Electrolux annuncia 373 esuberi negli stabilimenti italiani con uscite incentivate

373 lavoratori italiani interessati da esuberi negli stabilimenti Electrolux, con impatto su circa 5.000 dipendenti complessivi nel Paese.
Uscite volontarie che non riescono a nascondere la preoccupazione per il futuro
I sindacati accolgono l'impegno dell'azienda a evitare licenziamenti coatti, ma rimangono preoccupati per la produzione italiana.
Mark

Allora, 373 esuberi in una azienda che occupa 5.000 persone in Italia — è una percentuale significativa?

Mimi

Sì, è circa il 7,5 per cento della forza lavoro italiana. Ma il dato che conta è dove si concentra: Porcia e Forlì assorbono insieme 165 dei 199 esuberi tra gli operai. Sono i siti dove già c'è il contratto di solidarietà, quindi la situazione era già tesa.

Luke

Una cosa però: il comunicato dice che la maggior parte degli esuberi viene dal calo dei volumi, e circa una decina dalla riorganizzazione. Non sappiamo davvero se il calo è temporaneo o strutturale. Potrebbe essere una contrazione di mercato, oppure potrebbe essere che Electrolux sta spostando la produzione altrove.

Mark

I sindacati hanno chiesto il ritiro degli esuberi a Solaro. Perché proprio lì?

Mimi

Perché lo considerano contraddittorio rispetto agli accordi precedenti. Non è chiaro dal comunicato se Solaro stava crescendo o se c'era un impegno specifico a mantenervi i livelli occupazionali.

Luke

Esatto. Il comunicato non spiega la contraddizione. Sappiamo solo che i sindacati la vedono così. Potrebbe essere una questione legittima o una posizione negoziale — non lo sappiamo.

Mark

E la richiesta di eliminare l'obbligatorietà dell'uscita per chi può andare in pensione?

Mimi

È una protezione per i lavoratori più anziani. Se l'azienda dice "chi può prendere la pensione deve uscire", allora non è veramente volontario. I sindacati vogliono che sia una scelta.

Luke

Ma il comunicato non dice che Electrolux ha imposto questa obbligatorietà. Dice che i sindacati l'hanno richiesta come condizione. Quindi probabilmente era una proposta dell'azienda, ma non è confermato nel testo.

Mark

Cosa significa il prossimo incontro del 5 febbraio?

Mimi

È il momento in cui i sindacati si aspettano risposte concrete su tutte queste richieste. Se Electrolux non cede su punti importanti, potrebbe esserci una mobilitazione.

Luke

O potrebbe essere solo il primo di una serie di incontri. Il comunicato dice "confidiamo che possano ricevere risposta positiva", non che la riceveranno. È una speranza, non una certezza.

  • 373 lavoratori rischiano di perdere il posto in cinque stabilimenti italiani, con Porcia e Forlì che sopportano il peso maggiore degli esuberi.
  • L'azienda esclude i licenziamenti coatti, ma la distinzione tra 'uscita volontaria' e 'esubero dichiarato' rimane sottile e carica di tensione per chi lavora in quei siti.
  • I sindacati contestano la coerenza della decisione — in particolare per lo stabilimento di Solaro — e chiedono alternative concrete come part-time volontario, ricollocazione interna e outplacement.
  • Il prossimo incontro è fissato al 5 febbraio 2024, ma la vera posta in gioco è più alta: i sindacati vogliono che il Governo apra un tavolo nazionale sull'intero settore degli elettrodomestici.

Nel cuore dell'industria manifatturiera italiana, Electrolux ha annunciato il 17 gennaio 2024 la riduzione di 373 posti di lavoro nei suoi stabilimenti nazionali, dove operano circa 5.000 persone. La multinazionale svedese ha scelto la via delle uscite incentivate volontarie, evitando i licenziamenti coatti, ma il gesto non attenua l'inquietudine di chi vede in questi numeri il riflesso di una crisi più profonda del settore degli elettrodomestici. I sindacati, consapevoli che la sorte di Electrolux non è un caso isolato, chiedono al Governo di farsi carico di una questione che riguarda l'intera filiera produttiva del Paese.

Il 17 gennaio 2024, al termine di un incontro con i sindacati Fim, Fiom e Uilm, Electrolux ha ufficializzato la riduzione di 373 posti di lavoro nei suoi stabilimenti italiani. L'azienda ha precisato che non si ricorrerà a licenziamenti coatti: le uscite avverranno su base volontaria, attraverso accordi incentivati. Una distinzione che i sindacati hanno tenuto a sottolineare, pur non nascondendo la preoccupazione per il futuro della produzione nel Paese.

Gli esuberi coinvolgono 199 operai e 174 impiegati, distribuiti tra Porcia, Forlì, Susegana, Cerreto e Solaro. Il carico maggiore ricade su Porcia — 95 operai e 73 impiegati — e su Forlì, dove entrambe le categorie sono interessate da contratti di solidarietà già in corso. La causa principale è il calo dei volumi produttivi, mentre una parte minore delle uscite deriva da un piano di riorganizzazione interna.

I sindacati hanno risposto con una serie di richieste precise: il ritiro degli esuberi a Solaro, l'introduzione del part-time volontario e della ricollocazione interna come alternative reali, incentivi più generosi per chi sceglie di uscire, e un monitoraggio mensile dell'accordo nei singoli stabilimenti. Il prossimo confronto è previsto per il 5 febbraio 2024.

Ma la richiesta più significativa guarda oltre il perimetro aziendale: i sindacati chiedono al Governo di aprire un tavolo dedicato all'intero settore degli elettrodomestici, segnalando che la vicenda Electrolux non è un episodio isolato, ma il sintomo di una crisi strutturale che attraversa tutta la filiera italiana.

La Electrolux ha comunicato ufficialmente che ridurrà il suo organico italiano di 373 unità. L'annuncio è arrivato il 17 gennaio 2024, al termine di un incontro tra la multinazionale svedese dei piccoli e grandi elettrodomestici e le organizzazioni sindacali Fim, Fiom e Uilm. La decisione tocca i cinque stabilimenti e le sedi della società nel Paese, dove complessivamente lavorano circa 5.000 persone.

L'azienda ha garantito che non ricorrerà a licenziamenti coatti. Le riduzioni avverranno attraverso accordi di uscita incentivata, subordinati al criterio della non opposizione individuale — quello che comunemente viene chiamato uscita volontaria. È una distinzione che i sindacati hanno voluto sottolineare nella loro nota congiunta, anche se non riesce a dissimulare la preoccupazione per il futuro della produzione italiana nel settore.

Gli esuberi si distribuiscono in modo diffuso tra operai e impiegati. Tra gli operai, il carico maggiore ricade su Porcia, in provincia di Pordenone, dove usciranno 95 lavoratori, e su Forlì, dove l'uscita riguarderà 70 persone. In entrambi i siti è in corso un contratto di solidarietà. Gli altri stabilimenti vedono numeri inferiori: Cerreto in provincia di Reggio Emilia con 13 operai, Susegana nel Treviso con 17, e Solaro in Brianza con 5. Complessivamente, gli operai interessati sono 199. La causa principale è il calo dei volumi produttivi; una decina di uscite derivano invece dal nuovo piano di riorganizzazione aziendale.

Tra gli impiegati, la situazione è ancora più concentrata. Porcia registra 73 esuberi tra il personale amministrativo e tecnico, Forlì 38, Susegana 30, Cerreto 5, Solaro 5, Pordenone 13, e 10 figure di vendita localizzate prevalentemente nella provincia di Milano. Il totale degli impiegati in eccedenza è 174. Sommando operai e impiegati, si arriva ai 373 annunciati.

I sindacati, pur accogliendo l'impegno dell'azienda a evitare licenziamenti coatti, hanno avanzato una serie di richieste che attendono risposta. Chiedono il ritiro della dichiarazione di esuberi nello stabilimento di Solaro, ritenuta contraddittoria rispetto agli accordi precedenti. Sollecitano l'eliminazione dell'obbligatorietà dell'uscita per chi ha diritto alla pensione, l'introduzione del part-time volontario e della ricollocazione interna come alternative agli esuberi, e un impegno a incrementare le postazioni per i lavoratori con capacità lavorative ridotte. Chiedono inoltre l'attivazione di servizi di outplacement per chi sceglierà di andarsene, una revisione al rialzo degli incentivi attuali, e confronti mensili con i delegati di stabilimento sugli aspetti applicativi dell'accordo.

L'incontro successivo è stato fissato per il 5 febbraio 2024. I sindacati hanno concluso il comunicato con una richiesta che va oltre il tavolo aziendale: chiedono al Governo di aprire un tavolo di settore dedicato agli elettrodomestici, segnalando così che la questione della Electrolux non è isolata, ma parte di una dinamica più ampia che riguarda l'intera filiera italiana.

Electrolux ha dato la disponibilità a escludere i licenziamenti coatti e a gestire le eccedenze attraverso accordi di uscite incentivate
— Comunicato congiunto di Fim, Fiom e Uilm
Confidiamo che le questioni da noi poste possano ricevere risposta positiva già al prossimo incontro del 5 febbraio
— Sindacati
Contact Us FAQ