La proposta irlandese riduce dell'8% le richieste della Commissione, portando il bilancio a 1.622 miliardi di euro, il 30% in più rispetto al periodo 2021-2027. Germania, Paesi Bassi, Austria, Svezia e Danimarca richiedono tagli ben più consistenti, mentre l'Italia difende le politiche tradizionali di coesione e agricoltura.
Ue: proposto taglio di 141 miliardi nel bilancio 2028-2034, ma i frugali protestano
Nessuno otterrà tutto quello che voleva
Perché la presidenza irlandese ha scelto di proteggere agricoltura e coesione quando tutti gli altri vogliono tagliare?
Perché sono le politiche che tengono insieme l'Unione. L'agricoltura sostiene i redditi rurali in tutta Europa, la coesione ridistribuisce risorse ai Paesi e alle regioni più povere. Proteggere questi settori significa mantenere il consenso di una maggioranza di Stati, anche quelli che versano più di quanto ricevono.
Ma il dato che mi interessa è questo: la proposta dice che agricoltura e coesione scendono del 3%, ma include 150 miliardi per il rimborso del Recovery Fund che restano invariati. Quindi il taglio reale ai programmi è più profondo di quanto sembri.
I Paesi frugali dicono che 141 miliardi non bastano. Quanto vogliono tagliare davvero?
Non hanno detto un numero preciso. L'Austria chiede tagli per diverse centinaia di miliardi, i Paesi Bassi dicono che la proposta è inaccettabile, ma non hanno messo sul tavolo una cifra alternativa.
Esatto. Sappiamo cosa non vogliono, non sappiamo cosa vogliono. È una posizione negoziale classica: critica senza proposta. Fino a quando non dicono il numero, è difficile capire quanto sia reale il disaccordo.
L'Italia cosa vuole?
L'Italia vuole mantenere i 2.000 miliardi di euro previsti dalla proposta iniziale della Commissione. Difende agricoltura e coesione, ma non vuole che la modernizzazione significhi ridimensionare queste politiche.
Ma l'Italia ha anche riserve, secondo l'articolo. Non è una posizione forte. E il ministro dell'Agricoltura critica il taglio di 2,5 miliardi alla riserva per le emergenze, ma non dice come compensare quella perdita.
Come si finanzia tutto questo?
La presidenza mantiene le cinque nuove risorse proprie proposte dalla Commissione, sulle grandi imprese e sul tabacco, che dovrebbero raccogliere circa 55 miliardi l'anno. Ma la partita sulle entrate rimane aperta, e così quella degli sconti sui contributi nazionali.
Cinquantacinque miliardi l'anno per un bilancio di 1.622 miliardi è il 3,4%. Non è poco, ma non risolve il problema di fondo: come finanziare nuove priorità come la difesa senza tagliare il resto.
Quando avremo una decisione?
La presidenza irlandese punta a Natale, ma i negoziati proseguiranno domani tra gli ambasciatori, martedì tra i ministri, e il 15 e 16 ottobre al summit europeo.
Tre mesi non sono molti per colmare questa distanza. E il summit di ottobre è ancora prima di Natale, quindi se non trovano un accordo lì, la scadenza di Natale diventa molto stretta.
Der Puls
- Taglio di 141 miliardi di euro al bilancio Ue 2028-2034
- Bilancio complessivo portato a 1.622 miliardi di euro, il 30% in più rispetto a 2021-2027
- Agricoltura mantenuta a 261 miliardi, coesione aumentata a 410 miliardi
- Competitività e sicurezza ridotte di 66,6 miliardi a 456 miliardi
- Negoziati proseguiranno fino al summit europeo del 15-16 ottobre a Bruxelles
La proposta irlandese riduce dell'8% le richieste della Commissione, portando il bilancio a 1.622 miliardi di euro, il 30% in più rispetto al periodo 2021-2027. Germania, Paesi Bassi, Austria, Svezia e Danimarca richiedono tagli ben più consistenti, mentre l'Italia difende le politiche tradizionali di coesione e agricoltura.
La presidenza irlandese del Consiglio Ue propone un taglio di 141 miliardi al bilancio pluriennale 2028-2034, salvaguardando agricoltura e coesione. I Paesi frugali chiedono riduzioni maggiori mentre il Parlamento europeo si oppone ai tagli.
La presidenza irlandese del Consiglio europeo ha messo sul tavolo una proposta che taglia 141 miliardi di euro dal bilancio dell'Unione per il settennio 2028-2034, cercando di avvicinare le posizioni dei ventisette Stati membri prima di Natale. La cifra rappresenta una riduzione dell'8% rispetto alle richieste iniziali della Commissione, portando il quadro finanziario pluriennale complessivo a 1.622 miliardi di euro, il 30% in più rispetto al periodo precedente 2021-2027. Eppure il compromesso, presentato come equilibrato, è già sotto attacco da più fronti.
I cosiddetti Paesi frugali — Germania, Paesi Bassi, Austria, Svezia e Danimarca — non si accontentano. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha avvertito subito che l'entità della nuova proposta non è sufficiente. L'Austria chiede tagli per diverse centinaia di miliardi di euro e la proroga degli sconti sui propri contributi. I Paesi Bassi hanno bollato il testo come inaccettabile, con il ministro delle Finanze Eelco Heinen che sostiene che a questo ritmo non ci sarà alcun accordo entro fine anno. La Svezia giudica il testo negoziale irragionevole. Questi Stati, che versano più di quanto ricevono dal bilancio europeo, spingono per una riduzione ancora più drastica della spesa complessiva.
La presidenza irlandese ha scelto di proteggere due settori tradizionali: l'agricoltura e la coesione territoriale. I fondi per il sostegno al reddito agricolo rimangono sostanzialmente invariati a 261 miliardi di euro, mentre quelli per la coesione aumentano di 5,2 miliardi, raggiungendo 410 miliardi. Nel complesso, la rubrica che comprende agricoltura e coesione scende solo del 3%, a 914 miliardi di euro, cifra che include anche i circa 150 miliardi destinati al rimborso del debito del Recovery Fund. I tagli si concentrano invece su competitività, ricerca e sicurezza, che subiscono un calo di 66,6 miliardi e scendono a 456 miliardi, e sull'azione esterna, ridotta di 33 miliardi a 157 miliardi.
L'Italia si posiziona a difesa delle politiche tradizionali, sebbene con alcune riserve. Il ministro per gli Affari europei Tommaso Foti chiede di conservare la dimensione complessiva di 2.000 miliardi di euro, prevista a prezzi correnti dalla proposta iniziale della Commissione, sostenendo che modernizzare non può significare ridimensionare la politica di coesione e quella agricola. Il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida rivendica la salvaguardia della Politica agricola comune, ma giudica una follia il taglio di 2,5 miliardi alla riserva per le emergenze agricole. Il ministro irlandese Thomas Byrne sottolinea che la tutela di agricoltura e coesione ha raccolto il sostegno di quasi tutti gli Stati, compresi alcuni Paesi contributori netti, e riconosce che nessuno otterrà tutto quello che voleva.
Il negoziato rimane aperto su due fronti cruciali: come finanziare le nuove priorità europee — dalla competitività alla difesa — senza sacrificare le politiche tradizionali né aumentare troppo il conto per gli Stati, e come gestire gli sconti sui contributi nazionali di cui beneficiano cinque Paesi. La presidenza irlandese mantiene le cinque nuove risorse proprie proposte dalla Commissione, comprese quelle sulle grandi imprese e sul tabacco, per raccogliere circa 55 miliardi l'anno. Il Parlamento europeo, dal canto suo, ha già bocciato la proposta da un'angolazione opposta, opponendosi ai tagli agli investimenti.
I negoziati proseguiranno domani tra gli ambasciatori, martedì tra i ministri degli Affari europei, e il 15 e 16 ottobre al summit europeo a Bruxelles. La presidenza irlandese punta a raggiungere un accordo entro Natale, ma la distanza tra le posizioni rimane considerevole. Mentre alcuni Stati chiedono di tagliare ancora più profondamente, altri temono che ulteriori riduzioni comprometterebbero la capacità dell'Unione di affrontare le sfide della competitività globale e della sicurezza, in un momento in cui l'Europa affronta pressioni geopolitiche crescenti.
Bemerkenswerte Zitate
L'entità della nuova proposta non è sufficiente— Friedrich Merz, cancelliere tedesco
Di questo passo non ci sarà alcun accordo entro fine anno— Eelco Heinen, ministro delle Finanze dei Paesi Bassi
Modernizzare non può significare ridimensionare la politica di coesione e la politica sull'agricoltura— Tommaso Foti, ministro per gli Affari europei italiano