Tornano le Giornate Fai d'Autunno: 700 luoghi aperti in 350 città

Si protegge ciò che si ama, ma si ama ciò che si conosce
Il presidente del Fai spiega perché aprire settecento siti al pubblico è un atto di conservazione e di futuro.
Mark

Perché il Fai ha deciso di mettere a fuoco l'artigianato e il Made in Italy proprio quest'anno?

Mimi

Perché il patrimonio non è solo quello che vediamo nei musei. Le imprese artigiane raccontano il presente e il futuro dell'Italia, non solo il passato. È un modo di dire che la bellezza e l'eccellenza vivono ancora, oggi, nelle mani di chi produce.

Luke

Ma quante di queste settantacinque visite dedicate all'artigianato sono effettivamente in laboratori o aziende, e quante sono in palazzi storici che ospitano collezioni di prodotti? La fonte non lo specifica.

Mark

Giusto. E questi settecento luoghi — sono tutti aperti per la prima volta, o molti di loro sono già noti?

Mimi

Molti sono solitamente inaccessibili. Palazzo Dugnani a Milano, per esempio, è una riapertura straordinaria. Palazzo Saladini Pilastri ad Ascoli Piceno sarà aperto al pubblico per la prima volta.

Luke

Quindi il dato è misto: alcuni sono veramente rari, altri probabilmente sono siti che il Fai apre regolarmente in questa occasione. La fonte dice "molti" inaccessibili, non "tutti".

Mark

E la copertura Rai — è una novità o continua una partnership consolidata?

Mimi

Continua. La Rai è partner da più di dieci anni. Ma questa volta la copertura è particolarmente ampia: televisione, radio, digitale, tutto dal 5 all'11 ottobre.

Luke

Che è una settimana intera, non solo i due giorni dell'evento. Quindi la Rai sta allargando lo spazio dedicato, non solo trasmettendo quello che accade.

Mark

Cosa significa concretamente per chi vuole partecipare?

Mimi

Significa che puoi scoprire i siti attraverso la televisione prima di andarci, oppure se non puoi andare di persona, puoi seguire la divulgazione attraverso i media Rai.

Luke

Ma non sappiamo se ci saranno dirette, documentari, o solo menzioni. La fonte dice che dedicheranno "spazi", ma non specifica il formato.

  • Settecento siti straordinari, molti solitamente chiusi al pubblico, si aprono contemporaneamente in tutta Italia per soli due giorni — una finestra rara su spazi normalmente invisibili.
  • Per la prima volta alcune soglie non sono mai state varcate dai visitatori, come quelle di Palazzo Saladini Pilastri ad Ascoli Piceno, dove una chiesa è letteralmente inglobata nell'edificio.
  • L'edizione 2026 alza la posta: settantacinque visite speciali collegano il patrimonio architettonico all'artigianato vivo, sfidando la separazione tra cultura del passato e produzione del presente.
  • Istituzioni, imprese e media si muovono insieme — dal ministero delle Imprese alla Rai, che dal 5 all'11 ottobre dedica tutta la sua offerta televisiva, radiofonica e digitale all'iniziativa.
  • Il messaggio che emerge è strategico oltre che culturale: in un momento di crisi globale, il sistema di eccellenza italiano — dai monumenti alle botteghe — viene indicato come risorsa di resilienza e identità.

Due volte l'anno, l'Italia ricorda a sé stessa di essere un museo a cielo aperto: il 10 e 11 ottobre, per la quindicesima edizione delle Giornate Fai d'Autunno, oltre settecento luoghi straordinari — molti normalmente inaccessibili — apriranno le proprie porte in trecentocinquanta città. Quest'anno l'iniziativa del Fondo per l'Ambiente Italiano si arricchisce di settantacinque visite dedicate all'artigianato e al Made in Italy, riconoscendo nel patrimonio produttivo la stessa dignità culturale dei palazzi storici. È un gesto antico e necessario: si protegge ciò che si ama, ma si ama soltanto ciò che si conosce.

Sabato 10 e domenica 11 ottobre l'Italia si apre: oltre settecento siti straordinari, molti normalmente chiusi al pubblico, accoglieranno visitatori in trecentocinquanta città per la quindicesima edizione delle Giornate Fai d'Autunno. L'elenco dei luoghi è un viaggio attraverso secoli di architettura: i marmi e la vetrata di Mario Sironi a Palazzo Piacentini a Roma, la grazia barocca di Villa La Tesoriera a Torino, le volte affrescate da Tiepolo a Palazzo Dugnani a Milano, le tracce arabo-normanne di Palazzo Sclafani a Palermo. Ad Ascoli Piceno, per la prima volta, i visitatori potranno varcare le porte di Palazzo Saladini Pilastri, dove una chiesa è inglobata nella struttura stessa dell'edificio.

Questa edizione porta con sé un'attenzione inedita: settantacinque visite dedicate all'artigianato e al Made in Italy. Durante la presentazione, il ministro Adolfo Urso ha sottolineato come l'iniziativa valorizzi quel sistema di eccellenza e qualità che consente all'Italia di reggere nei momenti di crisi globale. Il presidente del Fai Marco Magnifico ha legato i due mondi con una formula semplice: i monumenti raccontano quello che è stato, le imprese artigiane raccontano quello che è e quello che sarà. Si protegge ciò che si ama, ha detto, ma si ama ciò che si conosce.

La Rai, partner dell'iniziativa da oltre dieci anni, amplifica il messaggio con copertura televisiva, radiofonica e digitale per tutta la settimana. Due giorni, settecento porte aperte: un invito a riconoscere nel patrimonio — architettonico e produttivo insieme — non solo la memoria di ciò che è stato, ma la strada verso quello che verrà.

Sabato 10 e domenica 11 ottobre, l'Italia si apre. Oltre settecento siti straordinari, molti dei quali normalmente chiusi al pubblico, accoglieranno visitatori in trecentocinquanta città. È la quindicesima edizione delle Giornate Fai d'Autunno, la manifestazione biennale del Fondo per l'Ambiente Italiano che trasforma il patrimonio nazionale in una conversazione aperta con chi lo abita.

L'elenco dei luoghi è un itinerario attraverso secoli di architettura italiana. A Roma, Palazzo Piacentini mostra i suoi marmi e la vetrata maestosa di Mario Sironi. A Torino, Villa La Tesoriera offre la sua grazia barocca circondata dal silenzio del parco. Milano riaprirà straordinariamente Palazzo Dugnani con le volte affrescate da Tiepolo. A Palermo, Palazzo Sclafani conserva le tracce arabo-normanne della Sicilia medievale. Firenze propone la raffinatezza rinascimentale di Palazzo Gualfonda. Ad Ascoli Piceno, i visitatori varicheranno per la prima volta le porte di Palazzo Saladini Pilastri, dove una chiesa è inglobata nella struttura stessa. Ci sono anche le memorie della diplomazia custodite a Villa Giorgina e il genio senza tempo di Francesco Borromini a Palazzo Carpegna.

Questa edizione porta con sé un'attenzione particolare: settantacinque visite dedicate all'artigianato e al Made in Italy. Non è una scelta casuale. Durante la presentazione a Palazzo Piacentini, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha sottolineato come l'iniziativa valorizzi il patrimonio culturale e produttivo del Paese, quel sistema di eccellenza e qualità che consente all'Italia di crescere nei momenti di crisi globale. Marco Magnifico, presidente del Fai, ha aggiunto un'osservazione che lega passato e presente: i monumenti raccontano quello che è stato, mentre le imprese artigiane e le piccole aziende raccontano quello che è e quello che sarà. Si protegge ciò che si ama, ha detto, ma si ama ciò che si conosce.

Francesco Somma, vicepresidente per la Cultura d'Impresa di Confindustria, ha riconosciuto il patrimonio industriale come pezzo importante della cultura italiana. La Rai, partner dell'iniziativa da più di dieci anni, amplifica il messaggio: dal 5 all'11 ottobre, tutta l'offerta televisiva, radiofonica e digitale di RaiPlay Sound dedicherà spazi ai siti e alle iniziative del Fai. Stefano Coletta, direttore del Coordinamento Generi Rai, ha inquadrato la divulgazione della bellezza come memoria, presente e futuro insieme.

Due giorni, settecento porte aperte, trecentocinquanta città. È un invito a scoprire quello che normalmente rimane nascosto, a toccare con mano l'architettura che ha costruito l'identità italiana, a riconoscere nel patrimonio artigianale e produttivo non solo il passato, ma la strada verso quello che verrà.

I monumenti raccontano il passato, le imprese artigiane e le piccole imprese raccontano il presente e il futuro
— Marco Magnifico, presidente del Fai
La divulgazione della bellezza, soprattutto nei siti dei beni culturali, è memoria, è presente ma è anche futuro
— Stefano Coletta, direttore del Coordinamento Generi Rai
Quieres la nota completa? Lee el original en ANSA ↗
Contáctanos FAQ