Questa mattina il portale della Farnesina italiana è diventato bersaglio di un attacco informatico di tipo DDoS, attribuito al gruppo filorusso Noname057(16) — un episodio che si inserisce nella lunga storia delle tensioni tra Russia e Occidente, ora combattute anche nel dominio digitale. Le difese hanno retto, ma l'evento ha rivelato quanto la sicurezza cibernetica sia ormai indistinguibile dalla politica estera. L'Italia risponde rafforzando le proprie infrastrutture e cercando alleanze europee, mentre Mosca nega ogni responsabilità e rovescia l'accusa.
Attacco DDoS al sito della Farnesina, Noname057(16) nel mirino. Mosca respinge accuse
Le difese hanno tenuto senza disservizi, ma il segnale è arrivato
Perché un attacco DDoS a un sito governativo dovrebbe preoccupare più di altri attacchi informatici?
Perché il sito della Farnesina non è solo un portale informativo. È l'infrastruttura attraverso cui il ministero degli Esteri comunica, coordina, e gestisce informazioni sensibili. Un attacco che lo paralizza, anche per poche ore, può creare confusione diplomatica.
Ma il rapporto dice che i sistemi hanno tenuto senza disservizi. Quindi l'attacco non ha funzionato?
Esatto. Le difese hanno retto. Ma il fatto che sia stato lanciato comunque è un segnale — una dimostrazione di capacità, una prova di forza.
E chi è Noname057(16)? Sono sicuri che sia stato loro?
Il rapporto dice «ci sarebbero gli hacker filorussi Noname057(16)». Quella formulazione è importante. Non dice «è stato confermato». Dice «ci sarebbero». È un'attribuzione, non una certezza.
Giusto. Ma Noname057(16) ha una storia di attacchi simili. Il pattern è riconoscibile.
E la risposta di Mosca? Perché negare così duramente?
Perché Tajani ha collegato l'attacco alle preoccupazioni italiane su possibili interferenze russe nelle elezioni del prossimo anno. Mosca non vuole che quel collegamento prenda piede.
Ma il rapporto non dice che Tajani ha collegato direttamente l'attacco alle elezioni. Dice che Tajani ha parlato di possibili interferenze russe nelle elezioni, e Mosca ha risposto a quello. Sono due cose separate.
Vero. Ma il timing è significativo. L'attacco arriva, poi Tajani parla di interferenze elettorali, poi Mosca risponde. Anche se non sono direttamente collegati, il contesto li lega.
Cosa succede adesso?
L'Italia continua a rafforzare le difese e coordina con l'Europa per designare responsabili di attacchi cyber. È una risposta a lungo termine.
E Mosca continuerà a negare e a contrattaccare verbalmente. Non è chiaro se gli attacchi continueranno o se questo era un avvertimento isolato.
Le Pouls
- Gli hacker filorussi Noname057(16) hanno preso di mira il sito del ministero degli Esteri italiano con un attacco DDoS, tentando di paralizzarne i sistemi attraverso un diluvio di richieste false.
- Le difese informatiche della Farnesina hanno resistito senza causare interruzioni visibili, ma l'allarme ha mobilitato immediatamente la Polizia postale, il Centro anticrimine informatico e l'Agenzia per la cybersicurezza nazionale.
- Il ministro Tajani ha trasformato l'incidente in un argomento diplomatico, avvertendo che la Russia potrebbe tentare di influenzare le elezioni italiane del prossimo anno — dichiarazioni che Mosca ha respinto con durezza.
- La portavoce russa Zakharova ha definito le parole di Tajani 'malsane', negando qualsiasi ingerenza elettorale e accusando invece le élite occidentali di interferire nei processi politici altrui.
- L'Italia sta coordinando con Romania e altri stati UE per proporre designazioni formali di responsabili di attacchi cyber nelle prossime riunioni europee, cercando di elevare la questione a politica estera collettiva.
Questa mattina il portale della Farnesina italiana è diventato bersaglio di un attacco informatico di tipo DDoS, attribuito al gruppo filorusso Noname057(16) — un episodio che si inserisce nella lunga storia delle tensioni tra Russia e Occidente, ora combattute anche nel dominio digitale. Le difese hanno retto, ma l'evento ha rivelato quanto la sicurezza cibernetica sia ormai indistinguibile dalla politica estera. L'Italia risponde rafforzando le proprie infrastrutture e cercando alleanze europee, mentre Mosca nega ogni responsabilità e rovescia l'accusa.
Stamattina il sito del ministero degli Affari Esteri italiano è finito nel mirino del gruppo hacker filorusso Noname057(16), che ha lanciato un attacco DDoS — una tecnica che consiste nell'inondare un sistema di richieste false per metterlo in ginocchio. Stavolta le difese hanno tenuto: la Farnesina ha confermato che i sistemi di protezione hanno mitigato l'assalto senza provocare disservizi agli utenti.
La risposta istituzionale è stata immediata. La Polizia postale, il Centro nazionale anticrimine informatico e l'Agenzia per la cybersicurezza nazionale sono entrati in azione dalla prima mattina, mentre gli analisti verificano se anche le sedi diplomatiche italiane all'estero abbiano subito tentativi simili. Il ministro Tajani ha colto l'occasione per ricordare come la cybersicurezza sia ormai al centro della riforma della Farnesina, e ha persino illustrato le capacità operative del ministero al suo omologo tedesco durante una recente visita a Roma.
Sul piano europeo, l'Italia si muove insieme a Romania e altri stati membri per portare nelle prossime riunioni UE proposte di designazione formale dei responsabili di attacchi cyber — un tentativo di trasformare episodi specifici in questioni di politica estera condivisa.
Da Mosca è arrivata una risposta secca. La portavoce Maria Zakharova ha definito «malsane» le dichiarazioni di Tajani sull'eventuale interferenza russa nelle elezioni italiane del prossimo anno, negando categoricamente qualsiasi ingerenza e accusando invece le «élite politiche occidentali» di intromettersi senza scrupoli nei processi elettorali altrui. L'attacco informatico e lo scontro diplomatico che ne è seguito disegnano una tensione più ampia, in cui la linea tra guerra cibernetica e politica estera si fa sempre più sottile.
Stamattina il sito del ministero degli Affari Esteri italiano è finito sotto attacco informatico. Gli hacker filorussi Noname057(16) hanno lanciato quello che gli esperti chiamano un attacco DDoS — una tecnica collaudata che consiste nell'inondare un bersaglio di false richieste di accesso per paralizzare i sistemi. Stavolta però le difese hanno tenuto. La Farnesina ha comunicato che i sistemi di protezione hanno mitigato efficacemente l'assalto senza provocare disservizi visibili agli utenti.
La situazione è stata monitorata costantemente dal ministero in collaborazione con il Polo Strategico Nazionale e le autorità competenti. Dalla prima mattina la Polizia postale si è messa al lavoro, e è stato attivato il Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche. L'Agenzia per la cybersicurezza nazionale ha contattato il ministero. Nel frattempo, gli analisti stanno verificando se siti delle sedi diplomatiche e consolari italiane all'estero abbiano subito tentativi di attacco simili.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha colto l'occasione per sottolineare come la cybersicurezza sia diventata un elemento centrale della riforma della Farnesina approvata lo scorso anno. Negli ultimi mesi, ha spiegato, il ministero ha rafforzato le proprie capacità di prevenzione, monitoraggio e risposta alle minacce, adottando contromisure tecnologiche. Tajani ha persino illustrato le tecnicalità della Sala Operativa Csirt al ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul durante una recente visita a Roma, segnale che la questione della difesa cibernetica è ormai una priorità diplomatica condivisa.
L'Italia ha deciso di muoversi anche a livello europeo. Insieme alla Romania e ad altri stati membri dell'Unione, sta lavorando per includere nelle prossime riunioni europee proposte di designazione di attori responsabili di attacchi cyber, anche quelli diretti contro istituzioni italiane. È un tentativo di trasformare gli attacchi specifici in questioni di politica estera collettiva.
Da Mosca è arrivata una risposta immediata. Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo, ha definito «malsane» e irrispettose le dichiarazioni di Tajani secondo cui la Russia potrebbe tentare di influenzare le elezioni parlamentari italiane previste per l'anno prossimo. «Mi sembra che si tratti di qualcosa di non proprio sano», ha detto Zakharova in un briefing. Ha aggiunto che fare affermazioni del genere a livello di ministro degli Affari Esteri, «sfruttando quella che viene definita la carta russa», rappresenta una mancanza di rispetto nei confronti degli italiani.
La portavoce russa ha negato categoricamente qualsiasi ingerenza di Mosca nei processi elettorali all'estero. «Non è nel nostro stile», ha affermato, aggiungendo che sono invece le «élite politiche occidentali» a intromettersi senza scrupoli nelle campagne elettorali altrui, a esercitare pressioni sulla classe politica di stati che le interessano, e a sentirsi «assolutamente libere di agire». Secondo Zakharova, nulla frena l'Occidente dal modellare i processi politici nei paesi sovrani.
L'attacco di questa mattina e la risposta diplomatica di Mosca riflettono una tensione più ampia. Da un lato, l'Italia sta costruendo difese cibernetiche più robuste e coordinandosi con i partner europei per affrontare minacce attribuite ad attori filorussi. Dall'altro, la Russia respinge le accuse di interferenza e gira l'accusa verso l'Occidente. Nel mezzo rimane la domanda aperta: se gli attacchi continueranno, come evolveranno le contromisure italiane ed europee.
Citations marquantes
La cybersicurezza è un elemento centrale della riforma della Farnesina approvata lo scorso anno. Abbiamo rafforzato negli ultimi mesi le nostre capacità di prevenzione, monitoraggio e risposta alle minacce.— Antonio Tajani, ministro degli Esteri italiano
Mi sembra che si tratti di qualcosa di non proprio sano. È una mancanza di rispetto nei confronti degli italiani fare affermazioni del genere a livello di ministro degli Affari Esteri.— Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo