Nel cuore di Roma, al Policlinico Gemelli, la medicina ha attraversato una soglia che sembrava invalicabile: per la prima volta al mondo, una paziente di 63 anni con un tumore pancreatico considerato inoperabile ha ricevuto un'iniezione diretta di particelle radioattive di Ittrio-90 nel cuore stesso della malattia. Questo gesto clinico — piccolo nella sua esecuzione, enorme nelle sue implicazioni — interroga il confine tra ciò che è curabile e ciò che non lo è ancora. La speranza non è soltanto di contenere il male, ma di trasformarlo: rendere operabile ciò che oggi non lo è, restituendo al bi
Gemelli, primo trattamento mondiale per tumore pancreas con colla radioattiva
Radiazioni beta concentrate nel tumore, proteggendo i tessuti sani
Perché questo trattamento è considerato un passo avanti rispetto alle terapie attuali?
Perché concentra la radiazione esattamente dove serve, nel tumore stesso, invece di esporre i tessuti sani circostanti. Per il pancreas, che si trova in un'area anatomica delicata, questo è cruciale.
Ma è stato testato solo su una paziente. Sappiamo se ha funzionato? Sappiamo se il tumore si è ridotto?
Come viene somministrato il farmaco?
Attraverso un ago sottile, guidato da ecografia o Tac, che viene inserito direttamente nel tumore. È una procedura mini-invasiva, non una grande operazione chirurgica.
E il rischio di diffondere cellule tumorali durante l'iniezione? È stato valutato?
Qual è l'obiettivo finale di questo studio?
Trasformare tumori che oggi non si possono operare in tumori operabili. Se la radioterapia locoregionale riduce la massa, allora il chirurgo potrebbe riuscire a rimuoverla completamente.
Quanto tempo ci vuole per vedere se funziona? E quanti pazienti saranno arruolati nello studio?
Chi ha sviluppato questa tecnologia?
Una startup italiana chiamata BetaGlue Therapeutics. È interessante che l'innovazione venga da un'azienda italiana, non da un grande gruppo farmaceutico internazionale.
E il Gemelli è l'unico centro che sta testando YntraDose, o ci sono altri ospedali coinvolti nello studio internazionale?
El Pulso
- Il tumore pancreatico avanzato è da decenni uno dei nemici più implacabili della medicina: sopravvivenze brevi, opzioni terapeutiche limitate, e una posizione anatomica che rende spesso impossibile l'intervento chirurgico.
- Una paziente di 63 anni con adenocarcinoma duttale localmente avanzato è diventata il primo essere umano al mondo a ricevere YntraDose, una colla biologica radioattiva iniettata direttamente nel tumore attraverso un ago guidato da ecografia.
- La sostanza, sviluppata dalla startup italiana BetaGlue Therapeutics, rilascia radiazioni beta ad alta energia dall'interno della massa tumorale, colpendo il cancro con precisione e proteggendo i tessuti sani circostanti.
- L'équipe del Gemelli, guidata dal professor Roberto Iezzi e coordinata dal professor Giampaolo Tortora, ha condotto la procedura nell'ambito di uno studio clinico internazionale ancora in corso.
- L'obiettivo dichiarato è trasformare tumori inoperabili in lesioni resecabili chirurgicamente, aprendo una finestra terapeutica per pazienti che oggi non hanno alternative efficaci.
Nel cuore di Roma, al Policlinico Gemelli, la medicina ha attraversato una soglia che sembrava invalicabile: per la prima volta al mondo, una paziente di 63 anni con un tumore pancreatico considerato inoperabile ha ricevuto un'iniezione diretta di particelle radioattive di Ittrio-90 nel cuore stesso della malattia. Questo gesto clinico — piccolo nella sua esecuzione, enorme nelle sue implicazioni — interroga il confine tra ciò che è curabile e ciò che non lo è ancora. La speranza non è soltanto di contenere il male, ma di trasformarlo: rendere operabile ciò che oggi non lo è, restituendo al bisturi un'opportunità che la biologia sembrava aver negato.
Al Policlinico Gemelli di Roma si è scritta una pagina inedita nella storia della medicina oncologica. Una donna di 63 anni, affetta da adenocarcinoma duttale del pancreas in stadio localmente avanzato e non operabile, ha ricevuto per la prima volta al mondo un trattamento sperimentale basato su YntraDose: una colla biologica radioattiva contenente particelle di Ittrio-90, sviluppata dalla startup italiana BetaGlue Therapeutics.
La procedura, condotta dal professor Roberto Iezzi della Radiologia Interventistica del Gemelli, è stata eseguita con un approccio mini-invasivo: un ago speciale, guidato da ecografia o tomografia, ha veicolato il composto direttamente nella lesione pancreatica. Una volta in sede, il materiale ha cominciato a rilasciare radiazioni beta ad alta energia dall'interno del tumore, riducendo al minimo l'esposizione dei tessuti sani circostanti — una sfida che i trattamenti convenzionali hanno sempre faticato ad affrontare, data la posizione anatomica particolarmente delicata di questi tumori.
Lo studio clinico internazionale è coordinato dal professor Giampaolo Tortora, direttore del Comprehensive Cancer Center del Gemelli, e ha un obiettivo ambizioso: dimostrare che tumori oggi giudicati inoperabili possano essere ridotti o trasformati al punto da diventare suscettibili di resezione chirurgica. Se i risultati confermeranno le premesse, YntraDose potrebbe ridefinire gli standard di cura per una delle neoplasie più aggressive e prognosticamente sfavorevoli che la medicina conosca.
Al Policlinico Gemelli di Roma è stato somministrato per la prima volta al mondo un trattamento sperimentale a una paziente di 63 anni affetta da adenocarcinoma duttale del pancreas in stadio localmente avanzato e non operabile. La procedura ha previsto l'iniezione diretta nel tumore di YntraDose, una sostanza biologica radioattiva contenente particelle di Ittrio-90, sviluppata dalla startup italiana BetaGlue Therapeutics. Questo intervento rappresenta un punto di svolta nel trattamento di una delle neoplasie più aggressive e difficili da affrontare con i metodi tradizionali.
L'operazione è stata condotta dal professor Roberto Iezzi, direttore della Radiologia Interventistica del Gemelli, nell'ambito di uno studio clinico internazionale coordinato dal professor Giampaolo Tortora, direttore del Comprehensive Cancer Center dell'ospedale romano. La tecnica si distingue per il suo approccio mini-invasivo: attraverso un ago speciale introdotto sotto guida ecografica o tomografica, i medici hanno iniettato il composto direttamente nella lesione pancreatica. Una volta posizionato, il materiale rilascia radiazioni beta ad alta energia che colpiscono il tumore dall'interno, limitando significativamente l'esposizione dei tessuti sani circostanti.
Ciò che rende innovativa questa procedura è la sua capacità di concentrare la dose radiante nel punto esatto della malattia. I tumori pancreatici avanzati si localizzano frequentemente in aree anatomiche particolarmente delicate, il che ha sempre rappresentato una sfida significativa per i trattamenti convenzionali. YntraDose supera questa difficoltà veicolando le particelle radioattive direttamente all'interno della massa tumorale, trasformando il modo in cui si può affrontare questa patologia.
L'obiettivo clinico dello studio è ambizioso: trasformare tumori inizialmente giudicati non operabili in lesioni suscettibili di resezione chirurgica. Se questo approccio dovesse dimostrarsi efficace, potrebbe aprire nuove prospettive terapeutiche per i pazienti affetti da adenocarcinoma pancreatico, una malattia che rimane tra le più difficili da trattare e con prognosi tradizionalmente sfavorevoli. Il trattamento somministrato al Gemelli rappresenta il primo passo di una sperimentazione che potrebbe ridefinire gli standard di cura per questa popolazione di pazienti.
Citas Notables
L'intervento apre nuove prospettive terapeutiche per una delle neoplasie più aggressive e difficili da trattare, con l'obiettivo di trasformare tumori inizialmente giudicati non operabili in lesioni suscettibili di resezione chirurgica.— Policlinico Gemelli