In un momento in cui il sistema sanitario pubblico italiano fatica a trattenere i propri professionisti, 138mila medici e dirigenti sanitari hanno ottenuto un nuovo contratto triennale che riconosce, almeno sulla carta, il valore del loro lavoro. L'accordo firmato all'Aran porta aumenti fino a 560 euro mensili, tutele contro le aggressioni e un'attenzione inedita alla parità di genere e all'intelligenza artificiale. Ma come spesso accade, la distanza tra ciò che viene promesso e ciò che viene finanziato resta la vera misura del cambiamento.
Medici, via libera al contratto 2025-27: fino a 560 euro in più e nuove tutele
Senza investimenti adeguati, nessuna riforma fermerà la fuga dal servizio pubblico
Allora, 560 euro al mese per 138mila professionisti — è un numero che dovrebbe farci sentire come se il sistema sanitario stia finalmente investendo su chi ci lavora?
È un riconoscimento tangibile, sì. Ma il punto è che questi soldi arrivano solo da gennaio 2027. Nel frattempo, il costo della vita continua a salire. E poi, per i medici che se ne vanno già adesso, 560 euro tra sei mesi non cambiano la decisione che hanno già preso.
Una domanda: questi 560 euro sono il massimo o la media? Il testo dice "fino a 560", il che significa che alcuni ne prenderanno meno. Quanto meno? Non lo sappiamo.
E la parità di genere — è davvero una novità o è solo quello che la legge già richiedeva?
È il recepimento di una direttiva europea, il decreto legislativo 96 del 2026. Quindi sì, era obbligatorio. Ma il fatto che sia scritto nero su bianco nel contratto, con monitoraggio a luglio 2027, significa che almeno non si può fingere che il problema non esista.
Però — e qui è importante — il contratto dice che le aziende devono "valutare di concerto" i correttivi. Non dice che devono applicarli. È una promessa di conversazione, non di azione.
I sindacati sembrano soddisfatti ma anche preoccupati. Perché?
Perché sanno che il contratto è solo carta se il governo non finanzia le assunzioni. Landini lo dice chiaramente: senza soldi veri nella legge di Bilancio, anche questo accordo non ferma la fuga.
E qui il giornalismo deve essere onesto: non sappiamo ancora cosa farà il governo con la manovra. Tutto quello che abbiamo sono avvertimenti e speranze.
Quindi il vero test arriva tra poche settimane?
Esattamente. Questo contratto è una promessa. La legge di Bilancio dirà se il governo intende mantenerla.
Le Pouls
- Circa 138mila professionisti del Ssn — medici, veterinari, psicologi, farmacisti e altri — attendevano da anni un rinnovo contrattuale che rispecchiasse la durezza del loro lavoro quotidiano.
- Il nuovo accordo 2025-27 introduce aumenti fino a 560 euro mensili dal 2027, ma anche protezioni contro le aggressioni, permessi per gravi patologie e regole sull'uso dell'IA in ambito sanitario.
- Per la prima volta, un articolo dedicato affronta esplicitamente il divario retributivo tra uomini e donne, con obbligo per le aziende sanitarie di monitorare e correggere le disparità entro luglio 2027.
- Governo e sindacati celebrano l'intesa, ma questi ultimi lanciano un avvertimento unanime: senza adeguati finanziamenti nella prossima legge di Bilancio, il contratto non basterà a fermare la fuga dal pubblico.
- Anaao, Fnomceo e Cgil chiedono che la manovra destini risorse concrete alle assunzioni e al costo della vita, altrimenti anche i miglioramenti appena conquistati rischiano di restare lettera morta.
In un momento in cui il sistema sanitario pubblico italiano fatica a trattenere i propri professionisti, 138mila medici e dirigenti sanitari hanno ottenuto un nuovo contratto triennale che riconosce, almeno sulla carta, il valore del loro lavoro. L'accordo firmato all'Aran porta aumenti fino a 560 euro mensili, tutele contro le aggressioni e un'attenzione inedita alla parità di genere e all'intelligenza artificiale. Ma come spesso accade, la distanza tra ciò che viene promesso e ciò che viene finanziato resta la vera misura del cambiamento.
Il nuovo contratto 2025-27 per i medici e i dirigenti sanitari italiani è stato firmato presso l'Aran con il consenso di tutti i sindacati di categoria. L'accordo riguarda circa 138mila professionisti del Servizio sanitario nazionale — tra cui 120mila medici e 17mila dirigenti non medici come veterinari, biologi, psicologi e farmacisti — e prevede aumenti retributivi fino a 560 euro mensili a partire dall'inizio del 2027.
Oltre agli aumenti in busta paga, il contratto introduce protezioni più solide contro le aggressioni sul lavoro, permessi per chi affronta gravi patologie e, per la prima volta, norme esplicite sull'uso dell'Intelligenza artificiale negli ambienti sanitari. Particolarmente rilevante è l'articolo 44, dedicato alla parità retributiva tra uomini e donne: le aziende del Ssn saranno obbligate a condividere con i sindacati i dati sui divari salariali e, dove non giustificati, a individuare insieme i correttivi. Un primo monitoraggio è previsto per luglio 2027.
La premier Meloni e i ministri Zangrillo e Gemmato hanno salutato l'intesa come un segnale di attenzione verso chi garantisce assistenza ai cittadini ogni giorno. Il presidente dell'Aran Naddeo ha sottolineato la rapidità con cui è stato raggiunto l'accordo, riducendo il ritardo tra il periodo contrattuale e la sua applicazione concreta.
I sindacati, pur soddisfatti, guardano già oltre. Anaao avverte che nessuna riforma potrà fermare la fuga dal pubblico senza investimenti adeguati sul personale. La Fnomceo chiede che la prossima manovra destini risorse alle assunzioni. Maurizio Landini è ancora più diretto, chiedendo al governo di non vanificare i rinnovi contrattuali intervenendo sul caro vita e finanziando il Ssn. Il contratto è un passo avanti, ma la vera prova sarà la legge di Bilancio.
Il nuovo contratto per i medici e i dirigenti sanitari italiani è stato sottoscritto. L'accordo, firmato presso l'Aran (Agenzia Rappresentanza Negoziale Pubbliche Amministrazioni) da tutti i sindacati di categoria, riguarda circa 138mila professionisti del Servizio sanitario nazionale: 120mila medici e 17mila dirigenti sanitari non medici, tra cui veterinari, biologi, chimici, fisici, psicologi, farmacisti e dirigenti delle professioni sanitarie. Il contratto 2025-27 porta con sé aumenti retributivi significativi, fino a 560 euro mensili a partire dall'inizio del 2027, ma la novità non si limita alle buste paga.
L'accordo introduce protezioni più robuste contro le aggressioni sul posto di lavoro, permessi per chi affronta gravi patologie e, per la prima volta, regole esplicite sull'utilizzo dell'Intelligenza artificiale negli ambienti sanitari. Ma ciò che emerge con particolare rilievo è l'attenzione dedicata alla parità di genere. L'articolo 44 dell'accordo affronta direttamente la "parità di retribuzione fra uomini e donne", recependo le prescrizioni del decreto legislativo 96 del 2026. Le aziende e gli enti del Ssn dovranno fornire alle organizzazioni sindacali informazioni dettagliate sul divario retributivo tra i sessi e, qualora tale divario non sia giustificato, valutare insieme ai sindacati i correttivi necessari. Un primo monitoraggio delle dinamiche retributive è stato fissato per luglio 2027.
La premier Giorgia Meloni ha espresso soddisfazione per l'intesa, affermando che il governo continua a investire sulle professionalità del Servizio sanitario nazionale, riconoscendo il lavoro e le responsabilità di chi garantisce assistenza ai cittadini ogni giorno. Il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo ha sottolineato che "la cura dei cittadini comincia dalla cura di chi li assiste", mentre il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato ha evidenziato come un Ssn più forte dipenda dalla capacità di riconoscere adeguatamente le professionalità e le condizioni di lavoro. Marco Alparone, presidente del Comitato di settore Regioni-Sanità, ha commentato che l'accordo rende "maggiormente attrattive le professioni sanitarie". Antonio Naddeo, presidente dell'Aran, ha sottolineato che l'intesa è stata raggiunta in tempi rapidi, riducendo la distanza tra il periodo contrattuale e la sua effettiva applicazione.
Anche i sindacati confederali Fp Cgil, Cisl medici e Uil Fp, insieme ai sindacati di categoria Anaao Assomed e Cimo Fesmed e alla Federazione nazionale degli ordini medici (Fnomceo), hanno espresso soddisfazione. Tuttavia, tutti loro rivolgono uno sguardo critico al futuro, chiedendo all'unisono che la legge di Bilancio fornisca risposte concrete. Anaao avverte che "senza investimenti adeguati sul personale nessuna riforma potrà fermare la fuga dal Servizio sanitario pubblico". Filippo Anelli, presidente della Fnomceo, chiede che "la prossima manovra destini ulteriori risorse alle assunzioni". Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, è ancora più diretto: "Il Governo ha la responsabilità di non vanificare gli effetti dei rinnovi dei Contratti, intervenendo immediatamente sul caro vita e finanziando adeguatamente il Ssn a partire dalla prossima manovra".
L'accordo rappresenta un passo significativo nel riconoscimento economico e normativo dei professionisti sanitari, ma la vera prova arriverà con le scelte di bilancio del governo. Senza finanziamenti adeguati, avvertono i sindacati, anche i miglioramenti contrattuali rischiano di non bastare a trattenere i medici e i dirigenti sanitari nel servizio pubblico.
Citations marquantes
Senza investimenti adeguati sul personale nessuna riforma potrà fermare la fuga dal Servizio sanitario pubblico— Anaao Assomed
Il Governo ha la responsabilità di non vanificare gli effetti dei rinnovi dei Contratti, intervenendo immediatamente sul caro vita e finanziando adeguatamente il Ssn a partire dalla prossima manovra— Maurizio Landini, segretario generale della Cgil