Il programma 'CresciBusiness' offre finanziamenti agevolati, azzeramento commissioni POS per un anno e coperture assicurative per ridurre i costi operativi. Le micro imprese italiane rappresentano il 95% delle aziende industriali e dei servizi, impiegando 7,3 milioni di addetti, ma hanno bassa propensione agli investimenti.
Intesa Sanpaolo lancia piano da 5 miliardi per piccole imprese in crisi
La loro rilevanza è strutturale, ma la loro fragilità è reale
Perché Intesa Sanpaolo ha scelto proprio questo momento per lanciare un piano così ampio?
Le piccole imprese italiane sono state colpite duramente dall'aumento dei costi energetici e dall'inflazione. Rappresentano il 95% delle aziende industriali e dei servizi, quindi il loro crollo avrebbe conseguenze enormi sull'occupazione e sulla stabilità economica del paese.
Ma il piano è nuovo o è una riallocazione di risorse già stanziate? Perché il comunicato dice che 30 miliardi erano già stati destinati all'inizio dell'anno.
È una combinazione. I 5 miliardi sono nuovi, ma si aggiungono a interventi precedenti. Complessivamente, Intesa Sanpaolo ha mobilitato 35 miliardi per famiglie e imprese.
Quali sono gli strumenti più concreti che una piccola impresa può usare subito?
L'azzeramento delle commissioni sui micropagamenti fino a 15 euro fino a fine 2023, la gratuità del canone POS per un anno, e finanziamenti agevolati per coprire i costi energetici. Sono misure immediate.
Ma quante di queste 500mila piccole imprese effettivamente accederanno a questi finanziamenti? Non abbiamo numeri su tassi di adesione o criteri di accesso specifici.
È vero, il comunicato non fornisce quei dettagli. Sappiamo che i finanziamenti hanno condizioni "particolarmente agevolate" e che alcuni hanno garanzia pubblica, ma i criteri precisi rimangono poco chiari.
E il programma Digitalizziamo? Sembra rivolto solo alle imprese che già hanno capacità di investire.
Esattamente. È un programma di crescita, non di sopravvivenza. Affianca le misure di crisi con azioni di sviluppo, ma presuppone che l'azienda abbia già superato l'emergenza immediata.
Qui c'è un rischio: le micro imprese italiane hanno una propensione agli investimenti del 2% del fatturato, contro il 4,1% delle aziende più grandi. Come convincerle a investire in digitale quando stanno cercando di pagare le bollette?
È la domanda centrale. Il piano offre gli strumenti, ma il salto culturale e finanziario rimane enorme per molte di queste realtà.
Cosa succede dopo il 2023, quando scadono molte di queste agevolazioni?
Non lo sappiamo. Il comunicato non dice cosa accadrà quando le commissioni POS torneranno a essere applicate o quando i finanziamenti dovranno essere rimborsati.
The Pulse
- 5 miliardi di euro di nuovo credito per 500mila piccole imprese
- 4 milioni di imprese con meno di 10 addetti (95% del totale nazionale)
- 7,3 milioni di addetti impiegati dalle micro imprese (43,8% della forza lavoro)
- Azzeramento commissioni POS fino a 15 euro fino a fine 2023
- 35 miliardi complessivi stanziati da Intesa Sanpaolo dal 2020
Il programma 'CresciBusiness' offre finanziamenti agevolati, azzeramento commissioni POS per un anno e coperture assicurative per ridurre i costi operativi. Le micro imprese italiane rappresentano il 95% delle aziende industriali e dei servizi, impiegando 7,3 milioni di addetti, ma hanno bassa propensione agli investimenti.
Intesa Sanpaolo vara un piano da 5 miliardi di euro per sostenere circa 500mila piccole imprese dei settori commercio, artigianato e turismo, colpite dalla crisi energetica e dall'inflazione.
Intesa Sanpaolo ha annunciato un intervento da 5 miliardi di euro destinato a sostenere circa 500mila piccole imprese italiane nei settori del commercio, dell'artigianato e del turismo. L'iniziativa, presentata a Milano il 10 novembre e battezzata "CresciBusiness", risponde a una pressione economica concreta: le aziende di questa dimensione, con fatturato fino a 2,5 milioni di euro, si trovano schiacciate tra l'impennata dei costi energetici, l'inflazione delle materie prime e gli effetti della crisi internazionale, mentre i loro ricavi rimangono stagnanti o calano.
Il contesto in cui si muove questo piano è quello di un tessuto economico fragile ma strutturalmente importante. In Italia le imprese con meno di dieci addetti superano i 4 milioni di unità, rappresentando il 95% del totale delle aziende industriali e dei servizi. Queste realtà impiegano circa 7,3 milioni di persone, il 43,8% della forza lavoro nazionale. Nel 2020 hanno generato un fatturato di 658 miliardi di euro e un valore aggiunto di quasi 200 miliardi. La loro rilevanza è particolarmente marcata nei servizi alla persona, dove rappresentano l'80% degli addetti, nel turismo con il 62% e nel commercio con il 55%. Nonostante questa importanza, queste imprese soffrono di una propensione agli investimenti molto bassa: investono il 2% del fatturato, contro il 4,1% delle aziende con almeno 250 addetti. Questa cautela ha ricadute negative sulla digitalizzazione e sull'innovazione.
Il programma CresciBusiness si articola su più fronti. Sul versante della liquidità, la banca mette a disposizione finanziamenti a breve e medio-lungo termine con condizioni agevolate, pensati sia per gestire l'emergenza energetica immediata che per supportare investimenti strutturali. Per quanto riguarda i pagamenti, l'intervento è particolarmente incisivo: fino alla fine del 2023 vengono azzerate le commissioni sui micropagamenti tramite POS fino a 15 euro, mentre per un anno intero sono gratuiti il canone dei POS mobili e virtuali e le condizioni economiche delle carte di credito aziendali. Sono previste inoltre agevolazioni su prodotti di copertura assicurativa e sul noleggio di beni strumentali, strumenti pensati per contenere i costi operativi senza richiedere investimenti in conto capitale.
Accanto alle misure di emergenza, Intesa Sanpaolo ha lanciato il programma "Digitalizziamo", che punta a identificare e supportare le piccole imprese capaci di crescere anche nei periodi di difficoltà, investendo nella trasformazione digitale. Il programma si avvale della collaborazione di partner come Deloitte, Cerved, Alkemy e Nexi, e offre alle aziende partecipanti percorsi di visibilità, formazione e accesso a servizi evoluti. Sono state inoltre attivate linee di finanziamento specifiche per settori strategici: "Crescita Commercio e Turismo" e "Crescita Artigianato", insieme ai D-Loan e agli ESG-Loan per incentivare gli investimenti verso la trasformazione digitale e la sostenibilità. Per il settore alberghiero in particolare, sono stati ideati i "Suite Loan Turismo", finanziamenti agevolati destinati alla riqualificazione delle infrastrutture.
Questo piano si inserisce in un impegno più ampio di Intesa Sanpaolo verso l'economia italiana. Complessivamente, il gruppo ha stanziato 35 miliardi di euro a sostegno di famiglie, imprese, commercianti, albergatori e artigiani. Dei 5 miliardi annunciati oggi, 30 miliardi erano già stati destinati all'inizio dell'anno per contrastare il caro energia, parte di un contributo complessivo di oltre 400 miliardi a supporto del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Stefano Barrese, responsabile della Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, ha sottolineato che il piano aggiunge un nuovo pilastro agli interventi già attivati, riconoscendo che "le recenti conferme sulla tenuta del nostro sistema produttivo non nascondono le difficoltà di buona parte del tessuto socio-economico". Ha inoltre ricordato che dal 2020 a oggi il gruppo ha erogato oltre 11 miliardi di euro nei settori del turismo, del commercio e dell'artigianato.
L'iniziativa è stata presentata in collaborazione con le principali associazioni di categoria: Confesercenti, Confcommercio, Confartigianato e Federalberghi hanno sottoscritto un protocollo d'intesa con la banca. Questo coinvolgimento delle associazioni suggerisce che il piano non è una risposta unilaterale della banca, ma il risultato di un dialogo con i rappresentanti del settore. La sfida che rimane è trasformare questi strumenti finanziari in una ripresa effettiva: le piccole imprese italiane hanno dimostrato di saper creare valore, con una quota di valore aggiunto pari al 30% del fatturato, superiore a quella delle medie imprese. Ma per tornare a crescere, secondo Intesa Sanpaolo, dovranno superare le criticità attuali investendo in digitale, innovazione e transizione ecologica.
Notable Quotes
Il piano che presentiamo oggi aggiunge un nuovo pilastro agli interventi che Intesa Sanpaolo ha attivato a sostegno dell'economia e della popolazione italiana: 35 miliardi complessivi in favore di famiglie, imprese, commercianti, albergatori ed artigiani— Stefano Barrese, responsabile Divisione Banca dei Territori Intesa Sanpaolo
In questa situazione di incertezza, la fiducia e la coesione sociale siano essenziali per rispondere alla crisi e per garantire la crescita sostenibile che il paese sta perseguendo— Stefano Barrese, Intesa Sanpaolo