Mina torna con 'Dilettevoli inedite eccedenze': dieci brani tra cover e inediti

Mina è avanti, e continua a essere cercata da artisti di tutte le generazioni
Secondo Massimiliano Pani, la ragione per cui giovani artisti vogliono duettare con la cantante.
Mark

Perché un album di questo tipo, proprio adesso? Cosa spinge Mina a tornare con canzoni che non hanno avuto successo?

Mimi

Perché non è una questione di successo commerciale. Sono canzoni che lei ha sempre amato, che ha continuato a considerare preziose. È una forma di libertà artistica, quella di dire: questi brani meritavano di essere ascoltati.

Luke

Ma quante di queste canzoni sono veramente inedite, e quante sono state pubblicate prima? Il comunicato dice «dieci brani tra cover e inediti», ma non specifica quanti inediti e quanti cover.

Mimi

È vero, la divisione non è chiarissima. Quello che sappiamo è che alcune sono rimaste nel cassetto, altre sono state registrate appositamente per questo progetto. L'importante è che rappresentano una scelta consapevole.

Mark

E gli artisti giovani che le chiedono di duettare? Cosa significa che «Mina è avanti»?

Mimi

Significa che ha una capacità di reinventarsi, di rimanere contemporanea senza tradire se stessa. Ha fatto scelte radicali nel corso della sua carriera, e questo la rende ancora rilevante.

Luke

Ma qui stiamo parlando di quello che dice Pani, suo figlio. Non abbiamo una voce diretta di Mina, non abbiamo sue dichiarazioni. Tutto passa attraverso il filtro del produttore.

Mimi

È vero, è una limitazione. Ma Pani conosce il lavoro di sua madre meglio di chiunque altro, e la sua interpretazione è credibile.

Mark

E il film? Ci sono davvero proposte concrete, o è ancora tutto molto vago?

Mimi

Ci sono proposte, anche straniere, ma nessuna è stata ritenuta efficace finora. Serve un'idea che parta dalle canzoni, non dalla vita privata.

Luke

Quindi niente di concreto. È una possibilità, non una notizia. Importante distinguere tra quello che è già deciso e quello che è ancora in discussione.

  • Dieci brani tra cover e inediti che Mina custodiva da anni escono finalmente allo scoperto, non come scarti ma come canzoni che meritavano di essere ascoltate.
  • Il progetto sfida apertamente le logiche dell'algoritmo e del mercato discografico, in un momento in cui la qualità esiste ma la visibilità non è garantita.
  • Massimiliano Pani presenta l'album come un ascolto, non una conferenza stampa: un atto di rispetto verso la musica prima ancora che verso la promozione.
  • Artisti giovanissimi, dai rapper ai cantanti pop, continuano a cercare Mina per duettare — e lei sceglie, come nel caso di Blanco — perché, secondo Pani, 'è avanti'.
  • Restano aperte le porte per un film o una fiction sulla cantante, ma nessuna proposta finora ha convinto: serve un'idea che parta dalle canzoni, non dalla vita privata.

A sessant'anni dall'esordio, Mina non smette di sorprendere: il 9 ottobre esce 'Dilettevoli inedite eccedenze', un album di dieci brani tenuti a lungo nei cassetti o registrati appositamente, che non obbedisce alle logiche del mercato ma alla fedeltà verso canzoni ritenute preziose. È il gesto di un'artista che, con 1.427 canzoni alle spalle, continua a scegliere con la stessa libertà radicale di sempre, restando contemporanea senza inseguire la contemporaneità.

«Dilettevoli inedite eccedenze» esce il 9 ottobre per PDU: dieci brani che Mina ha custodito a lungo, convinta del loro valore anche quando il pubblico non li aveva abbracciati, insieme a nuove registrazioni pensate appositamente per questo progetto. Non è una raccolta costruita per il mercato, ma il frutto di una scelta consapevole e controcorrente.

Il repertorio è vasto e sorprendente: cover di Jimmy Fontana, Pino Daniele, Henri Salvador, una «Eleanor Rigby» dei Beatles reinterpretata in chiave flamenco, e «Settembre» di Ivano Fossati — l'unico brano che non è né cover né inedito. L'album è stato presentato alla Triennale di Milano come un momento di ascolto, non come una conferenza stampa tradizionale.

Massimiliano Pani, figlio e produttore, ha ricordato che Mina ha registrato 1.427 canzoni nella sua carriera e continua a muoversi nel panorama musicale con curiosità genuina, ascoltando jazz, pop e rock per piacere personale. Quasi tutti gli artisti delle nuove generazioni le hanno chiesto di duettare: è lei a scegliere, e la risposta che danno è sempre la stessa — Mina è avanti. Ha fatto scelte radicali restando comunque contemporanea.

Sul fronte cinematografico, Ferzan Özpetek ha coinvolto la cantante nel suo prossimo film «Nella gioia e nel dolore», e ha già diretto un videoclip con Luca Argentero. Per un film o una fiction su Mina stessa le proposte non mancano, anche straniere, ma nessuna ha ancora convinto: «Bisogna partire dalle canzoni», ha spiegato Pani, perché è nelle scelte artistiche che risiede la vera storia.

Il disco è completato da dodici fotografie inedite di Mauro Balletti: un altro tassello in una carriera che, a sessant'anni dall'esordio, continua a produrre ascolti e scoperte.

Mina torna in studio con un disco che racconta una storia diversa da quella dei grandi successi. «Dilettevoli inedite eccedenze» esce il 9 ottobre per PDU, e il titolo stesso suggerisce cosa contiene: dieci brani che sono stati a lungo custoditi nei cassetti della cantante, insieme a nuove registrazioni pensate appositamente per questo progetto. Non è una raccolta costruita secondo logiche di genere o di mercato. È piuttosto il risultato di una scelta consapevole, quella di dare voce a canzoni che Mina ha sempre considerato preziose anche quando il pubblico non le ha abbracciate con lo stesso entusiasmo.

L'album attraversa un repertorio vasto e variegato. Ci sono le cover: «La mia serenata» di Jimmy Fontana, «Carrettieri» in dialetto siciliano composta da Alfonso Gibilaro, «Yes I Know My Way» di Pino Daniele, «Dans mon îl» di Henri Salvador. C'è «Eleanor Rigby» dei Beatles, reinterpretata in chiave flamenco. E c'è «Settembre» di Ivano Fossati, l'unico brano che non è né una cover né un inedito. Il disco è stato presentato nello spazio Voce della Triennale di Milano, e Massimiliano Pani, figlio di Mina e produttore del progetto, ha voluto sottolineare che non si trattava di una conferenza stampa tradizionale, ma di un ascolto. Le «eccedenze» non sono scarti d'archivio buttati insieme per caso: sono canzoni che non hanno avuto il successo commerciale che, secondo Mina, avrebbero meritato.

Il numero che emerge da questa storia è impressionante: 1.427 canzoni registrate e pubblicate da Mina dall'inizio della sua carriera fino a oggi. Un repertorio enorme, dentro il quale la cantante continua a muoversi con curiosità genuina. Secondo Pani, Mina si diverte moltissimo a fare il suo lavoro. Ascolta musica per piacere personale, dal jazz al pop fino al rock, e continua a interessarsi a quello che fanno gli artisti più giovani. Quasi tutti i cantanti delle nuove generazioni le hanno chiesto di duettare, dai rapper agli artisti pop. È Mina a scegliere, come nel caso di Blanco. La domanda che sorge naturale è: perché un artista di 19 anni vuole cantare con una cantante della sua generazione? La risposta che danno è sempre la stessa, secondo Pani: Mina è avanti. Ha compiuto scelte radicali rimanendo comunque contemporanea, continuando a essere seguita da un pubblico che nel tempo è cambiato.

Pani la definisce «forse la più grande cantante bianca in circolazione», un riconoscimento che viene dagli addetti ai lavori. Ma accanto a questo elogio, c'è una riflessione più critica sulla musica di oggi. «È un buon momento musicale, se te lo vai a cercare», osserva Pani. «Magari emerge ma poi non galleggia nell'algoritmo». Le proposte musicali, nota, arrivano spesso «un po' predigerite». È una considerazione che tocca il cuore di come funziona l'industria discografica contemporanea: la qualità esiste, ma la visibilità non è garantita.

Il cinema continua a cercare Mina. Ferzan Özpetek ha chiesto più volte di utilizzare le sue canzoni, e alcune saranno nel prossimo film «Nella gioia e nel dolore», atteso a Natale. Özpetek ha inoltre diretto il videoclip di «Vento di passione», con Luca Argentero. Per il film sono stati proposti cinque o sei brani, anche inediti, ma la scelta finale spetterà al regista. Resta aperta anche l'ipotesi di un film o una fiction sulla cantante stessa. Sono arrivate tantissime proposte, anche straniere, ha detto Pani, ma nessuna finora è stata ritenuta efficace. «Serve un'idea bella», ha spiegato. «Bisogna partire dalle canzoni», perché la sua storia è interessante soprattutto per le scelte che ha fatto, più che per gli aspetti privati.

Il nuovo album è completato da dodici fotografie inedite di Mina fatte da Mauro Balletti. Aggiunge così un altro tassello a una storia discografica che continua a produrre ascolti e scoperte, a sessant'anni di distanza dal suo esordio.

Non è una conferenza stampa, è un ascolto
— Massimiliano Pani, produttore del disco
Serve un'idea bella. Bisogna partire dalle canzoni, perché la sua storia è interessante soprattutto per le scelte che ha fatto
— Massimiliano Pani, sulla possibilità di un film su Mina
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