Canone Rai, i morosi superano il milione nonostante l'inserimento in bolletta

Le difficoltà economiche delle famiglie italiane si riflettono nell'aumento della morosità nel pagamento del canone Rai, indicatore di crescente disagio socioeconomico.
I morosi trasformano l'evasione in incapacità di pagamento
Nel 2023 il canone Rai in bolletta ha ridotto gli evasori ma ha creato un nuovo problema: 1,14 milioni di morosi.
Mark

Allora l'inserimento in bolletta ha funzionato o no? I numeri sembrano contraddittori.

Mimi

Ha funzionato nel ridurre gli evasori veri e propri, quelli che semplicemente non dichiaravano di avere una televisione. Ma ha creato un nuovo problema: la morosità. Ora le persone ricevono il canone in bolletta, non possono ignorarlo, ma spesso non riescono a pagarlo.

Luke

Aspetta, però. La relazione dice che gli evasori complessivi sono diminuiti tra il 2021 e il 2023. Come può essere vero se i morosi sono aumentati di 380mila unità?

Mimi

Perché evasori e morosi sono categorie diverse. Un evasore è chi non paga e non è nemmeno registrato. Un moroso è chi è registrato, riceve la bolletta, ma non paga. Quando inserisci il canone in bolletta, trasformi gli evasori in morosi.

Mark

E questo è peggio o meglio?

Mimi

È diverso. Peggio dal punto di vista dei mancati introiti — il gap è cresciuto a 239 milioni. Meglio dal punto di vista amministrativo, perché almeno sai chi deve pagare. Ma la vera questione è che le famiglie non riescono a pagare.

Luke

Però la relazione attribuisce questo a difficoltà economiche generiche. Abbiamo dati su quante di queste persone sono effettivamente in povertà? O è solo un'ipotesi?

Mimi

È un'ipotesi ragionevole, basata sul contesto. Il 2023 è stato un anno difficile economicamente. Ma hai ragione, la relazione non fornisce un profilo dettagliato dei morosi.

Mark

E il canone è stato ridotto da 90 a 70 euro nel 2024. Questo dovrebbe aiutare?

Mimi

Teoricamente sì. Ma la relazione non copre il 2024, quindi non sappiamo ancora l'effetto reale.

Luke

Un'altra cosa: gli introiti sono calati da 2 miliardi a 1,96 miliardi. È una riduzione piccola percentualmente, ma il numero di morosi è quasi raddoppiato. Come si spiega?

Mimi

Perché molti morosi probabilmente pagavano in passato. Non è che il sistema sia crollato improvvisamente. È un deterioramento graduale della capacità di pagamento.

Mark

Quindi il vero problema non è il canone in sé, ma l'economia italiana?

Mimi

Esattamente. Il canone è solo uno specchio di difficoltà più ampie.

  • Per la prima volta dal 2018, i morosi del canone Rai superano la soglia del milione, raggiungendo 1,14 milioni nel 2023 — un balzo di 380mila unità in un solo anno.
  • Gli introiti totali scendono sotto i due miliardi di euro, mentre i mancati versamenti legati alla sola morosità quasi raddoppiano, passando da 68,7 a oltre 102 milioni.
  • La riforma della bolletta aveva abbattuto gli evasori da sette milioni a 1,7 milioni, ma ha trasformato il canone in un onere fisso che molte famiglie non riescono più a sostenere.
  • Il gap tra quanto dovuto e quanto incassato cresce a 239 milioni: non è più un problema di furbizia fiscale, ma di fragilità economica diffusa tra le famiglie italiane.

In Italia, la riforma che ha inserito il canone Rai nella bolletta elettrica aveva promesso di chiudere una lunga stagione di evasione di massa — e in parte ci è riuscita. Eppure i dati del 2023 rivelano una crepa nuova: non più chi sceglie di non pagare, ma chi non riesce a farlo, con oltre un milione di morosi e un divario fiscale che supera i 239 milioni di euro. È il segnale silenzioso di un disagio economico che si insinua anche nei conti pubblici più ordinari.

Nel 2023, per la prima volta dal 2018, il numero di italiani che non pagano il canone Rai ha superato il milione di unità. Secondo la relazione sull'evasione fiscale allegata al Documento programmatico di finanza pubblica, i morosi hanno raggiunto 1,14 milioni, con un aumento di oltre 380mila rispetto all'anno precedente — un dato che stride con il successo apparente di una riforma pensata proprio per combattere l'evasione.

Quella riforma aveva funzionato: integrando il canone nella bolletta elettrica, il numero degli evasori era crollato dai sette milioni del periodo 2011-2015 a circa 1,7 milioni nel 2016. Ma dietro il miglioramento si nascondeva un problema nuovo e più insidioso: mentre gli evasori veri e propri diminuivano, crescevano i morosi — coloro che ricevono la bolletta con il canone incluso ma non riescono a saldare il conto.

I numeri raccontano una storia di difficoltà crescente. Gli utenti che hanno effettivamente versato il canone sono scesi da 22,3 a circa 22 milioni, e gli introiti totali sono calati a 1,96 miliardi di euro. Il divario tra quanto dovrebbe essere incassato e quanto arriva realmente nelle casse è salito a 239 milioni, con i mancati versamenti legati alla morosità che sono quasi raddoppiati in un anno, da 68,7 a oltre 102 milioni.

È il paradosso di una politica tributaria che ha risolto un problema creandone un altro: il canone inserito in bolletta è diventato un carico fisso in un momento in cui le famiglie italiane affrontano pressioni economiche sempre più pesanti. Non si tratta più di chi sceglie di non pagare, ma di chi non può farlo — e i numeri del 2023 indicano che questa platea si sta allargando.

Nel 2023 il numero di italiani che non pagano il canone Rai ha superato il milione di utenti per la prima volta dal 2018. Secondo la relazione sull'economia non osservata e sull'evasione fiscale allegata al Documento programmatico di finanza pubblica presentato in Parlamento, i morosi sono cresciuti di oltre 380mila unità rispetto all'anno precedente, raggiungendo 1,14 milioni di soggetti. È un dato che sorprende perché contraddice il successo di una riforma pensata proprio per ridurre l'evasione: l'inserimento del canone nella bolletta elettrica.

Quella riforma aveva funzionato. Quando il canone Rai è stato integrato nella fattura dell'energia, il numero complessivo degli evasori è crollato dai sette milioni del periodo 2011-2015 a circa 1,7 milioni nel 2016. Negli anni seguenti la situazione è migliorata ulteriormente, con una diminuzione registrata tra il 2021 e il 2023. Ma il miglioramento ha mascherato un problema nuovo e più insidioso: mentre gli evasori veri e propri diminuivano, crescevano i morosi, cioè coloro che ricevono la bolletta con il canone incluso ma non riescono a pagare.

I numeri raccontano una storia di crescente difficoltà economica. Nel 2023 gli utenti che hanno effettivamente versato il canone sono diminuiti di oltre 300mila unità rispetto al 2022, scendendo da 22,3 milioni a circa 22 milioni. Contemporaneamente, gli introiti totali sono calati da poco più di due miliardi di euro a 1,96 miliardi. La relazione non attribuisce questa contrazione a una scelta consapevole di non pagare, ma piuttosto a una crescente incapacità delle famiglie di far fronte al pagamento in un contesto socioeconomico complesso.

Il divario tra quanto dovrebbe essere versato e quanto effettivamente arriva nelle casse è diventato ancora più ampio. Nel 2022 il gap — calcolato moltiplicando il canone annuo medio per il numero di evasori e morosi — era di 208,6 milioni di euro. Nel 2023 è salito a oltre 239 milioni. Ancora più significativo è l'aumento dei mancati versamenti specificamente legati alla morosità: da 68,7 milioni nel 2022 a oltre 102 milioni nel 2023. Questo significa che il problema non è tanto chi sceglie di non avere una televisione, ma chi la tiene accesa pur non riuscendo a pagare la tassa.

La situazione rappresenta un paradosso della politica tributaria italiana. L'inserimento in bolletta ha effettivamente ridotto l'evasione tradizionale, rendendo più difficile sottrarsi al pagamento attraverso la semplice non dichiarazione. Ma ha anche reso il canone un carico fisso sulla bolletta energetica, proprio nel momento in cui le famiglie italiane affrontano pressioni economiche crescenti. Non è più una questione di consapevolezza o di facilità amministrativa: è una questione di capacità di pagamento. E i numeri del 2023 suggeriscono che questa capacità si sta riducendo.

Il sensibile decremento degli introiti e il corrispondente aumento della morosità è molto probabilmente sintomo di una crescente difficoltà delle famiglie a far fronte al pagamento delle imposte in un contesto socioeconomico complesso
— Relazione sull'economia non osservata e sull'evasione fiscale 2026
Envie de l'histoire complète ? Lire l'original sur Il Sole 24 Ore ↗
Nous contacter FAQ