Un milione di israeliani ha cercato aiuto psicologico dopo l'attacco; i suicidi tra sopravvissuti e soccorritori segnalano un trauma collettivo persistente. Netanyahu promette di eliminare i 2.000 infiltrati rimasti, mentre familiari di vittime e ostaggi protestano contro l'arroganza del premier nella gestione della sicurezza.
A tre anni dal 7 ottobre, Israele diviso tra lutto e proteste contro Netanyahu
La paura è impressa nel mio cuore, le lacrime non si fermano
Tre anni dopo, e ancora un milione di persone chiede aiuto psicologico. Come si misura una ferita così profonda?
Non si misura, si vive. Eran dice che dietro ogni telefonata c'è qualcuno che lotta contro il dolore, la perdita, l'ansia. I suicidi tra i soccorritori, i sopravvissuti, i soldati — questi numeri non sono pubblici, ma la tendenza è innegabile.
Qui bisogna stare attenti. I numeri dei suicidi non sono pubblici, quindi non sappiamo se sono aumentati del dieci per cento o del cinquanta. Sappiamo che Eran ha ricevuto un milione di chiamate, ma non sappiamo quante persone uniche siano — potrebbe essere lo stesso numero di persone che chiama più volte.
E il governo? Netanyahu promette vendetta, ma i familiari degli ostaggi protestano contro di lui.
Esattamente. Einav Zangauker, il cui figlio è stato rapito, dice che il governo sta cercando di farli dimenticare. Esigeranno la verità. C'è una divisione profonda su chi sia responsabile della mancata prevenzione.
Ma qui la fonte non è chiara. L'articolo dice che la società israeliana attribuisce la catastrofe all'arroganza del premier nel credere che i soldi del Qatar potessero tenere a freno Hamas. Questo è un fatto verificato o è l'interpretazione del giornalista?
E i processi? Quando inizieranno?
Nella prima metà del 2027, secondo Rothman. Ma la legge che istituisce il tribunale militare speciale è stata approvata solo a maggio scorso. Circa trecento palestinesi sospettati di atrocità saranno processati, anche se il numero esatto è coperto da segreto militare.
Ancora una volta, 'circa trecento' è una stima, non un numero verificato. E il tribunale militare speciale è una struttura nuova, creata appositamente per questo. Non sappiamo ancora come funzionerà o se avrà credibilità internazionale.
Der Puls
- 1.200 persone uccise e 251 rapite il 7 ottobre 2023
- Un milione di israeliani ha cercato aiuto psicologico dopo l'attacco
- Circa 300 palestinesi sospettati di atrocità saranno processati in un tribunale militare speciale a partire dalla prima metà del 2027
- Manifestazioni in più di 400 località di Israele il 7 ottobre 2026
- 4.000 dei 6.000 infiltrati del 7 ottobre sono stati uccisi; 2.000 rimangono
Un milione di israeliani ha cercato aiuto psicologico dopo l'attacco; i suicidi tra sopravvissuti e soccorritori segnalano un trauma collettivo persistente. Netanyahu promette di eliminare i 2.000 infiltrati rimasti, mentre familiari di vittime e ostaggi protestano contro l'arroganza del premier nella gestione della sicurezza.
A tre anni dall'attacco di Hamas che uccise 1.200 persone, Israele commemora le vittime mentre cresce la rabbia contro il governo per la mancata prevenzione. Manifestazioni in 400 località chiedono verità e responsabilità.
Tre anni dopo, il sangue si è asciugato dalle strade, ma il dolore rimane intatto. Il 7 ottobre 2023, Hamas ha lanciato migliaia di razzi dalla Striscia a partire dalle 6:29 del mattino. Circa seimila combattenti hanno attraversato il confine e si sono infiltrati in Israele, entrando nelle case, sparando, uccidendo, rapendo. Quando tutto finì, 1.200 persone erano morte e 251 erano state portate via come ostaggi. Tre anni dopo, Israele si ritrova ancora a fare i conti con quella catastrofe — non solo con il lutto, ma con una rabbia profonda rivolta verso chi avrebbe dovuto vederla arrivare e non l'ha fatto.
La portata del trauma psicologico è misurata in numeri che dicono tutto. Un milione di israeliani ha chiamato la linea di supporto per la salute mentale Eran per chiedere aiuto dopo l'attacco. Le richieste di informazioni sui pensieri suicidari sono aumentate vertiginosamente. David Koren, amministratore delegato di Eran, ha spiegato che dietro ogni telefonata c'è una persona che lotta contro il dolore, la perdita, l'ansia, la solitudine, l'esaurimento. I suicidi sono diventati una realtà tra i soccorritori, tra chi è sopravvissuto al rave Nova, tra i soldati, tra gli agenti di polizia. I numeri esatti non sono pubblici, ma la tendenza è chiara: tre anni di guerra hanno lasciato una ferita emotiva che non cicatrizza.
Nel giorno dell'anniversario, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha rilasciato una dichiarazione ufficiale ricordando tutte le vittime uccise da Hamas e promettendo che il popolo si unirebbe nel ricordo dei cari. Ma ha anche minacciato: farà i conti con tutti gli assassini. L'esercito israeliano ha reso noto che dei seimila infiltrati del 7 ottobre, quattromila sono stati uccisi. Rimangono duemila, ha detto l'Idf, e arriveranno a ognuno di loro fino all'ultimo.
Ma la commemorazione non è stata solo ricordo. In più di quattrocento località di Israele sono stati organizzati eventi e manifestazioni. Nel pomeriggio a Re'em, dove si teneva il Festival Nova quando l'attacco iniziò, e la sera con una cerimonia nazionale al Parco Hayarkon di Tel Aviv. La maggior parte delle commemorazioni è stata organizzata dai familiari di vittime e ostaggi attraverso l'October Council. Ma al ricordo si è unita la protesta contro il governo. Gruppi si sono riuniti davanti alla Knesset a Gerusalemme, in Piazza degli ostaggi a Tel Aviv, lungo le strade, in diverse città.
Einav Zangauker, il cui figlio Matan è stato rapito e portato a Gaza, ha guidato le manifestazioni. Alla radio dell'esercito ha detto che il governo sta cercando di farli dimenticare quello che è successo il 7 ottobre. Non dimenticheranno, ha affermato, e esigeranno la verità perché questa è la loro eredità. La paura è impressa nel suo cuore, le lacrime non si fermano, il cuore soffre e sanguina ed è a pezzi. Le sue parole rispecchiano il rancore e la divisione che attraversa la società israeliana — molti attribuiscono la catastrofe all'arroganza del premier nel credere che i soldi del Qatar potessero tenere a freno gli islamisti della Striscia.
Mentre il paese commemora e protesta, la giustizia si muove lentamente. Simcha Rothman, presidente della commissione Costituzione, Legge e Giustizia della Knesset, ha dichiarato che i primi atti d'accusa contro i palestinesi sospettati di aver partecipato all'invasione e ai massacri dovrebbero essere emessi nella prima metà del 2027. Ha sottolineato che è necessario accelerare i tempi del processo preparatorio perché l'opinione pubblica israeliana attende e ha il diritto di vedere l'inizio dei processi. La legge che istituisce un tribunale militare speciale per processare i palestinesi sospettati di atrocità è stata approvata solo a maggio scorso. Il numero esatto degli imputati è coperto da segreto militare, ma si ritiene sia circa trecento.
Bemerkenswerte Zitate
Non dimenticheremo, esigeremo la verità perché questa è la nostra eredità. La paura è impressa nel mio cuore, le lacrime non si fermano, il cuore soffre e sanguina ed è a pezzi.— Einav Zangauker, leader delle manifestazioni dopo il rapimento del figlio Matan
Dietro ogni richiesta di aiuto c'è una persona che lotta contro il dolore, la perdita, l'ansia, la solitudine, il burnout.— David Koren, amministratore delegato di Eran