Nel giorno del compleanno di Vladimir Putin, un missile russo ha trasformato un condominio di Pryluky in un cumulo di macerie, portando via la vita di almeno diciannove persone, cinque delle quali bambini. Zelensky ha nominato l'atto con parole precise: terrore deliberato, non errore. In un conflitto che dura da quasi cinque anni, questo raid si inscrive nel ciclo antico e spietato della guerra — dove ogni finestra di negoziato si apre e si chiude mentre i civili continuano a pagare il prezzo più alto.
Raid russo a Pryluky: strage in condominio, almeno 19 morti tra cui 5 bambini
Una scelta di terrore assolutamente deliberata
Cosa rende questo raid diverso dagli altri? Sono mesi che leggiamo di attacchi russi su città ucraine.
Non è diverso nella forma, è diverso nel timing. Il 7 ottobre è il compleanno di Putin, e Zelensky ha colto l'occasione per dire qualcosa di più profondo: che questi non sono errori, sono scelte deliberate.
Ma come facciamo a sapere che era deliberato? Pryluky è vicina a Kiev, ci sono davvero strutture militari lì?
La Russia sostiene di aver colpito siti della società Fire Point, che produce missili e droni. Zelensky non nega che ci siano obiettivi militari, dice che i russi sanno che stanno colpendo anche civili.
E il Comitato Militare della Nato che visita Kiev in segreto? Cosa significa?
Significa che gli alleati stanno cercando di coordinare il supporto militare senza farsi notare. È un segnale che la situazione è delicata.
Ma perché in segreto? Se l'obiettivo è mostrare solidarietà, perché nascondere la visita?
Probabilmente per ragioni di sicurezza. Una delegazione di 32 rappresentanti militari a Kiev durante un conflitto attivo è un bersaglio. E poi, il segreto stesso comunica qualcosa: che gli alleati stanno facendo sul serio.
Zelensky chiede più aiuti. Cosa manca davvero?
Missili intercettori. Senza di loro, l'Ucraina non può difendersi dai bombardamenti balistici russi. La Russia li produce in continuazione.
E l'Europa sta facendo abbastanza? Un miliardo e un quarto di euro è molto o poco?
È molto, ma Zelensky dice che non basta mai. È il linguaggio di chi sa che la guerra non finisce finché non finisce.
Der Puls
- Un palazzo residenziale a Pryluky è crollato sotto i missili russi il 7 ottobre, lasciando almeno 19 morti tra le macerie, tra cui cinque bambini, con dispersi ancora da estrarre.
- Zelensky ha rotto il silenzio diplomatico chiamando l'attacco con il suo nome: un atto di terrore scelto consapevolmente, non un errore di mira, avvenuto nonostante i tentativi in corso di avvicinarsi a una soluzione negoziata.
- Mosca ha risposto con la sua narrativa consolidata, dichiarando di aver colpito esclusivamente infrastrutture militari legate alla produzione di missili e droni, senza fare alcun riferimento alle vittime civili.
- L'Ucraina affronta una carenza critica di missili intercettori, lasciando le città esposte a ordigni balistici che la Russia continua a produrre nonostante le sanzioni internazionali.
- Il Comitato Militare della Nato ha visitato Kiev in segreto per coordinare il sostegno all'Ucraina, mentre l'Unione Europea ha erogato un'ulteriore tranche di 1,24 miliardi e approvato sanzioni contro 1.600 entità russe — sforzi che sembrano non bastare mai.
Nel giorno del compleanno di Vladimir Putin, un missile russo ha trasformato un condominio di Pryluky in un cumulo di macerie, portando via la vita di almeno diciannove persone, cinque delle quali bambini. Zelensky ha nominato l'atto con parole precise: terrore deliberato, non errore. In un conflitto che dura da quasi cinque anni, questo raid si inscrive nel ciclo antico e spietato della guerra — dove ogni finestra di negoziato si apre e si chiude mentre i civili continuano a pagare il prezzo più alto.
Le squadre di soccorso hanno lavorato nella notte tra le rovine di un condominio a Pryluky, nell'oblast di Chernihiv. Il bilancio è di almeno 19 morti, cinque dei quali bambini, con dispersi ancora sotto le macerie. Il raid è arrivato il 7 ottobre, giorno del compleanno di Putin.
Zelensky ha reagito con rabbia fredda, definendo l'attacco un "regalo di compleanno allo zar" e chiedendo al mondo di non restare in silenzio. Ha ribadito che i bombardamenti sui civili non sono errori: sono scelte terroristiche deliberate, compiute nonostante gli sforzi congiunti per avvicinarsi a una soluzione negoziata. Mosca, dal canto suo, ha dichiarato di aver colpito solo obiettivi militari legati alla produzione di missili e droni, senza menzionare alcuna vittima civile.
Il conflitto ripete il suo ciclo ormai consolidato: attacchi, risposte, stalli tattici, finestre negoziali che si aprono e si chiudono. Il problema pratico per Kiev è acuto: la carenza di missili intercettori espone il paese a bombardamenti devastanti, mentre i droni Geran di derivazione iraniana rappresentano una minaccia crescente e per i missili balistici non esiste ancora una contromisura efficace.
In questo contesto, il Comitato Militare della Nato ha compiuto una visita segreta a Kiev, presieduta dall'ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, per coordinare il sostegno militare e rafforzare la prontezza operativa. L'Unione Europea ha nel frattempo erogato un'ulteriore tranche da 1,24 miliardi e approvato sanzioni contro 1.600 entità russe. Mentre l'Europa si muove secondo i suoi tempi, le macerie di Pryluky vengono ancora scavate.
Le squadre di soccorso hanno scavato nella notte tra le macerie di un palazzo residenziale a Pryluky, una cittadina nell'oblast di Chernihiv a est di Kiev. Quello che hanno trovato è il bilancio di un'altra strage: almeno 19 morti, cinque dei quali bambini. Ma il numero potrebbe salire. Sotto le rovine ci sono ancora dispersi, e i soccorritori continuano a estrarre corpi e sopravvissuti in stato di shock.
Il raid è arrivato il 7 ottobre, il giorno del compleanno di Vladimir Putin. Volodymyr Zelensky non ha lasciato passare la coincidenza. Ha definito l'attacco un regalo di compleanno allo zar russo, ma il tono era di rabbia fredda, non di sarcasmo. "È importante che il mondo non rimanga in silenzio", ha detto. Poi ha affrontato direttamente la questione di fondo: i russi sanno esattamente cosa stanno colpendo. Non sono errori di mira. Sono scelte. "Il continuo ricorso ai missili contro la nostra gente, i nostri bambini, è una scelta di terrore assolutamente deliberata", ha dichiarato, sottolineando che questo accade nonostante gli sforzi congiunti con i partner internazionali per avvicinarsi a una soluzione negoziata.
Mosca ha risposto con la sua versione abituale. Il ministero della Difesa russo ha affermato che gli obiettivi erano esclusivamente militari: strutture della società Fire Point, impegnate nella produzione e nello stoccaggio di missili da crociera Flamingo e droni a lungo e medio raggio. Secondo Mosca, gli attacchi hanno interessato siti nelle regioni di Kiev, Chernihiv, Kirovohrad, Dnipropetrovsk, Poltava e Kharkiv. La dichiarazione non ha fatto menzione di vittime civili.
Ciò che emerge è il ciclo ormai consolidato del conflitto, che dura da quasi cinque anni. La Russia colpisce, l'Ucraina risponde, si raggiunge un equilibrio tattico, Mosca sembra in stallo, si aprono finestre negoziali, si alimenta la speranza, il Cremlino ribadisce le sue posizioni massimaliste, i negoziati crollano, e tutto ricomincia. Zelensky, in questo contesto, torna a pressare i partner occidentali. Chiede maggiore pressione sulla Russia e pacchetti di aiuti alla difesa più consistenti. "È importante che i leader lo capiscano", ha ripetuto.
Il problema pratico è concreto. L'Ucraina soffre di una carenza critica di missili intercettori, il che la espone a bombardamenti devastanti con ordigni balistici che la Russia produce in continuazione nonostante le sanzioni occidentali. Ci sono anche le innovazioni tattiche: i droni Geran, evoluzione dei modelli iraniani Shahed, rappresentano una minaccia crescente. Se gli ucraini sono vicini a sviluppare contromisure per i droni, per i missili balistici non esiste ancora una soluzione.
Nel mezzo di questa dinamica, il Comitato Militare della Nato ha compiuto una visita ufficiale a Kiev martedì, su invito del nuovo comandante supremo delle forze armate ucraine Mykhailo Drapatyi. La delegazione, presieduta dall'ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone e composta da 32 rappresentanti militari presso il comando alleato, ha portato il sostegno incondizionato dell'alleanza. I colloqui si sono concentrati sulle priorità militari e sugli insegnamenti tratti per rafforzare la prontezza operativa. La visita si è svolta in totale segreto, e la notizia è trapelata solo quando la delegazione era già in zona sicura. Cavo Dragone ha sottolineato che non hanno mancato di rendere omaggio al Muro della Memoria dedicato a coloro che hanno perso la vita per l'Ucraina.
L'Europa continua a muoversi secondo i suoi tempi. La Commissione ha erogato un'altra tranche di 1,24 miliardi nel quadro del prestito da 90 miliardi a sostegno del programma militare ucraino—droni, missili, munizioni. I 27 stati membri hanno dato il via libera a un maxi-pacchetto di sanzioni contro 1.600 persone fisiche e giuridiche russe. Lo sforzo è massimo, ma sembra non bastare mai. Mentre le macerie di Pryluky vengono ancora scavate, il ciclo della guerra continua il suo corso prevedibile.
Bemerkenswerte Zitate
Il continuo ricorso ai missili contro la nostra gente, i nostri bambini, è una scelta di terrore assolutamente deliberata— Volodymyr Zelensky
Abbiamo colpito con armi di precisione obiettivi militari della società Fire Point impegnata nella produzione di missili e droni— Ministero della Difesa russo