Intesa SanPaolo chiude 2025 con utili record a 9,3 miliardi, piano 2029 promette 50 miliardi di dividendi

Il piano prevede 9.750 uscite di personale in Italia compensate da 6.300 assunzioni, con accelerazione del ricambio generazionale senza impatti sociali dichiarati.
La banca più resiliente in Europa, pronta a creare valore in ogni scenario
Così Intesa descrive se stessa nel comunicato sui risultati record del 2025.
Mark

Allora, 9,3 miliardi di utile nel 2025 — è davvero il miglior anno di sempre per Intesa?

Mimi

Sì, è il record assoluto. La crescita è del 7,6% rispetto al 2024, e quello che sorprende è che è stato trainato soprattutto dalle commissioni e dall'attività assicurativa, non dai tassi di interesse.

Luke

Ma aspetta — il quarto trimestre ha visto un utile di 1,733 miliardi, in calo rispetto ai 2,372 del terzo trimestre. Come si concilia questo con il "miglior anno di sempre"?

Mimi

È una questione di stagionalità. Il quarto trimestre è stato più debole, ma l'intero anno è stato eccezionale. E comunque i ricavi del quarto trimestre sono saliti del 2,9%.

Mark

Cosa significa che le sofferenze sono "quasi azzerate"?

Mimi

Significa che i crediti deteriorati, i prestiti che non vengono pagati, sono ai minimi storici. Intesa ha un NPL ratio netto praticamente a zero, il che è straordinario per una banca.

Luke

Ma "quasi azzerate" non è "azzerate". Quanti miliardi di sofferenze rimangono ancora in bilancio?

Mimi

La fonte non dà un numero preciso, solo che sono "quasi azzerate". È una dichiarazione qualitativa, non quantitativa.

Mark

E questi 50 miliardi di dividendi fino al 2029 — sono garantiti?

Mimi

No, sono una promessa basata sul piano. Il 75% sarà in dividendi cash, il 20% in buyback. Ma Intesa dice che potrebbe fare ulteriori distribuzioni straordinarie a partire dal 2027.

Luke

Quindi il 5% rimanente dei 50 miliardi — dove va?

Mimi

Buona domanda. La fonte non lo specifica. Potrebbe essere arrotondamento o altre forme di remunerazione.

Mark

Il CET1 al 13,9% — è buono?

Mimi

Sì, è solido. L'obiettivo per il 2026-2029 è mantenerlo sopra il 12,5%. Ma include l'impatto negativo della tassazione Meloni, circa 20 punti base.

Luke

E se escludiamo il buyback da luglio 2026, il CET1 pro-forma salirebbe al 14,9%. Quindi il buyback riduce significativamente il capitale. È un rischio?

Mimi

Non secondo Intesa. Dice che manterrà comunque un'elevata patrimonializzazione. Ma è vero che il buyback assorbe capitale.

  • Utile netto 2025: 9,3 miliardi di euro (+7,6% vs 2024)
  • Piano 2026-2029: 50 miliardi di distribuzioni agli azionisti
  • CET1 Ratio: 13,9% (target 2026-2029: >12,5%)
  • ROE atteso 2029: 22% (vs 18% nel 2025)
  • Investimenti tecnologia 2026-2029: 5,1 miliardi

L'istituto ha raggiunto il miglior anno di sempre grazie a commissioni record e attività assicurativa, con CET1 al 13,9% e sofferenze quasi azzerate. Nel piano 2026-2029, Intesa prevede ROE al 22% e ROTE al 27% nel 2029, con il 75% delle distribuzioni in dividendi cash e il 20% in buyback.

Intesa SanPaolo chiude il 2025 con utile netto di 9,3 miliardi (+7,6%) e presenta il nuovo piano strategico 2026-2029 con 50 miliardi di distribuzioni agli azionisti e target di utile netto oltre 11,5 miliardi nel 2029.

Intesa SanPaolo ha chiuso il 2025 con un utile netto di 9,3 miliardi di euro, il migliore della sua storia. L'annuncio è arrivato lunedì 2 febbraio 2026, quando l'istituto guidato da Carlo Messina ha presentato contemporaneamente i conti dell'anno passato e il nuovo piano strategico che porterà la banca fino al 2029. Le azioni, dopo un avvio negativo, hanno recuperato e si sono stabilizzate attorno ai 6 euro, con un rialzo dello 0,70%.

L'utile del 2025 rappresenta una crescita del 7,6% rispetto al 2024 e ha superato gli obiettivi che la banca stessa aveva fissato nel precedente piano di impresa. Il risultato è stato trainato da commissioni in crescita del 6,3% e dall'attività assicurativa, che ha registrato un aumento del 4,6%. Nel solo quarto trimestre, l'utile netto si è attestato a 1,733 miliardi, in calo rispetto ai 2,372 miliardi del terzo trimestre. I ricavi complessivi dell'anno hanno raggiunto 27,270 miliardi, con una crescita dello 0,6% rispetto ai 27,107 miliardi del 2024, nonostante il calo degli interessi netti dovuto alla riduzione dell'Euribor.

La solidità patrimoniale di Intesa è emersa chiaramente dai numeri. Il rapporto CET1, la misura principale della solidità di una banca, si è attestato al 13,9%, includendo l'impatto negativo della maggiore tassazione sulle banche decisa dal governo Meloni e deducendo i dividendi già pagati e proposti. L'istituto ha confermato di essere una banca con crediti deteriorati praticamente azzerati, con un NPL ratio ai minimi storici e sofferenze quasi eliminate. Il rapporto Cost/Income, che misura l'efficienza operativa, si è posizionato ai vertici europei. I costi operativi sono scesi dello 0,6% a 11,5 miliardi, mentre il risultato della gestione operativa è cresciuto dell'1,5% a 15,770 miliardi.

Ma il vero elemento di sorpresa per gli azionisti è contenuto nel nuovo piano 2026-2029. Intesa ha promesso una distribuzione complessiva di circa 50 miliardi di euro nel quinquennio 2025-2029, con un payout ratio del 95% per ciascun anno dal 2026 al 2029. Di questa somma, il 75% prenderà la forma di dividendi cash e il 20% sarà distribuito attraverso operazioni di buyback. Nel 2025 sono stati già distribuiti 6,5 miliardi: 3,2 miliardi pagati a novembre e 3,3 miliardi proposti per maggio. Il dividend yield è stato fissato al 7,5%. La banca non esclude ulteriori distribuzioni straordinarie a partire dal 2027, valutando anno per anno la possibilità di sorprendere ulteriormente gli azionisti.

I target finanziari del nuovo piano sono ambiziosi. L'utile netto è atteso a oltre 11,5 miliardi nel 2029, rispetto ai 9,3 miliardi del 2025. Il ROE, il rendimento sul capitale proprio, dovrebbe salire al 22% nel 2029 dal 18% del 2025, mentre il ROTE, il rendimento sul capitale tangibile, dovrebbe raggiungere il 27% nel 2029 dal 22% del 2025. La banca manterrà un'elevata patrimonializzazione con un obiettivo di CET1 superiore al 12,5% in ciascun anno del quadriennio. Gli analisti di Equita SIM hanno definito questi obiettivi "realistici" e "consistenti con le attese", confermando una visione positiva sulle azioni con un target price di 7,10 euro.

Il piano prevede anche investimenti significativi in tecnologia e crescita. Nel periodo 2026-2029, Intesa investirà 5,1 miliardi complessivi, di cui 4,6 miliardi dedicati a tecnologia e sviluppo. L'obiettivo è estendere la piattaforma tecnologica digitale cloud-native Isytech, portando gli applicativi cloud-based dal 64% del 2025 al 100% entro il 2029, con un risparmio di costi stimato a circa 380 milioni a regime. La banca lancerà anche Isywealth Europe, una nuova realtà che sfrutta il digitale e i consulenti finanziari per supportare l'espansione internazionale del gruppo in Europa.

Sul fronte del personale, il piano prevede 9.750 uscite in Italia compensate da 6.300 assunzioni, che Intesa descrive come un'"accelerazione del ricambio generazionale senza impatti sociali". L'istituto ha sottolineato come i risultati del 2025 dimostrino che Intesa è "la banca più resiliente in Europa, pienamente in grado di operare con successo in ogni scenario e di realizzare una significativa e sostenibile creazione e distribuzione di valore". Con questo piano, la banca italiana si posiziona per consolidare la sua leadership nel mercato europeo nei prossimi quattro anni.

Intesa Sanpaolo è la banca più resiliente in Europa, pienamente in grado di operare con successo in ogni scenario e di realizzare una significativa e sostenibile creazione e distribuzione di valore
— Intesa SanPaolo, comunicato ufficiale
Il piano 2026-29 di Intesa si caratterizza per target complessivamente consistenti con le attese in termini di traiettoria degli utili e migliore in termini di distribuzione
— Equita SIM, analisti
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