Meloni: l'Ue dia risposte strutturali contro il caro energia

L'Europa rischia di restare in balia dell'emergenza
Meloni chiede all'Ue misure strutturali contro il caro energia, non soluzioni temporanee.
Mark

Perché Meloni insiste tanto sulla flessibilità normativa? Non è solo una questione di costi energetici?

Mimi

No, è più profondo. Dice che l'Europa ha costruito un sistema di regole che penalizza le imprese europee rispetto ai competitor globali. La flessibilità è il modo per dire: lasciateci respirare mentre affrontiamo la crisi.

Luke

Ma cosa significa concretamente? La Commissione dice che la flessibilità già esiste. Meloni sta chiedendo qualcosa di nuovo o solo di usare meglio quello che c'è?

Mimi

Buona domanda. Sembra che voglia sia usare meglio gli strumenti esistenti sia ottenere nuove eccezioni—soprattutto sul sistema Ets.

Mark

E il sistema Ets? Perché è così importante?

Mimi

Perché aumenta i costi energetici per le imprese europee, e dal 2028 si estenderà a trasporti e edifici. L'Italia lo vede come un'arma contro la competitività.

Luke

Ma la Commissione non ha accettato di sospenderlo. Quindi Meloni sta chiedendo qualcosa che Bruxelles non sembra disposta a dare.

Mimi

Esatto. È una pressione, una rivendicazione. Non è detto che vinca.

Mark

E internamente? Come sta gestendo la manovra?

Mimi

È un equilibrio tra le richieste della Lega, di Forza Italia e le sue priorità. Ognuno vuole qualcosa di diverso.

Luke

E i numeri? Quanto costa tutto questo? Quanto possono davvero contribuire le banche?

Mimi

Non è chiaro dai comunicati. Salvini è ottimista, ma sono promesse senza cifre.

Mark

Quindi il vero test sarà giovedì al Consiglio Ue?

Mimi

Sì. Vedremo se la pressione di Roma, Berlino e Bruxelles produce qualcosa di concreto o se rimane una rivendicazione politica.

  • Meloni avverte che senza interventi strutturali l'Europa resterà intrappolata in un ciclo infinito di crisi energetiche, mettendo a rischio la tenuta industriale del continente.
  • Italia, Germania e Belgio fanno fronte comune con una lettera ad Antonio Costa, chiedendo investimenti accelerati in energia e digitale e un taglio netto alla burocrazia europea.
  • La viceministra Gava chiede a Lussemburgo la sospensione dell'Ets 2, ma il commissario al clima Hoekstra risponde con un no secco: il piano non si tocca.
  • Bruxelles riconosce la crisi e offre margini di flessibilità fiscale ai governi, mentre von der Leyen propone un patto contro il gold-plating normativo nazionale.
  • Sul fronte interno, la manovra di bilancio si arricchisce di richieste: dal cloud fiscale di Meloni alle pensioni di Salvini, fino alla lista di Forza Italia su giovani, auto e Irpef.

In un momento in cui l'Europa cerca di bilanciare ambizioni climatiche e competitività industriale, la premier italiana Giorgia Meloni ha chiesto a Bruxelles risposte strutturali e durature contro il caro energia, unendo la sua voce a quelle di Germania e Belgio. Il messaggio, portato agli imprenditori lombardi e formalizzato in una lettera alla Commissione europea, riflette una tensione più profonda tra la logica delle emergenze temporanee e la necessità di riforme sistemiche. La Commissione offre flessibilità, ma non cede sul sistema Ets, lasciando aperto un divario che il prossimo Consiglio Ue dovrà almeno tentare di misurare.

Giorgia Meloni ha scelto il palco di Assolombarda per lanciare un messaggio netto all'Europa: le soluzioni temporanee non bastano più. Il continente, ha detto la premier, rischia di restare prigioniero di emergenze cicliche se non arriveranno risposte strutturali e di lungo periodo sul caro energia. Ha rivendicato i risultati del suo governo nel sostenere l'economia in un contesto di crescita debole, non risparmiando una frecciata all'Istat per aver enfatizzato il decimale del rapporto deficit/Pil che ha impedito all'Italia di uscire dalla procedura di infrazione europea.

Meloni non agisce in isolamento. Insieme ai cancellieri tedesco Friedrich Merz e belga Bart De Wever, ha firmato una lettera al presidente della Commissione Antonio Costa, chiedendo una corsia preferenziale per gli investimenti in energia e digitalizzazione, meno burocrazia e una riduzione degli obblighi di rendicontazione sulla sostenibilità, con attenzione speciale alle PMI. Il sistema Ets è nel mirino: la premier lo accusa di gonfiare i prezzi e creare squilibri tra Stati membri. La viceministra Gava, intanto, chiedeva a Lussemburgo la sospensione dell'Ets 2, il meccanismo che dal 2028 coprirà trasporti e edifici. La risposta del commissario al clima Hoekstra è stata chiara: nessuna modifica prevista.

Bruxelles non è però completamente sorda. Il commissario McGrath ha riconosciuto i margini di flessibilità già delineati per i governi, mentre von der Leyen ha proposto ai 27 Stati un patto contro il gold-plating, la pratica di appesantire le direttive europee con normative nazionali aggiuntive. Sul fronte interno, la manovra di bilancio si anima: Meloni annuncia agevolazioni fiscali per il cloud, Salvini conta su un contributo volontario delle banche per finanziare pensioni e Flat tax, e Forza Italia presenta una lista che va dalla no tax area per i giovani alla riduzione dell'Irpef al 33% fino a 60 mila euro. Giovedì, al Consiglio Ue, Meloni tornerà a chiedere flessibilità, ma la distanza tra Roma e Bruxelles su molti dossier resta ancora considerevole.

Giorgia Meloni ha portato il suo messaggio direttamente agli imprenditori lombardi di Assolombarda: l'Europa non può più affrontare la crisi energetica con soluzioni temporanee. Senza "risposte strutturali e di lungo periodo", ha detto la premier, il continente rischia di rimanere intrappolato in un ciclo di emergenze. Il suo governo, ha rivendicato, ha mantenuto l'economia a galla nonostante una crescita "debole", e ha colto l'occasione per criticare l'Istat per aver sottolineato il decimale del rapporto deficit/Pil che ha impedito all'Italia di uscire dalla procedura di infrazione europea. "Quando siamo sistematicamente sottovalutati dai nostri organismi un po' dispiace, ma tant'è", ha commentato.

Meloni non sta agendo da sola. Insieme ai cancellieri tedesco Friedrich Merz e belga Bart De Wever, ha inviato una lettera al presidente della Commissione europea Antonio Costa. Il documento sottolinea il legame diretto tra semplificazione amministrativa, costi energetici e capacità competitiva dell'industria europea. I tre governi chiedono una corsia preferenziale per accelerare gli investimenti nei settori strategici—energia e digitalizzazione in primo luogo—, una riduzione degli oneri burocratici e, soprattutto, una diminuzione generalizzata degli obblighi europei di rendicontazione sulla sostenibilità aziendale, con particolare attenzione alle piccole e medie imprese. "In Europa l'Italia ha il diritto e il dovere di dire cosa non va", ha sottolineato Meloni.

Uno dei punti più critici rimane il sistema Ets, il meccanismo europeo di scambio di quote di emissioni. Meloni lo ha definito un sistema che "gonfia i prezzi, crea squilibri tra Stati membri e danneggia le nostre imprese". Mentre la premier parlava agli imprenditori, la viceministra all'Ambiente Vannia Gava era a Lussemburgo al Consiglio Ue Ambiente, dove ha chiesto di "valutare la sospensione dell'avvio dell'Ets 2", il nuovo sistema che dal 2028 si applicherà a trasporti su strada ed edifici. La risposta della Commissione è stata netta: il commissario Ue al clima Wopke Hoesktra ha chiarito che non sono previste modifiche al piano.

Bruxelles, però, non rimane completamente sorda. Il commissario Ue per la Giustizia Michael McGrath ha riconosciuto che "la Commissione ha già delineato i margini di flessibilità a disposizione dei Paesi membri per far fronte all'elevato costo della vita e, in particolare, alla crisi energetica". Ha aggiunto che Bruxelles lavora "a stretto contatto" con i governi "per garantire che dispongano della necessaria flessibilità, nel rispetto, al contempo, delle esigenze di sostenibilità fiscale". Nel frattempo, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha inviato una lettera ai 27 Stati membri proponendo un patto contro il cosiddetto gold-plating—la tendenza dei singoli governi ad appesantire ulteriormente le direttive europee con normative nazionali aggiuntive.

Sul fronte interno, Meloni sta affrontando la manovra di bilancio. Ha annunciato che il governo sta lavorando a "una misura di carattere fiscale per agevolare gli investimenti in software utilizzati tramite i contratti di cloud". Matteo Salvini della Lega ha dichiarato che le banche "sicuramente e spontaneamente daranno un contributo senza nessun intervento a gamba tesa", e ha espresso fiducia che questo permetterà di finanziare la riforma delle pensioni e l'aumento della Flat tax. Forza Italia, dopo una riunione interna con il segretario Antonio Tajani, ha presentato una lista di richieste: una no tax area per i giovani, l'estensione dell'esenzione dal bollo per tutte le prime auto, il sostegno per le spese mediche già nell'anno in corso e una riduzione dell'Irpef al 33 per cento fino a 60 mila euro.

Meloni ribadirà la richiesta di flessibilità giovedì al Consiglio Ue, descrivendo la proposta come "semplice, di buonsenso, oltre che di responsabilità". Ma il divario tra Roma e Bruxelles rimane ampio su diversi dossier, e la strada verso soluzioni strutturali contro l'inflazione energetica appare ancora lunga.

Se l'Europa non costruisce risposte strutturali e di lungo periodo contro il caro energia, rischiamo di restare in balia dell'emergenza
— Giorgia Meloni
Il sistema Ets gonfia i prezzi, crea squilibri tra Stati membri e danneggia le nostre imprese
— Giorgia Meloni
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