pesa per il 31 percento sui costi dei voli e potrebbe portare a rincari e cancellazioni. Confindustria Ceramiche ha denunciato come i costi energetici stiano mettendo in ginocchio il settore. La leader dell'opposizione Elly Schlein ha attaccato il governo Meloni per non aver fatto nulla per affrontare le crisi geopolitiche e le guerre che stanno avendo ripercussioni profonde sulle tasche degli italiani, e ha ribadito la posizione del Partito democratico di tassare gli extraprofitti delle società energetiche anziché affidarsi alla loro buona volontà, oltre a riattivare il meccanismo delle accise mobili.
Bemerkenswerte Zitate
Eni condivide le necessità espresse dal Presidente del Consiglio e sta applicando una politica commerciale responsabile per mantenere i prezzi a un livello sostenibile— Eni
Il governo è sempre pronto a intervenire di nuovo, particolarmente con il meccanismo delle accise mobili, ma sta valutando se sia più efficace spendere i 170 milioni adesso o conservarli per quando termineranno le altre misure— Giorgia Meloni