A Spalato, sulle rive di un Mediterraneo che unisce storie e bilanci, Giorgia Meloni ha portato al vertice Med9 una domanda antica quanto la politica: come si governa il presente con regole scritte per un passato diverso? La premier italiana chiede all'Europa di riconoscere che l'inflazione ha trasformato spese già concordate in oneri imprevisti, e che ignorarlo non è rigore ma cecità. Nel frattempo, sul fronte interno, il governo tiene aperta la porta delle accise mobili sui carburanti, cercando il momento giusto tra l'urgenza del caro-vita e la prudenza delle riserve.
Meloni: accise mobili in valutazione, Ue interessata a flessibilità su spesa
Non stiamo chiedendo spesa libera, ma una valutazione obiettiva
Meloni chiede flessibilità sulla spesa perché l'inflazione ha fatto lievitare i costi. Ma non è quello il ruolo delle regole europee — contenere la spesa?
Sì, ma il punto è che tre anni fa, quando i piani furono concordati, l'inflazione era diversa. Ora il governo spende di più per pensioni e materie prime, non perché ha deciso di farlo, ma perché i costi sono saliti. Meloni dice che è una questione oggettiva, non di scelta politica.
Però qui bisogna stare attenti. Meloni dice che c'è "interesse" da parte della Ue ad ascoltare, ma non dice che la Ue ha accettato. Von der Leyen ha risposto? E i Paesi frugali — Olanda, Austria — cosa ne pensano? Perché quella è la vera battaglia.
E sulle accise? Perché il governo non taglia subito se ha 160 milioni di extragettito?
Perché sta valutando se sia meglio usarli ora o conservarli. Le altre misure di contenimento — il price cap, per esempio — prima o poi termineranno. Se il governo spende tutto adesso, potrebbe non avere risorse quando serviranno davvero.
Ma questo significa che il governo non sa ancora cosa fare. E il price cap a 2,19 euro — Meloni lo auspica, ma non lo controlla. Dipende dall'Eni. È un appello, non una politica.
Quindi siamo in una situazione di attesa su tutti i fronti?
Esattamente. A Bruxelles il dibattito sarà lungo. E in Italia il governo tiene i soldi in tasca finché non capisce come usarli meglio.
E il lettore deve sapere che nulla di questo è ancora deciso. Sono posizioni, richieste, valutazioni. Non risultati.
Il Polso
- I vincoli di bilancio europei, negoziati tre anni fa in un'economia diversa, stanno comprimendo i governi come una giacca cucita per un corpo che non esiste più.
- Pensioni indicizzate, assegni unici e materie prime del PNRR sono lievitati senza che nessun ministro abbia firmato un aumento di spesa: l'inflazione ha deciso al posto loro.
- Meloni ha trovato un'alleata inaspettata nella Grecia e un'apertura cauta da Von der Leyen, ma sa che i Paesi 'frugali' aspettano al varco ogni richiesta di flessibilità.
- I 160 milioni di extragettito Iva di settembre sono sul tavolo come una carta da giocare: usarli subito per tagliare le accise o tenerli in riserva per quando le altre misure scadranno?
- Il messaggio all'Eni è velato ma nitido: se il price cap torna a 2,19 euro al litro, il governo può restare fermo e lasciare che il mercato faccia il lavoro.
A Spalato, sulle rive di un Mediterraneo che unisce storie e bilanci, Giorgia Meloni ha portato al vertice Med9 una domanda antica quanto la politica: come si governa il presente con regole scritte per un passato diverso? La premier italiana chiede all'Europa di riconoscere che l'inflazione ha trasformato spese già concordate in oneri imprevisti, e che ignorarlo non è rigore ma cecità. Nel frattempo, sul fronte interno, il governo tiene aperta la porta delle accise mobili sui carburanti, cercando il momento giusto tra l'urgenza del caro-vita e la prudenza delle riserve.
Al termine del vertice Med9 di Spalato, Giorgia Meloni ha confermato che l'Italia continua a spingere la Commissione europea verso una revisione delle regole di bilancio, con un argomento preciso: i vincoli concordati tre anni fa non contemplavano l'inflazione che i governi si trovano ad affrontare oggi. Spese automatiche come pensioni e materie prime per il PNRR sono cresciute senza che nessun esecutivo le avesse deliberatamente aumentate, e Roma chiede che questo venga riconosciuto nei conti pubblici.
Meloni ha parlato direttamente con Ursula von der Leyen e ha riferito di aver trovato ascolto, pur avvertendo che il negoziato sarà lungo e coinvolgerà Consiglio europeo, Commissione e Stati membri — con i Paesi 'frugali' pronti a resistere. La Grecia condivide la stessa preoccupazione, e la premier ha tenuto a precisare che l'Italia non chiede libertà senza limiti, ma una valutazione obiettiva degli effetti imprevisti dell'inflazione.
Sul fronte interno dei carburanti, il governo resta disponibile ad attivare le accise mobili, ma non ha annunciato tagli immediati. A settembre l'extragettito Iva ha sfiorato i 160 milioni di euro, e la scelta tattica è aperta: spenderli subito per alleggerire i prezzi alla pompa, oppure conservarli come riserva per quando le misure di contenimento già in vigore esauriranno i loro effetti. Meloni ha anche auspicato il ripristino del price cap a 2,19 euro al litro, lanciando un segnale indiretto all'Eni: se i prezzi scendono da soli, lo Stato può restare a guardare.
Il vertice di Spalato ha riunito i nove Paesi mediterranei dell'Ue su temi come energia, clima e crisi internazionali, in un'atmosfera segnata dall'assenza del premier spagnolo dimissionario Sánchez e dalla partenza anticipata di Macron, alle prese con le proteste in Francia. Per l'Italia, la partita si gioca su due tavoli simultanei: Bruxelles per la flessibilità di bilancio, e il mercato interno per tenere a bada il caro-vita.
A Spalato, al termine del vertice Med9, Giorgia Meloni ha confermato che l'Italia continua a premere sulla Commissione europea per una revisione delle regole di bilancio. L'argomento è l'inflazione: i vincoli di spesa concordati tre anni fa, quando i piani nazionali furono negoziati, non tengono conto dell'aumento dei costi che i governi stanno affrontando oggi. Meloni ha parlato direttamente con Ursula von der Leyen e con gli altri leader mediterranei presenti al summit, e ha riferito che c'è apertura all'ascolto da parte dell'Unione.
Il cuore della richiesta italiana è semplice ma rilevante: l'inflazione ha fatto lievitare le spese automatiche — pensioni, assegni unici, materie prime per i progetti del Piano nazionale di ripresa e resilienza — senza che i governi avessero scelto di aumentare la spesa. Meloni ha sottolineato che l'Italia non chiede libertà di bilancio senza vincoli, ma una valutazione obiettiva di come questi costi imprevisti impattino sui conti pubblici. Ha anche precisato di non essere sola: la Grecia condivide la stessa preoccupazione. Il dibattito, ha avvertito, sarà lungo e coinvolgerà il Consiglio europeo, la Commissione e i singoli Stati membri — una chiara allusione ai Paesi "frugali" che già si oppongono a qualsiasi allentamento.
Su un fronte diverso ma connesso, quello dei carburanti, Meloni ha confermato che il governo rimane pronto a intervenire con il meccanismo delle accise mobili. A settembre, l'extragettito Iva — cioè le entrate fiscali superiori alle previsioni — ha raggiunto circa 160 milioni di euro. La premier ha però segnalato un'incertezza tattica: il governo sta valutando se sia più efficace spendere subito questi fondi per ridurre le accise oppure conservarli come riserva per quando le altre misure di contenimento dei prezzi termineranno. Non ha annunciato un nuovo taglio immediato.
Meloni ha anche lanciato un appello indiretto all'Eni, auspicando che il price cap sui carburanti possa essere ripristinato integralmente a 2,19 euro al litro. Questo tetto era stato innalzato dopo che il governo aveva interrotto il taglio di 6,1 centesimi sulle accise. Il messaggio è chiaro: se il prezzo alla pompa scende, il governo potrebbe non aver bisogno di intervenire ulteriormente sulle accise.
Il vertice di Spalato ha riunito i nove Paesi mediterranei dell'Unione europea per discutere delle grandi sfide comuni — costi dell'energia, clima, crisi internazionali. Era assente il premier spagnolo Pedro Sánchez, dimissionario, mentre Emmanuel Macron ha partecipato ma ha lasciato il summit prima della conferenza stampa, anche a causa delle proteste che agitano la Francia. Per l'Italia, il focus rimane doppio: negoziare a Bruxelles una maggiore flessibilità sui vincoli di bilancio, e gestire nel frattempo il caro-vita interno con strumenti come le accise mobili e il monitoraggio dei prezzi.
Citazioni salienti
Non stiamo chiedendo spesa libera, ma una valutazione obiettiva dell'impatto che la maggiore inflazione sta avendo sui bilanci nazionali— Giorgia Meloni
Ho parlato con Von der Leyen e con gli altri partner Ue del Mediterraneo, c'è interesse ad ascoltare— Giorgia Meloni