Raid russi su Kiev: almeno 9 morti, due bambini dispersi sotto le macerie

Due bambini dispersi sotto le macerie a Kiev, almeno 9 morti accertati, circa 70 feriti e 40 incendi nella capitale; un soccorritore di 39 anni ferito nella regione di Zhytomyr.
Si sentono telefonate da sotto le macerie: le ricerche continueranno finché non saremo certi
Il ministro dell'Interno ucraino descrive gli sforzi di soccorso nel quartiere Svyatoshyn dove due bambini rimangono intrappolati.
Mark

Cosa rende questi attacchi particolarmente significativi rispetto ai bombardamenti precedenti?

Mimi

Il fatto che i missili abbiano colpito i servizi di emergenza mentre stavano già cercando di salvare vite. Non è casuale. Klymenko lo sottolinea esplicitamente come uno schema ricorrente.

Luke

Però dobbiamo essere chiari: sappiamo che un'unità di emergenza è stata colpita a Zhytomyr, ma non abbiamo dettagli su quanti altri attacchi diretti ai servizi di soccorso ci siano stati. Il numero di tredici punti a Kiev è confermato da Klymenko, ma il resto delle regioni non ha lo stesso livello di dettaglio.

Mark

E i due bambini dispersi? Cosa sappiamo di loro?

Mimi

Sono sotto le macerie nel quartiere Svyatoshyn. I soccorritori sentono ancora telefonate da sotto le rovine, quindi le ricerche continuano. Ma non abbiamo nomi, età, o altre informazioni personali.

Luke

Esatto. Sappiamo che sono dispersi e che le ricerche sono in corso, ma il bilancio finale dipenderà da quello che accadrà nelle prossime ore. Non possiamo ancora dire se sopravviveranno.

Mark

Il ministro parla di quaranta incendi solo a Kiev. È un numero straordinario?

Mimi

Sì, indica l'intensità e la diffusione degli attacchi. Quaranta incendi simultanei significano che i servizi di emergenza erano completamente sovraccarichi.

Luke

È il numero ufficiale di Klymenko, quindi è affidabile, ma non sappiamo quanti di questi incendi erano ancora attivi al momento della dichiarazione e quanti erano già stati estinti. Il numero riflette il picco della situazione.

  • Tredici punti colpiti solo a Kiev, quaranta incendi simultanei nella capitale: la città ha vissuto una delle notti più violente dall'inizio dell'invasione.
  • Due bambini rimangono dispersi sotto le macerie di un edificio residenziale nel quartiere Svyatoshyn, mentre i soccorritori scavano guidati dai cani da ricerca e dalle telefonate che ancora giungono dal sottosuolo.
  • A Zhytomyr, i missili hanno preso di mira un'unità di emergenza già impegnata a spegnere un incendio: un soccorritore di 39 anni è rimasto ferito in quello che le autorità ucraine definiscono un attacco deliberato contro chi salva vite.
  • Psicologi del servizio di emergenza e della polizia sono stati dispiegati su tutti i siti colpiti per sostenere le vittime nel trauma acuto e individuare chi avrà bisogno di cure a lungo termine.
  • Il ministro dell'Interno Klymenko ha usato gli attacchi per ribadire l'urgenza di un cessate il fuoco completo e immediato, denunciando una strategia russa sistematicamente rivolta contro i civili e le infrastrutture critiche.

Nella notte, missili russi hanno attraversato il cielo di Kiev e di sette regioni ucraine, lasciando dietro di sé almeno nove morti, settanta feriti e due bambini dispersi sotto le macerie di un edificio nel quartiere Svyatoshyn. È una delle tante notti in cui la guerra rivela la sua natura più cruda: non solo la distruzione delle strutture, ma la caccia deliberata a chi cerca di salvare vite. L'Ucraina torna a chiedere al mondo un cessate il fuoco immediato, consapevole che ogni ora di silenzio diplomatico si traduce in vite spezzate.

La notte scorsa missili russi hanno colpito Kiev e sette regioni ucraine in un'ondata coordinata che ha causato almeno nove morti e circa settanta feriti. Il ministro dell'Interno Ihor Klymenko ha riferito di tredici punti colpiti nella sola capitale, dove i vigili del fuoco hanno dovuto fronteggiare quaranta incendi simultanei.

Il quartiere Svyatoshyn, nella parte occidentale di Kiev, ha subito i danni più gravi: un edificio residenziale è stato raso al suolo e due bambini risultano ancora dispersi sotto le macerie. I soccorritori continuano a scavare con l'aiuto di cani da ricerca, incoraggiati dalle telefonate che giungono ancora dal sottosuolo.

Gli attacchi hanno raggiunto anche le regioni di Zhytomyr, Dnipropetrovsk, Kharkiv, Poltava, Khmelnytsky, Sumy e Zaporizhzhia. A Zhytomyr, i missili hanno colpito un'unità di emergenza già al lavoro su un incendio precedente, ferendo un soccorritore di 39 anni. Klymenko ha definito questa tattica — colpire chi salva vite — una violazione sistematica e deliberata dei principi di protezione dei civili.

Psicologi sono stati dispiegati in tutti i siti colpiti per sostenere le vittime nel trauma immediato e individuare chi avrà bisogno di supporto prolungato. Il ministro ha concluso ribadendo la richiesta ucraina di un cessate il fuoco completo e immediato, primo passo concreto, ha detto, per fermare le uccisioni di civili.

La notte scorsa, missili russi hanno colpito la capitale ucraina e sette regioni circostanti in un'ondata di attacchi coordinati che ha lasciato almeno nove persone morte e circa settanta ferite. Secondo il ministro dell'Interno ucraino Ihor Klymenko, i raid hanno interessato tredici punti diversi solo a Kiev, trasformando la città in un campo di battaglia dove i vigili del fuoco hanno dovuto affrontare quaranta incendi simultanei.

Il quartiere Svyatoshyn, nella parte occidentale di Kiev, ha subito i danni più gravi. Un edificio residenziale è stato completamente distrutto, e sotto le macerie rimangono intrappolati due bambini di cui non si hanno notizie. I soccorritori, equipaggiati con cani da ricerca e supportati dal genio militare e dai servizi di emergenza statali, continuano a scavare tra le rovine. Klymenko ha riferito che si sentono ancora telefonate provenienti da sotto le macerie, il che significa che le ricerche proseguiranno fino a quando non si avrà la certezza che tutti siano stati messi in salvo.

Gli attacchi non si sono limitati alla capitale. Le regioni di Zhytomyr, Dnipropetrovsk, Kharkiv, Poltava, Khmelnytsky, Sumy e Zaporizhzhia sono state tutte colpite. Nella regione di Zhytomyr, nella parte nord-occidentale del paese, i missili hanno preso di mira un'unità del servizio di emergenza statale che stava già intervenendo per spegnere un incendio causato da un precedente bombardamento. Un soccorritore di trentanove anni è rimasto ferito in questo secondo attacco.

La strategia di colpire i servizi di emergenza mentre questi ultimi cercano di salvare vite umane è stata sottolineata da Klymenko come una tattica deliberata. Il ministro ha osservato che questo modo di operare è coerente con gli attacchi precedenti e rappresenta una violazione sistematica dei principi di protezione dei civili. Ha inoltre evidenziato che l'intera Ucraina è stata interessata dagli allarmi aerei durante la notte, indicando la portata nazionale dell'operazione militare russa.

Oltre ai compiti immediati di ricerca e soccorso, le autorità ucraine stanno affrontando anche le conseguenze psicologiche dei bombardamenti. Klymenko ha spiegato che psicologi del servizio di emergenza nazionale e della polizia sono stati dispiegati in tutti i luoghi dove ci sono feriti, con l'obiettivo di aiutare le vittime a superare il trauma acuto e identificare coloro che avranno bisogno di cure psicologiche a lungo termine.

Il ministro ha usato questi attacchi come occasione per ribadire la posizione ucraina nei negoziati internazionali. Ha sottolineato che l'Ucraina insiste per un cessate il fuoco completo e immediato, affermando che questo rappresenterebbe il primo passo concreto per porre fine alle uccisioni della popolazione civile. La dichiarazione riflette la frustrazione delle autorità ucraine di fronte a una campagna di bombardamenti che sembra deliberatamente progettata per colpire i civili e le infrastrutture critiche.

Gli attacchi contro i civili, contro i servizi di emergenza durante il soccorso alle persone sono nello stile russo. L'Ucraina insiste per un cessate il fuoco completo e immediato, perché questo significa, prima di tutto, porre fine alle uccisioni della nostra gente.
— Ihor Klymenko, ministro dell'Interno ucraino
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