Oltre 700 morti sul lavoro: Anmil chiede reato di omicidio

Oltre 700 lavoratori hanno perso la vita sul lavoro da gennaio a oggi nel 2026, rappresentando un'emergenza nazionale di sicurezza.
Inaugurare una nuova era di giustizia sociale che merita basi solide
Amedeo Bozzer dell'Anmil spiega il significato della richiesta di un reato autonomo di omicidio sul lavoro.
Mark

Perché l'Anmil insiste proprio sul reato di omicidio sul lavoro? Non bastano le leggi sulla sicurezza che già esistono?

Mimi

Perché oggi, quando muore un lavoratore, spesso non c'è un responsabile chiaro. Le indagini si disperdono, i processi si trascinano, e alla fine nessuno risponde veramente. Un reato autonomo creerebbe una responsabilità diretta.

Luke

Ma attenzione: la proposta è ancora in Commissione. Non sappiamo se passerà, e nemmeno se, una volta approvata, cambierebbe davvero le cose. Dipende da come viene scritto e da come i magistrati lo applicheranno.

Mark

I numeri sono impressionanti. Settecento morti in dieci mesi. Come si confronta con gli anni precedenti?

Mimi

L'Anmil non fornisce il confronto storico nel comunicato, ma il fatto che la definiscano un'emergenza strutturale suggerisce che il problema non è nuovo, anche se i numeri rimangono allarmanti.

Luke

Esatto. Senza il dato comparativo, non sappiamo se la situazione sta peggiorando o se rimane stabile. È un'informazione importante che manca.

Mark

Mattarella parla di prevenzione e formazione. Sono misure concrete o solo parole?

Mimi

Sono principi costituzionali, quindi hanno un peso. Ma il divario tra il principio e l'applicazione è enorme. Ecco perché l'Anmil chiede anche una Procura Nazionale: per dare concretezza a queste parole.

Luke

La Procura Nazionale è un'idea interessante, ma comporterebbe una riorganizzazione significativa della magistratura. Non sappiamo se il governo la supporta o se è solo una proposta dell'associazione.

Mark

Longarone e il Vajont: perché proprio lì?

Mimi

Il Vajont è uno dei disastri più noti della storia italiana. Scegliere quella città per parlare di morti sul lavoro è un modo di dire che il problema ha radici profonde e non è nuovo.

Luke

È una scelta simbolica forte, ma il comunicato non spiega se c'è una continuità tematica tra il Vajont e la sicurezza sul lavoro contemporanea, o se è solo un luogo di memoria.

  • Oltre 700 morti, quasi 405mila infortuni e 75mila malattie professionali in meno di un anno: i numeri dell'Inail disegnano un'emergenza che non accenna a rallentare.
  • L'Anmil sceglie Longarone — città del Vajont, simbolo di una catastrofe evitabile — per lanciare il suo appello più urgente: il lavoro non può continuare a uccidere nell'impunità.
  • La proposta di legge per il reato autonomo di omicidio sul lavoro è ferma alla Commissione Giustizia della Camera, mentre le dichiarazioni di principio di ministra e Presidente si scontrano con la crescita inesorabile delle vittime.
  • L'Anmil chiede anche una Procura Nazionale del Lavoro per porre fine alla frammentazione territoriale delle indagini, affidandole a magistrati specializzati nella complessità del diritto del lavoro.
  • Il presidente Bozzer chiarisce: non è giustizialismo, ma la ricerca di una giustizia sociale concreta che restituisca ai lavoratori la fiducia nella capacità dello Stato di proteggerli davvero.

Ogni anno, in Italia, centinaia di lavoratori non tornano a casa: nel 2026 sono già oltre settecento, un numero che trasforma la cronaca in coscienza collettiva. L'Anmil, associazione che da decenni porta la voce dei mutilati e degli invalidi del lavoro, chiede che lo Stato smetta di trattare queste morti come fatalità e le riconosca per ciò che spesso sono: il frutto di negligenze perseguibili. La proposta di un reato autonomo di omicidio sul lavoro e di una Procura Nazionale dedicata è il tentativo di dare forma giuridica a una responsabilità morale che la Repubblica, nella sua Costituzione, ha già riconosciuto.

Da gennaio 2026, oltre settecento lavoratori hanno perso la vita in Italia mentre svolgevano il proprio mestiere. A questi si aggiungono quasi 405mila denunce di infortuni e poco meno di 75mila di malattie professionali, dati Inail che l'Anmil — l'associazione nazionale fra lavoratori mutilati e invalidi — definisce senza esitazione un'emergenza strutturale del paese.

In occasione della 76ª Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro, il Presidente Mattarella ha ricordato che la tutela della salute nei luoghi di lavoro affonda le radici nella Costituzione stessa, e che da essa discende un dovere concreto di prevenzione, formazione e adeguamento ai cambiamenti del lavoro contemporaneo. Sulla stessa linea la ministra Calderone, che ha ribadito come la sicurezza si costruisca intervenendo prima che un rischio diventi tragedia.

L'Anmil ha scelto Longarone, segnata per sempre dal disastro del Vajont, come sede simbolica delle celebrazioni nazionali. Da lì, il presidente Amedeo Bozzer ha rinnovato la richiesta centrale dell'associazione: l'introduzione nell'ordinamento italiano di un reato autonomo di omicidio sul lavoro, proposta attualmente all'esame della Commissione Giustizia della Camera. Bozzer ha tenuto a precisare che l'obiettivo non è il giustizialismo, ma inaugurare una nuova stagione di giustizia sociale.

Accanto a questa proposta, l'Anmil chiede l'istituzione di una Procura Nazionale del Lavoro, guidata da magistrati specializzati, capace di accentrare le indagini e superare quella frammentazione territoriale che oggi rende il sistema disomogeneo e spesso inefficace. Una giustizia, insomma, che smetta di essere solo di facciata e torni a corrispondere alle parole solenni pronunciate ogni anno in queste giornate.

Più di settecento lavoratori sono morti sul lavoro da gennaio a oggi nel 2026. Quasi 405mila denunce di infortuni e poco meno di 75mila di malattie professionali completano il quadro di una crisi che l'Anmil, l'associazione nazionale fra lavoratori mutilati e invalidi del lavoro, descrive come emergenza strutturale del paese. I numeri arrivano dai dati più recenti dell'Inail e raccontano di un fenomeno che, nonostante gli sforzi pubblici e una giustizia che spesso rimane solo apparente, continua a mietere vittime con regolarità.

In occasione della 76ª Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha riportato l'attenzione sulla radice costituzionale della questione. La tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, ha ricordato, affonda i suoi fondamenti nei principi della Costituzione stessa. Da questi principi discende un dovere concreto: affrontare i rischi prima che si trasformino in tragedie, attraverso una prevenzione efficace, una formazione adeguata e misure di protezione che sappiano integrare i cambiamenti tecnologici e organizzativi del lavoro contemporaneo.

La ministra del Lavoro Marina Calderone ha ripreso questa linea, sottolineando che la prevenzione rappresenta la forma più importante di tutela della vita e della dignità delle persone. La sicurezza sul lavoro, ha detto, si costruisce intervenendo prima che un incidente accada, prima che un rischio si trasformi in una tragedia. Eppure, nonostante queste dichiarazioni di principio, i numeri continuano a crescere.

L'Anmil ha scelto Longarone, città segnata dal disastro del Vajont, come sede nazionale per le celebrazioni di quest'anno. Da questa location simbolica, l'associazione ha rinnovato la sua richiesta più pressante: l'istituzione di un reato autonomo di omicidio sul lavoro nell'ordinamento giuridico italiano. Una proposta di legge su questo tema è attualmente all'esame della Commissione Giustizia della Camera.

Amedeo Bozzer, presidente dell'Anmil, ha chiarito che non si tratta di giustizialismo, ma di inaugurare una nuova era di giustizia sociale. L'obiettivo è ritrovare la fiducia nella capacità dello Stato di proteggere effettivamente i lavoratori, restituendo dignità a una materia che oggi rimane frammentata e spesso trattata con superficialità. Accanto al reato di omicidio sul lavoro, l'associazione propone anche l'istituzione di una Procura Nazionale del Lavoro, un organo capace di accentrare e uniformare le indagini in materia, superando la frammentazione territoriale che oggi caratterizza il sistema. Questa Procura dovrebbe essere guidata da magistrati esperti della vastità tematica che la sicurezza del lavoro abbraccia, capace di fare scuola non solo di facciata, ma concretamente, attraverso indagini rigorose e una giustizia che finalmente corrisponda alle parole.

La tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro trova il suo fondamento nei principi della Costituzione, da cui discende il dovere di intervenire sui rischi prima che si traducano in incidenti.
— Presidente Sergio Mattarella
Non si tratta di giustizialismo, bensì di inaugurare una nuova era di giustizia sociale che merita basi solide volte a ritrovare la perduta fiducia nella capacità dello Stato di tutelare la sicurezza dei lavoratori.
— Amedeo Bozzer, presidente Anmil
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