Nel cuore di un'Europa che ridisegna il proprio rapporto con il denaro, la Banca centrale europea ha tracciato mercoledì 18 febbraio 2026 una rotta verso la moneta digitale: l'euro digitale potrebbe nascere nel 2029, al termine di un percorso legislativo e sperimentale che coinvolgerà istituzioni, banche e cittadini. Piero Cipollone, parlando all'associazione dei banchieri italiani, ha ricordato che ogni trasformazione profonda del sistema monetario richiede tempo, fiducia e regole condivise — e che questa non fa eccezione.
BCE: euro digitale pronto per l'emissione nel 2029
Il cliente accederà all'euro digitale attraverso il proprio partner bancario di fiducia
Perché la BCE sta spingendo così tanto per l'euro digitale? Cosa cambierebbe davvero nella vita di una persona?
La moneta digitale della banca centrale offre alla BCE uno strumento per la politica monetaria in un'epoca dove i contanti stanno scomparendo. Ma per il cittadino, il cambio sarebbe più sottile: avrebbe accesso a una forma di denaro emesso direttamente dalla banca centrale, non da una banca commerciale, mantenendo però la comodità di usarla attraverso la propria banca.
Ma qui c'è una tensione non risolta. Cipollone dice che le banche resteranno al centro della distribuzione, che il rapporto banca-cliente non cambierà. Però se milioni di persone iniziano a detenere euro digitale direttamente dalla BCE, anche con i limiti di cui parla, non è comunque una forma di disintermediazione? E quei limiti di detenzione—quanto sono alti? Non lo dice.
È vero, i numeri specifici non sono stati rivelati. Ma il punto è che la BCE vuole evitare una corsa agli sportelli dove tutti trasferiscono i loro risparmi dalla banca alla banca centrale. I limiti servono a questo.
E il calendario? 2029 sembra lontano, ma quante cose devono andare bene perché accada?
Esattamente. Cipollone dice chiaramente che tutto dipende dall'adozione del regolamento UE nel 2026. Ma il Parlamento europeo non si è ancora espresso. Maggio è il prossimo momento critico. Se il Parlamento non approva, il calendario crolla.
Sì, ma il Consiglio europeo ha già preso una posizione forte a dicembre. Quello è un segnale che gli Stati membri vogliono questo. Il Parlamento probabilmente seguirà.
E il progetto pilota a metà 2027? Cosa succede lì esattamente?
Dodici mesi di transazioni reali, monitorate dalla BCE, in un ambiente controllato. È il test finale prima del lancio vero.
Ma quante persone parteciperanno? In quale paese? Con quale banca? Cipollone non lo specifica. Un progetto pilota può sembrare promettente in un contesto ristretto e poi fallire quando lo scali a livello europeo.
Le Pouls
- Il 2029 è la data indicata per la prima emissione dell'euro digitale, ma dipende da un domino legislativo che deve cadere nel modo giusto: regolamento UE nel 2026, pilota nel 2027, lancio due anni dopo.
- Il Parlamento europeo dovrà votare entro maggio 2026, dopo che il Consiglio europeo si era già espresso lo scorso dicembre: ogni ritardo politico potrebbe spostare l'intero calendario.
- Le banche temono di perdere terreno, ma il progetto le mette al centro: saranno loro a distribuire l'euro digitale, mantenendo il rapporto diretto con i clienti e ricevendo compensi per il servizio.
- Per evitare fughe di capitali dai conti tradizionali, sono previsti limiti di detenzione, nessuna remunerazione e nessun accumulo per le imprese — misure pensate per contenere l'impatto sistemico.
- L'integrazione sarà invisibile: la stessa carta, la stessa app, lo stesso bancomat — l'utente non dovrà imparare nulla di nuovo per usare la nuova moneta.
Nel cuore di un'Europa che ridisegna il proprio rapporto con il denaro, la Banca centrale europea ha tracciato mercoledì 18 febbraio 2026 una rotta verso la moneta digitale: l'euro digitale potrebbe nascere nel 2029, al termine di un percorso legislativo e sperimentale che coinvolgerà istituzioni, banche e cittadini. Piero Cipollone, parlando all'associazione dei banchieri italiani, ha ricordato che ogni trasformazione profonda del sistema monetario richiede tempo, fiducia e regole condivise — e che questa non fa eccezione.
Mercoledì 18 febbraio 2026, Piero Cipollone, membro del Comitato esecutivo della BCE, ha presentato all'ABI — l'associazione dei banchieri italiani — il calendario ufficioso dell'euro digitale. La data simbolo è il 2029, anno in cui la moneta digitale europea potrebbe essere emessa per la prima volta, a patto che il processo legislativo e sperimentale proceda senza intoppi.
Il progetto ha già alle spalle anni di lavoro: una prima fase di definizione concettuale tra il 2021 e il 2023, seguita da test e sperimentazioni fino all'ottobre 2025. Oggi la BCE è impegnata su tre fronti simultanei — preparazione tecnica, coinvolgimento del mercato e supporto al processo legislativo europeo — in attesa che i colegislatori dell'UE adottino il regolamento nel corso del 2026. Il passaggio cruciale sarà il voto del Parlamento europeo, atteso per maggio, dopo la posizione già espressa dal Consiglio europeo lo scorso dicembre. Se tutto andrà secondo i piani, un progetto pilota con transazioni reali prenderà avvio nella seconda metà del 2027 e durerà dodici mesi.
Le banche occupano un posto centrale nell'architettura del sistema. Cipollone ha chiarito che gli istituti di credito distribuiranno l'euro digitale ai cittadini, preservando il rapporto diretto con i propri clienti e scongiurando il rischio di disintermediazione finanziaria. Le banche saranno remunerate per questo ruolo e potranno sfruttare le infrastrutture già esistenti — carte, app, sportelli, bancomat — per rendere la nuova moneta accessibile senza che l'utente debba cambiare abitudini o strumenti.
Per proteggere la stabilità del sistema finanziario, il progetto prevede misure di salvaguardia stringenti: limiti massimi di detenzione individuale, assenza di remunerazione sugli importi conservati e divieto di accumulo per le imprese. L'euro digitale sarà utilizzabile sia online che offline, avrà corso legale e funzionalità di base gratuite per i cittadini — principi già ribaditi dal Consiglio europeo come pilastri irrinunciabili del progetto.
Piero Cipollone, membro del Comitato esecutivo della Banca centrale europea, ha annunciato mercoledì 18 febbraio 2026 che l'euro digitale potrebbe essere pronto per l'emissione nel 2029. L'annuncio è arrivato durante una presentazione all'ABI, l'associazione dei banchieri italiani, dove Cipollone ha illustrato le tappe di un progetto che la BCE sta sviluppando da anni.
Il percorso verso la moneta digitale europea è stato diviso in tre fasi distinte. La prima, che ha occupato il periodo dall'ottobre 2021 all'ottobre 2023, è stata dedicata alla definizione del concetto stesso di euro digitale, con valutazioni tecniche e la formulazione di una proposta progettuale. La seconda fase, dalla fine di novembre 2023 all'ottobre 2025, ha visto l'avvio dei test e delle sperimentazioni. Ora il progetto è entrato nella sua fase attuale, iniziata a novembre 2025, dove la BCE sta concentrando i propri sforzi su tre fronti: l'avanzamento della preparazione tecnica, l'intensificazione del coinvolgimento del mercato, e il sostegno al processo legislativo europeo.
Ma la data del 2029 non è certa. Cipollone ha chiarito che il calendario si basa sull'ipotesi che i colegislatori dell'Unione europea adottino il regolamento sull'euro digitale nel corso del 2026. Due momenti cruciali attendono questa normativa nel corso dell'anno: a maggio il Parlamento europeo dovrà esprimersi dopo la posizione già assunta dal Consiglio europeo lo scorso 19 dicembre 2025. Una volta che il Parlamento avrà votato, sempre entro il 2026 dovranno essere approvati i regolamenti finali. Se tutto procede secondo i piani, un progetto pilota avrà inizio nella seconda metà del 2027, con una durata di dodici mesi durante i quali verranno avviate transazioni reali in un contesto monitorato dalla BCE.
Le banche avranno un ruolo centrale in questo sistema. Cipollone ha sottolineato che gli istituti di credito e i prestatori di servizi di pagamento saranno al cuore della distribuzione dell'euro digitale, occupando la posizione ideale per metterlo nelle mani dei cittadini. Crucialmente, il piano preserverà il rapporto diretto tra banca e cliente, evitando quella che gli esperti chiamano disintermediazione: il cliente potrà accedere all'euro digitale attraverso il proprio istituto di fiducia, non direttamente dalla banca centrale. Le banche saranno inoltre ricompensate per i loro sforzi nella distribuzione, e potranno sfruttare le infrastrutture già esistenti—sportelli, circuiti di pagamento, bancomat, applicazioni—per rendere la nuova moneta accettata ovunque.
Per evitare che l'euro digitale destabilizzi il sistema finanziario o sostituisca i conti bancari tradizionali, sono previste misure di salvaguardia molto rigide. Ci saranno limiti massimi sulla quantità di euro digitale che un individuo potrà detenere, nessuna remunerazione degli importi conservati, e nessuna possibilità per le imprese di accumulare questa forma di moneta. L'euro digitale sarà inoltre integrato negli strumenti di pagamento già in uso: lo stesso chip della carta di credito, la stessa applicazione sul telefono, potranno gestire sia i pagamenti tradizionali che quelli in euro digitale. L'utente non dovrà cambiare carta, non dovrà scaricare una nuova app, non dovrà imparare un nuovo sistema. Tutto sarà incorporato in quello che già conosce.
Cipollone ha anche precisato che l'esercizio pilota e le operazioni iniziali potrebbero essere avviati già a metà 2027, anticipando leggermente il calendario generale. Il Consiglio europeo, nella sua posizione dello scorso dicembre, ha già ribadito i pilastri fondamentali del progetto: il corso legale della moneta digitale, la possibilità di usarla sia online che offline, l'obbligo per le banche di distribuirla, massimali medi ponderati sulle commissioni, e funzionalità di base gratuite per gli utenti. Questi principi rappresentano, secondo Cipollone, una forte presa di posizione degli Stati membri a favore dell'euro digitale e una tappa fondamentale del processo legislativo europeo.
Citations marquantes
Ci prefiggiamo di essere pronti a un'eventuale prima emissione dell'euro digitale nel 2029, sulla base dell'ipotesi che i colegislatori dell'UE adottino il regolamento nel corso del 2026— Piero Cipollone, Comitato esecutivo della BCE
L'esercizio pilota e le operazioni iniziali potrebbero essere avviati a metà 2027— Piero Cipollone, Comitato esecutivo della BCE