Fort Hood, la fucilazione di Nidal Hasan sarà trasmessa in streaming il 3 dicembre

La strage di Fort Hood del 2009 causò 13 morti e 32 feriti tra i militari presenti nella base texana.
Non accadeva da novanta anni negli Stati Uniti
La trasmissione in streaming dell'esecuzione di Hasan rappresenta il ritorno a esecuzioni pubbliche dopo quasi un secolo.
Mark

Perché il Pentagono ha deciso di trasmettere questa esecuzione in diretta streaming? Cosa cambia rispetto al passato?

Mimi

È una decisione dell'amministrazione Trump, comunicata dal Segretario alla Difesa Hegseth. L'idea è rendere l'esecuzione pubblica e accessibile. Non è accaduto da novanta anni negli Stati Uniti.

Luke

Ma dobbiamo essere chiari: questa è una scelta politica, non una norma giuridica. Hegseth ha detto che lo faranno, ma non sappiamo ancora come sarà gestita tecnicamente, chi potrà accedere, quali saranno i limiti.

Mark

Hasan ha ammesso di aver commesso la strage. C'è qualche dubbio sulla sua colpevolezza?

Mimi

No. Nel 2013 si è difeso personalmente in corte marziale e ha ammesso di essere l'autore. È stato riconosciuto colpevole di quarantadue capi d'accusa, inclusi tredici omicidi premeditati. La Corte Suprema ha respinto il suo ricorso nel 2025.

Luke

La questione non è la colpevolezza, ma il fatto che prima dell'attacco l'Fbi aveva scambi di email tra Hasan e un predicatore radicale legato ad al-Qaeda. Questo solleva domande su come il sistema di sicurezza abbia funzionato, ma quelle domande sono separate dalla condanna.

Mark

Quanto è raro che l'esercito americano esegua una condanna a morte?

Mimi

Molto raro. Sarà la prima esecuzione militare dal 1961, e la prima fucilazione militare dalla Seconda guerra mondiale. L'ultima, nel 1961, fu per impiccagione.

Luke

Giusto, ma dobbiamo notare che questa è una decisione dell'amministrazione Trump, approvata il 2 ottobre. Non è una pratica consolidata. È una scelta consapevole di riprendere una pratica che era stata abbandonata per decenni.

  • Il 3 dicembre si avvicina come una data carica di simboli: l'esecuzione avverrà a Fort Hood, lo stesso suolo dove nel 2009 tredici persone persero la vita per mano di chi avrebbe dovuto proteggerle.
  • Per la prima volta in novant'anni, un'esecuzione negli Stati Uniti sarà trasmessa in diretta streaming, con il Pentagono che apre le porte virtuali al pubblico su decisione esplicita del Segretario alla Difesa.
  • La condanna a morte, confermata dal presidente Trump il 2 ottobre e tradotta in ordine di fucilazione quattro giorni dopo, riporta in vita una pratica militare abbandonata dalla Seconda guerra mondiale.
  • Rimangono irrisolte le domande su come i segnali d'allarme — le email con un predicatore radicale legato ad al-Qaeda — non abbiano impedito la strage, ombre che nessuna esecuzione potrà del tutto dissolvere.

A Fort Hood, in Texas, il luogo stesso dove nel 2009 un ufficiale dell'esercito aprì il fuoco sui propri commilitoni, si prepara un'esecuzione che porta con sé il peso di tre strati di storia: quella di tredici vite spezzate, quella di un sistema giudiziario militare che non agiva da decenni, e quella di una nazione che, per la prima volta in novant'anni, sceglierà di guardare collettivamente. Il 3 dicembre, Nidal Hasan sarà fucilato davanti a un pubblico connesso in streaming — un atto che trasforma la giustizia in evento condiviso, riaprendo domande antiche sul confine tra trasparenza e spettacolo.

Il 3 dicembre, alle 13 ora locale, Nidal Malik Hasan sarà fucilato a Fort Hood, in Texas — lo stesso luogo dove nel novembre del 2009 uccise tredici militari e ne ferì trentadue. L'esecuzione sarà trasmessa in diretta streaming: una decisione senza precedenti negli ultimi novant'anni negli Stati Uniti, confermata dal Segretario alla Difesa Pete Hegseth con parole nette: l'amministrazione vuole che le persone possano guardare, che sia pubblica.

Hasan aveva cinquantasei anni oggi, ma nel 2009 era uno psichiatra dell'esercito con il grado di maggiore. Il 5 novembre di quell'anno entrò armato nella base e aprì il fuoco sui militari in partenza per l'Afghanistan. L'attacco durò pochi minuti ma lasciò un segno permanente: tredici morti, trentadue feriti, e lo stesso Hasan paralizzato dalla vita in giù dopo l'intervento degli agenti di sicurezza.

Nel 2013, davanti alla corte marziale, Hasan scelse di difendersi da solo e ammise la propria responsabilità. Fu condannato su tutti e quarantadue i capi d'accusa e, cinque giorni dopo il verdetto, la giuria dispose la pena di morte. Nel 2025 la Corte Suprema rifiutò di riesaminare il caso. Il 2 ottobre scorso il presidente Trump ha approvato la condanna; quattro giorni dopo, il segretario ad interim dell'Esercito ha firmato l'ordine di fucilazione.

Sarà la prima esecuzione militare americana dal 1961 — quando si usò la forca — e la prima fucilazione militare dalla Seconda guerra mondiale. Prima dell'attacco, l'FBI aveva esaminato scambi di email tra Hasan e Anwar al-Awlaki, predicatore radicale legato ad al-Qaeda. Come quei segnali siano stati ignorati rimase a lungo oggetto di indagini e dibattito. La trasmissione in streaming aggiunge un ulteriore livello di inedito: la giustizia militare, stavolta, si compirà sotto gli occhi di chiunque voglia guardare.

Nidal Malik Hasan sarà fucilato il 3 dicembre presso la base di Fort Hood in Texas, lo stesso luogo dove nel 2009 aprì il fuoco contro i militari. L'esecuzione, fissata per le 13 ora locale, sarà trasmessa in diretta streaming — una decisione che segna un momento senza precedenti nella storia giudiziaria americana contemporanea. Il Pentagono ha confermato che il pubblico potrà assistere all'evento. Il Segretario alla Difesa Pete Hegseth ha dichiarato che l'amministrazione farà in modo che le persone possano guardarla, che sia pubblica. Non accadeva da novanta anni negli Stati Uniti.

Hasan, oggi 56 anni, era uno psichiatra dell'esercito che aveva raggiunto il grado di maggiore dopo circa vent'anni di servizio. Il 5 novembre 2009 entrò nella base armato e sparò contro i militari che si preparavano per una missione in Afghanistan. L'attacco durò pochi minuti ma fu devastante: tredici persone furono uccise, trentadue ferite. Gli agenti di sicurezza della base lo colpirono durante l'intervento. Hasan rimase paralizzato dalla vita in giù.

Durante il processo davanti alla corte marziale nel 2013, Hasan scelse di difendersi personalmente e ammise di essere l'autore della sparatoria. Il 23 agosto di quell'anno fu riconosciuto colpevole di tutti i quarantadue capi d'accusa, tra cui tredici omicidi premeditati e trentadue tentati omicidi premeditati. Cinque giorni dopo la giuria lo condannò a morte. La Corte Suprema degli Stati Uniti respinse nel 2025 la sua richiesta di esaminare il caso.

Prima dell'attacco, l'Fbi aveva esaminato alcuni scambi di email tra Hasan e Anwar al-Awlaki, un predicatore radicale di origine statunitense legato ad al-Qaeda nella Penisola Arabica. Dopo la strage, la gestione di quelle informazioni e degli altri segnali che erano emersi prima della sparatoria divenne oggetto di diverse indagini ufficiali. Le domande su come il sistema di sicurezza militare avesse potuto non prevenire l'attacco rimasero a lungo al centro del dibattito pubblico.

Il 2 ottobre scorso il presidente Donald Trump ha approvato la condanna a morte di Hasan. Quattro giorni dopo, il segretario ad interim dell'Esercito Adam Telle ha disposto l'esecuzione mediante fucilazione. Se sarà eseguita, rappresenterà un momento storico per il sistema giudiziario militare americano. Sarà la prima esecuzione da parte dell'esercito americano dal 1961 e la prima esecuzione militare mediante fucilazione dalla Seconda guerra mondiale. L'ultima esecuzione militare, nel 1961, avvenne per impiccagione. La trasmissione in streaming dell'evento segna un ulteriore passo verso una trasparenza che, fino a pochi decenni fa, sarebbe stata impensabile nel contesto delle esecuzioni capitali negli Stati Uniti.

Faremo in modo che le persone possano guardarla, che sia pubblica
— Segretario alla Difesa Pete Hegseth
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