Nel dibattito sul futuro della moneta, la Banca centrale europea prende posizione: l'euro digitale non è il lupo che minaccia il gregge dei depositi bancari. Piero Cipollone, membro dell'esecutivo della Bce, ha spiegato come limiti di detenzione e assenza di remunerazione siano stati concepiti per tenere l'euro digitale nel suo ruolo di strumento di pagamento, non di rifugio del risparmio. Eppure, mentre si rassicura sul fronte istituzionale, si indica un orizzonte più inquieto: sono le stablecoin private, senza argini né autorità, a rappresentare la vera sfida per l'equilibrio del sistema fin
Cipollone: euro digitale non peserà sui finanziamenti bancari
Il vero rischio viene da chi non risponde a nessuna autorità
Cipollone dice che l'euro digitale non danneggerà i finanziamenti bancari. Come può esserne così sicuro?
Ha ragione a sottolineare che la Bce ha già pensato alle protezioni. I limiti di detenzione e l'assenza di interessi rendono l'euro digitale poco attraente come deposito a lungo termine.
Ma qui c'è un'assunzione importante: che i cittadini si comporteranno razionalmente, scegliendo di mantenere i soldi in banca per guadagnare interessi. E se la fiducia nelle banche vacilla? Se c'è paura?
È un punto valido. In momenti di crisi, le persone potrebbero spostare denaro verso la banca centrale anche senza incentivi, solo per sicurezza percepita.
E le banche possono davvero competere offrendo tassi più alti? Non è un costo per loro?
Certo, è un costo. Ma è il prezzo della competizione. Se non lo fanno, perdono depositi comunque.
Cipollone però dedica più spazio alle stablecoin che all'euro digitale stesso. Perché?
Perché le stablecoin non hanno le protezioni che la Bce ha costruito. Sono private, non regolate allo stesso modo, e potrebbero crescere molto rapidamente.
Quindi il vero nemico non è la Bce, ma i privati?
Esattamente. La Bce controlla il suo prodotto. Non controlla quello che fanno gli altri.
Anche se è vero, rimane il fatto che non sappiamo ancora come i cittadini reagiranno concretamente all'euro digitale. Cipollone sta facendo previsioni basate su modelli teorici.
Quindi è ancora tutto da provare?
Sì. Le protezioni sono intelligenti sulla carta, ma il comportamento umano è sempre una sorpresa.
The Pulse
- Il timore che l'euro digitale svuoti i conti bancari tradizionali è reale e la Bce lo sa: senza contromisure, i risparmiatori potrebbero spostare masse di denaro direttamente verso la banca centrale.
- La risposta della Bce è chirurgica: un tetto massimo ai saldi in euro digitale e nessun interesse pagato, due leve pensate per rendere poco attraente l'accumulo di risparmio fuori dal sistema bancario.
- Le banche commerciali non restano a guardare: possono alzare i tassi sui depositi tradizionali e usare il vantaggio competitivo che la banca centrale, per scelta, non avrà.
- Il vero allarme, secondo Cipollone, viene da un fronte diverso: le stablecoin emesse da privati non bancari crescono senza limiti imposti e senza obblighi di proteggere il ruolo delle banche nell'economia.
- Il sistema finanziario si trova così a navigare tra due acque: una moneta digitale pubblica progettata per non destabilizzare, e strumenti privati che potrebbero farlo senza che nessuno possa fermarli.
Nel dibattito sul futuro della moneta, la Banca centrale europea prende posizione: l'euro digitale non è il lupo che minaccia il gregge dei depositi bancari. Piero Cipollone, membro dell'esecutivo della Bce, ha spiegato come limiti di detenzione e assenza di remunerazione siano stati concepiti per tenere l'euro digitale nel suo ruolo di strumento di pagamento, non di rifugio del risparmio. Eppure, mentre si rassicura sul fronte istituzionale, si indica un orizzonte più inquieto: sono le stablecoin private, senza argini né autorità, a rappresentare la vera sfida per l'equilibrio del sistema finanziario.
La Banca centrale europea ha dovuto affrontare fin dall'inizio una domanda scomoda: e se l'euro digitale convincesse i cittadini a spostare i propri risparmi fuori dalle banche commerciali, direttamente verso la banca centrale? Il rischio non è astratto — meno depositi nelle banche significa meno credito per imprese e famiglie, con conseguenze sull'intera economia reale.
Piero Cipollone, membro dell'esecutivo della Bce, ha voluto rassicurare: l'istituzione ha già progettato le sue difese. Due meccanismi in particolare: un tetto massimo alla quantità di euro digitali detenibili da ciascun cittadino, e l'assenza totale di interessi su questi saldi. L'effetto combinato è quello di rendere l'euro digitale utile per i pagamenti quotidiani, ma poco appetibile come strumento di risparmio. Le banche, dal canto loro, possono rispondere alzando i tassi sui depositi tradizionali, mantenendo così il loro ruolo centrale nel sistema.
Ma Cipollone ha anche indicato dove si annida il pericolo più serio: non nell'euro digitale della Bce, bensì nelle stablecoin emesse da operatori privati non bancari. Questi strumenti non sono soggetti ai limiti pensati per proteggere il sistema bancario, e i loro emittenti non hanno alcun incentivo a contenerne la diffusione. Se le stablecoin private dovessero affermarsi su larga scala, potrebbero drenare depositi dal sistema bancario senza freni né controlli istituzionali — uno scenario che Cipollone considera ben più preoccupante di qualsiasi rischio legato alla moneta digitale europea.
La Banca centrale europea ha affrontato fin dall'inizio una preoccupazione fondamentale: l'euro digitale potrebbe svuotare i conti bancari tradizionali. Se i cittadini potessero depositare denaro direttamente presso la banca centrale anziché presso le banche commerciali, il sistema finanziario rischierebbe di perdere la liquidità necessaria per erogare crediti alle imprese e alle famiglie. È una minaccia teorica ma concreta, e Piero Cipollone, membro dell'esecutivo della Bce, ha voluto rassicurare il pubblico su come l'istituzione intende gestirla.
Secondo Cipollone, la Bce ha già studiato e progettato specifiche contromisure. La soluzione principale consiste in due meccanismi semplici ma efficaci: un tetto massimo alla quantità di euro digitali che ogni persona può detenere, e l'assenza totale di interessi su questi saldi. Insieme, questi due vincoli dovrebbero scoraggiare i risparmiatori dal trasferire grandi somme dai loro conti bancari ordinari alla banca centrale. L'euro digitale, secondo questa logica, rimarrebbe uno strumento di pagamento quotidiano piuttosto che un rifugio per i risparmi.
Cipollone sottolinea inoltre che le banche non rimangono passive di fronte a questa sfida. Possono semplicemente offrire tassi di interesse più attraenti sui depositi tradizionali, mantenendo così i clienti nel sistema bancario convenzionale. È una risposta di mercato naturale: se la banca centrale non paga interessi sull'euro digitale, le banche commerciali possono usare questo vantaggio per trattenere i loro depositanti. Il denaro continuerebbe a fluire attraverso i canali tradizionali, alimentando il credito al sistema economico.
Ma Cipollone non si ferma qui. Rivolge l'attenzione verso un pericolo che ritiene più grave: le stablecoin emesse da operatori privati non bancari. A differenza dell'euro digitale, che è controllato dalla banca centrale e sottoposto a regole precise, le stablecoin sfuggono a questi vincoli. Gli emittenti di stablecoin non hanno alcun incentivo a limitare l'uso dei loro prodotti o a proteggere il ruolo delle banche nell'economia. Se le stablecoin diventassero ampiamente utilizzate, potrebbero drenare depositi dal sistema bancario senza alcun freno, rappresentando una minaccia molto più seria rispetto all'euro digitale stesso.
Il messaggio di Cipollone è dunque duplice: da un lato, rassicura che la Bce ha pensato a tutto e sa come proteggere i finanziamenti bancari dall'euro digitale attraverso limiti e disincentivi. Dall'altro, avverte che il vero rischio viene da altrove, da quegli operatori privati che non rispondono a nessuna autorità centrale e che potrebbero trasformare il panorama finanziario senza alcun controllo.
Notable Quotes
Le banche centrali hanno analizzato la questione e ideato modalità per affrontare in anticipo tali rischi— Piero Cipollone, membro dell'esecutivo della Bce
I nuovi operatori come Stablecoin potrebbero rappresentare un rischio maggiore per i finanziamenti bancari rispetto alle valute digitali— Piero Cipollone