Mattarella promulga la legge elettorale, il centrosinistra si mobilita alla Consulta

La battaglia si sposta alla Corte costituzionale
Dopo la promulgazione della legge, il centrosinistra prepara il ricorso alla Consulta con il supporto di giuristi.
Mark

Allora, cosa significa concretamente che Mattarella ha promulgato la legge? È finita la storia?

Mimi

No, è finita la fase legislativa. Ora la legge è ufficiale, entra in Gazzetta, e il centrosinistra può ricorrere alla Corte costituzionale. È il prossimo round.

Luke

Ma hanno davvero una possibilità di vincere alla Consulta? O è più una mossa simbolica?

Mimi

Dicono che la legge è incostituzionale, e hanno giuristi che lo sostengono. Ma è vero che la Consulta è imprevedibile.

Mark

E questa cosa del senatore Nave che cambia gruppo? È una defezione?

Mimi

No, secondo il M5s è una strategia per aggirare il vincolo delle 6.000 firme. Se crei una componente nel gruppo misto, bastano 1.500 firme.

Luke

Ma è legale? La legge non lo prevede, no?

Mimi

Tecnicamente sfrutta una scappatoia. Se la Consulta giudica la legge incostituzionale, tutto questo diventa irrilevante.

Mark

E il Pd cosa ne pensa di questa mossa?

Mimi

Supporta l'idea di aiutare i piccoli partiti. Gribaudo ha detto che il centrosinistra dovrebbe dare una mano.

Luke

Quindi il centrosinistra è unito su questo?

Mimi

Sulla legge sì, ma non su come scegliere il leader. Il M5s vuole primarie subito, il Pd non ha fretta, Avs è contraria.

Mark

Quando potrebbe arrivare la sentenza della Consulta?

Mimi

Potrebbe arrivare fuori tempo massimo, cioè dopo le primarie. Dipende da quanto veloce lavora la Corte.

Luke

E se la Consulta dice che la legge è costituzionale? Allora il centrosinistra ha perso tutto?

Mimi

Sì, dovrebbe presentarsi con i vincoli della nuova legge. Per questo la battaglia è così importante.

  • La promulgazione presidenziale trasforma la legge elettorale in diritto vigente, ma per l'opposizione è il segnale di partenza di una nuova offensiva giuridica e politica.
  • Il Campo largo denuncia la norma come liberticida e antidemocratica, pronta a soffocare le liste minori con requisiti di firme proibitivi in vista delle elezioni 2027.
  • Il M5s risponde con una mossa concreta: il senatore Nave migra verso Avs nel gruppo misto, aprendo la strada a componenti parlamentari che potrebbero raccogliere solo 1.500 firme per circoscrizione invece di 6.000.
  • Lunedì alla Camera è prevista una staffetta simbolica tra parlamentari e società civile, mentre giuristi già lavorano su contestazioni mirate su parità di genere, sottoscrizioni e premio al Senato.
  • La coalizione resta divisa sulla leadership: Conte vuole primarie rapide, Schlein ha davanti un'assemblea interna delicata, Avs preferisce un leader terzo di sintesi, e D'Alema ammonisce che le divisioni farebbero solo il gioco del governo.

Con la promulgazione della nuova legge elettorale da parte del Presidente Mattarella, si chiude formalmente un iter legislativo ma si apre una stagione di conflitto istituzionale e politico. Il centrosinistra, convinto che la norma sia costruita per escluderlo dalle urne del 2027, porta la battaglia alla Corte costituzionale mentre già manovra sul piano parlamentare per aggirare i vincoli più stringenti. È il momento in cui una democrazia misura la distanza tra la lettera della legge e lo spirito della rappresentanza.

La legge elettorale è diventata legge dello Stato. Giovedì sera il Presidente Sergio Mattarella l'ha promulgata, aprendo la strada alla pubblicazione in Gazzetta ufficiale. Per il centrosinistra, però, non è una resa: è l'inizio di una nuova battaglia, questa volta davanti alla Corte costituzionale.

Lunedì alla Camera è attesa una staffetta simbolica: i parlamentari di Pd, M5s, Avs, Italia Viva e +Europa consegneranno il testimone agli esponenti della società civile, pronti a proseguire la contestazione sul piano giurisdizionale. I ricorsi alla Consulta sono già elaborati con il supporto di giuristi e toccano nodi precisi: la parità di genere, il sistema delle sottoscrizioni, il premio per il Senato. Lo stesso schema era stato usato per la riforma della giustizia, quando il ricorso aveva poi aperto la via al referendum.

Mentre si prepara il fronte legale, il Movimento Cinque Stelle agisce sul terreno pratico. Il senatore Luigi Nave ha lasciato il gruppo M5s per aderire alla componente Avs nel gruppo misto di Palazzo Madama. La mossa, spiegano da Campo Marzio, non è una defezione ma una strategia collettiva: consente di creare una componente parlamentare vicina al Nuovo Psi e al Progetto civico Italia, che potrebbe raccogliere solo 1.500 firme per circoscrizione invece delle 6.000 previste dalla nuova legge. Onorato e Maraio ringraziano pubblicamente Conte per la concretezza della risposta.

Il Pd si muove nella stessa direzione: Chiara Gribaudo annuncia che il partito proverà a dare una mano ai piccoli alleati. Italia Viva punta invece a rafforzare i rapporti con i Moderati di Giacomo Portas in vista di una Casa Riformista.

Ma la promulgazione ha reso più urgente una questione irrisolta: la leadership del centrosinistra. Conte vuole le primarie subito dopo aver definito un programma unitario e propone di riunire il tavolo di coalizione intorno al 20 ottobre. Il Pd non ha fretta: Schlein deve prima affrontare un'assemblea interna delicata il 18 ottobre, dove si discuterà del suo mandato e dei rapporti con gli alleati. Avs è contraria alle primarie e preferisce un leader terzo di sintesi. Massimo D'Alema mette in guardia: uno scontro tra Conte e Schlein servirebbe solo a consolidare il potere dell'attuale governo. La legge è promulgata, ma la vera partita è appena cominciata.

La legge elettorale è legge. Nella serata di giovedì il presidente della Repubblica Sergio Mattarella l'ha promulgata, completando il percorso legislativo e aprendo la strada alla pubblicazione in Gazzetta ufficiale. Per il centrosinistra, però, il passaggio dal Quirinale non è una conclusione ma un nuovo inizio. La battaglia si sposta ora alla Corte costituzionale, dove l'opposizione intende contestare quella che definisce una norma liberticida e antidemocratica, costruita appositamente per impedire la loro presentazione alle elezioni del 2027.

Lunedì alla Camera avverrà quello che i parlamentari dem descrivono come una staffetta simbolica: i deputati e i senatori del Pd, M5s, Avs, Italia Viva e +Europa consegneranno il testimone agli esponenti della società civile, che continueranno l'opposizione sul terreno giurisdizionale. Non è una novità tattica per il centrosinistra. Lo stesso schema era stato utilizzato per la riforma della giustizia, quando il ricorso alla Consulta aveva poi aperto la strada al referendum. Questa volta, però, le contestazioni sono già elaborate insieme a giuristi e toccano punti specifici: la parità di genere, il sistema delle sottoscrizioni, il premio per il Senato.

Ma mentre la coalizione si prepara al ricorso costituzionale, il Movimento Cinque Stelle sta già agendo sul terreno pratico, con una mossa che rivela quanto la nuova legge sia diventata il terreno di scontro immediato per le prossime elezioni. Il senatore Luigi Nave ha lasciato il gruppo del M5s per aderire alla componente di Avs nel gruppo misto di Palazzo Madama. La manovra, spiegano da Campo Marzio, non è una defezione ma una battaglia per tutto il Movimento: consente di creare una nuova componente parlamentare vicina al Nuovo Psi di Enzo Maraio e al Progetto civico Italia di Alessandro Onorato. L'effetto pratico è significativo. Una lista centrista che si presenti come componente del gruppo misto avrebbe bisogno di raccogliere solo 1.500 firme per circoscrizione, anziché le 6.000 richieste dalla legge appena promulgata. È un modo per aggirare uno dei vincoli più stringenti della riforma.

Onorato e Maraio ringraziano pubblicamente Giuseppe Conte per la concretezza della risposta del Movimento. Il Pd, principale forza dell'opposizione, si muove sulla stessa lunghezza d'onda. Chiara Gribaudo dichiara che il centrosinistra dovrebbe dare una mano ai piccoli partiti che vogliono contribuire all'alleanza, e il partito proverà a farlo. Italia Viva, dal canto suo, vuole stringere i rapporti con i Moderati di Giacomo Portas in vista della costruzione di una Casa Riformista.

Ma la promulgazione della legge ha reso ancora più probabile una questione che divide la coalizione: quando e come scegliere il leader del centrosinistra. Il M5s vuole le primarie al più presto, subito dopo aver messo nero su bianco un programma unitario. Giuseppe Conte ha proposto di riunire il tavolo di coalizione intorno al 20 ottobre. Tutto dovrebbe accadere prima della pronuncia della Consulta, che potrebbe arrivare fuori tempo massimo. Il Pd non ha fretta. Elly Schlein ha davanti un'assemblea di partito delicata il 18 ottobre, dove si discuterà della prosecuzione del suo mandato e dei rapporti con gli alleati. Avs è contraria alle primarie e propende per un leader terzo che faccia sintesi. Silvia Salis, interpellata sul tema, taglia corto: le voci circolano, ma nulla è cambiato rispetto a ieri.

Massimo D'Alema interviene sul tema del possibile scontro tra Conte e Schlein per la leadership: l'unica cosa che può auspicare è che il centrosinistra trovi un'intesa e non produca divisioni che servirebbero solo a consolidare l'attuale assetto di potere. La legge è promulgata, ma la vera partita per il centrosinistra è appena cominciata.

La mia scelta è per servizio a democrazia e partecipazione
— Luigi Nave, senatore M5s, sulla sua adesione ad Avs nel gruppo misto
Avevamo rivolto un appello a tutte le forze del centrosinistra contro una norma palesemente incostituzionale, creata ad arte per impedire che ci presentassimo alle prossime elezioni
— Alessandro Onorato e Enzo Maraio, sulla legge elettorale
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