Vienna sotto attacco terroristico: due morti, 15 feriti e caccia al secondo assalitore

Almeno due persone morte (un passante e una donna) e circa 15 ferite, di cui sette in modo grave, in attacchi armati coordinati nel centro di Vienna.
Non cederemo a nulla. Questa è la nostra Europa.
Il presidente francese Macron esprime solidarietà all'Austria e fermezza di fronte al terrorismo.
Mark

Cosa rende questo attacco diverso da altri attacchi terroristici in Europa negli ultimi anni?

Mimi

La coordinazione tra due assalitori in sei punti diversi della città, quasi simultaneamente, suggerisce una pianificazione deliberata. Non è stata un'azione isolata di un individuo, ma un'operazione orchestrata.

Luke

Però dobbiamo essere cauti: il collegamento con l'Isis è basato su una foto online la cui autenticità non è stata confermata. Potrebbe essere propaganda, potrebbe essere falso. Non sappiamo ancora davvero chi c'è dietro.

Mark

Perché proprio Vienna? Perché proprio quella sera?

Mimi

La sera prima del lockdown, le strade erano piene di gente. Massima visibilità, massimo impatto. E se davvero è una rappresaglia per la partecipazione austriaca alla coalizione anti-Isis, allora la scelta del bersaglio ha un significato politico.

Luke

Ma Rita Katz è una fonte autorevole, sì, però la sua interpretazione rimane un'ipotesi. Non abbiamo ancora confessioni, non abbiamo ancora documenti che provino il movente. Sappiamo cosa è successo, non ancora perché.

Mark

Quanto è difficile catturare qualcuno che è ancora in fuga e pesantemente armato nel centro di una città?

Mimi

Estremamente difficile. Conosce il territorio, ha armi, e sa che lo stanno cercando. Ma le forze speciali austriache sono ben addestrate, e con elicotteri e posti di blocco, lo spazio per muoversi si restringe.

Luke

Vero, ma Vienna è una città di quasi due milioni di abitanti. Anche con tutti questi mezzi, trovare una persona in fuga non è garantito. E il fatto che sia ancora libero dopo ore suggerisce che potrebbe avere aiuti, o che conosce davvero bene la città.

Mark

Cosa significa questo per l'Europa?

Mimi

Significa che il terrorismo jihadista rimane una minaccia concreta e coordinata. Non è solo un pericolo diffuso, ma organizzato, con capacità di pianificazione e di esecuzione.

Luke

Sì, ma anche qui: non sappiamo ancora se c'è una rete dietro, se è stato ordinato da qualcuno, o se è un'azione autonoma ispirata dall'Isis. Ci sono molte domande ancora senza risposta.

  • Sei punti del centro di Vienna colpiti quasi simultaneamente intorno alle venti: una coordinazione che trasforma un attacco in un messaggio deliberato di terrore.
  • Almeno due civili morti e sette feriti gravi, tra cui un passante colpito mentre camminava ignaro per strada — immagini che circolano online e che rendono la violenza impossibile da ignorare.
  • Un assalitore abbattuto dalla polizia, ma il suo complice è ancora libero: armato pesantemente, ricercato da centinaia di agenti, reparti speciali Cobra e Vega, elicotteri e forze dell'esercito.
  • Una foto apparsa online suggerirebbe un legame con l'Isis e una dichiarazione di fedeltà al nuovo califfo, con l'ipotesi che l'attacco sia una rappresaglia per la partecipazione austriaca alla coalizione anti-Isis — ma l'autenticità non è ancora confermata.
  • L'Europa risponde compatta: da Macron a Conte, i leader condannano gli attacchi e ribadiscono che il continente non cederà all'odio, mentre Vienna rimane in stato di massima allerta.

Nella sera del 2 novembre 2020, Vienna ha vissuto ciò che le grandi città europee temono da anni: una violenza coordinata che ha trasformato le strade di un lunedì sera in teatro di guerra. Due uomini hanno aperto il fuoco in sei punti del centro, uccidendo almeno due persone e ferendone quindici, nell'ultima notte prima di un nuovo lockdown. Uno degli assalitori è stato abbattuto dalla polizia, l'altro è ancora in fuga, armato e pericoloso, mentre l'Europa intera osserva e si interroga sul filo che lega la politica estera alla violenza che bussa alle porte di casa.

La sera del 2 novembre, Vienna è diventata il teatro di una violenza coordinata che ha scosso l'Austria e attirato l'attenzione dell'Europa. Era l'ultima sera prima di un nuovo lockdown, e i ristoranti erano ancora pieni di persone che cercavano di godersi le ultime ore di libertà. Intorno alle venti, due uomini hanno aperto il fuoco in sei punti diversi del centro città. Almeno due persone sono morte e circa quindici sono rimaste ferite, sette delle quali in modo grave.

Il primo attacco è avvenuto nei pressi di una sinagoga, anche se l'edificio era già chiuso. Video diffusi online mostrano un uomo che corre per i vicoli impugnando un fucile d'assalto. La risposta delle autorità è stata immediata: uno degli assalitori è stato ucciso dalla polizia, ma il suo complice è riuscito a fuggire. Da ore è in corso una caccia all'uomo senza precedenti, con i reparti speciali Cobra e Vega, agenti antiterrorismo, elicotteri e le forze speciali dell'esercito Jagdkommando che rastrellano il centro della città.

Il cancelliere Sebastian Kurz ha definito gli attacchi un «ripugnante atto terroristico», assicurando che l'Austria non sarà intimidita. Online è apparsa una foto che potrebbe collegare l'attacco all'Isis, con una dichiarazione di fedeltà al nuovo capo dell'organizzazione, al-Qurashi. L'autenticità non è ancora confermata, ma secondo Rita Katz del Site Institute l'attentato potrebbe essere una rappresaglia jihadista per la partecipazione austriaca alla coalizione anti-Isis.

La comunità internazionale ha reagito con fermezza. Il presidente francese Macron ha dichiarato che l'Europa non cederà, mentre il presidente del Consiglio italiano Conte ha espresso «ferma condanna» sottolineando che non c'è spazio per l'odio nella casa comune europea. Vienna rimane in stato di massima allerta, con la popolazione invitata a stare al riparo e le indagini ancora aperte sul fuggitivo e sui legami internazionali dell'attacco.

La sera del 2 novembre, Vienna è diventata il teatro di una violenza coordinata che ha scosso l'Austria e attirato l'attenzione dell'Europa. Intorno alle venti, due uomini hanno aperto il fuoco in sei punti diversi del centro città, trasformando le strade affollate in zone di pericolo. Quella era l'ultima sera prima dell'entrata in vigore di un nuovo lockdown, e i ristoranti erano ancora pieni di persone che cercavano di godersi le ultime ore di libertà. Almeno due persone sono morte — un passante e una donna — mentre circa quindici sono rimaste ferite, sette delle quali in modo grave.

Il primo attacco è avvenuto nei pressi di una sinagoga nel centro, anche se l'edificio era già chiuso da ore e potrebbe non essere stato l'obiettivo principale. Video scioccanti diffusi online mostrano un uomo che corre per le strade impugnando un fucile d'assalto, sparando mentre attraversa i vicoli tra i ristoranti. Un altro video cattura il momento in cui un passante ignaro viene colpito. La risposta delle autorità è stata immediata e massiccia: uno degli assalitori è stato ucciso dalla polizia, ma il suo complice è riuscito a fuggire.

Da ore Vienna è teatro di una caccia all'uomo senza precedenti. Il fuggitivo è descritto dalle autorità come pesantemente armato e estremamente pericoloso. La polizia, insieme ai reparti speciali Vega e Cobra, agli agenti dell'antiterrorismo e a centinaia di altri agenti supportati da elicotteri, rastrella il centro della città. Sono stati istituiti posti di blocco, i confini austriaci sono stati sottoposti a controlli speciali, e il Jagdkommando, le forze speciali dell'esercito, ha assunto la sorveglianza degli edifici pubblici per liberare gli agenti di polizia dalle loro posizioni nei luoghi sensibili.

Il cancelliere austriaco Sebastian Kurz ha definito gli attacchi un «ripugnante atto terroristico» e ha assicurato che l'Austria non sarà intimidita. Online è apparsa una foto che potrebbe collegare l'attacco all'Isis, accompagnata da una didascalia che contiene una dichiarazione di fedeltà al nuovo capo dell'organizzazione, al-Qurashi, successore del califfo Abu Bakr al-Baghdadi. Tuttavia, l'autenticità dell'immagine non è stata ancora confermata dalle autorità.

Secondo Rita Katz, direttrice del Site Institute, un'organizzazione che monitora le attività online dell'Isis, l'attentato potrebbe rappresentare una rappresaglia jihadista per la partecipazione dell'Austria alla coalizione internazionale anti-Isis guidata dagli Stati Uniti. Questa interpretazione, se confermata, aggiungerebbe una dimensione geopolitica agli attacchi e suggerirebbe un collegamento diretto tra la politica estera austriaca e la violenza delle ultime ore.

La comunità internazionale ha reagito con fermezza. Il presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte ha espresso su Twitter una «ferma condanna» dell'attentato, sottolineando che «non c'è spazio per l'odio e la violenza nella nostra casa comune europea» e ha espresso vicinanza al popolo austriaco, alle famiglie delle vittime e ai feriti. Il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato: «Questa è la nostra Europa. I nostri nemici devono sapere con chi hanno a che fare. Non cederemo a nulla», aggiungendo che la Francia condivide lo shock e il dolore degli austriaci dopo gli attacchi che il paese ha subito.

Mentre le operazioni di ricerca continuano nel centro di Vienna, la situazione rimane fluida e potenzialmente pericolosa. Le autorità mantengono il massimo livello di allerta, e la popolazione è stata invitata a stare al riparo. La domanda che rimane aperta è se il fuggitivo verrà catturato prima di poter causare ulteriori danni, e se gli investigatori riusciranno a stabilire con certezza i legami dell'attacco con organizzazioni terroristiche internazionali.

È stato un ripugnante atto terroristico
— Cancelliere austriaco Sebastian Kurz
Non c'è spazio per l'odio e la violenza nella nostra casa comune europea
— Presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte
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