I pini romani minacciati da parassiti, le meduse greche e le onde dell'Adriatico diventano installazioni interattive e realtà aumentata. Il progetto riunisce scienziati, artisti e comunità locali da sei paesi europei per documentare sfide ambientali contemporanee.
I tesori naturali europei diventano arte digitale al Signal Forum di Praga
Ascoltare il mondo dal punto di vista dell'albero
Perché trasformare problemi ambientali in arte digitale? Non sarebbe più diretto affrontarli con politica e scienza?
L'arte crea un accesso emotivo che i dati da soli non raggiungono. Quando vedi meduse luminose che reagiscono a te, non stai solo leggendo statistiche sulla proliferazione marina.
Ma chi decide che questa è la risposta giusta? E quanto raggiunge veramente il pubblico europeo, oltre ai visitatori di Praga?
È una domanda giusta. Il progetto è finanziato dall'UE e coinvolge comunità locali, quindi c'è una volontà di radicamento. L'archivio digitale permanente suggerisce che l'intenzione è duratura.
Cosa rende queste installazioni diverse da altre esperienze artistiche su temi ambientali?
La collaborazione tra artisti, scienziati e comunità locali. Non è arte che interpreta la natura dall'esterno, ma arte costruita insieme a chi vive questi fenomeni.
Rimane il fatto che sappiamo poco su come queste opere influenzeranno effettivamente il comportamento o le politiche. L'impatto è misurato?
Non dal materiale disponibile. Sappiamo che esiste, che sarà conservato, che sarà presentato. Il resto è ancora da scrivere.
Quali sono i siti più critici tra quelli rappresentati?
Il Delta dell'Ebro e le foreste morave sono zone umide di importanza internazionale. I pini romani sono simbolicamente cruciali per Roma stessa.
E le meduse greche? Sono un sintomo di squilibrio marino, ma il progetto chiarisce se il riscaldamento è la causa principale o se ci sono altri fattori?
L'opera di Kranidiotis segnala lo squilibrio, ma non diagnostica. È un invito a guardare, non una conclusione scientifica.
Le Pouls
- Sei siti naturali europei trasformati in installazioni digitali interattive
- Finanziamento dell'Unione Europea attraverso il programma Europa creativa
- Presentazione al Signal Forum di Praga il 16 ottobre 2026
- Conservazione permanente nell'Archivio digitale europeo
- Collaborazione tra artisti internazionali, scienziati e comunità locali da sei paesi
I pini romani minacciati da parassiti, le meduse greche e le onde dell'Adriatico diventano installazioni interattive e realtà aumentata. Il progetto riunisce scienziati, artisti e comunità locali da sei paesi europei per documentare sfide ambientali contemporanee.
Artisti internazionali hanno trasformato fenomeni ambientali europei in opere d'arte digitale per il progetto Co-Vision, co-finanziato dall'UE, presentate al Signal Forum di Praga il 16 ottobre.
Sei fenomeni naturali europei in crisi — dai pini di Roma divorati da parassiti alle meduse che invadono i mari greci — sono stati trasformati in opere d'arte digitale da un consorzio internazionale di artisti, scienziati e comunità locali. Le installazioni saranno presentate il 16 ottobre a Praga durante il Signal Forum, un convegno che riunisce curatori e esperti mondiali di cultura digitale. Il progetto, chiamato Co-Vision Mapping the Natural Heritage, è stato finanziato dall'Unione Europea attraverso il programma Europa creativa e guidato da Videocittà, il festival della visione e della cultura digitale fondato da Francesco Rutelli.
Il cuore del progetto è Roma. Gli organizzatori hanno scelto il Pinus pinea, il pino domestico che da secoli definisce il paesaggio mediterraneo e testimonia la storia della capitale italiana. Oggi questi alberi sono minacciati da cocciniglie, funghi e insetti che ne compromettono la sopravvivenza. L'installazione dedicata, intitolata Pinus Pinea — AV Talk e curata da Anna Lea Antolini, è nata dalla collaborazione tra Simone Arcagni dell'Università IULM di Milano, la visual artist Lorenza Liguori, il sound designer Vincenzo Pizzi e la danzatrice Delfina Stella. Il lavoro combina audio, video e testo letterario, invitando il pubblico ad ascoltare il mondo dalla prospettiva dell'albero stesso. La Tenuta Presidenziale di Castelporziano ha partecipato attivamente alla ricerca.
Altri siti naturali europei hanno ricevuto lo stesso trattamento artistico. Nel Mar Egeo, la proliferazione incontrollata di meduse segnala squilibri ecologici profondi. L'artista Yiannis Kranidiotis ha risposto con Medusa Valley, trasformando bottiglie di plastica riciclata, fibre ottiche e led in grandi meduse luminose che reagiscono alla presenza dei visitatori, rendendo visibile il problema attraverso l'interazione diretta.
Il Delta dell'Ebro, una delle zone umide più importanti d'Europa, è stato il soggetto di Mapping the Invisible, un'installazione in realtà aumentata creata da Lauren Moffatt, Shoeg (Carlos Martorell) e Jaume Vidal. L'opera rende visibili le diatomee, microalghe microscopiche i cui gusci di silice hanno conservato per millenni la memoria geologica del delta. A Namur, il progetto ha affrontato la biodiversità dei fiumi Sambre e Mosa, collegandola a Strudiella devonica, uno dei più antichi fossili di insetto conosciuti. Marco Barotti e Robertina Šebjanič hanno creato Fossilized Futures per esplorare questa connessione tra passato profondo e presente fragile.
L'isola di Hvar è diventata il punto di partenza per LAB852, un'opera basata sulla ricerca dell'oceanografa Zrinka Ljubešić e del suo team presso la Facoltà di Scienze dell'Università di Zagabria. Hanno scoperto le Island-Trapped Waves, onde intrappolate attorno all'isola di Lastovo che portano nutrienti dalle profondità marine in superficie, sostenendo la biodiversità locale. Il riscaldamento dei mari minaccia di alterare questo fenomeno critico.
La Moravia, talvolta chiamata l'Amazzonia morava, ospita foreste alluvionali alla confluenza dei fiumi Morava e Dyje, rifugio di specie a rischio di estinzione. Un team di artisti cechi, slovacchi e ucraini ha creato Confluence (Soutok), un'opera che segue il viaggio delle uova di pesce trasportate dalla corrente mentre la forza dell'acqua erode le sponde, raccontando le sfide reali affrontate da chi gestisce quest'area protetta. Infine, in Transilvania, la Fondazione Transilvania Trust ha contribuito con Roots and Routes, un'installazione che raccoglie le storie e le leggende degli anziani di Bonțida sul fiume Someș e sulle sue specie protette, tracciando le trasformazioni del paesaggio e il legame mutevole tra comunità e natura.
Tutte le opere saranno conservate nell'Archivio digitale europeo, creando una memoria permanente dei cambiamenti ecologici contemporanei del continente. Il progetto rappresenta un tentativo ambizioso di tradurre dati scientifici e fenomeni naturali complessi in linguaggi artistici accessibili, coinvolgendo simultaneamente esperti, creatori e comunità locali nella documentazione di una crisi ambientale in corso.
Citations marquantes
Un'installazione audio e video con testo letterario che invita il pubblico ad ascoltare il mondo dal punto di vista dell'albero— Descrizione ufficiale del progetto Pinus Pinea — AV Talk