L'Arabia Saudita conferma: gli Houthi hanno lanciato un missile verso Riad

Gli Houthi risparmiano gli americani, ma continuano a colpire i sauditi
Mentre Trump dichiara un accordo con gli Houthi per evitare attacchi agli Stati Uniti, il gruppo yemenita intensifica le operazioni contro l'Arabia Saudita.
Mark

Perché gli Houthi continuano ad attaccare l'Arabia Saudita se Trump dice di aver raggiunto un accordo con loro?

Mimi

Perché l'accordo riguarda specificamente gli Stati Uniti. Gli Houthi hanno accettato di non attaccare gli americani, ma nulla li vincola a smettere di colpire i sauditi, che rimangono il loro nemico principale nella regione.

Luke

Ma come facciamo a sapere che questo accordo esiste davvero? Trump lo ha riferito a un giornalista di Fox News, non c'è una dichiarazione ufficiale degli Houthi che lo confermi.

Mark

E allora cosa significa per la sicurezza saudita se gli attacchi continuano?

Mimi

Significa che l'Arabia Saudita deve continuare a fare affidamento sulle sue difese aeree, che finora hanno intercettato tutti i missili. Ma ogni attacco rappresenta un rischio e una dimostrazione di capacità militare yemenita.

Luke

Vero, ma non sappiamo quanti missili gli Houthi abbiano lanciato in totale o quale sia il tasso di intercettazione reale. La coalizione saudita riferisce che tutti gli attacchi sono stati fermati, ma non abbiamo fonti indipendenti che lo confermino.

Mark

Cosa c'entra l'Iran in tutto questo?

Mimi

Gli Houthi sono alleati dell'Iran e ricevono supporto da Teheran. L'Iran sta affrontando una contrazione economica del 10,1% nel suo PIL, quindi potrebbe essere interessato a mantenere la pressione sui sauditi come forma di proxy warfare.

Luke

Però la fonte dice che la contrazione è avvenuta durante i bombardamenti di Israele e Stati Uniti. Non è chiaro se gli attacchi Houthi siano una conseguenza della crisi economica iraniana o una causa indipendente.

Mark

Trump minaccia l'Iran ma dice anche di essere aperto ai negoziati. Come si concilia?

Mimi

Non si concilia facilmente. Trump sta mantenendo aperte tutte le opzioni: minaccia militare, comunicazione diretta con gli Houthi, apertura a incontri con il presidente iraniano. È una strategia di pressione massima con una porta aperta al dialogo.

Luke

Ma nessuno di questi canali è stato formalizzato. Sono dichiarazioni pubbliche e comunicazioni informali. Non sappiamo se ci sono negoziati reali in corso o se Trump sta semplicemente segnalando disponibilità.

  • Un missile balistico punta Riad all'alba: le esplosioni svegliano i residenti della capitale saudita prima che le difese aeree abbattano il proiettile in volo.
  • Gli Houthi colpiscono su cinque fronti contemporaneamente — Riad, Bisha, Taif, Farasan e Yanbu — segnalando un'escalation deliberata e coordinata contro le infrastrutture civili del regno.
  • Trump rivela una contraddizione strategica: è in comunicazione con gli Houthi, che risparmiano gli americani ma continuano a martellare l'alleato saudita di Washington.
  • Egitto, Giordania, Qatar, Kuwait e la Lega Musulmana Mondiale condannano gli attacchi in coro, mentre l'Iran — già colpito da un crollo del PIL del 10% — vede crescere la pressione internazionale.
  • La regione rimane sospesa tra la retorica oscillante di Trump — che minaccia di 'far saltare in aria' l'Iran e al tempo stesso si dice aperto al dialogo con Teheran — e la capacità saudita di reggere l'urto missilistico.

All'alba di una domenica autunnale, un missile balistico lanciato dagli Houthi verso Riad è stato intercettato dalle difese aeree saudite, mentre altri quattro attacchi simultanei contro infrastrutture civili venivano neutralizzati. In questo momento, il Medio Oriente vive una delle sue fasi più intricate: gli alleati dell'Iran colpiscono l'Arabia Saudita, Washington tratta con gli stessi Houthi per proteggere i propri interessi, e la comunità regionale si stringe attorno a Riad in una condanna corale. La storia ci ricorda che quando la diplomazia e la forza si intrecciano in modo così ambiguo, il rischio di escalation cresce quanto la speranza di un accordo.

All'alba di domenica, le difese aeree saudite hanno abbattuto un missile balistico lanciato dagli Houthi verso Riad. I residenti della capitale avevano già segnalato esplosioni quando il portavoce della coalizione, il generale Turki al-Maliki, ha confermato che il gruppo yemenita aveva tentato simultaneamente di colpire infrastrutture civili a Bisha, Taif, Farasan e Yanbu. Tutti gli attacchi sono stati neutralizzati.

Gli Houthi, alleati dell'Iran, intensificano le operazioni proprio mentre Donald Trump dichiara di essere in comunicazione con il gruppo e che questo ha accettato di non attaccare gli Stati Uniti. Una frattura evidente: Washington tratta con chi bombarda il suo alleato regionale. Trump ha aggiunto di trovarsi in una fase decisionale sul conflitto con l'Iran, annunciando che «accadranno cose molto importanti», pur dichiarandosi aperto a un incontro con il presidente iraniano Pezeshkian.

La condanna internazionale è stata rapida: Egitto, Giordania, Qatar e Kuwait hanno definito il lancio una violazione del diritto internazionale e una minaccia alla stabilità regionale, esprimendo pieno sostegno alla sovranità saudita. Anche la Lega Musulmana Mondiale ha preso posizione, qualificando l'attacco come contrario a ogni valore religioso e umanitario.

Sullo sfondo, l'Iran affronta una contrazione economica severa — il PIL è calato del 10,1% nel primo trimestre persiano, periodo in cui il paese ha subito bombardamenti israeliani e americani. Sul fronte diplomatico, Teheran ha chiuso il Centro di lingua francese a Teheran, accusandolo di attività illegali; Parigi ha convocato l'ambasciatore iraniano e ha annunciato misure di risposta, definendo la chiusura «ingiustificabile e inaccettabile».

Nello stesso fine settimana, le forze israeliane hanno annunciato l'uccisione a Gaza di due infiltrati del 7 ottobre 2023 e di un comandante dell'unità d'élite Nukhba di Hamas, mentre in Cisgiordania coloni estremisti hanno aggredito palestinesi e abbattuto decine di ulivi. La regione resta in una fase di instabilità crescente, in attesa delle decisioni che Trump ha annunciato come imminenti.

All'alba di domenica, le difese aeree dell'Arabia Saudita hanno intercettato e distrutto un missile balistico lanciato dagli Houthi verso Riad. La conferma è arrivata dalla coalizione a guida saudita, che ha diffuso la notizia dopo che i residenti della capitale avevano segnalato esplosioni in città. Il portavoce della coalizione, il generale Turki al-Maliki, ha precisato che il gruppo yemenita ha tentato simultaneamente di colpire infrastrutture civili in altre quattro città: Bisha, Taif, Farasan e Yanbu. Tutti gli attacchi sono stati neutralizzati dalle difese aeree del regno.

Gli Houthi, alleati dell'Iran, stanno intensificando le loro operazioni contro l'Arabia Saudita proprio mentre la situazione regionale si complica su più fronti. Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato di trovarsi in una fase decisionale riguardo al conflitto tra Stati Uniti e Iran, affermando che nel prossimo futuro accadranno cose molto importanti. Tuttavia, Trump ha anche riferito di essere in costante comunicazione con gli Houthi e che il gruppo ha accettato di non attaccare gli Stati Uniti, nonostante continui a colpire l'Arabia Saudita, alleata di Washington. Questa dinamica rivela una frattura nella strategia americana: mentre gli Houthi risparmiano gli americani, proseguono senza sosta contro i sauditi.

La reazione internazionale agli attacchi è stata rapida e corale. Egitto, Giordania, Qatar e Kuwait hanno tutti condannato il lancio del missile, definendolo una minaccia per la sicurezza e la stabilità regionale e una violazione del diritto internazionale. I quattro paesi hanno espresso pieno sostegno a Riad, confermando il loro appoggio alla sovranità saudita e alla protezione dei civili. Anche la Lega Musulmana Mondiale ha condannato l'attacco, qualificandolo come violazione di tutti i valori religiosi e delle norme internazionali e umanitarie.

Il contesto economico e diplomatico che circonda questi attacchi è complesso. L'Iran, principale alleato degli Houthi, sta affrontando una contrazione economica significativa: il suo prodotto interno lordo ha subito un calo del 10,1% nel primo trimestre del calendario persiano, il periodo compreso tra fine marzo e fine giugno, quando il paese è stato sottoposto a bombardamenti da parte di Israele e Stati Uniti. Nonostante l'economia iraniana dipenda principalmente dalle esportazioni di idrocarburi, questa contrazione rappresenta un colpo severo.

Le tensioni diplomatiche si estendono anche al fronte culturale. L'Iran ha chiuso il Centro di lingua francese, uno dei principali istituti per l'insegnamento del francese nel paese e affiliato all'ambasciata di Francia a Teheran, accusandolo di svolgere attività illegali. La magistratura iraniana, attraverso l'agenzia Mizan, ha annunciato la chiusura senza fornire dettagli specifici, affermando che il centro operava da anni sotto la copertura dell'insegnamento delle lingue. In risposta, la Francia ha convocato l'ambasciatore iraniano e ha annunciato l'adozione di misure non specificate, con il ministero degli Esteri francese che ha definito la chiusura come ingiustificabile e inaccettabile.

Trump, intanto, ha mantenuto una posizione ambigua. Ha dichiarato di essere aperto a un incontro con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian dopo che Teheran ha inviato un elenco di richieste per porre fine al conflitto. Contemporaneamente, ha minacciato azioni militari dirette, affermando che la sua domanda è se e quando far saltare in aria l'intera nazione iraniana, aggiungendo che l'Iran farebbe bene a comportarsi bene. Questa retorica oscillante tra minaccia e apertura al dialogo caratterizza la posizione americana in un momento di crescente tensione regionale.

Gli attacchi degli Houthi si inseriscono in un quadro più ampio di instabilità nel Medio Oriente. Nello stesso fine settimana, le Forze di difesa israeliane hanno annunciato di aver ucciso a Gaza due terroristi che si erano infiltrati in Israele il 7 ottobre 2023 e un comandante dell'unità di élite Nukhba di Hamas, Basir Al-Barsh, figlio del direttore generale del ministero della Sanità di Hamas. L'esercito israeliano ha dichiarato che i terroristi avevano intensificato gli attacchi contro le truppe e i civili israeliani e stavano cercando di ripristinare le capacità dell'organizzazione terroristica. Nel frattempo, coloni estremisti israeliani hanno aggredito palestinesi in Cisgiordania, ferendo due persone e abbattendo decine di ulivi in zone considerate illegalmente occupate dalla comunità internazionale.

Con gli Houthi che intensificano i loro attacchi contro l'Arabia Saudita, la Francia che risponde alle chiusure iraniane, Trump che minaccia e negozia simultaneamente, e le tensioni israelo-palestinesi che rimangono acute, la regione si trova in una fase di instabilità crescente. Il prossimo passo dipenderà dalle decisioni che Trump annuncia come imminenti e dalla capacità delle difese saudite di continuare a intercettare i missili yemeniti.

Gli Houthi hanno anche tentato di colpire civili e infrastrutture civili a Bisha, Taif, Farasan e Yanbu. Gli attacchi sono stati sventati dalle difese aeree della monarchia del Golfo.
— Generale Turki al-Maliki, portavoce della coalizione saudita
Questo nuovo attacco contro la presenza culturale francese in Iran è ingiustificabile e inaccettabile.
— Ministero degli Esteri francese
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