Ogni autunno porta con sé una domanda silenziosa: cosa ci dicono le opere del passato sul presente che abitiamo? Da ottobre a febbraio, l'Italia risponde con una stagione espositiva di rara densità, aprendo le porte di musei e palazzi storici a maestri come Pontormo, Picabia, Haring e Avedon. Da Roma a La Spezia, passando per Milano, Bologna e Torino, il paese si trasforma in un grande atlante dell'arte moderna e contemporanea, invitando i visitatori a misurare la distanza — e la vicinanza — tra il Cinquecento fiorentino e il Novecento globale.
Da Pontormo a Picabia: le grandi mostre del weekend in Italia
Picabia attraversò i movimenti senza mai identificarsi in nessuno
Perché tutte queste grandi mostre aprono nello stesso momento? È una coincidenza o c'è una strategia dietro?
Non è una coincidenza. L'autunno è tradizionalmente il momento in cui i musei italiani lanciano le loro grandi esposizioni, quando il turismo estivo cala e il pubblico locale torna a frequentare gli spazi culturali. È anche il momento in cui le istituzioni hanno completato i preparativi estivi.
Ma il pezzo non spiega davvero perché proprio questi artisti, proprio adesso. Sono mostre già pianificate da anni, o c'è una ragione curatoriale che le lega?
Buona domanda. Il pezzo non lo dice esplicitamente. Sappiamo che Pontormo è una prima grande mostra monografica, che la collezione Thyssen è esposta per la prima volta al mondo, che Picabia è la più ampia retrospettiva italiana mai realizzata. Questi sono eventi significativi per il calendario dell'arte italiana.
E il pubblico? Chi va a vedere queste mostre? Sono per specialisti o per il grande pubblico?
Il pezzo non specifica il target, ma la varietà suggerisce un pubblico ampio: c'è Pontormo per chi ama il Rinascimento, Keith Haring per chi segue l'arte contemporanea, Avedon per gli appassionati di fotografia, Jessica Lange per chi apprezza il lavoro documentario.
Però notiamo che non ci sono informazioni sui prezzi dei biglietti, sugli orari, o su quanti visitatori ci si aspetta. Il pezzo è una guida per chi vuole andare, ma non fornisce i dettagli pratici.
Vero. È più un annuncio curatoriale che una guida pratica. Dice cosa c'è, dove, quando, ma non come arrivarci o quanto costa.
La collezione Thyssen è descritta come "segretissima". Cosa significa esattamente? Era davvero sconosciuta?
Sembra che fosse una collezione privata raramente esposta pubblicamente. Il fatto che sia presentata per la prima volta al mondo a Bologna è effettivamente notevole, anche se il pezzo non spiega la storia della collezione o perché sia rimasta così riservata.
Esatto. "Segretissima" è una parola forte, ma il pezzo non la sostanzia. Non sappiamo chi è Carmen Thyssen, come ha costruito questa collezione, o perché ha deciso di mostrarla adesso.
Sono dettagli che probabilmente meriterebbero un approfondimento a parte. Il pezzo qui è una panoramica, non una storia.
E le mostre più piccole, come quella di Marinella Senatore a Sassuolo? Hanno lo stesso peso delle grandi retrospettive?
No, ma sono comunque significative. Quella di Senatore è interessante perché nasce da un progetto collaborativo con i dipendenti dell'azienda ceramica, non è una semplice esposizione di opere già esistenti.
Le Pouls
- L'Italia si prepara a una stagione espositiva eccezionale: in poche settimane aprono simultaneamente mostre di portata internazionale in almeno sei città diverse.
- La tensione curatoriale è alta: alcune esposizioni — come la Collezione Carmen Thyssen a Bologna — presentano opere mai viste prima al pubblico mondiale, alzando le aspettative a livelli raramente raggiunti.
- Roma concentra tre grandi eventi in parallelo — Pontormo alle Scuderie, Haring a Palazzo Braschi, Avedon a Palazzo Esposizioni — mettendo sotto pressione logistica e culturale la capitale.
- Milano risponde con la retrospettiva più ampia mai dedicata in Italia a Francis Picabia, mentre Torino porta oltre 200 fotografie di Jessica Lange in un percorso che attraversa trent'anni di sguardo personale.
- Il panorama si completa con voci meno celebrate ma non meno significative: la scultura di Giuseppe Spagnulo a Bologna e la ceramica collettiva di Marinella Senatore a Sassuolo ricordano che l'arte vive anche fuori dai grandi circuiti.
Ogni autunno porta con sé una domanda silenziosa: cosa ci dicono le opere del passato sul presente che abitiamo? Da ottobre a febbraio, l'Italia risponde con una stagione espositiva di rara densità, aprendo le porte di musei e palazzi storici a maestri come Pontormo, Picabia, Haring e Avedon. Da Roma a La Spezia, passando per Milano, Bologna e Torino, il paese si trasforma in un grande atlante dell'arte moderna e contemporanea, invitando i visitatori a misurare la distanza — e la vicinanza — tra il Cinquecento fiorentino e il Novecento globale.
L'autunno italiano si apre con una stagione espositiva di straordinaria ampiezza. Da ottobre a febbraio, musei e palazzi storici di Roma, Milano, Bologna, Torino e La Spezia accolgono retrospettive dedicate ad alcuni tra i protagonisti più significativi dell'arte moderna e contemporanea.
A Roma, le Scuderie del Quirinale inaugurano il 9 ottobre la prima grande monografica su Pontormo, curata da Cristina Acidini con il sostegno delle Gallerie degli Uffizi: oltre cento opere tra dipinti e disegni raccontano il genio inquieto del Cinquecento fiorentino fino al 7 febbraio. Nello stesso periodo, Palazzo Braschi ospita una retrospettiva su Keith Haring con oltre 140 opere provenienti dalla più importante collezione mondiale dedicata all'artista americano, mentre Palazzo Esposizioni presenta 110 fotografie di Richard Avedon sull'Ovest americano, scattate tra il 1979 e il 1984.
A Milano, la più ampia retrospettiva italiana su Francis Picabia riunisce oltre 170 opere — dipinti, disegni, fotografie, archivi — per restituire l'universo di un artista che attraversò Fauvismo, Cubismo e Dadaismo senza mai appartenervi del tutto. A Bologna, Palazzo Albergati presenta per la prima volta al mondo la segretissima Collezione Carmen Thyssen: oltre cento capolavori da Gaudí a Picasso, da Dalí a Miró, in un percorso che ricostruisce la Barcellona dell'inizio Novecento come culla dell'arte moderna. Sempre a Bologna, il Cubo dedica una grande monografica allo scultore Giuseppe Spagnulo, mettendo in dialogo opere monumentali con materiali d'archivio.
A Torino, i Musei Reali ospitano oltre 200 fotografie di Jessica Lange, attrice e fotografa, in un viaggio di trent'anni che ha il suo fulcro nel ciclo in bianco e nero dedicato alla Highway 61. A La Spezia, il CAMeC esplora gli anni formativi di Francesco Clemente tra il 1975 e il 1980, quando l'artista affermava il valore della soggettività contro le correnti dominanti. A Sassuolo, infine, Marinella Senatore presenta un imponente pannello ceramico nato da un processo collettivo che ha coinvolto i dipendenti di un'azienda, in dialogo con le collezioni storiche del museo.
L'autunno italiano si accende di grandi retrospettive. Nelle prossime settimane, da Roma a Bologna, passando per Milano e Torino, si aprono esposizioni dedicate ad alcuni tra i maestri più significativi dell'arte moderna e contemporanea, offrendo ai visitatori un'occasione rara di incontrare opere raramente riunite insieme.
A Roma, le Scuderie del Quirinale inaugurano il 9 ottobre la prima grande mostra monografica dedicata a Pontormo, il capolavoro della stagione rinascimentale fiorentina del Cinquecento. La curatela di Cristina Acidini ha riunito i principali capolavori dell'artista insieme a una straordinaria selezione di opere su carta, in un percorso che resterà aperto fino al 7 febbraio. La mostra è promossa da Ales - Scuderie del Quirinale in partnership con le Gallerie degli Uffizi e prodotta da Electa. Nello stesso spazio romano, Palazzo Braschi ospita dal 6 ottobre all'11 aprile "Keith Haring", una retrospettiva che ripercorre l'intero percorso artistico dell'artista americano attraverso oltre 140 opere e materiali provenienti dalla Nakamura Keith Haring Collection, la più importante raccolta mondiale dedicata a Haring, insieme a prestiti pubblici e privati. La mostra, curata da Kaoru Yanase, Ilaria Miarelli Mariani e Claudio Zambianchi, abbraccia i primi lavori newyorkesi, i celebri Subway Drawings, i poster politici, le sculture e i dipinti fino alle opere finali. Sempre a Roma, Palazzo Esposizioni presenta dal 9 ottobre al 31 gennaio "Richard Avedon. In the American West 1979-1984", a cura di Clément Chéroux. La mostra espone la celebre serie fotografica realizzata dal fotografo tra il 1979 e il 1984 su commissione dell'Amon Carter Museum of American Art di Fort Worth, in Texas: 110 scatti che documentano l'Ovest americano e che confluirono successivamente in un libro.
A Milano, la Fondazione Prada e altre istituzioni ospitano "Picabia. Aprire Le Porte Della Notte", la più ampia retrospettiva mai realizzata in Italia dedicata a Francis Picabia. Attraverso oltre 170 opere tra dipinti, disegni, fotografie, documenti e materiali d'archivio provenienti da collezioni internazionali, la mostra restituisce l'universo creativo di uno dei protagonisti più sfuggenti e influenti dell'arte del ventesimo secolo. Picabia attraversò i principali movimenti artistici—dal Fauvismo al Cubismo al Dadaismo—senza mai identificarsi completamente in nessuno di essi, affermandosi come uno dei pionieri dell'astrazione.
A Bologna, Palazzo Albergati ospita dal 9 ottobre al 29 marzo "Da Gaudí a Picasso. Capolavori dalla Collezione Carmen Thyssen", una mostra che presenta per la prima volta al mondo la segretissima Collezione Carmen Thyssen. Curata da Jordi Falgàs, l'esposizione riunisce oltre 100 capolavori firmati da grandi maestri del Novecento—da Gaudí a Dalí, passando per Picasso, Miró, Rusiñol, Togores, Torres-García e molti altri—alcuni dei quali mai visti prima in Italia. L'esposizione racconta l'atmosfera di inizio Novecento a Barcellona, dove nacque l'arte moderna. Sempre a Bologna, il Cubo, Museo e Archivio d'impresa del Gruppo Unipol, dedica una grande monografica a Giuseppe Spagnulo, uno dei protagonisti della scultura italiana del secondo Novecento. Curata da Ilaria Bignotti e Roberto Borghi, la mostra mette in dialogo opere monumentali come Turris e Paesaggio orizzontale (1981 e 1982), appartenenti al patrimonio del Gruppo Unipol, insieme a una selezione di grandi sculture, opere su carta, maquette e materiali d'archivio.
A Torino, i Musei Reali ospitano dal 7 ottobre al 7 febbraio "Still image. Fotografie di Jessica Lange", a cura di Anne Morin. Oltre 200 scatti ripercorrono 30 anni di ricerca fotografica dell'attrice, sviluppandosi attraverso otto sezioni tematiche in gran parte inedite, concentrate sugli scatti realizzati dalla fine degli anni Novanta. Il fulcro del percorso è il ciclo in bianco e nero dedicato alla Highway 61, la strada che attraversa gli Stati Uniti da nord a sud, dal Minnesota, terra natale dell'artista, fino a New Orleans. A La Spezia, il CAMeC presenta "Francesco Clemente. Opere 1975-1980", un percorso attraverso oltre 30 opere tra disegni, fotografie e dipinti che si concentra sugli anni in cui l'artista, prendendo le distanze dall'arte povera e dall'arte concettuale, afferma il valore della soggettività, della memoria, dell'immaginazione e del nomadismo. A Sassuolo, la Galleria Marca Corona ospita dal 9 ottobre al 4 dicembre "Materia Comune" di Marinella Senatore, curata da Mariacristina Ferraioli, che presenta un'opera inedita dell'artista—un imponente pannello ceramico nato da workshop di lettura, scrittura collettiva e movimento somatico che ha coinvolto i dipendenti dell'azienda—in dialogo con le collezioni storiche del museo.
Citations marquantes
Pontormo è il capolavoro della grande stagione del Cinquecento fiorentino e innovatore dei modelli classici— Cristina Acidini, curatrice della mostra alle Scuderie del Quirinale
Picabia è uno dei pionieri dell'astrazione, una delle figure più originali, sfuggenti e influenti dell'arte del XX secolo— Descrizione della mostra milanese