Nel grande teatro della diplomazia contemporanea, Donald Trump ha scelto di aggirare Kiev per stringere un accordo energetico con Mosca, rimuovendo le sanzioni sul diesel russo come risposta al rifiuto ucraino di interrompere i bombardamenti alle raffinerie. È un momento che rivela quanto la geopolitica del XXI secolo si intrecci con le logiche economiche interne: i prezzi dell'energia americana hanno pesato più delle solidarietà atlantiche. Mentre i negoziati a Miami cercavano ancora un equilibrio tra sicurezza e territorio, la pazienza di Washington si è esaurita — e con essa, forse, una par
Trump annuncia accordo con Putin sul diesel dopo che Zelensky ha ignorato le richieste
Ho risolto otto guerre e ci vorrebbe un Nobel per ognuna
Quindi Trump ha effettivamente tolto le sanzioni sul diesel russo? È un fatto confermato?
Secondo Axios, sì, Trump ha annunciato l'accordo. Ma la catena di causalità è importante: dice che l'ha fatto perché Zelensky ha ignorato le richieste di fermare gli attacchi alle raffinerie.
Qui bisogna stare attenti. Axios cita "fonti", non documenti ufficiali. E gli americani smentiscono la versione più dura dei fatti — quella delle minacce sull'intelligence.
Cosa significa esattamente "ignorare le richieste"? Zelensky ha detto no, o semplicemente ha continuato?
La fonte dice che ha continuato a colpire le raffinerie nonostante le richieste ripetute. Non c'è una dichiarazione diretta di Zelensky nel pezzo.
Esatto. Non sappiamo cosa Zelensky sapesse di queste richieste, o come le abbia interpretate. È tutto filtrato attraverso funzionari americani.
E i negoziati a Miami? Erano andati bene prima dell'accordo sul diesel?
Sì, secondo il pezzo. Si erano concentrate su garanzie di sicurezza e proposte territoriali. Poi è arrivata la notizia dell'accordo con Putin e tutto è cambiato.
Ma non sappiamo se i negoziati sono crollati o se continuano. Il pezzo dice solo che fino all'accordo erano andati bene.
E il Nobel? Trump davvero pensa di meritarlo?
Dice di aver risolto otto guerre. È una cifra che rivendica, non verificata nel pezzo.
Esattamente. E non sappiamo quali siano queste otto guerre secondo Trump. È una rivendicazione, non un fatto accertato.
El Pulso
- Trump ha annunciato un accordo diretto con Putin per rimuovere le sanzioni sul diesel russo, scavalcando di fatto l'Ucraina dopo mesi di richieste ignorate.
- Gli inviati Witkoff e Kushner hanno trascorso otto ore a Miami con i negoziatori ucraini, avvertendoli della telefonata imminente con Putin e delle conseguenze del loro silenzio.
- Secondo fonti ucraine, Washington avrebbe minacciato di tagliare l'accesso all'intelligence militare se Kiev avesse continuato a colpire le raffinerie — accusa che gli americani smentiscono.
- Un funzionario americano ha dichiarato che Zelensky stava 'valutando male la situazione', erodendo sei mesi di fiducia costruita con fatica dall'amministrazione Trump.
- Sul fronte diplomatico parallelo, Trump ha attaccato la Norvegia per il Nobel alla Pace assegnato a Navi Pillay, rivendicando di meritarlo personalmente per aver 'risolto otto guerre'.
Nel grande teatro della diplomazia contemporanea, Donald Trump ha scelto di aggirare Kiev per stringere un accordo energetico con Mosca, rimuovendo le sanzioni sul diesel russo come risposta al rifiuto ucraino di interrompere i bombardamenti alle raffinerie. È un momento che rivela quanto la geopolitica del XXI secolo si intrecci con le logiche economiche interne: i prezzi dell'energia americana hanno pesato più delle solidarietà atlantiche. Mentre i negoziati a Miami cercavano ancora un equilibrio tra sicurezza e territorio, la pazienza di Washington si è esaurita — e con essa, forse, una parte della fiducia che teneva insieme l'alleanza.
Donald Trump ha annunciato di aver concluso un accordo con la Russia per rimuovere le sanzioni sul diesel russo, una decisione presentata come risposta diretta al comportamento di Zelensky. Il presidente americano aveva più volte chiesto a Kiev di fermare i bombardamenti alle raffinerie petrolifere russe, sostenendo che queste operazioni stavano alimentando i rialzi energetici negli Stati Uniti. Di fronte all'ennesimo rifiuto ucraino, Trump ha scelto di procedere con Mosca.
Nei giorni precedenti, a Miami, gli inviati presidenziali Steve Witkoff e Jared Kushner avevano incontrato per otto ore i negoziatori ucraini. Durante quei colloqui — che fino a quel momento si erano concentrati su garanzie di sicurezza e proposte territoriali — gli americani avrebbero avvertito Kiev dell'accordo imminente con Putin. Secondo una fonte ucraina, sarebbe stata anche ventilata la minaccia di tagliare l'accesso dell'Ucraina all'intelligence militare. La parte americana ha smentito questa ricostruzione, sostenendo che Witkoff e Kushner si erano limitati a spiegare i danni economici causati dagli attacchi.
Un funzionario americano ha sintetizzato la posizione di Washington con parole nette: Zelensky stava valutando male la situazione, compromettendo la fiducia che Trump aveva costruito nei confronti dell'Ucraina negli ultimi sei mesi.
A margine delle questioni belliche, Trump ha rivolto critiche aspre alla Norvegia per il Nobel per la Pace assegnato a Navi Pillay, affermando di non aver mai sentito il suo nome e di meritare il premio per aver risolto otto conflitti internazionali. Ha definito la decisione norvegese 'una macchia indelebile' e il Nobel stesso 'screditato per sempre'. Interpellato sui rapporti con la premier italiana Giorgia Meloni, Trump ha risposto con toni cordiali, lasciando aperta la possibilità di un incontro bilaterale al G20.
Donald Trump ha annunciato di aver concluso un accordo con la Russia sulla rimozione delle sanzioni sul diesel, una mossa che secondo fonti citate da Axios rappresenta una risposta diretta al rifiuto dell'Ucraina di interrompere gli attacchi alle raffinerie petrolifere russe. Il presidente americano aveva ripetutamente chiesto a Volodymyr Zelensky di fermare questi bombardamenti, sostenendo che stavano facendo salire i prezzi dell'energia negli Stati Uniti. Quando Kiev ha continuato a ignorare queste richieste, Trump ha deciso di procedere con Mosca.
Durante otto ore di colloqui a Miami con i negoziatori ucraini, gli inviati presidenziali Steve Witkoff e Jared Kushner hanno avvertito la delegazione di Kiev di una telefonata imminente tra Trump e Putin e della conseguente rimozione delle sanzioni sul diesel russo. Secondo una fonte ucraina, i rappresentanti americani hanno anche minacciato di tagliare l'accesso dell'Ucraina all'intelligence necessaria per condurre operazioni militari se il paese avesse continuato a ignorare le direttive del presidente. Gli americani hanno però smentito questa versione dei fatti, affermando che Witkoff e Kushner si erano limitati a spiegare come gli attacchi stessero creando problemi economici negli Stati Uniti.
Un funzionario americano ha dichiarato che Zelensky stava valutando male la situazione geopolitica. Continuando a colpire le raffinerie, ha spiegato, stava compromettendo la fiducia e la disponibilità che Trump aveva costruito nei confronti dell'Ucraina negli ultimi sei mesi. Prima dell'accordo con la Russia, i negoziati a Miami erano proceduti in modo costruttivo, concentrandosi su garanzie di sicurezza e nuove proposte per soluzioni territoriali.
Trump ha anche affrontato la questione del Premio Nobel per la Pace, che è stato assegnato a Navi Pillay. Il presidente ha attaccato duramente la Norvegia, affermando di meritare il premio per aver risolto otto conflitti internazionali. "Ho risolto otto guerre e ci vorrebbe un Nobel per ognuna", ha dichiarato, aggiungendo che gli Stati Uniti, rappresentati da lui, avrebbero dovuto ricevere il riconoscimento. Ha definito la decisione della Norvegia "una macchia indelebile" e ha sostenuto che il Nobel per la Pace è stato "screditato per sempre da un pugno di ideologi radicali" per aver conferito il premio a una persona di cui affermava di non aver mai sentito il nome.
Quando gli è stato chiesto dei rapporti con la premier italiana Giorgia Meloni, Trump ha risposto positivamente, dichiarando di avere "un grande rapporto con lei" e che "andiamo d'accordo". Alla domanda se intendesse incontrarla al G20, ha risposto "probabilmente", lasciando aperta la possibilità di un incontro bilaterale durante il vertice internazionale.
Citas Notables
Zelensky sta valutando male la situazione. Continuando a colpire le raffinerie, sta compromettendo la fiducia e la disponibilità ottenuta da Trump negli ultimi sei mesi— Un funzionario americano
Ho un grande rapporto con lei. Andiamo d'accordo— Donald Trump, sui rapporti con Giorgia Meloni