Benetton sostiene l'Opas di Intesa su Mps, dopo il via di Delfin

L'Opas può creare valore per la banca senese e i suoi azionisti
Alessandro Benetton spiega il motivo del sostegno alla proposta di Intesa Sanpaolo.
Mark

Perché i Benetton hanno deciso di sostenere Intesa proprio adesso?

Mimi

Hanno valutato che l'operazione crea valore per tutti gli azionisti di Mps. Conferendo la loro quota diventano anche loro azionisti stabili di Intesa, quindi hanno un interesse diretto nel successo dell'operazione.

Luke

Ma quanto pesa davvero l'1,45%? Delfin ha il 17,5%, quindi i Benetton aggiungono meno di un decimo di quella quota. È un endorsement più che un voto.

Mark

Cosa può ancora fare Lovaglio per contrastare questa offerta?

Mimi

Sta lavorando a un'alternativa, probabilmente cercando di aumentare i dividendi agli azionisti usando la quota che Mps ha in Generali. Potrebbe rendere l'offerta di Intesa meno attraente.

Luke

Il problema è che il mercato non vede un cavaliere bianco all'orizzonte. Se Lovaglio non ha un'alternativa concreta, sta solo guadagnando tempo.

Mark

Quando si decide tutto questo?

Mimi

Il consiglio ordinario è il 15 ottobre. Lovaglio potrebbe convocare un board straordinario, ma le voci su questo si sono raffreddate.

Luke

Esatto. E il voto definitivo è il 29 ottobre, quando porterà la riduzione del capitale. Ma fino ad allora tutto può ancora cambiare.

  • Dopo Delfin con il suo 17,5%, anche i Benetton portano la loro quota dell'1,45% nel campo di Intesa Sanpaolo, rendendo l'offerta sempre più difficile da ignorare.
  • Alessandro Benetton vede nell'operazione un'opportunità di valore per Mps e i suoi azionisti, e sceglie di diventare azionista stabile di Intesa piuttosto che restare spettatore.
  • Lovaglio non si arrende: lavora in silenzio a un'alternativa, ma il mercato fatica a intravedere un cavaliere bianco disposto a sfidare una coalizione così compatta.
  • Il consiglio di amministrazione ordinario del 15 ottobre si avvicina, mentre le voci su un board straordinario si sono raffreddate e il presidente Bisoni attende che il quadro si chiarisca.
  • L'ultima carta nelle mani di Lovaglio potrebbe essere la quota del 13,3% in Assicurazioni Generali, da usare per gonfiare il dividendo e rendere Mps più appetibile agli occhi degli azionisti indecisi.

Nella partita per il controllo di Monte dei Paschi, la famiglia Benetton si aggiunge al coro di chi sostiene l'offerta di Intesa Sanpaolo, conferendo la propria quota attraverso la holding Edizione. Il gesto non è solo finanziario: è un atto di fiducia verso un'istituzione che promette stabilità e continuità nel panorama bancario italiano ed europeo. Mentre i grandi azionisti si schierano uno dopo l'altro, Luigi Lovaglio resta solo con i suoi consulenti, cercando una via d'uscita in un labirinto che si stringe.

La famiglia Benetton ha scelto di stare con Intesa Sanpaolo. Alessandro Benetton, presidente della holding Edizione, ha annunciato che parteciperà all'offerta pubblica di acquisto su Monte dei Paschi conferendo la quota dell'1,45% detenuta nel gruppo senese. I Benetton diventeranno così azionisti stabili di Intesa, convinti che l'istituto guidato da Carlo Messina rappresenti uno dei pilastri del sistema finanziario privato italiano ed europeo. A pesare nella decisione anche la garanzia offerta da Messina sull'indipendenza di Assicurazioni Generali.

Il sostegno si aggiunge a quello già espresso da Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio, che controlla il 17,5% di Mps. Per Intesa, il fronte degli alleati si consolida; per Luigi Lovaglio, amministratore delegato di Mps, lo spazio di manovra si restringe. L'ad continua a lavorare con i suoi consulenti su una risposta alternativa, ma il mercato non riesce a immaginare un possibile acquirente alternativo pronto a sfidare una coalizione così solida.

I tempi restano fluidi. Il consiglio di amministrazione ordinario è fissato al 15 ottobre, mentre le ipotesi di un board straordinario anticipato si sono dissolte. Il presidente Cesare Bisoni aspetta che la situazione si definisca prima di convocare i vertici. Nel frattempo, da Siena si lavora in silenzio: Lovaglio potrebbe puntare sulla quota del 13,3% che Mps detiene in Generali per aumentare le risorse disponibili e alzare il dividendo promesso agli azionisti, oggi fermo a 4 miliardi di euro. Al voto del 29 ottobre, una riduzione del capitale potrebbe portare le riserve distribuibili fino a 16,3 miliardi, a seconda degli sviluppi della fusione con Mediobanca.

La famiglia Benetton ha deciso di schierarsi con Intesa Sanpaolo nella battaglia per il controllo di Monte dei Paschi. Alessandro Benetton, presidente di Edizione, la holding di famiglia, ha annunciato che conferirà all'offerta pubblica di acquisto la quota dell'1,45% detenuta nel Monte di Paschi, trasformando così i Benetton in azionisti stabili di Intesa. La mossa arriva dopo che Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio che controlla il 17,5% di Mps, aveva già dato il proprio sostegno all'operazione.

Il supporto dei Benetton rappresenta un ulteriore consolidamento della posizione di Intesa. Secondo Benetton, l'offerta può generare valore sia per la banca senese che per i suoi azionisti, e la decisione di partecipare riflette la convinzione che Intesa sia una delle principali istituzioni finanziarie private italiane ed europee. Benetton ha inoltre apprezzato che Carlo Messina, numero uno di Intesa, abbia sottolineato come l'operazione garantirà stabilità nell'azionariato e indipendenza per Assicurazioni Generali.

Dall'altra parte, Luigi Lovaglio, amministratore delegato di Mps, non sembra intenzionato a arrendersi. Continua a lavorare con i suoi consulenti su un'alternativa alla mossa di Intesa, che nel frattempo ha rafforzato la propria offerta vincolandola al fallimento delle Opa su Banco Bpm e Banca Generali, ha conquistato il sostegno di Delfin e ora anche quello dei Benetton. Il quadro per Lovaglio si fa sempre più stretto.

I tempi rimangono incerti. In calendario c'è un consiglio di amministrazione ordinario fissato per il 15 ottobre. Le voci su una convocazione di un board straordinario da tenersi entro la settimana si sono raffreddate, anche se tecnicamente basterebbe un preavviso di 24 ore. Il presidente Cesare Bisoni procederà solo quando il quadro sarà più definito.

Da Siena non trapela nulla sulle intenzioni concrete di Lovaglio. Il mercato fatica a immaginare un possibile cavaliere bianco che possa intervenire, e ragiona invece su un possibile aumento del dividendo promesso agli azionisti, attualmente fissato a 4 miliardi di euro. Lovaglio potrebbe sfruttare in modo più aggressivo la quota del 13,3% che Mps detiene in Assicurazioni Generali per reperire risorse aggiuntive. Al voto del 29 ottobre porterà una riduzione del capitale che avrebbe l'effetto di aumentare le riserve distribuibili tra i 13,3 e i 16,3 miliardi di euro, a seconda che la fusione con Mediobanca si realizzi o meno.

L'Opas promossa su Mps può creare valore sia per la banca senese, sia per i suoi azionisti. Per questo è nostra intenzione partecipare all'offerta, conferendo l'1,45% di Mps detenuto da Edizione
— Alessandro Benetton, presidente di Edizione
Envie de l'histoire complète ? Lire l'original sur Il Sole 24 Ore ↗
Nous contacter FAQ