A New Delhi, il 10 ottobre, migliaia di giovani guidati dal 'Partito delle blatte' sono scesi in piazza per contestare una revisione elettorale che avrebbe cancellato 130 milioni di nomi dagli elenchi dei votanti. Il governo Modi ha risposto con una delle più imponenti mobilitazioni di sicurezza della capitale, fermando tra tremila e cinquemila persone. È una storia antica — il potere che teme la piazza — ma raccontata da una generazione che ha imparato a organizzarsi sul web e non si lascia facilmente silenziare.
Il 'Partito delle blatte' torna in piazza a Delhi, arrestati i leader tra migliaia di fermi
Alcuni mostravano i cartelli dai finestrini dei pullman mentre venivano portati via
Perché un movimento nato solo cinque mesi fa ha potuto mobilitare così tante persone a Delhi?
Il "Partito delle blatte" ha toccato un nervo scoperto tra i giovani. La revisione delle liste elettorali non è una questione astratta per loro — significa che milioni di persone potrebbero essere escluse dal voto. E il movimento ha usato l'ironia e i social media per rendere la cosa accessibile.
Ma quanti erano veramente i manifestanti? I giornali dicono tra tremila e cinquemila fermi, ma non è chiaro quanti fossero effettivamente in piazza prima degli arresti.
Il governo ha detto che la revisione serve a pulire gli elenchi. È una spiegazione credibile?
Tecnicamente sì, ma l'opposizione sostiene che le irregolarità hanno colpito soprattutto le minoranze. E 130 milioni di nomi cancellati è un numero enorme — difficile credere che siano tutti errori.
Esatto. Nessuno ha verificato in modo indipendente come quella revisione è stata condotta. Sappiamo cosa dice l'opposizione e cosa dice il governo, ma i fatti concreti su come sono stati selezionati i nomi da cancellare rimangono opachi.
Perché le Nazioni Unite si sono mosse così rapidamente?
Perché tremila-cinquemila arresti in poche ore, senza autorizzazione preventiva alla protesta, è esattamente quello che preoccupa gli organismi internazionali per i diritti umani. È il modello classico di repressione.
Vero, ma anche qui: "arbitraria" è l'accusa dell'Onu, non un fatto verificato. Il governo sostiene che stava mantenendo l'ordine pubblico. Non sappiamo ancora se ci saranno conseguenze reali per quell'intervento dell'Onu.
Cosa significa che il movimento ha già forzato le dimissioni di un ministro?
Significa che il "Partito delle blatte" non è solo un fenomeno di internet. Ha dimostrato di poter trasformare il malcontento in azione politica concreta. Questo terrifica il governo.
O almeno, il governo ha deciso di reagire come se lo terrificasse. Ma non sappiamo se quella protesta estiva ha davvero causato le dimissioni di Pradhan o se era già previsto. La causalità politica è sempre più complicata di quanto sembri.
Der Puls
- Un movimento satirico nato cinque mesi fa sul web ha trasformato New Delhi in un campo di tensione, mobilitando la Gen Z contro presunte irregolarità che avrebbero espunto 130 milioni di elettori dalle liste.
- Il governo ha risposto con una fortezza: 30mila agenti, stazioni metro chiuse, internet interrotto e treni cancellati, tutto per impedire una protesta mai autorizzata.
- Tra tremila e cinquemila manifestanti sono stati fermati arbitrariamente, inclusi il fondatore del movimento Abhijeet Dipke — arrestato sull'aereo prima ancora di atterrare — e la leader dell'opposizione Mamata Banerjee.
- L'Alto commissariato Onu per i diritti umani ha chiesto il rilascio immediato dei detenuti, portando la crisi dal piano interno a quello della pressione diplomatica internazionale.
- I giovani fermati mostravano i cartelli dai finestrini dei pullman della polizia: la repressione non ha spento la protesta, l'ha resa visibile al mondo.
A New Delhi, il 10 ottobre, migliaia di giovani guidati dal 'Partito delle blatte' sono scesi in piazza per contestare una revisione elettorale che avrebbe cancellato 130 milioni di nomi dagli elenchi dei votanti. Il governo Modi ha risposto con una delle più imponenti mobilitazioni di sicurezza della capitale, fermando tra tremila e cinquemila persone. È una storia antica — il potere che teme la piazza — ma raccontata da una generazione che ha imparato a organizzarsi sul web e non si lascia facilmente silenziare.
Il 10 ottobre New Delhi si è svegliata blindata. Transenne metalliche, decine di stazioni della metropolitana chiuse, internet interrotto e trentamila agenti dispiegati nel centro della capitale: tutto per contenere il ritorno in piazza del 'Partito delle blatte', movimento satirico-politico nato cinque mesi fa sul web, capace di raccogliere consenso soprattutto tra i giovani della Generazione Z.
Al centro della protesta c'era la revisione delle liste elettorali avviata dal governo indiano. L'opposizione accusava l'esecutivo di aver cancellato deliberatamente 130 milioni di nomi, colpendo in modo sproporzionato le minoranze — comunità che tendono a votare meno per il Bjp, il partito nazionalista hindu di Narendra Modi. Il governo respingeva le accuse, sostenendo che la revisione servisse solo a depurare gli elenchi da nomi di defunti e iscrizioni duplicate.
Le autorità avevano negato l'autorizzazione alla manifestazione e chiuso l'accesso a Jantar Mantar, la zona del raduno. Ma fu la portata dei fermi a sollevare allarme internazionale: secondo i media indiani, tra tremila e cinquemila persone furono arrestate. Tra loro il fondatore del movimento, Abhijeet Dipke, bloccato dagli agenti a bordo di un aereo appena atterrato, e Mamata Banerjee, storica leader dell'opposizione. L'Alto commissariato Onu per i diritti umani intervenne chiedendo il rilascio immediato, definendo le detenzioni arbitrarie.
La protesta non si spense con i fermi. Alcuni giovani mostravano i loro cartelli dai finestrini dei pullman della polizia: 'Cancellate la revisione delle liste elettorali'. Non era la prima sfida del movimento a Modi — l'estate precedente le sue proteste avevano costretto alle dimissioni il ministro dell'Istruzione — ma questa volta la risposta del governo era molto più dura. La domanda rimasta aperta: cederà alle pressioni internazionali, o terrà la linea?
New Delhi si è trasformata in una fortezza. Le strade erano bloccate da transenne metalliche gialle, decine di stazioni della metropolitana chiuse al pubblico, la connessione internet interrotta. Trentamila agenti di polizia erano stati dispiegati nel centro della capitale indiana per contenere una protesta che il governo aveva deciso di non autorizzare nemmeno prima che iniziasse. Quello che accadde il 10 ottobre era il ritorno in piazza del "Partito delle blatte", un movimento nato appena cinque mesi prima sul web, satirico e politico insieme, che aveva raccolto consenso soprattutto tra i giovani della Generazione Z.
I manifestanti contestavano la revisione delle liste elettorali lanciata l'anno precedente dal governo indiano. L'opposizione accusava l'esecutivo di irregolarità pensate per ottenere vantaggi elettorali; il governo respingeva l'accusa e sosteneva che la revisione servisse semplicemente a eliminare i nomi di persone decedute, di chi non aveva diritto di voto, e di coloro che risultavano registrati per errore in più seggi. Ma secondo alcuni osservatori, quella revisione aveva portato alla cancellazione di 130 milioni di nomi dagli elenchi elettorali. L'opposizione sosteneva che le irregolarità avevano colpito soprattutto le minoranze, i cui membri votavano meno frequentemente per il Bjp, il partito di governo considerato su posizioni nazionaliste hindu.
Le autorità avevano negato fino all'ultimo l'autorizzazione alla manifestazione e avevano di fatto chiuso l'accesso a Jantar Mantar, la zona dove era in programma il raduno. Poi avevano cancellato molti treni da e per Delhi. Ma furono i fermi a destare preoccupazione internazionale. Secondo i media indiani, tra tremila e cinquemila persone erano state arrestate. L'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani intervenne rapidamente, esortando il governo di New Delhi a rilasciare immediatamente i manifestanti e affermando che erano stati detenuti arbitrariamente dalla polizia.
Tra i fermati c'era Abhijeet Dipke, il fondatore del "Partito delle blatte". Secondo il movimento stesso, Dipke e altri due leader erano stati arrestati dagli agenti mentre erano a bordo di un aereo appena atterrato a New Delhi, prima ancora di mettere piede a terra. Nelle stesse ore, i giornali indiani riportavano anche del fermo di Mamata Banerjee, la leader del partito Tmc che era stata a capo del governo del Bengala occidentale. La polizia continuava a fermare manifestanti in vari punti del centro della città, a volte inseguendoli.
Ma la protesta non si fermava nemmeno quando i giovani venivano portati via. Alcuni di loro mostravano i cartelli con i loro slogan dai finestrini dei pullman in cui la polizia li trasportava. "Cancellate la revisione delle liste elettorali", si leggeva su uno di essi. "Nessun voto con Gyanesh Kumar", recitava un altro, citando il presidente della commissione elettorale di cui l'opposizione chiedeva le dimissioni. La protesta non era rimasta confinata a Delhi: a Mumbai, nella costa occidentale dell'India, la polizia aveva fermato circa seicento persone.
Questa non era la prima volta che il "Partito delle blatte" sfidava il governo di Narendra Modi. L'estate precedente, il movimento aveva organizzato proteste di massa contro una presunta fuga di informazioni sui quesiti del mega test di ingresso alla facoltà di Medicina. Quelle proteste avevano costretto alle dimissioni l'allora ministro dell'Istruzione, Dharmendra Pradhan. Ora, con migliaia di fermi e l'intervento delle Nazioni Unite, il movimento si trovava di fronte a una risposta governativa molto più dura. La domanda che restava aperta era se il governo avrebbe ceduto alle pressioni internazionali e rilasciato i manifestanti, o se avrebbe mantenuto la linea della repressione.
Bemerkenswerte Zitate
L'Alto commissariato Onu per i diritti umani ha esortato il governo di New Delhi a rilasciare immediatamente i manifestanti, affermando che erano stati detenuti arbitrariamente dalla polizia— Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani
Il governo sostiene che la revisione delle liste elettorali serve a depennare i nomi di chi non ha diritto di voto, delle persone decedute e di chi per sbaglio risulta registrato in più di un seggio elettorale— Governo indiano