Nel pomeriggio di una domenica milanese, si è spenta a 96 anni Wilma De Angelis, voce che per quasi un secolo ha intrecciato la propria storia con quella dell'Italia che cantava, cucinava e sognava davanti a uno schermo. Dalla corona di reginetta del jazz nel 1956 ai programmi culinari che trasformarono la televisione in un rito domestico, la sua presenza attraversò generazioni con una leggerezza che nascondeva una tenacia rara. La sua scomparsa chiude un capitolo della cultura popolare italiana che difficilmente troverà un equivalente.
Addio a Wilma De Angelis, la reginetta del jazz italiano muore a 96 anni
Le tue canzoni, la tua simpatia, il tuo sorriso ci scalderanno il cuore
Perché la morte di Wilma De Angelis importa ancora oggi, a quasi cent'anni dalla sua nascita?
Perché ha attraversato tre epoche diverse della televisione e della musica italiana. È stata lì quando il jazz era ancora qualcosa di nuovo e affascinante, poi ha capito prima di molti altri che la cucina poteva diventare intrattenimento, non solo necessità.
Ma quanta gente effettivamente la ricorda? Il pezzo dice che è stata ospite in vari programmi, ma non dice quali erano gli ascolti, se era ancora una figura centrale negli ultimi decenni.
È una domanda giusta. Quello che sappiamo è che ha lavorato costantemente, che è stata nominata reginetta del jazz, che ha partecipato a Sanremo nove volte. Ma è vero, non abbiamo numeri su quanto fosse presente nella memoria collettiva negli ultimi anni.
E la transizione dalla musica alla televisione — come è avvenuta esattamente? È stato un salto naturale o una necessità?
Il pezzo dice che Paolo Limiti l'ha coinvolta nel progetto. Sembra che sia stato lui a vederla in quella nuova dimensione, quella della televisione culinaria.
Ma non sappiamo se lei stessa ha cercato questo cambiamento o se è stato proposto. E non sappiamo nemmeno se ha continuato a cantare mentre faceva televisione, o se ha abbandonato completamente la musica.
Negli anni Ottanta ha inciso ancora dischi, quindi non l'ha abbandonata del tutto. Ma è vero che la televisione è diventata il suo territorio principale.
Il nipote ha scritto un messaggio molto personale. Cosa ci dice di come era vista in famiglia?
Che era amata, che portava gioia. Non è poco. E il fatto che lui abbia scelto di condividere il lutto pubblicamente suggerisce che era una figura che la gente sentiva come propria.
Der Puls
- A 96 anni, Wilma De Angelis lascia un vuoto che va oltre la perdita personale: con lei scompare una delle ultime testimoni viventi dell'Italia musicale del dopoguerra.
- Il nipote Fabio ha annunciato la morte sui social con parole cariche di affetto, trasformando un lutto familiare in un momento di memoria collettiva condivisa da migliaia di persone.
- Nove partecipazioni a Sanremo, un terzo posto nel 1960 con Joe Sentieri e il successo popolare di 'Patatina' nel 1961 ricordano quanto la sua voce abbia segnato il paesaggio sonoro di un'intera nazione.
- L'incontro con Paolo Limiti negli anni Settanta aprì un secondo capitolo inaspettato: la cucina in diretta su Telemontecarlo divenne il suo nuovo palcoscenico, e lei lo abitò con la stessa naturalezza del microfono.
- Libri di ricette, fiction televisive, apparizioni con Fiorello e un ritorno discografico negli anni Ottanta: la sua carriera non conobbe mai davvero un punto fermo, solo continue reinvenzioni.
Nel pomeriggio di una domenica milanese, si è spenta a 96 anni Wilma De Angelis, voce che per quasi un secolo ha intrecciato la propria storia con quella dell'Italia che cantava, cucinava e sognava davanti a uno schermo. Dalla corona di reginetta del jazz nel 1956 ai programmi culinari che trasformarono la televisione in un rito domestico, la sua presenza attraversò generazioni con una leggerezza che nascondeva una tenacia rara. La sua scomparsa chiude un capitolo della cultura popolare italiana che difficilmente troverà un equivalente.
Domenica pomeriggio, a Milano, Wilma De Angelis ha chiuso gli occhi per l'ultima volta all'età di 96 anni. La notizia è stata confermata dal nipote Fabio all'ANSA, con parole che portavano insieme il peso di un dolore privato e di una perdita che appartiene a tutti.
Nata a Milano l'8 aprile del 1930, De Angelis entrò nella storia della musica italiana nel 1956, quando ricevette il titolo di reginetta del jazz italiano al Festival Jazz di Sanremo. Da quel momento la sua voce percorse decenni di cultura popolare: nove presenze sul palco di Sanremo, un terzo posto nel 1960 con 'Quando vien la sera' in coppia con Joe Sentieri, e poi 'Patatina' nel 1961, il brano che più di tutti rimase impresso nella memoria collettiva. Cantò in radio, duettò con Mina a Canzonissima, e si affermò come una delle figure più amate dello spettacolo italiano.
La sua carriera non si esaurì nella musica. Alla fine degli anni Settanta, l'incontro con Paolo Limiti aprì un capitolo nuovo e inaspettato: su Telemontecarlo condusse 'Telemenù', 'Sale, pepe e fantasia' e 'A pranzo con Wilma', programmi che la trasformarono in uno dei volti più riconoscibili della televisione italiana. Divenne anche autrice di libri di ricette, portando la sua influenza oltre lo schermo.
Negli anni Ottanta tornò alla musica con Ricky Gianco e gli Oldies, mentre la televisione continuava a reclamarla: recitò nei Promessi Sposi in versione fiction, apparve nel film di Fausto Brizzi 'Femmine contro maschi' e fu ospite di 'Stasera pago io' con Fiorello. Il nipote Fabio, salutandola pubblicamente, ha scritto che lei aveva vissuto una vita degna di essere vissuta — il riconoscimento più semplice e più vero per chi ha attraversato quasi un secolo lasciando tracce indelebili.
Nel pomeriggio di domenica a Milano, Wilma De Angelis ha chiuso gli occhi per l'ultima volta. Aveva 96 anni. La notizia è arrivata attraverso il nipote Fabio, che l'ha confermata all'ANSA con parole che portavano il peso di una perdita personale e collettiva insieme.
Nata a Milano l'8 aprile del 1930, Wilma De Angelis è entrata nella storia della musica italiana nel 1956, quando le fu assegnato il titolo di reginetta del jazz italiano dopo la sua partecipazione al Festival Jazz di Sanremo. Da quel momento in poi, la sua voce e il suo carisma hanno tracciato una linea attraverso decenni di cultura popolare italiana. Ha calcato i palchi dei festival più importanti, ha cantato in radio accanto ai nomi più grandi della musica italiana, ha duettato con Mina a Canzonissima. Il palco di Sanremo l'ha vista nove volte, e nel 1960 si è classificata al terzo posto con "Quando vien la sera", in coppia con Joe Sentieri. Ma il brano che più di tutti rimase impresso nella memoria collettiva fu "Patatina" del 1961, una canzone che divenne un vero e proprio successo.
La sua carriera non si è fermata alla musica. Alla fine degli anni Settanta, l'incontro con Paolo Limiti segnò una piega decisiva nella sua traiettoria professionale. Limiti l'ha coinvolta in un progetto che all'epoca era ancora una novità televisiva: portare la cucina in diretta, trasformarla in spettacolo. Su Telemontecarlo andarono in onda "Telemenù", "Sale, pepe e fantasia" e poi "A pranzo con Wilma", programmi che la trasformarono in uno dei volti più riconoscibili della televisione italiana. Non era solo una conduttrice: divenne anche autrice di libri di ricette, estendendo la sua influenza oltre lo schermo.
Negli anni Ottanta tornò a incidere dischi, questa volta con Ricky Gianco e gli Oldies, mantenendo viva la sua presenza nel panorama musicale. Ma la televisione rimase il suo territorio principale. Recitò nella fiction televisiva tratta dai Promessi Sposi, apparve nel film "Femmine contro maschi" di Fausto Brizzi, e continuò a essere ospite in programmi di grande ascolto come "Stasera pago io" con Fiorello.
Il nipote Fabio, nel comunicare la morte della zia sui social, ha scritto parole che racchiudevano l'essenza di quello che Wilma De Angelis aveva rappresentato per chi l'aveva conosciuta e per chi l'aveva seguita attraverso gli anni: le sue canzoni, la sua simpatia, il suo sorriso, la sua gioia di vivere. Ha concluso dicendo che lei aveva vissuto una vita degna di essere vissuta. È il riconoscimento più semplice e più profondo che si possa dare a una persona che ha attraversato quasi un secolo lasciando tracce visibili in chi l'ha incontrata.
Bemerkenswerte Zitate
Le tue canzoni, la tua simpatia, il tuo sorriso e la tua gioia di vivere ci scalderanno per sempre il cuore. Alla fine hai vissuto una vita degna di essere vissuta.— Fabio De Angelis, nipote di Wilma De Angelis, su Facebook