La banca mira a un ritorno sul capitale del 22% e del 27% sul capitale tangibile, mantenendo solidità patrimoniale con Cet 1 sopra il 12,5%. Agli azionisti andranno circa 50 miliardi nel periodo 2025-2029, con il 75% in dividendi cash e il 20% in buyback nel quadriennio 2026-2029.
Intesa Sanpaolo: utile netto a 11,5 miliardi nel 2029 con payout del 95%
Cinquanta miliardi agli azionisti, il 95% dei profitti distribuito
Quando leggo questi numeri—11,5 miliardi di utile netto, 50 miliardi agli azionisti—mi chiedo: sono promesse realistiche o proiezioni ottimistiche?
Il piano è costruito su ipotesi di crescita moderata. Il 3% medio annuo sui ricavi operativi netti non è aggressivo. E il fatto che mantengono il Cet 1 sopra il 12,5% significa che non stanno spingendo il rischio oltre i limiti prudenziali.
Ma qui c'è un'assunzione implicita: che i tassi di interesse rimangono a livelli che supportano il margine di interesse a 16,3 miliardi. Se i tassi scendono significativamente, quel numero cambia. E il piano non quantifica esplicitamente questo rischio.
E i 374 miliardi di nuovo credito all'economia reale—come si distribuiscono? È credito alle imprese, alle famiglie, o entrambi?
Il documento dice che 260 miliardi andranno in Italia, e 18 miliardi dalla divisione International Banks. Ma non specifica la composizione tra retail e corporate. È un dato aggregato.
Esattamente. Sappiamo il totale, ma non sappiamo se è credito a piccole imprese che potrebbero soffrire in una recessione, o mutui a famiglie. La granularità manca.
E il payout del 95%—è sostenibile? Cosa succede se i profitti scendono?
Il piano dice che valuteranno "anno per anno" le distribuzioni aggiuntive oltre il 95%. Quindi il 95% è il minimo garantito, ma il resto è flessibile. È una struttura che permette di adattarsi.
Sì, ma il 95% stesso è un impegno rigido. Se l'utile scende a 10 miliardi, il 95% di 10 miliardi è ancora 9,5 miliardi. La banca sta dicendo che manterrà questo rapporto indipendentemente da cosa accada ai profitti?
Quindi il rischio vero è se il piano sottostima i costi operativi o sovrastima i ricavi.
Esattamente. Lo 0,5% di riduzione media annua dei costi è modesto, ma richiede efficienza continua. E la crescita del 3% sui ricavi dipende da acquisizione di clienti e da tassi che rimangono favorevoli.
E il piano non dice nulla su cosa accade se la qualità creditizia peggiora. L'incidenza netta dei crediti deteriorati sotto l'1% è un obiettivo, non una garanzia.
Le Pouls
- Utile netto atteso a 11,5 miliardi nel 2029
- Payout del 95% nel 2026-2029: 75% dividendi cash, 20% buyback
- Circa 50 miliardi agli azionisti nel periodo 2025-2029
- 374 miliardi di nuovo credito all'economia reale (260 miliardi in Italia)
- Crescita della base clienti da 21,4 a 24 milioni (+2,5 milioni)
La banca mira a un ritorno sul capitale del 22% e del 27% sul capitale tangibile, mantenendo solidità patrimoniale con Cet 1 sopra il 12,5%. Agli azionisti andranno circa 50 miliardi nel periodo 2025-2029, con il 75% in dividendi cash e il 20% in buyback nel quadriennio 2026-2029.
Intesa Sanpaolo ha presentato il nuovo Piano d'Impresa con obiettivo di utile netto a 11,5 miliardi nel 2029 e distribuzione agli azionisti del 95% nel periodo 2026-2029.
Intesa Sanpaolo ha presentato stamattina il suo nuovo Piano d'Impresa, tracciando una traiettoria finanziaria che culmina nel 2029 con un utile netto superiore a 11,5 miliardi di euro. Il documento delinea una banca che intende rafforzarsi attraverso la crescita dei ricavi operativi netti, attesi a 30,7 miliardi con una crescita media annua del 3%, mentre contemporaneamente riduce i costi operativi dello 0,5% medio annuo fino a 11,3 miliardi. L'istituto punta a un ritorno sul capitale del 22% e del 27% sul capitale tangibile, mantenendo un coefficiente Cet 1 superiore al 12,5% in ogni anno del quadriennio 2026-2029.
Per gli azionisti, il piano rappresenta un impegno significativo di distribuzione di valore. Nel periodo complessivo 2025-2029, circa 50 miliardi di euro torneranno ai soci. Nel quadriennio 2026-2029, il payout complessivo raggiungerà il 95%, con una composizione che privilegia i dividendi in contanti al 75% (una quota aumentata rispetto al 70% del piano precedente) e buyback al 20%. La banca ha inoltre segnalato che valuterà anno per anno, a partire dal 2027, ulteriori distribuzioni oltre questo impegno del 95%.
La crescita della base clienti costituisce un pilastro del piano. Intesa prevede di aggiungere circa 2,5 milioni di clienti entro il 2029, portando il totale da circa 21,4 milioni a circa 24 milioni. Questo aumento deriverà principalmente da Isybank e dalla divisione International Banks. Gli impieghi alla clientela cresceranno di 46 miliardi di euro, passando da 425 miliardi a 471 miliardi, con un incremento medio annuo del 2,6%. Nel quadriennio 2026-2029, il nuovo credito a medio-lungo termine erogato salirà a 374 miliardi, rispetto ai 298 miliardi del periodo precedente, rappresentando un aumento del 26%. In Italia specificamente, il nuovo credito crescerà del 31%, da 198 miliardi a 260 miliardi.
Sul fronte della composizione dei ricavi, le commissioni nette sono attese in crescita del 3,8% medio annuo, raggiungendo 11,6 miliardi nel 2029, mentre il risultato dell'attività assicurativa dovrebbe crescere del 3% medio annuo a 2 miliardi. Complessivamente, il peso delle commissioni nette e dei risultati assicurativi sui proventi operativi netti salirà dal 43% nel 2025 al 44% nel 2029. Il margine di interesse aumenterà del 2,4% annuo fino a 16,3 miliardi. La qualità del portafoglio creditizio rimane una priorità: i crediti deteriorati lordi saranno pari a 10,2 miliardi nel 2029 (5,1 miliardi netti), con un'incidenza netta inferiore all'1% in ciascun anno del piano. Il costo del rischio è stimato tra 25 e 30 centesimi di punto.
Intesa ha articolato la creazione di valore complessiva in 500 miliardi per tutti gli stakeholder nel periodo di piano. Oltre ai 50 miliardi destinati agli azionisti, il piano prevede 374 miliardi di nuovo credito all'economia reale, di cui 260 miliardi in Italia. A questi si aggiungono circa 28 miliardi in spese del personale, circa 17 miliardi in acquisti e investimenti, circa 26 miliardi in imposte dirette e indirette, e circa un miliardo destinato ai bisogni sociali. Il nuovo credito sostenibile rappresenterà il 30% del totale del nuovo credito a medio-lungo termine erogato.
Sul fronte della consulenza ai clienti, Intesa prevede di aggiungere circa 3.700 persone dedicate al Wealth Management & Protection, portando la rete di consulenza da circa 18.550 a circa 22.250 professionisti. L'istituto si posiziona come un "gruppo solido, a zero Npl e digitale", con un modello di business focalizzato sui ricavi da commissioni, efficiente e resiliente, capace di realizzare una forte creazione e distribuzione di valore senza rischi di esecuzione, e leader per impatto sociale. Il piano rappresenta una continuità strategica con una maggiore enfasi sulla distribuzione ai soci e sulla diversificazione dei ricavi verso le commissioni.
Citations marquantes
Un gruppo solido, a zero Npl e digitale, con un modello di business focalizzato sui ricavi da commissioni, efficiente e resiliente— Intesa Sanpaolo, nel Piano d'Impresa