Trump respinge proposta Iran: cessate il fuoco ha l'1% di chance

Ha l'1% di chance di tenere, ma una soluzione diplomatica rimane molto possibile
Trump respinge la controproposta iraniana mentre continua a parlare di negoziati, creando una contraddizione che riflette l'incertezza dei colloqui.
Mark

Allora, Trump dice che il cessate il fuoco ha l'1% di possibilità di tenere, ma contemporaneamente afferma che una soluzione diplomatica è «molto possibile». Come si conciliano queste due affermazioni?

Mimi

Non si conciliano facilmente. Penso che Trump stia usando il linguaggio della pressione — dice che il piano iraniano è inaccettabile per spingere Teheran a fare concessioni maggiori. Ma il fatto che continui a parlare di diplomazia suggerisce che non ha ancora chiuso la porta completamente.

Luke

Qui bisogna essere precisi. Trump ha detto che il cessate il fuoco ha l'1% di chance, ma non ha mai spiegato cosa intenda esattamente con quel numero. È una stima, una iperbole, una dichiarazione di principio? Non lo sappiamo. E quando dice di avere «il miglior piano di sempre», si rifiuta di rivelare i dettagli. Quindi stiamo parlando di affermazioni non verificabili.

Mark

E l'Iran? La sua controproposta è davvero «legittima e generosa» come sostiene?

Mimi

L'Iran chiede cose ragionevoli dal suo punto di vista: fine della guerra, revoca delle sanzioni, riapertura dello Stretto. Ma rifiuta di fare impegni preliminari sul nucleare, che è esattamente quello che gli Stati Uniti vogliono. Quindi è generosa su alcuni punti, rigida su altri.

Luke

Importante notare che il Wall Street Journal riferisce che la risposta iraniana è «di diverse pagine» e «articolata», ma noi non l'abbiamo letta. Stiamo basandoci su resoconti di terze parti. E Trump si è rifiutato di entrare nei dettagli di cosa lo disturba esattamente. Potrebbe essere il tono, il contenuto, o entrambi.

Mark

Cosa succede se i negoziati falliscono completamente?

Mimi

Lo Stretto di Hormuz rimane bloccato. Quasi mille navi ferme, 23,7 miliardi di dollari di merci intrappolate. I prezzi dell'energia e dei fertilizzanti continuano a salire. Il segretario generale dell'Onu avverte di una crisi alimentare globale l'anno prossimo.

Luke

Sì, ma qui c'è una domanda aperta: chi sta effettivamente bloccando lo Stretto? Il materiale dice che l'Iran ha inviato una petroliera attraverso lo Stretto usando una rotta designata dalle forze armate iraniane. Quindi il blocco non è totale. Ma il calo dell'89% dei transiti è reale. Significa che le navi hanno paura di passare, non che è fisicamente impossibile.

Mark

L'Italia sta pensando di inviare dragamine. È una mossa saggia?

Mimi

Dipende dal contesto. Crosetto ha detto chiaramente che l'Italia agirà solo dopo un cessate il fuoco stabilizzato. Non vuole mandare dragamine in una zona di guerra attiva. È una posizione prudente.

Luke

Ma qui c'è una distinzione importante che Crosetto ha fatto: c'è differenza tra far avvicinare le navi e dirigerle direttamente verso Hormuz. Una richiede una nuova missione parlamentare, l'altra potrebbe rientrare in missioni già esistenti. Quindi l'Italia sta mantenendo opzioni aperte senza impegnarsi completamente. È tattica, non ancora decisione.

  • Trump dichiara il cessate il fuoco con l'1% di possibilità di tenere
  • L'Iran chiede fine della guerra, revoca sanzioni, riapertura di Hormuz e risarcimenti bellici
  • Lo Stretto di Hormuz ha subito un calo dell'89% dei transiti; quasi 1.000 navi ferme per 23,7 miliardi di dollari di merci
  • Petrolio Brent sale del 3,17% a 104,50 dollari al barile dopo il rifiuto di Trump

Trump definisce la proposta iraniana "inappropriata" e "spazzatura", affermando di avere "il miglior piano di sempre" ma rifiutandosi di rivelare i dettagli della strategia. L'Iran sostiene che la sua controproposta è legittima: chiede fine della guerra, revoca delle sanzioni, riapertura di Hormuz e risarcimenti per i danni bellici, mentre respinge le richieste Usa su impegni nucleari preliminari.

Trump dichiara il cessate il fuoco con l'Iran "debolissimo" con solo l'1% di possibilità di tenere, respingendo la controproposta iraniana. L'Iran ribatte che la sua offerta è legittima e generosa, mentre le tensioni nello Stretto di Hormuz bloccano il 89% dei transiti.

Donald Trump ha respinto la controproposta iraniana con parole durissime, definendola «inappropriata» e «spazzatura» in una breve telefonata con Axios. Il presidente americano ha dichiarato che il cessate il fuoco con l'Iran ha «l'1% di chance di tenere», descrivendo l'accordo come «debolissimo, attaccato alle macchine per sopravvivere». Eppure, quasi nella stessa frase, Trump ha affermato che una soluzione diplomatica rimane «molto possibile», lamentandosi della leadership «disonorevole» di Teheran e sostenendo di possedere «il miglior piano di sempre» — un piano che però si è rifiutato di spiegare nei dettagli.

L'Iran, dal canto suo, ha inviato una risposta di diverse pagine agli Stati Uniti, articolata e dettagliata secondo quanto riportato dal Wall Street Journal. Teheran sostiene che la sua proposta sia «legittima e generosa»: chiede la fine della guerra, la revoca delle sanzioni, il rilascio dei beni iraniani congelati nelle banche straniere, la riapertura dello Stretto di Hormuz al traffico commerciale, e risarcimenti per i danni bellici. Ciò che l'Iran non offre è quello che Washington insiste di ottenere: impegni preliminari sul programma nucleare iraniano e sulle scorte di uranio altamente arricchito, questioni che gli Stati Uniti vogliono affrontare nei successivi trenta giorni di negoziato. La televisione di stato iraniana Press TV ha descritto il piano americano come una richiesta di «sottomissione» alle condizioni eccessive di Trump.

Mentre i negoziatori si scambiano proposte, lo Stretto di Hormuz rimane paralizzato. Le tensioni nella regione hanno provocato un calo dell'89% dei transiti giornalieri in pochi mesi. Quasi mille navi sono ferme nel Golfo, trasportando merci stimate in 23,7 miliardi di dollari. Lo Stretto movimenta il 37% del petrolio mondiale via mare e il 28% del gas naturale liquefatto globale, il che significa che il blocco ha effetti a cascata sull'economia mondiale. I prezzi del petrolio Brent sono saliti del 3,17% a 104,50 dollari al barile dopo l'annuncio del rifiuto di Trump, mentre il greggio americano ha guadagnato il 3,21%.

La comunità internazionale osserva con crescente preoccupazione. Il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres ha avvertito che il blocco dello Stretto rischia di provocare una crisi umanitaria globale. L'aumento dei prezzi dell'energia e dei fertilizzanti sta già colpendo paesi vulnerabili come il Kenya. Guterres ha sottolineato che siamo nel pieno della stagione di semina: senza fertilizzanti a prezzi accessibili, il mondo rischia una grave crisi alimentare l'anno prossimo. «Non ha senso che un conflitto tra pochi paesi abbia un impatto tale da minare l'economia globale», ha detto il segretario generale.

L'amministrazione Trump sta valutando diverse opzioni militari. Il presidente ha dichiarato di stare considerando il ripristino dell'operazione «Project Freedom» a Hormuz, sospesa dopo pochi giorni dal suo inizio, ma questa volta con un ambito «più ampio». Nel frattempo, il Pakistan — che funge da mediatore tra Iran e Stati Uniti — ha fornito rifugio sicuro agli aerei militari iraniani nelle sue basi aeree, apparentemente per evitare che venissero colpiti dall'esercito americano. Gli Stati Uniti hanno risposto imponendo nuove sanzioni contro dodici individui ed entità che hanno venduto petrolio iraniano alla Cina, parte di un'operazione denominata «Economic Fury».

L'Italia sta preparando il terreno per un possibile intervento. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha spiegato che il governo è pronto a inviare dragamine per garantire la libertà di navigazione, ma solo dopo che un cessate il fuoco sia stato stabilizzato. Mercoledì 13 maggio, Crosetto e il ministro degli Esteri Antonio Tajani si presenteranno davanti alle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato per illustrare le iniziative internazionali per il ripristino della libertà di navigazione nello Stretto. Nel frattempo, il ministro degli Esteri dell'Oman ha incontrato il segretario generale dell'Organizzazione Marittima Internazionale per discutere della necessità urgente di un'iniziativa umanitaria che liberi le navi nel Golfo in sicurezza e in cooperazione con gli stati rivieraschi.

La stampa iraniana intanto amplifica i toni bellicosi. I principali quotidiani di Teheran aprono con titoli che evocano preparazioni militari e messaggi di fermezza. Il quotidiano Kayhan scrive che «i missili e i droni del Corpo dei Guardiani della Rivoluzione sono puntati contro navi e basi nemiche». Resalat sostiene che «la macchina da guerra americana non può resistere alla potente ondata dell'offensiva iraniana nel Golfo». Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del parlamento iraniano, ha scritto su X che «le nostre forze armate sono pronte a rispondere in modo esemplare a qualsiasi aggressione». Eppure, dietro questa retorica, l'Iran continua a cercare mediatori: il suo ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha avuto un colloquio telefonico con l'omologo saudita Faisal bin Farhan per discutere degli sviluppi diplomatici, e l'ambasciatore iraniano a Pechino ha dichiarato che l'Iran è pronto a sostenere il piano in quattro punti di Xi Jinping per il Golfo Persico.

Non mi piace la loro lettera. È inappropriata. Non mi piace la loro risposta.
— Donald Trump, presidente degli Stati Uniti
La nostra richiesta è legittima: chiediamo la fine della guerra, la revoca del blocco e della pirateria, nonché lo sblocco dei beni iraniani ingiustamente congelati.
— Esmail Baghaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniano
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