Cipollone (Bce): euro digitale per garantire indipendenza dell'Europa dai pagamenti esteri

Abbiamo una moneta comune da 25 anni, ma online dipendiamo da qualcun altro
Cipollone sottolinea il paradosso della sovranità finanziaria europea nel settore dei pagamenti digitali.
Mark

Cipollone sostiene che due terzi dei pagamenti con carta europei passano attraverso società straniere. Come è possibile che sia accaduto?

Mimi

È il risultato di decenni di consolidamento nel settore dei pagamenti. Quando l'euro è stato creato, le infrastrutture di pagamento erano già controllate da pochi grandi attori internazionali. L'Europa non ha costruito le proprie alternative.

Luke

Ma qui bisogna essere precisi: Cipollone cita questa cifra come fatto, ma da quale fonte viene? È una stima della Bce o di un'altra istituzione? Il pezzo non lo dice.

Mark

E le stablecoin? Cipollone le vede come una minaccia. Sono davvero così pericolose?

Mimi

Secondo la Bce, sì. Se i cittadini europei iniziano a tenere i loro soldi in stablecoin ancorate al dollaro invece che in depositi bancari, il sistema finanziario europeo perde liquidità e controllo. È una forma di disintermediazione che sfugge al mandato della banca centrale.

Luke

Ma qui il ragionamento è ancora ipotetico. Cipollone dice che le stablecoin "potrebbero" sottrarre depositi. Non dice che lo stanno già facendo. È una preoccupazione legittima, ma non è ancora una crisi.

Mark

E l'euro digitale? Risolverebbe davvero questi problemi?

Mimi

Secondo Cipollone, sì. Creerebbe uno standard unico per i pagamenti online in tutta Europa, permetterebbe alle piccole imprese di espandersi più facilmente e darebbe all'Europa il controllo della propria infrastruttura di pagamento.

Luke

Questo è vero in teoria. Ma l'euro digitale non esiste ancora. Non sappiamo come sarà implementato, quanto costerà, o se le banche lo adotteranno davvero. Cipollone sta descrivendo una visione, non una soluzione già pronta.

Mark

Quindi il vero problema è la sovranità?

Mimi

Esattamente. Cipollone sta dicendo che l'Europa ha una moneta comune, ma non ha il controllo della sua infrastruttura di pagamento. È una contraddizione che crea vulnerabilità.

Luke

E quella è la parte più forte dell'argomento. Il resto dipende da come l'euro digitale verrà costruito e adottato.

  • Due terzi dei pagamenti con carta europei passano per mani straniere, drenando commissioni e dati fuori dal continente ogni giorno.
  • I pagamenti mobili e le stablecoin ancorate al dollaro stanno erodendo ulteriormente il controllo europeo, minacciando persino la stabilità dei depositi bancari locali.
  • Cipollone avverte che senza un'infrastruttura propria, l'Europa potrebbe perdere la capacità di garantire ai cittadini una vita economica normale in caso di crisi esterne.
  • La proposta è un euro digitale con standard unificato: uno strumento che trasformerebbe la frammentazione attuale in un mercato di pagamenti coeso per imprese e consumatori.
  • Le piccole imprese europee, oggi frenate da standard diversi da paese a paese, sarebbero le prime a beneficiare di un'infrastruttura comune che abbatte le barriere tecniche all'espansione.

Da Roma, Pietro Cipollone della Bce solleva una questione che va oltre la tecnica monetaria: chi controlla i flussi di pagamento di un continente, ne controlla in parte il destino economico. Oggi due terzi delle transazioni con carta degli europei transitano attraverso infrastrutture straniere, e l'avanzata delle stablecoin in dollari e dei pagamenti mobili rischia di approfondire questa dipendenza. L'euro digitale, nella visione di Cipollone, non è un esperimento tecnologico, ma una risposta strategica alla domanda su chi custodirà la sovranità finanziaria dell'Europa nei decenni a venire.

Il 26 luglio, Pietro Cipollone, membro del consiglio direttivo della Bce, ha condiviso con il quotidiano sloveno Delo una preoccupazione concreta: quando un europeo paga con la carta, due transazioni su tre passano attraverso società extraeuropee. Ogni operazione genera commissioni che escono dal continente e dati che le banche locali non vedranno mai.

Il quadro si complica con l'ascesa dei pagamenti da smartphone, che sottraggono ulteriori informazioni alle banche, e con le stablecoin ancorate al dollaro, capaci di attrarre depositi lontano dagli istituti europei. Cipollone descrive questa traiettoria come un percorso verso una dipendenza sempre più profonda, che mette a rischio uno dei mandati fondamentali delle banche centrali: garantire la resilienza dei sistemi di pagamento anche in caso di shock esterni.

La risposta che propone è l'euro digitale. L'Europa ha una moneta comune da venticinque anni, ma per usarla online dipende da infrastrutture altrui. Un euro digitale creerebbe uno standard condiviso su tutto il continente, con ricadute immediate per le imprese: oggi chi vuole espandersi oltre confine deve confrontarsi con una frammentazione di regole e sistemi che funziona come una barriera invisibile.

Cipollone inquadra la questione come una scelta strategica, non tecnica. Senza un'azione decisa, la dipendenza crescerà insieme ai rischi. L'euro digitale è il mezzo con cui l'Europa potrebbe riprendere il controllo della propria infrastruttura di pagamento e offrire a cittadini e piccole imprese l'indipendenza necessaria per competere nel mercato globale.

Roma, 26 luglio. Pietro Cipollone, membro del consiglio direttivo della Banca centrale europea, ha esposto in un'intervista al quotidiano sloveno Delo una preoccupazione che tocca il cuore della sovranità finanziaria europea: quando gli europei pagano con carta, due terzi di quelle transazioni passano attraverso società che non hanno sede in Europa. Ogni volta che accade, le banche locali e i fornitori di servizi di pagamento versano commissioni a intermediari stranieri. È un flusso costante di denaro e di controllo che esce dal continente.

Ma il problema si sta allargando. I pagamenti tramite dispositivi mobili stanno conquistando quote di mercato sempre più grandi, e quando una transazione avviene da uno smartphone, le banche perdono non solo commissioni, ma anche i dati che quelle transazioni generano. Nel frattempo, arrivano le stablecoin, monete digitali ancorate principalmente al dollaro, che potrebbero attirare depositi lontano dalle banche europee. Cipollone vede in questa sequenza di eventi un percorso verso una dipendenza ancora più profonda dell'Europa dai fornitori di pagamento esteri.

La resilienza dei sistemi di pagamento è uno dei mandati fondamentali delle banche centrali, ha sottolineato Cipollone. Se l'infrastruttura dei pagamenti rimane nelle mani di attori esterni, l'Europa perde la capacità di garantire ai suoi cittadini la possibilità di condurre una vita economica normale anche se dovesse accadere qualcosa al di fuori dell'area dell'euro. È una vulnerabilità che Cipollone ha definito preoccupante e urgente da risolvere.

La soluzione che propone è l'euro digitale. L'Europa ha una moneta comune da venticinque anni, ma quando i cittadini vogliono usarla online, dipendono da infrastrutture controllate da altri. Un euro digitale, secondo Cipollone, creerebbe un'infrastruttura unificata e uno standard comune per i pagamenti in tutto il continente. Non è solo una questione di sovranità astratta. Uno standard unico avrebbe conseguenze concrete per le imprese europee, soprattutto quelle piccole e innovative.

Attualmente, le aziende che vogliono espandersi oltre i confini nazionali affrontano una frammentazione di standard di pagamento da un paese all'altro. È come dover imparare lingue diverse per vendere lo stesso prodotto. Un euro digitale con infrastruttura comune trasformerebbe questo panorama. Le piccole imprese europee avrebbero accesso a un mercato unificato senza gli ostacoli tecnici che oggi le frenano. Potrebbero competere, crescere e diventare grandi con meno attrito.

Cipollone ha inquadrato la questione non come una scelta tecnica, ma come una decisione strategica su chi controlla il futuro economico dell'Europa. Se il continente non agisce, la dipendenza dai fornitori stranieri continuerà a crescere, insieme ai rischi che ne derivano. L'euro digitale rappresenta il mezzo attraverso il quale l'Europa potrebbe riprendere il controllo della propria infrastruttura di pagamento e garantire ai suoi cittadini e alle sue imprese l'indipendenza che meritano.

Vogliamo garantire che gli europei possano pagare indipendentemente dalle altre regioni del mondo, in modo da avere i mezzi per condurre una vita normale anche se dovesse succedere qualcosa al di fuori dell'area dell'euro
— Pietro Cipollone, membro del consiglio direttivo della Bce
Se si hanno standard diversi in diversi paesi, è molto difficile per le piccole aziende espandersi all'estero. Ma se si ha un unico standard, una lingua in comune, è molto più facile vendere il proprio prodotto
— Pietro Cipollone
Möchten Sie die ganze Geschichte? Das Original lesen bei Il Giornale di Vicenza ↗
Kontakt FAQ