Euro digitale, Cipollone (Bce): primo test nel 2027, zero costi per cittadini

Un'alternativa pubblica ai costi privati dei pagamenti digitali
Cipollone spiega come l'euro digitale gratuito offre ai piccoli commercianti italiani una via d'uscita dalle commissioni elevate.
Mark

Quando esattamente inizieranno i pagamenti veri e propri con l'euro digitale?

Mimi

Cipollone dice che i test partiranno nel 2027, e i primi pagamenti effettivi dovrebbero avvenire entro dodici mesi da quel momento. Quindi siamo ancora in una fase sperimentale controllata.

Luke

Ma qui c'è una distinzione importante: "test" e "pagamenti" sono due cose diverse. I test potrebbero significare ambienti controllati con un numero limitato di partecipanti. Non sappiamo ancora quanti commercianti e cittadini saranno coinvolti nella fase pilota.

Mark

Quanto è realistico il dimezzamento dei costi per i piccoli commercianti?

Mimi

Cipollone lo presenta come una stima ragionevole, considerando che attualmente le commissioni sui pagamenti digitali sono uno dei principali costi operativi per i negozi. Se l'euro digitale è completamente gratuito, il risparmio potrebbe effettivamente essere significativo.

Luke

Però qui bisogna essere cauti. Cipollone dice "potrebbero essere dimezzati", non che lo saranno. Dipende da quali commissioni stiamo confrontando — quelle attuali variano molto a seconda del tipo di commerciante e del metodo di pagamento. E non sappiamo ancora se ci saranno costi nascosti di implementazione o di infrastruttura.

Mark

Perché la geopolitica è così importante in questa decisione?

Mimi

Dopo l'invasione dell'Ucraina, l'Europa ha capito che la dipendenza da operatori stranieri nei pagamenti digitali è una vulnerabilità strategica, proprio come lo era la dipendenza dal gas russo. Avere un sistema di pagamenti europeo indipendente riduce questo rischio.

Luke

È vero, ma la connessione tra la guerra in Ucraina e l'accelerazione dell'euro digitale non è completamente esplicitata nel pezzo. Cipollone la suggerisce, ma non dice se questa è stata la ragione principale della decisione o solo uno dei fattori. La timeline del progetto potrebbe essere stata già in corso prima dell'invasione.

  • La BCE accelera sul progetto dell'euro digitale: i test inizieranno nel 2027 e i pagamenti reali seguiranno entro dodici mesi, segnando una svolta concreta dopo anni di discussioni.
  • Le commissioni sui pagamenti digitali erodono ogni giorno i margini di 570mila commercianti italiani, che impiegano quasi due milioni di lavoratori: il costo si scarica spesso sui prezzi finali al consumo.
  • L'euro digitale promette di dimezzare questi costi per i piccoli esercenti, offrendo un'alternativa pubblica e gratuita alle soluzioni private oggi dominanti.
  • Il progetto non mira a cancellare i circuiti privati esistenti, ma a integrarsi con essi, ampliando la scelta e mantenendo competitivo il sistema europeo dei pagamenti.
  • La guerra in Ucraina ha reso urgente la riflessione sull'autonomia strategica europea: dipendere da operatori stranieri per i pagamenti digitali è una vulnerabilità che l'euro digitale punta a correggere.

Nel momento in cui l'Europa ridisegna i confini della propria autonomia, la Banca Centrale Europea annuncia l'avvio dei test sull'euro digitale per il 2027, con pagamenti operativi entro l'anno successivo. Pensato per affiancare il contante senza sostituirlo, questo strumento promette zero commissioni per cittadini e commercianti, alleggerendo un peso che da anni grava sui margini del piccolo commercio. Dietro l'innovazione tecnologica si intravede una scelta di sovranità: ridurre la dipendenza dell'Unione da operatori di pagamento stranieri, una vulnerabilità resa evidente dall'invasione dell'Ucraina.

La Banca Centrale Europea si prepara a portare l'euro nell'era digitale senza togliere nulla al contante tradizionale. Piero Cipollone, membro del consiglio esecutivo della BCE, ha delineato la tabella di marcia in un'intervista al Corriere della Sera: test operativi nel 2027, pagamenti effettivi entro i dodici mesi successivi. La fase pilota è già partita durante l'estate.

Il tratto distintivo del progetto è l'assenza totale di commissioni, sia per i cittadini sia per i commercianti. Nel panorama attuale, le tariffe sui pagamenti digitali pesano in modo particolare sui piccoli negozi, che spesso trasferiscono quei costi ai clienti sotto forma di prezzi più alti. In Italia, dove operano circa 570mila commercianti con quasi due milioni di dipendenti, Cipollone stima che i costi dei pagamenti digitali potrebbero essere dimezzati, con effetti positivi sia sui bilanci degli esercenti sia sui prezzi al consumo.

L'euro digitale non intende soppiantare le soluzioni private già esistenti, ma affiancarle, offrendo al mercato europeo un'opzione pubblica e gratuita capace di stimolare la concorrenza e la diversificazione.

C'è però una dimensione che va oltre l'economia quotidiana. L'invasione dell'Ucraina ha costretto l'Europa a fare i conti con le proprie dipendenze strategiche: prima il gas, poi altri settori critici, tra cui i pagamenti digitali. Non disporre di un'infrastruttura propriamente europea in questo campo espone il continente a rischi concreti in caso di crisi internazionale. L'euro digitale diventa così, al tempo stesso, uno strumento di inclusione economica e un atto di sovranità finanziaria dell'Unione.

La Banca Centrale Europea sta per lanciare una versione digitale dell'euro che funzionerà in parallelo al contante tradizionale, senza alcun costo aggiunto per chi lo userà. Piero Cipollone, economista e membro del consiglio esecutivo della Bce, ha illustrato i dettagli del progetto in un'intervista al Corriere della sera, tracciando una roadmap che porterà i primi test nel 2027 e i pagamenti effettivi entro dodici mesi.

Secondo Cipollone, l'euro digitale manterrà gli stessi elevati standard di sicurezza del denaro contante, eliminando completamente le commissioni sia per i cittadini che per i commercianti. Questa caratteristica rappresenta un cambio significativo nel panorama dei pagamenti europei, dove attualmente le commissioni sulle transazioni digitali erodono i margini dei piccoli negozi. Il progetto pilota ha già preso avvio durante l'estate, e ora entra nella fase operativa con i test programmati per l'anno prossimo.

L'impatto economico potrebbe essere sostanziale per il commercio italiano. Nel paese operano circa 570 mila commercianti che impiegano quasi due milioni di lavoratori. Le commissioni elevate sui pagamenti digitali riducono i loro margini di guadagno, spesso già molto ridotti, costringendoli a trasferire questi costi ai consumatori attraverso aumenti di prezzo. Con l'euro digitale, questi esercenti avranno a disposizione un'alternativa pubblica gratuita. Cipollone stima che per i piccoli commercianti i costi dei pagamenti digitali potrebbero essere dimezzati, un beneficio che potrebbe riflettersi positivamente sia sui loro bilanci che sui prezzi finali per i clienti.

L'euro digitale non sostituirà le soluzioni di pagamento private già esistenti, ma potrà integrarsi con esse, offrendo agli operatori europei una scelta più ampia. Cipollone sottolinea che questa integrazione permetterà al sistema di pagamenti europeo di rimanere competitivo e diversificato.

Dietro questa accelerazione del progetto c'è anche una considerazione geopolitica più ampia. L'invasione dell'Ucraina ha spinto l'Europa a riflettere sulla propria autonomia strategica, inizialmente focalizzandosi sulla dipendenza energetica dal gas russo. Tuttavia, questa riflessione si è allargata ad altri settori critici, incluso quello dei pagamenti digitali. Cipollone evidenzia che non disporre di un sistema di pagamenti digitali propriamente europeo espone il continente al rischio di dipendere da operatori stranieri, una vulnerabilità che potrebbe rivelarsi problematica in situazioni di crisi o tensione internazionale. L'euro digitale rappresenta quindi non solo un'innovazione tecnologica e un beneficio economico per commercianti e cittadini, ma anche uno strumento di sovranità finanziaria per l'Unione Europea.

L'euro digitale andrà ad affiancare il contante con gli stessi elevati standard di sicurezza e a zero costi per i cittadini
— Piero Cipollone, membro esecutivo della Bce
Non avere un proprio sistema digitale dei pagamenti espone al rischio di essere in mano ad altri operatori
— Piero Cipollone, membro esecutivo della Bce
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