Sul palcoscenico del Lido di Venezia, John Malkovich ha ricevuto la Coppa Volpi come miglior attore per Wild Horse Nine, thriller diretto da Martin McDonagh ambientato nel Cile del 1973, alla vigilia del golpe contro Allende. Il film interroga le ombre della storia recente attraverso la lente dell'umorismo e della complessità umana, trasformando un'isola remota nel teatro di rese dei conti morali e personali. Con l'uscita prevista per il 5 novembre e un'aura di favorito per l'Oscar, Malkovich si avvicina forse al riconoscimento che la sua carriera ha lungamente atteso.
Malkovich: 'Ho riscritto l'80% dei film che ho fatto'. Coppa Volpi a Venezia per Wild Horse Nine
L'ho letta. L'ho capita. Sapevo che era buona.
Cosa rende questa sceneggiatura così diversa dalle altre che Malkovich ha dovuto riscrivere?
Malkovich dice che ha letto la sceneggiatura di McDonagh e ha capito subito che era buona. Non ha sentito il bisogno di modificarla, a differenza di quello che fa normalmente. È una questione di fiducia nel materiale.
Ma come facciamo a sapere se Malkovich stava davvero dicendo la verità, o se era solo un complimento al regista durante una conferenza stampa? Non abbiamo una fonte indipendente che confermi quanto spesso ha effettivamente riscritto i suoi film.
Perché McDonagh ha scelto l'Isola di Pasqua come ambientazione?
Ha visitato l'isola circa 15 anni fa sperando di trovare un'ambientazione per una storia. Ha scritto varie versioni che non funzionavano, finché non ha collegato l'isola al Cile e alla storia della CIA durante il golpe del 1973.
Quindi il collegamento storico è venuto dopo, non prima. È interessante perché significa che la storia è nata dal luogo, non dall'evento storico.
Cosa dice il film sulla CIA e su quello che ha fatto in Cile?
McDonagh ha detto che voleva esaminare ciò che la CIA ha fatto in quei giorni bui, ma non voleva che il film fosse una cupa lezione di storia. Ha usato l'umorismo e grandi attori per coinvolgere il pubblico.
Questo è vago. Non sappiamo esattamente quali azioni della CIA il film affronta o come le affronta. Sappiamo solo che McDonagh voleva equilibrare la storia con l'umorismo.
Perché questo film potrebbe essere importante per Malkovich?
Malkovich ha ricevuto due nomination agli Oscar ma non ha mai vinto. Questo ruolo in Wild Horse Nine lo ha già portato a vincere la Coppa Volpi a Venezia, e gli esperti lo considerano in pole position per l'Oscar.
"In pole position" è una valutazione di esperti, non un fatto verificato. Sappiamo che ha vinto il premio a Venezia, ma le previsioni sugli Oscar sono sempre incerte.
Le Pouls
- Malkovich porta a Venezia una performance che ha convinto la giuria a premiarlo, incarnando un agente CIA che perde il controllo dei propri segreti sull'Isola di Pasqua.
- Il film affronta un capitolo doloroso della storia latinoamericana — il rovesciamento di Allende nel 1973 — senza trasformarsi in una lezione didattica, grazie all'umorismo come strumento di coinvolgimento.
- L'attrice cilena Mariana di Girolamo ricorda che c'è chi vorrebbe cancellare quella memoria, ma la storia non si cancella — e il cinema diventa atto di resistenza culturale.
- Sam Rockwell e Malkovich hanno costruito fuori dal set una complicità profonda tra i due personaggi, agenti capaci di violenza fredda ma anche di un affetto autentico e logorante.
- Con la distribuzione Disney Italia dal 5 novembre e la Coppa Volpi in mano, Wild Horse Nine entra nella corsa agli Oscar come uno dei titoli più attesi della stagione.
Sul palcoscenico del Lido di Venezia, John Malkovich ha ricevuto la Coppa Volpi come miglior attore per Wild Horse Nine, thriller diretto da Martin McDonagh ambientato nel Cile del 1973, alla vigilia del golpe contro Allende. Il film interroga le ombre della storia recente attraverso la lente dell'umorismo e della complessità umana, trasformando un'isola remota nel teatro di rese dei conti morali e personali. Con l'uscita prevista per il 5 novembre e un'aura di favorito per l'Oscar, Malkovich si avvicina forse al riconoscimento che la sua carriera ha lungamente atteso.
John Malkovich ha conquistato la Coppa Volpi come miglior attore alla Mostra del Cinema di Venezia per Wild Horse Nine, thriller diretto da Martin McDonagh in uscita nelle sale italiane il 5 novembre con Disney Italia. Nonostante due nomination all'Oscar nel corso della sua carriera, il premio più ambito di Hollywood gli è ancora sfuggito — ma questa volta il suo nome circola con insistenza tra i favoriti.
Nel film, Malkovich interpreta Chris, un agente CIA di lungo corso che sull'Isola di Pasqua, nel 1973, si ritrova sempre meno capace di tenere nascosti i segreti delle operazioni a cui ha partecipato. Al suo fianco c'è Lee, interpretato da Sam Rockwell, suo collega e amico di vecchia data: due uomini capaci di violenza clinica e distaccata, ma anche legati da un affetto autentico e da una reciproca capacità di darsi sui nervi.
Durante la conferenza stampa in streaming, Malkovich ha rivelato di riscrivere abitualmente l'80% delle sceneggiature dei film in cui recita — non per capriccio, ma per necessità. Con Wild Horse Nine ha fatto un'eccezione quasi totale: leggendo il testo di McDonagh, ha sentito che era già buono così. "Credo di aver cambiato una o due parole per sbaglio", ha detto, ricordando di essere cresciuto artisticamente con Pinter, Stoppard e Miller.
McDonagh ha raccontato che l'idea del film è nata circa quindici anni fa, durante una visita all'Isola di Pasqua. Solo quando ha collegato quell'ambientazione al ruolo della CIA nel golpe contro Allende, tutto ha preso forma. Il regista ha scelto l'umorismo non per ammorbidire la storia, ma per coinvolgere il pubblico e introdurre con sottigliezza la dimensione più oscura della vicenda.
Mariana di Girolamo, attrice cilena nel cast, ha sottolineato come quegli eventi siano "parte della nostra storia recente" e che nessuno può cancellare ciò che è accaduto. Rockwell, già premiato con l'Oscar per Tre manifesti ad Ebbing, Missouri, ha parlato del lavoro condiviso con Malkovich anche fuori dal set, e della capacità di McDonagh di sapere con precisione cosa vuole che ogni scena comunichi. Malkovich ha chiuso con una riflessione sul mestiere: "Noi siamo personaggi nel sogno di qualcun altro".
John Malkovich ha vinto la Coppa Volpi come miglior attore alla Mostra di Venezia per il suo ruolo in Wild Horse Nine, il thriller sulla CIA diretto da Martin McDonagh. Il film arriverà nelle sale il 5 novembre distribuito da The Walt Disney Company Italia, e Malkovich è già considerato tra i favoriti per l'Oscar, premio che non ha ancora conquistato nonostante due nomination ricevute nel corso della sua carriera.
In Wild Horse Nine, Malkovich interpreta Chris, un agente della CIA di primo piano che si ritrova vulnerabile e sempre meno capace di nascondere i segreti delle operazioni a cui ha partecipato. Il suo collega e grande amico è Lee, ruolo affidato a Sam Rockwell, che lo accompagna sull'Isola di Pasqua in una serie di rese dei conti. La storia è ambientata nel 1973 in Cile, poco prima del golpe militare. Malkovich ha descritto i due protagonisti come agenti "legati da una relazione di grande confidenza e di lunga data" che "sono capaci di infliggere una violenza folle agli altri in modo clinico e distaccato ma anche persone che si amano e che si danno sui nervi a vicenda".
Durante la conferenza globale in streaming, Malkovich ha elogiato in modo straordinario la sceneggiatura di McDonagh. Ha spiegato che nel corso della sua carriera ha riscritto l'80% dei film in cui ha recitato, non per desiderio personale ma per necessità, suggerendo modifiche per rendere il lavoro migliore. Tuttavia, quando ha letto la sceneggiatura di Wild Horse Nine, non ha sentito il bisogno di proporre cambiamenti significativi. "L'ho letta. L'ho capita. Sapevo che era buona. Credo di aver cambiato una o due parole per sbaglio in un paio di riprese", ha dichiarato. Malkovich ha ricordato di essere cresciuto come attore interpretando Pinter, Tom Stoppard e Arthur Miller, e ha raccontato di aver suggerito ad Arthur Miller di eliminare una scena dalla camera da letto in Morte di un commesso viaggiatore, suggerimento che lo scrittore ha rifiutato.
McDonagh ha spiegato che Wild Horse Nine è nato da una visita all'Isola di Pasqua circa 15 anni fa, quando sperava di trovare un'ambientazione per un'opera teatrale, un film o una storia. Ha scritto varie versioni nel corso degli anni che non funzionavano, finché non ha iniziato a pensare al fatto che l'isola fosse parte del Cile e a quello che la CIA aveva fatto per rovesciare Allende, democraticamente eletto nel 1973. "Allora tutto ha preso forma", ha detto il regista. Tuttavia, sebbene volesse esaminare ciò che la CIA ha fatto in quei giorni bui, non voleva che il film fosse una cupa lezione di storia. Ha utilizzato l'umorismo e grandi attori come il modo migliore non per addolcire la pillola, ma per coinvolgere il pubblico e introdurre in modo sottile l'altro aspetto della vicenda.
Mariana di Girolamo, talentuosa attrice cilena che interpreta una studentessa incontrata dai due protagonisti, ha osservato come il tema del film sia "parte della nostra storia recente". Ha sottolineato che "c'è chi sta cercando di non tenere vivo quel ricordo, ma non possono cancellare la storia". Sam Rockwell, già diretto da McDonagh in 7 Psicopatici e Tre manifesti ad Ebbing, Missouri, per cui ha vinto l'Oscar come attore non protagonista, si è soffermato sul lavoro fatto con Malkovich anche fuori dal set per sviluppare i personaggi. Ha spiegato che McDonagh, a differenza di altri registi, è molto interessato al comportamento umano e ha un'idea molto precisa di cosa vuole che una scena comunichi al pubblico. "Noi attori dobbiamo essere pronti a lavorare in un milione di modi diversi", ha aggiunto Rockwell. Malkovich ha concluso riflettendo sulla natura del mestiere di attore: "Noi siamo personaggi nel sogno di qualcun altro".
Citations marquantes
Ho riscritto l'80% dei film che ho fatto. E non per un mio desiderio ma per necessità— John Malkovich
Quando ho letto la sceneggiatura di Martin, non credo di aver proposto di modificare nulla— John Malkovich
C'è chi sta cercando di non tenere vivo quel ricordo, ma non possono cancellare la storia— Mariana di Girolamo