Nel calcio, come nella vita, le svolte arrivano spesso quando meno ce le si aspetta: Ignazio Abate ha trovato la sua prima vittoria sulla panchina del Torino reinventando la squadra tattica e affidandosi alla fortuna di un errore avversario, battendo 2-1 un'Udinese sempre più in crisi. Davanti al pubblico del Grande Torino, due destini si sono incrociati — uno in cerca di conferme, l'altro scivolato verso un'urgenza sempre più difficile da ignorare.
Torino si sblocca in casa, Udinese ko 2-1: prima gioia per Abate
Kulenovic deposita il pallone a porta vuota per il 2-1
Allora, Abate cambia modulo e vince subito. È una coincidenza o c'è qualcosa di più?
Il cambio tattico è stato radicale — dal 4-3-3 al 4-4-2 — e ha portato subito risultati. Ma non è stato una passeggiata: il Torino ha sofferto, ha subito il pareggio quasi immediatamente dopo il vantaggio.
Vero, però il gol decisivo arriva da un errore dell'Udinese, non da una giocata brillante del Torino. Okoye esce di testa in modo folle, si scontra con Bertola, e Kulenovic segna a porta vuota. Quanto merito ha davvero Abate?
Il merito è nel riconoscere quando cambiare, nel lanciare Kulenovic al momento giusto, nel difendere bene nella ripresa. Non tutte le vittorie sono costruite su gioco spettacolare.
E l'Udinese? Runjaic è in seria difficoltà?
Quattro sconfitte di fila, quattro punti in sei giornate. Non è una crisi passeggera, è un crollo.
Ma attenzione: l'Udinese ha avuto occasioni, Chakvetadze è stato pericoloso, Ekkelenkamp ha pareggiato. Non è che sia stata completamente dominata. Ha commesso errori specifici, non è stata schiacciata.
Quindi Runjaic potrebbe ancora raddrizzare la situazione?
Teoricamente sì, ma il tempo stringe. Quattro punti in sei giornate è un ritmo da retrocessione. Serve una reazione immediata.
E Abate? Una vittoria non cancella i problemi precedenti, ma è un segnale che il cambio di direzione potrebbe funzionare.
Quindi il vero test per entrambi arriva adesso?
Esattamente. Abate deve confermare, Runjaic deve invertire la rotta. Questa partita è solo l'inizio.
Der Puls
- Abate rompe il ghiaccio stravolgendo il modulo: fuori il 4-3-3, dentro il 4-4-2 con Simeone e Adams in attacco, una scommessa tattica che rivela quanto fosse necessario cambiare qualcosa.
- Il Torino trova il vantaggio con Bragança nel finale del primo tempo, ma Ekkelenkamp gela lo stadio pareggiando quasi subito, vanificando il momento di svolta tanto atteso.
- Nella ripresa Abate mescola ancora le carte, cambia modulo e uomini, e la partita resta in bilico fino a quando un'uscita scellerata del portiere Okoye regala a Kulenovic il gol del 2-1 a porta vuota.
- L'Udinese di Runjaic incassa la quarta sconfitta consecutiva: con soli quattro punti in sei giornate, la crisi friulana non è più un'impressione ma un dato difficile da ignorare.
Nel calcio, come nella vita, le svolte arrivano spesso quando meno ce le si aspetta: Ignazio Abate ha trovato la sua prima vittoria sulla panchina del Torino reinventando la squadra tattica e affidandosi alla fortuna di un errore avversario, battendo 2-1 un'Udinese sempre più in crisi. Davanti al pubblico del Grande Torino, due destini si sono incrociati — uno in cerca di conferme, l'altro scivolato verso un'urgenza sempre più difficile da ignorare.
Ignazio Abate ha trovato la sua prima vittoria sulla panchina del Torino battendo l'Udinese 2-1 al Grande Torino, ma la strada per arrivarci è stata tutt'altro che lineare. Il tecnico ha scelto di cambiare tutto fin dal fischio d'inizio, abbandonando il 4-3-3 per un 4-4-2 con Simeone e Adams in attacco e una nuova disposizione che lasciava in panchina Vlasic e Fitz-Jim. Dall'altra parte, Runjaic si è presentato senza Alaba né Davis, affidandosi a Gomez come riferimento avanzato.
La partita ha faticato a decollare: due squadre che non potevano permettersi di sbagliare, e quella paura si è vista nel gioco. Il vantaggio granata è arrivato nel finale del primo tempo grazie a Bragança, ben posizionato dopo che Adams aveva colpito il palo. La gioia è durata poco: sette minuti dopo Ekkelenkamp ha pareggiato, cancellando tutto quello che il Torino aveva costruito.
Nella ripresa Abate ha cambiato ancora, passando a una difesa a tre e inserendo nuovi elementi. La svolta decisiva è arrivata da un episodio: il portiere Okoye ha tentato un'uscita avventata al limite dell'area, si è scontrato con Bertola, e Kulenovic ha depositato il pallone a porta vuota per il 2-1 definitivo. Il Torino ha poi difeso con ordine, e l'unico brivido è arrivato allo scadere con un tiro di Ekkelenkamp che ha sfiorato il palo.
Tre punti di vitale importanza per Abate, quarta sconfitta consecutiva per Runjaic. L'Udinese ha raccolto solo quattro punti in sei giornate: la crisi è reale, e il tempo per invertire la rotta sta finendo.
Ignazio Abate ha trovato la sua prima vittoria sulla panchina del Torino, e l'ha trovata dove contava: davanti al pubblico dello stadio Olimpico Grande Torino, contro un'Udinese che continua a sprofondare. Il risultato finale è 2-1, ma la strada per arrivarci racconta di una squadra che ha dovuto reinventarsi tatticamente e di un avversario che ha commesso errori decisivi nel momento sbagliato.
Abate ha scelto di cambiare tutto. Fuori il 4-3-3, dentro il 4-4-2: Simeone e Adams in attacco, Oristanio e Cacciamani sugli esterni, Mandragora e Bragança in mediana. Vlasic e Fitz-Jim sono rimasti in panchina. Davanti al portiere Perri, Comuzzo e Coco formano la coppia centrale, con Belghali e Rodriguez terzini. È un Torino nuovo, costruito per provare a vincere subito. Dall'altra parte, Runjaic ha lasciato fuori sia Alaba che Davis, affidandosi a Gomez come riferimento avanzato e a Ekkelenkamp e Chakvetadze sulla trequarti. In difesa, il tecnico friulano ha schierato Solet al centro di una linea a tre, con Vojvoda ed Ebosse ai lati — entrambi ex granata.
La partita è iniziata con poca fluidità. L'Udinese ha avuto una buona occasione con Chakvetadze, chiuso in corner, ma poi il ritmo è calato. Due squadre che non potevano permettersi di sbagliare, e quella paura si è vista nel gioco. Per quasi un'ora, il pallone si è mosso senza creare pericoli veri. Poi, nel finale del primo tempo, il Torino ha trovato il vantaggio: Bragança si è piazzato al posto giusto al momento giusto, dopo che Adams aveva colpito il palo. Sembrava il momento della svolta, ma sette minuti dopo Ekkelenkamp ha pareggiato, beffare Comuzzo e Perri con una giocata che ha cancellato tutto quello che il Torino aveva costruito.
Abate ha risposto nella ripresa con un nuovo cambio di modulo, passando a una difesa a tre e inserendo Ismajli al posto di Rodriguez. Ha lanciato Ilkhan — costretto però a uscire per infortunio — e ha richiamato Vlasic. È stato proprio il croato a confezionare il cross perfetto per Comuzzo, che però ha spedito clamorosamente fuori da posizione eccellente. Ma Abate aveva ancora una carta da giocare: Kulenovic. E quella carta ha funzionato. Vlasic ha lanciato lungo, Okoye dell'Udinese ha tentato un'uscita di testa folle al limite dell'area, si è scontrato con Bertola, e Kulenovic ha depositato il pallone a porta vuota per il 2-1 definitivo.
Runjaic ha provato a reagire, inserendo Jovanovic e Davis per aumentare la profondità dell'attacco, e ha concesso il debutto in Serie A ad Alaba. Niente è bastato. Il Torino ha difeso con ordine, e per Perri è stato solo lavoro di ordinaria amministrazione. L'unico vero brivido è arrivato allo scadere del 90', quando Ekkelenkamp ha tirato da fuori area e ha sfiorato il palo. Ma al 95' era già tutto deciso.
Per Abate, tre punti di vitale importanza. Per Runjaic, la quarta sconfitta consecutiva. L'Udinese ha raccolto solo quattro punti in sei giornate, un bottino che non lascia spazio a interpretazioni: la crisi è reale, e il tempo per invertire la rotta sta finendo.
Bemerkenswerte Zitate
Per Abate, tre punti di vitale importanza. Per Runjaic, la quarta sconfitta consecutiva.— dalla cronaca della partita