Nel cuore di Roma, due figure che hanno servito lo Stato — uno alla guida del fisco, l'altro della polizia — scelgono di scendere in campo con un nuovo partito, Più Uno, cercando di occupare quello spazio di centro che la politica italiana lascia sempre aperto ma raramente riesce a colmare. Ruffini e Gabrielli portano con sé radici democristiane e un appello alla Costituzione come bussola morale, in un centrosinistra già affollato di sigle e diffidenze reciproche. Il tempo è breve: quindici giorni per raccogliere le firme che trasformano un'idea in una presenza reale sulla scheda elettorale.
Nasce Più Uno, la sfida di Ruffini e Gabrielli al centro tra firme e alleanze
Se il perimetro dell'alleanza è la Costituzione troverà molti cittadini
Perché Ruffini e Gabrielli hanno deciso di fondare un nuovo partito invece di aderire a una forza già esistente?
Entrambi hanno una storia personale e politica che li radica nella tradizione democristiana, ma cercano di rappresentare una visione di centro che sia contemporanea. Forse sentivano che le forze esistenti non incarnavano pienamente quella sintesi.
Ma il panorama di centro-sinistra è già affollato. Come Più Uno si differenzia da Progetto Civico, Italia Viva e Più Europa?
La fonte non lo spiega chiaramente. Sappiamo che Ruffini e Gabrielli hanno un profilo istituzionale forte, ma i dettagli programmatici non emergono dal testo.
Qual è il vero ostacolo al lancio di Più Uno?
Le firme. La nuova legge elettorale richiede una raccolta massiccia, e per questo hanno bisogno del supporto di un partito storico come il Centro democratico di Tabacci.
E Tabacci ha garantito i parlamentari necessari?
No, non completamente. Mancano ancora un paio di deputati disposti ad aderire formalmente. Tabacci ha chiesto fede, ma le risposte da Più Europa e dai riformisti del Pd sono state tiepide.
Cosa spera Ruffini per la coalizione di centrosinistra?
Spera in un terzo candidato unitario, non un duello alle primarie fra Schlein e Conte. Chiama in causa la "generosità e responsabilità" dei leader.
Ma è una speranza realistica? Le primarie fra Schlein e Conte sembrano già in corso.
La fonte non dice se sia realistica. Ruffini ha anche chiarito che, se le primarie si terranno, Più Uno vi parteciperà comunque.
Chi sono veramente questi due fondatori?
Ruffini è ex direttore dell'Agenzia delle Entrate, figlio di un ministro democristiano. Gabrielli è ex capo della polizia, con radici nei giovani democristiani toscani. Hanno curriculum pesanti.
E la battuta "l'esattore e lo sbirro"?
È una critica che circola fra i detrattori. Gabrielli l'ha respinta con una controbattuta, ma la fonte non approfondisce il merito delle critiche.
Il Polso
- La nuova legge elettorale impone una corsa contro il tempo: senza firme sufficienti e parlamentari disposti ad aderire, Più Uno rischia di restare un progetto sulla carta.
- Lo spazio politico che il partito vuole occupare è già conteso da Italia Viva, Più Europa e Progetto Civico, rendendo ogni passo un negoziato delicato tra leader che si guardano con sospetto.
- Tabacci offre il simbolo storico del Centro democratico come ancora di salvataggio, ma invita alla fede più che alla certezza: mancano ancora deputati pronti a firmare.
- Ruffini sogna un terzo candidato unitario che eviti il duello Schlein-Conte alle primarie, trasformando le elezioni in una battaglia di valori costituzionali più che di correnti interne.
- La battuta di Gabrielli — 'sempre meglio dell'evasore e il delinquente' — rivela il tono del progetto: istituzionale ma non privo di mordente, consapevole delle resistenze che lo attendono.
Nel cuore di Roma, due figure che hanno servito lo Stato — uno alla guida del fisco, l'altro della polizia — scelgono di scendere in campo con un nuovo partito, Più Uno, cercando di occupare quello spazio di centro che la politica italiana lascia sempre aperto ma raramente riesce a colmare. Ruffini e Gabrielli portano con sé radici democristiane e un appello alla Costituzione come bussola morale, in un centrosinistra già affollato di sigle e diffidenze reciproche. Il tempo è breve: quindici giorni per raccogliere le firme che trasformano un'idea in una presenza reale sulla scheda elettorale.
Al Salone delle Colonne all'Eur di Roma, Ernesto Maria Ruffini e Franco Gabrielli hanno dato vita ufficialmente a Più Uno, una formazione politica di centro con vocazione progressista. I due fondatori portano curriculum istituzionali di rilievo — Ruffini ha diretto l'Agenzia delle Entrate, Gabrielli ha guidato la polizia — e radici comuni nella Democrazia cristiana. Qualcuno li ha già etichettati come 'l'esattore e lo sbirro'; Gabrielli ha risposto con ironia, rivendicando la distanza da ben altri profili.
Il partito esiste, ma per presentarsi alle elezioni deve superare un ostacolo concreto: la nuova legge elettorale richiede la raccolta di un numero significativo di firme, impresa impossibile senza alleati già presenti in Parlamento. Per questo Ruffini e Gabrielli si sono assicurati il sostegno di Bruno Tabacci e del suo Centro democratico, che mette a disposizione simbolo e parlamentari. Mancano però ancora alcuni deputati disposti ad aderire formalmente. Tabacci ha invitato alla pazienza: 'Ci sono 15 giorni, abbiate fede', rivolgendosi a Più Europa e ai riformisti del Pd, che finora hanno risposto con cautela.
Il centrosinistra in cui Più Uno vorrebbe inserirsi è già frammentato: Italia Viva, Più Europa e Progetto Civico competono per lo stesso elettorato, e una federazione che razionalizzi il campo appare lontana, frenata da rapporti tesi tra i rispettivi leader. Riccardo Magi ha già posto condizioni sull'eventuale ruolo di Matteo Renzi nella coalizione.
Sul fronte della leadership del centrosinistra, Ruffini auspica che si eviti il duello alle primarie tra Schlein e Conte, sperando in 'un ultimo scatto di generosità' che porti a un candidato unitario. Il suo messaggio elettorale è costruito attorno alla Costituzione e ai valori della Resistenza, presentando le prossime elezioni come uno spartiacque tra chi rispetta quell'eredità e chi vi è indifferente. Romano Prodi ha firmato la prefazione del libro di Ruffini, anche se quest'ultimo ha precisato che non si tratta di un'endorsement diretto al partito. Ora il conto alla rovescia è iniziato.
Al Salone delle Colonne all'Eur di Roma, Ernesto Maria Ruffini e Franco Gabrielli hanno presentato ufficialmente Più Uno, una nuova formazione politica che si posiziona al centro dello spettro, con lo sguardo rivolto verso sinistra. Il partito esiste sulla carta, ma per competere alle prossime elezioni deve affrontare un ostacolo concreto: la nuova legge elettorale richiede la raccolta di un numero considerevole di firme, un compito che nessuna forza nuova può affrontare da sola.
Per questo motivo, Ruffini e Gabrielli si sono assicurati il supporto di Bruno Tabacci e del suo Centro democratico, un partito storico che mette a disposizione il simbolo e alcuni parlamentari. Tuttavia, mancano ancora un paio di deputati disposti ad aderire formalmente al progetto. Tabacci ha cercato di tranquillizzare: "Ci sono 15 giorni, abbiate fede", rivolgendosi in particolare a Più Europa e ai riformisti del Partito democratico. Finora, però, le risposte sono state tiepide. Nel frattempo, lo spazio politico di centro-sinistra è già affollato. Progetto Civico, Italia Viva e Più Europa competono per lo stesso elettorato, e una federazione che unificasse queste forze potrebbe razionalizzare il panorama, ma i rapporti fra i leader rimangono tesi e l'ipotesi non è all'orizzonte. Riccardo Magi, segretario di Più Europa, ha inoltre posto condizioni per un eventuale coinvolgimento di Matteo Renzi nella coalizione che sfiderà il centrodestra.
Ruffini e Gabrielli portano con sé curriculum di peso. Ruffini è stato direttore dell'Agenzia delle Entrate; Gabrielli ha guidato la polizia. Entrambi affondano le radici nella Democrazia cristiana: Ruffini è figlio di Attilio Ruffini, ministro sotto Giulio Andreotti e Francesco Cossiga, mentre Gabrielli ha ricordato con orgoglio il suo passato nei giovani democristiani in Toscana. Tra i detrattori, qualcuno li ha soprannominati "l'esattore e lo sbirro". Gabrielli ha risposto con una battuta: "Sempre meglio dell'evasore e il delinquente". Romano Prodi, figura di riferimento per il centrosinistra, ha firmato la prefazione del libro di Ruffini, anche se Ruffini ha precisato che non si tratta di un'endorsement al partito, bensì di un riconoscimento della posizione di Prodi come punto di riferimento più ampio.
Sul fronte della coalizione di centrosinistra, il tema del leader rimane irrisolto. Si profila un duello alle primarie fra Elly Schlein, segretaria del Pd, e Giuseppe Conte, presidente del M5s. Ruffini, però, auspica una soluzione diversa: "Spero ci sia un ultimo scatto di generosità e responsabilità" per identificare un terzo candidato unitario. Ha aggiunto che, qualora le primarie si tenessero comunque, Più Uno vi parteciperebbe. Il messaggio di Ruffini alle elezioni è stato costruito attorno alla Costituzione e ai valori della Resistenza: "Le prossime elezioni saranno uno spartiacque fra chi rispetta la Costituzione, la Resistenza, tutto quello che ci ha accompagnato in 80 anni, e chi invece è indifferente. Se il perimetro dell'alleanza è la Costituzione troverà molti cittadini disposti a votarla".
Ora il tempo stringe. Più Uno ha quindici giorni per completare la raccolta di firme e garantirsi un posto sulla scheda elettorale. Il successo dipenderà dalla capacità di attrarre parlamentari da altre forze e di consolidare l'alleanza con il centrosinistra, in un panorama già frammentato dove ogni movimento compete per lo stesso spazio politico.
Citazioni salienti
Spero ci sia un ultimo scatto di generosità e responsabilità per individuare un terzo nome— Ernesto Maria Ruffini
Le prossime elezioni saranno uno spartiacque fra chi rispetta la Costituzione e la Resistenza e chi è indifferente— Ernesto Maria Ruffini