Con la morte di Frederik Van Stegeren, scomparso a 76 anni a Monopoli, l'Italia perde una delle voci che hanno dato forma alla coscienza sonora di intere generazioni. Nato nei Paesi Bassi ma cresciuto sulle rive del Lago di Garda, Federico l'Olandese Volante portò in Italia lo spirito delle radio pirata del Mare del Nord, trasformando il microfono in uno strumento di libertà culturale prima ancora che di intrattenimento. La sua parabola — dalle emittenti offshore agli studi di Rtl 102.5 — racconta mezzo secolo di storia italiana attraverso le onde, un'epoca in cui la radio era ancora un atto q
Morto Federico l'Olandese Volante, leggenda delle radio libere italiane
La tua voce continuerà ad accompagnarci, ovunque
Chi era veramente Federico l'Olandese Volante per la radiofonia italiana?
Era una voce che ha attraversato tutte le fasi della radio italiana, dalle emittenti pirata degli anni Settanta fino alle grandi stazioni contemporanee. Non era solo un dj: era un produttore, un autore, qualcuno che capiva profondamente la musica rock e sapeva come trasmetterla.
Ma quanto della sua influenza è documentato? Sappiamo che ha lavorato in Radio Montecarlo, Rtl, altre stazioni, ma quali erano i numeri di ascolto? Quanti giovani lo ascoltavano davvero?
È vero che i numeri precisi non sono nel racconto. Quello che sappiamo è che colleghi come Carlo Conti e Linus lo ricordano come una figura centrale di quell'epoca, come qualcuno che ha influenzato il modo di fare radio.
Perché era così importante che fosse olandese? Il soprannome "l'Olandese Volante" era solo un gioco di parole?
No, era parte della sua identità. Veniva dalle radio offshore del Mare del Nord, da Radio Veronica, dove i dj erano quasi pirati che cercavano di sfuggire ai monopoli locali. Portava quella libertà, quell'esotismo, in Italia.
Però è nato nei Paesi Bassi ma ha passato l'infanzia in Italia. Non era proprio un olandese che arrivava dall'estero, era più un italiano con radici olandesi che aveva lavorato in Olanda.
Esatto. E quella mescolanza era parte del suo fascino. Capiva sia la cultura italiana che quella internazionale, la musica rock, il modo di trasmettere.
Cosa ha lasciato dietro di sé, concretamente?
Una generazione di dj che lo ha imparato come maestro, una serie di programmi radiofonici storici, libri sulla storia delle radio libere. E una voce che la gente ricorda ancora.
Ma sappiamo poco di quello che ha fatto negli ultimi anni. Nel 2024 si trasferisce in Tunisia, nel 2025 torna con qualche ospitata. Non è chiaro se era ancora una figura attiva o se era più una nostalgia.
Probabilmente un po' tutte e due. Non riusciva a stare lontano dal microfono, ma non era più al centro della scena come una volta.
El Pulso
- La notizia della sua morte ha attraversato il mondo radiofonico italiano come un'onda improvvisa: Federico era ancora attivo, ancora legato al microfono, ancora irriducibile.
- La sua carriera era nata ai margini della legalità, sulle navi-radio del Mare del Nord, dove trasmettere era già di per sé un gesto di sfida ai monopoli statali.
- Colleghi come Carlo Conti e Linus ne ricordano l'influenza quasi mitologica: per i ragazzi degli anni Settanta, la sua voce su Radio Montecarlo era una finestra su un mondo più grande e più libero.
- Fino agli ultimi mesi aveva continuato a lavorare — un'ospitata su Rtl 102.5, collaborazioni con Radiofreccia — come se il silenzio fosse per lui semplicemente impensabile.
- I figli lo salutano con parole che sembrano scritte da lui stesso: uno spirito impossibile da imbrigliare, che ha fatto della libertà il proprio modo di essere.
Con la morte di Frederik Van Stegeren, scomparso a 76 anni a Monopoli, l'Italia perde una delle voci che hanno dato forma alla coscienza sonora di intere generazioni. Nato nei Paesi Bassi ma cresciuto sulle rive del Lago di Garda, Federico l'Olandese Volante portò in Italia lo spirito delle radio pirata del Mare del Nord, trasformando il microfono in uno strumento di libertà culturale prima ancora che di intrattenimento. La sua parabola — dalle emittenti offshore agli studi di Rtl 102.5 — racconta mezzo secolo di storia italiana attraverso le onde, un'epoca in cui la radio era ancora un atto quasi sovversivo di connessione con il mondo.
Frederik Van Stegeren, per tutti Federico l'Olandese Volante, è morto a 76 anni a Monopoli, in Puglia, dopo un ricovero in terapia intensiva. La notizia ha raggiunto rapidamente un mondo — quello della radiofonia italiana — che lui aveva contribuito a costruire nel corso di oltre cinquant'anni di carriera.
Nato a Deventer nel 1950, aveva trascorso l'infanzia in Italia, dove suo padre gestiva un villaggio turistico sul Lago di Garda. Il suo esordio nello spettacolo fu quasi casuale — presentatore di un concorso di bellezza nel 1967 — ma la radio lo chiamò presto con forza. Lavorò nelle stazioni offshore del Mare del Nord, in particolare a Radio Veronica, dove i dj trasmettevano ai confini della legalità per aggirare i monopoli locali. Fu quell'esperienza a portarlo a Montecarlo all'inizio degli anni Settanta, dove trovò un mentore in Herbert Pagani.
Da Radio Montecarlo la sua voce si diffuse attraverso le principali emittenti italiane: R101, 105, Rai Radio2, e infine Rtl 102.5, dove condivise il microfono a lungo con Fernando Proce. Non si limitò alla radio: produsse musica, condusse il programma televisivo Popcorn, scrisse 'Wojtyla disco dance' — un brano di successo anche in Spagna e Sud America — e pubblicò libri sulla storia delle radio libere italiane.
Carlo Conti lo ricorda come l'artefice della colonna sonora di un'intera epoca. Linus sottolinea come per i giovani degli anni Settanta la sua voce rappresentasse qualcosa di quasi esotico: libertà, musica, un segnale che arrivava da un altrove più grande. Federico incarnava quella magia in modo irripetibile.
Anche negli ultimi anni non aveva smesso di trasmettere. Nel 2025 era tornato su Rtl 102.5 con il suo storico programma The Flight e aveva collaborato con Radiofreccia. I figli lo salutano ricordando il suo spirito libero e indomabile, e concludono con una promessa semplice e definitiva: "La tua voce continuerà ad accompagnarci, ovunque".
Frederik Van Stegeren, conosciuto in tutta Italia come Federico l'Olandese Volante, è morto a 76 anni a Monopoli, in Puglia, dopo un ricovero nel reparto di terapia intensiva. La notizia del suo decesso ha attraversato rapidamente il mondo della radiofonia italiana, un ambiente che lui aveva contribuito a plasmare per più di cinquant'anni, dalle emittenti pirata degli anni Settanta fino alle grandi stazioni Fm contemporanee.
Nato a Deventer nei Paesi Bassi il 19 aprile 1950, Van Stegeren aveva trascorso gran parte dell'infanzia in Italia, dove suo padre gestiva uno dei primi villaggi turistici della zona di Torbole, sul Lago di Garda. Il suo primo passo nel mondo dello spettacolo avvenne nel 1967, quando debuttò come presentatore per l'elezione di Miss Lago di Garda a Riva. Ma la vera vocazione arrivò con la radio. Negli anni successivi lavorò nelle stazioni offshore del Mare del Nord, in particolare a Radio Veronica, dove i dj operavano ai margini della legalità per sfuggire ai monopoli locali delle trasmissioni. Quella esperienza lo portò a Montecarlo all'inizio degli anni Settanta, dove trovò un maestro in Herbert Pagani, il chansonnier che era già una voce storica del Principato.
Da Montecarlo, la carriera di Federico si espanse attraverso le principali emittenti italiane. Arrivò a Radio Montecarlo nel 1972, poi passò per R101, 105, Rai Radio2, e infine Rtl 102.5, dove condivise il microfono per lungo tempo con Fernando Proce. La sua voce possente e il timbro inconfondibile lo resero una figura riconoscibile istantaneamente. Non era solo un dj: produsse musica, condusse il programma televisivo Popcorn, fece parte della Band of Jocks nei primi anni Ottanta, e scrisse 'Wojtyla disco dance', un brano che ebbe successo anche in Spagna e Sud America. Pubblicò inoltre libri sulla storia delle radio libere, documentando un'epoca che considerava cruciale per la cultura italiana.
Carlo Conti lo ricorda come artefice della "straordinaria colonna sonora di quegli anni", quella che attraverso le onde di Radio Montecarlo influenzò intere generazioni di giovani italiani. Linus sottolinea come per i ragazzi degli anni Settanta niente fosse più affascinante di una radio in Am: la lingua straniera, le scelte musicali, quel modo quasi ipnotico di trasmettere il segnale creavano un'aura di esotismo e libertà che la radio italiana tradizionale non poteva offrire. Federico incarnava quella magia.
Nel dicembre 2024, aveva annunciato il suo trasferimento ad Hammamet, in Tunisia, senza però abbandonare completamente l'ambiente radiofonico. Nel 2025 era tornato in pista con un'ospitata su Rtl 102.5 nel suo storico programma The Flight, e aveva collaborato con una serie di approfondimenti su Radiofreccia. La sua presenza nella radiofonia italiana, anche negli ultimi anni, rimase quella di una figura che non poteva stare lontana dal microfono.
I suoi figli hanno annunciato la veglia al cimitero di Conversano oggi pomeriggio, dalle 15 alle 17.30, e domani mattina dalle 8 alle 12, mentre la cerimonia funebre si terrà a Milano la prossima settimana. Nel loro ricordo, sottolineano "lo spirito indipendente, difficile da imbrigliare, che ha fatto della libertà il proprio modo di essere". Descrivono Federico come "semplicemente nostro papà: unico, inimitabile, impossibile da racchiudere in poche righe". Con una frase che avrebbe probabilmente apprezzato, concludono: "La tua voce continuerà ad accompagnarci, ovunque".
Citas Notables
La straordinaria colonna sonora di quegli anni, che poi attraverso le onde di Rmc influenzò la gioventù italiana e noi, primi dj delle Radio Libere— Carlo Conti
Per noi ragazzi degli anni Settanta niente era più esotico di una radio in Am. Per la lingua, per le scelte musicali e quel modo un po' ipnotico di far arrivare il segnale— Linus