Il paziente aveva 16 anni quando il tessuto fu prelevato prima di un trapianto di midollo osseo; tre anni dopo il reimpianto, gli esami dovranno verificare se la produzione di spermatozoi riprenderà. A differenza del congelamento del seme, questa tecnica conserva le cellule staminali spermatogoniali nei bambini prepuberi, aprendo nuove possibilità per chi non può produrre spermatozoi maturi prima delle cure.
A 19 anni il primo reimpianto di tessuto testicolare congelato nel Regno Unito
Il futuro non è assicurato, ma non è più del tutto chiuso
Perché questo intervento è considerato così significativo se il risultato finale rimane ancora incerto?
Perché per la prima volta nel Regno Unito abbiamo dimostrato che il tessuto congelato può essere reimpiantato con successo e che il corpo lo accetta. È il primo passo di un percorso molto più lungo.
Ma il primo passo verso cosa, esattamente? Nel caso belga hanno trovato spermatozoi nel tessuto, non nel seme. Non sappiamo ancora se funzionerà davvero per la riproduzione.
Esatto. Per questo gli esami tra otto mesi saranno cruciali. Devono verificare se il tessuto produce spermatozoi e se questi arrivano nel liquido seminale.
Quante persone potrebbero beneficiare di questa tecnica in futuro?
Potenzialmente migliaia. Nel Regno Unito 1.200 persone hanno già conservato tessuto testicolare, nel mondo oltre 3.100. Ma la procedura rimane sperimentale.
E c'è il rischio di ricancerizzazione per alcuni tipi di tumore, giusto?
Sì. Per determinate neoplasie il tessuto potrebbe contenere cellule tumorali. È uno dei motivi per cui le società scientifiche richiedono protocolli controllati.
Questo ragazzo sapeva che poteva non funzionare quando ha scelto di conservare il tessuto?
Probabilmente no, o almeno non completamente. Aveva sedici anni, affrontava una malattia grave. I medici gli hanno offerto una possibilità, e lui l'ha presa.
E ora vive con l'incertezza per altri otto mesi, almeno. Non è poco dal punto di vista psicologico.
No, non è poco. Ma è meglio dell'alternativa: nessuna possibilità di avere figli biologici.
Le Pouls
- Primo reimpianto di tessuto testicolare congelato nel Regno Unito, agosto 2026
- Paziente aveva 16 anni al prelievo, 19 anni al reimpianto
- Oltre 1.200 persone nel Regno Unito e 3.100 nel mondo hanno conservato tessuto testicolare
- Esami di verifica previsti dopo circa 8 mesi dal reimpianto
Il paziente aveva 16 anni quando il tessuto fu prelevato prima di un trapianto di midollo osseo; tre anni dopo il reimpianto, gli esami dovranno verificare se la produzione di spermatozoi riprenderà. A differenza del congelamento del seme, questa tecnica conserva le cellule staminali spermatogoniali nei bambini prepuberi, aprendo nuove possibilità per chi non può produrre spermatozoi maturi prima delle cure.
Un diciannovenne britannico riceve il reimpianto del proprio tessuto testicolare congelato prima della chemioterapia, primo caso nel Regno Unito. L'intervento è tecnicamente riuscito, ma la recupero della fertilità rimane da dimostrare.
A Edimburgo, nell'agosto del 2026, i chirurghi dell'NHS Lothian hanno restituito a un diciannovenne britannico un frammento di tessuto testicolare che aveva conservato tre anni prima. È il primo intervento di questo genere nel Regno Unito: un autotrapianto sperimentale di tessuto congelato, prelevato quando il ragazzo aveva sedici anni e stava per affrontare un trapianto di midollo osseo preceduto da chemioterapia ad alte dosi. L'operazione è tecnicamente riuscita. Quello che resta da verificare è se il tessuto tornerà a produrre spermatozoi.
Il giovane, che ha scelto di rimanere anonimo, si trovava di fronte a una scelta che molti adolescenti in quelle circostanze devono affrontare: una grave malattia del sangue richiedeva un intervento che avrebbe potuto compromettere per sempre la sua capacità riproduttiva. Prima di iniziare le cure, i medici avevano prelevato una piccola porzione di tessuto testicolare e l'avevano congelata. Dopo il trattamento, gli esami del liquido seminale avevano confermato l'azoospermia, l'assenza totale di spermatozoi. Nel frattempo, il ragazzo aveva cominciato a fare i conti con l'idea di non poter avere figli biologici. Ora quella possibilità si è riaperta, anche se rimane ancora una speranza più che una certezza.
La distinzione tra quello che è stato conservato e quello che comunemente si congela è sostanziale. Il congelamento del seme è una pratica consolidata da anni, ma funziona solo per chi ha già raggiunto la pubertà e produce spermatozoi maturi. Per i bambini più piccoli, il tessuto testicolare contiene cellule staminali spermatogoniali, le cellule che durante lo sviluppo generano gli spermatozoi. La ricerca lavora su questa riserva: un piccolo prelievo chirurgico, il congelamento a temperature estremamente basse, lo scongelamento e il reimpianto nello stesso paziente. Sulla carta è una sequenza ordinata; nella pratica, è molto più esigente chiedere alle cellule di ricominciare a funzionare dopo anni di ibernazione.
Il vero test arriverà tra circa otto mesi. Il programma di Edimburgo prevede di prelevare ed esaminare parte del tessuto reimpiantato per verificare se la maturazione degli spermatozoi sia effettivamente ripresa. Non è un calendario che annuncia un risultato già noto, ma il tempo necessario per cercarlo. Un precedente incoraggiante viene dal Belgio, dove i ricercatori della Vrije Universiteit Brussel hanno lavorato con il tessuto di un uomo che lo aveva conservato a dieci anni, prima della chemioterapia per un trapianto di midollo. Sedici anni dopo, alcuni frammenti sono stati reimpiantati nel testicolo e nello scroto; dopo un anno, gli esami hanno trovato spermatozoi nel tessuto. Il risultato, pubblicato a luglio 2026 su Human Reproduction, dimostra che il processo biologico può riprendere. È un passaggio importante, ma non è ancora il traguardo finale.
Nel caso belga, infatti, gli spermatozoi sono stati recuperati direttamente dal tessuto, mentre nel liquido seminale continuavano a mancare. Non è stato inoltre dimostrato che questi spermatozoi possano generare una gravidanza. Produzione nel tessuto, presenza nel seme, capacità di concepire: sono passaggi distinti che non possono essere cuciti insieme con troppa fretta. Un solo paziente non basta a stabilire l'efficacia generale di una terapia. La sperimentazione britannica dovrà contribuire a chiarire se il risultato sia riproducibile e quali condizioni aiutino il tessuto trapiantato a funzionare correttamente.
Dietro questi due casi c'è una platea ben più ampia di persone che hanno già fatto questa scelta. Secondo l'Università di Edimburgo, oltre 1.200 persone nel Regno Unito e più di 3.100 nel mondo hanno conservato tessuto testicolare in vista di un possibile impiego futuro. Sono possibilità custodite, non risultati acquisiti. Le raccomandazioni del 2025 dell'American Society of Clinical Oncology e della European Society of Human Reproduction and Embryology mantengono la conservazione e il reimpianto del tessuto immaturo nell'ambito delle procedure sperimentali, da affrontare con protocolli controllati. Esiste anche un nodo di sicurezza: per determinate neoplasie, il tessuto potrebbe riportare nell'organismo cellule tumorali. E il danno da chemioterapia varia da paziente a paziente, legato ai farmaci e ai dosaggi specifici; non ogni alterazione della fertilità è permanente.
La lezione più concreta riguarda il momento della diagnosi, non quello del dopo. Quando le cure possono compromettere la fertilità, le possibilità di preservarla vanno discusse subito, compatibilmente con l'urgenza del trattamento. Per chi produce già spermatozoi esiste la strada consolidata del congelamento del seme; per i più piccoli, questa ricerca cerca di costruire un percorso ancora mancante. Il diciannovenne di Edimburgo non sa se diventerà padre. Ma quel frammento conservato tre anni fa gli consente oggi un tentativo: il futuro non è assicurato, ma non è più del tutto chiuso.
Citations marquantes
La ricerca cerca di costruire un percorso ancora mancante per i bambini che non possono produrre spermatozoi maturi prima delle cure— Contesto della ricerca sulla preservazione della fertilità