Nel gennaio 2023, Electrolux e i sindacati italiani hanno trovato un'intesa per accompagnare 222 lavoratori verso l'uscita volontaria dagli stabilimenti della multinazionale, con incentivi calibrati sulla distanza dalla pensione. L'accordo nasce dalla pressione che la crisi degli elettrodomestici — tra costi energetici e difficoltà di approvvigionamento — ha esercitato sull'industria nel 2022, e rappresenta non una conclusione, ma l'apertura di un percorso più lungo verso la reindustrializzazione. Come spesso accade nelle grandi ristrutturazioni, il confine tra tutela e trasformazione resta so
Electrolux, accordo su 222 esuberi: incentivi fino a 72mila euro per le uscite volontarie
Gli incentivi variano da 3mila a 72mila euro a seconda della situazione pensionistica
Perché Electrolux ha scelto di fare uscite volontarie invece di licenziamenti diretti?
L'accordo con i sindacati ha stabilito che prevarrebbe il criterio della non opposizione, il che significa che l'azienda ha accettato di non imporre le uscite. Gli incentivi economici rendono l'uscita volontaria attraente per chi ha bisogno di una transizione.
Ma quanti lavoratori effettivamente usciranno? Il numero di 222 è il massimale, non una certezza. Dipende da quanti accetteranno gli incentivi.
Gli incentivi sono davvero significativi?
Variano molto. Per chi ha già i requisiti pensionistici sono modesti, 3mila euro. Ma per i più giovani, quelli che non matureranno la pensione nemmeno dopo due anni di disoccupazione, arrivano a 72mila euro.
Però 72mila euro per un lavoratore che esce senza pensione è una cifra che copre forse un anno di stipendio, non di più. Non è una soluzione a lungo termine.
Qual è il vero obiettivo di Electrolux?
L'accordo sulle uscite apre la strada agli investimenti. L'azienda vuole reindustrializzare Solaro per produrre lavastoviglie di qualità superiore. Questo richiede una riorganizzazione della forza lavoro.
Ma qui emerge un conflitto non risolto. Electrolux vuole 118 pezzi all'ora, i sindacati dicono che basta meno. E i sindacati vogliono che i nuovi posti vadano ai precari di Solaro, non a nuove assunzioni. Questo non è stato ancora deciso.
Quando sapremo come va a finire?
Il 17 gennaio c'è il prossimo incontro. Lì si discuterà della produttività richiesta e di come gestire l'occupazione nel nuovo assetto.
Quindi per ora sappiamo solo che 222 lavoratori potranno uscire volontariamente. Non sappiamo ancora quanti lo faranno, e non sappiamo ancora come sarà strutturato il nuovo stabilimento di Solaro.
O Pulso
- La crisi del settore elettrodomestici ha costretto Electrolux a ridisegnare il proprio perimetro produttivo in Italia, mettendo a rischio centinaia di posti di lavoro in sette stabilimenti.
- L'accordo raggiunto trasforma una potenziale rottura in un'uscita negoziata: 222 partenze volontarie, con incentivi che possono arrivare fino a 72mila euro per i lavoratori più lontani dalla pensione.
- La distribuzione degli esuberi — da Forlì a Pordenone, da Susegana a Cerreto d'Esi — rivela una riorganizzazione capillare che tocca sia la produzione che gli uffici.
- Il nodo irrisolto è Solaro: Electrolux vuole reindustrializzare il sito per le lavastoviglie di fascia alta, ma chiede una produttività di 118 pezzi all'ora che i sindacati ritengono non necessaria.
- Il 17 gennaio si apre un nuovo round negoziale, dove si deciderà anche se i futuri assunti saranno scelti tra chi ha già lavorato a Solaro con contratti a termine.
Nel gennaio 2023, Electrolux e i sindacati italiani hanno trovato un'intesa per accompagnare 222 lavoratori verso l'uscita volontaria dagli stabilimenti della multinazionale, con incentivi calibrati sulla distanza dalla pensione. L'accordo nasce dalla pressione che la crisi degli elettrodomestici — tra costi energetici e difficoltà di approvvigionamento — ha esercitato sull'industria nel 2022, e rappresenta non una conclusione, ma l'apertura di un percorso più lungo verso la reindustrializzazione. Come spesso accade nelle grandi ristrutturazioni, il confine tra tutela e trasformazione resta sottile, e il destino di siti come Solaro dipenderà da negoziati ancora aperti.
Electrolux ha siglato un accordo con i sindacati per gestire 222 uscite volontarie dai suoi stabilimenti italiani, primo atto concreto di una riorganizzazione più ampia avviata in risposta alla crisi che nel 2022 ha colpito l'intero settore degli elettrodomestici. Le difficoltà sulle materie prime e l'impennata dei costi energetici hanno reso inevitabile una revisione del perimetro produttivo, ma l'intesa raggiunta ha trasformato quella necessità in un percorso concordato, non imposto.
Le 222 uscite — 121 operai e 101 impiegati — sono distribuite su sette siti: Forlì assorbe la quota maggiore con 96 partenze, seguita da Porcia e Pordenone con 76, poi Susegana, Cerreto d'Esi, Solaro e Assago. Gli incentivi sono stati costruiti su quattro fasce: 3mila euro per chi è già in età pensionabile, fino a 72mila euro per chi non raggiungerà i requisiti nemmeno dopo due anni di indennità di disoccupazione — una cifra pensata per proteggere i lavoratori più giovani o con carriere più brevi.
Massimiliano Nobis della Fim Cisl ha letto l'accordo come un argine agli effetti peggiori della crisi, ma ha chiarito che il capitolo più delicato è ancora aperto. Electrolux intende reindustrializzare lo stabilimento di Solaro per produrre lavastoviglie di fascia alta, ma chiede che la produttività salga a 118 pezzi all'ora. I sindacati contestano quella soglia e chiedono che le nuove assunzioni diano priorità a chi ha già lavorato a Solaro con contratti temporanei. Le due posizioni non coincidono ancora: il 17 gennaio è fissato il prossimo incontro, dove si deciderà se l'investimento diventerà anche un'opportunità per chi era rimasto ai margini.
Electrolux ha trovato un accordo con i sindacati per gestire 222 uscite dai suoi stabilimenti italiani. Le partenze saranno volontarie, non imposte, e accompagnate da incentivi economici che variano in base alla situazione pensionistica di ciascun lavoratore. Questo accordo rappresenta il primo passo concreto della multinazionale per avviare una riorganizzazione più ampia del suo perimetro produttivo nel paese.
Le 222 uscite si dividono tra 121 operai e 101 impiegati, distribuiti su sette siti: Porcia e Pordenone insieme contano 76 partenze (36 in produzione, 40 di staff), Forlì ne avrà 96 (77 in produzione, 19 di staff), Solaro 10 (solo staff), Susegana 25 (staff), Cerreto d'Esi 13 (8 in produzione, 5 di staff) e Assago 2 (staff). La geografia delle uscite riflette le diverse esigenze di riorganizzazione nei vari impianti.
Gli incentivi sono stati calibrati su quattro livelli. Chi ha già maturato i requisiti per la pensione riceverà 3mila euro. Chi li raggiungerà entro un anno dalla fine della Naspi (l'indennità di disoccupazione) avrà 12mila euro. Chi arriverà alla pensione entro due anni dalla fine della Naspi otterrà 25mila euro. La cifra più alta, 72mila euro, va a chi non avrà maturato i requisiti pensionistici nemmeno dopo due anni di Naspi, rappresentando il sostegno maggiore per i lavoratori più giovani o con carriere più brevi.
Massimiliano Nobis della Fim Cisl ha inquadrato l'accordo come una risposta alla crisi che ha colpito il settore degli elettrodomestici nel 2022. Le difficoltà di approvvigionamento delle materie prime e l'aumento dei costi energetici hanno messo sotto pressione l'intera industria, e questo accordo limita gli effetti di quella tempesta economica sui lavoratori italiani.
L'accordo non è però un punto di arrivo, ma di partenza. Electrolux ha in programma investimenti che interesseranno tutti e cinque gli stabilimenti italiani nel corso dell'anno. L'intervento più significativo riguarderà il sito di Solaro, dove la multinazionale intende reindustrializzare la produzione di lavastoviglie di fascia alta. Per rendere redditizio questo investimento, l'azienda ha chiesto una riorganizzazione che porti la produttività a 118 pezzi all'ora.
Su questo punto i sindacati hanno sollevato una questione diversa. Secondo Nobis, la redditività può essere garantita anche con un aumento inferiore della produttività oraria. I sindacati chiedono inoltre che l'incremento occupazionale previsto dia precedenza ai lavoratori che negli ultimi anni hanno avuto contratti a termine presso lo stabilimento di Solaro. Le due visioni non coincidono ancora, e per questo è stato fissato un nuovo round negoziale per il 17 gennaio.
Citações Notáveis
L'accordo limita gli effetti della crisi che ha colpito il settore dell'elettrodomestico nel 2022, crisi causata in parte dalle difficoltà di approvvigionamento delle materie prime e dell'aumento dei costi energetici— Massimiliano Nobis, Fim Cisl
La redditività può essere garantita anche con un aumento inferiore di pezzi all'ora e serve un incremento dell'occupazione dando precedenza a chi negli ultimi anni ha avuto contratti a termine con Electrolux di Solaro— Massimiliano Nobis, Fim Cisl