Nel 2025, per la prima volta nella storia italiana, 39.600 minori sono stati segnalati alle autorità per reati di varia natura — un record che riflette non solo l'evoluzione della devianza giovanile, ma anche la crescente capacità dello Stato di intercettarla. Dal 2019 a oggi, la crescita è del 34 per cento: un arco temporale che attraversa una pandemia, trasformazioni sociali profonde e nuove fragilità nelle periferie urbane. La società si trova ora a interrogarsi se stia producendo più criminalità giovanile, o semplicemente imparando a vederla meglio — e forse, finalmente, a risponderle.
Minori segnalati a nuovo record: 39.600 nel 2025, un quarto per rapine
Esserci prima che una situazione degeneri
Questi numeri sono davvero allarmanti — 39.600 minori segnalati in un anno solo. Come si posiziona questo dato nel contesto europeo?
Il pezzo non fornisce confronti europei, quindi non posso dirlo. Quello che sappiamo è che dal 2019 c'è stata una crescita del 34 per cento, e che nel 2025 abbiamo toccato il massimo storico.
Esatto, e qui bisogna stare attenti. Il sindaco di Modena dice che più controlli significano più intercettazioni. Non sappiamo quanto di questo aumento sia reale devianza e quanto sia semplicemente una maggiore capacità di registrazione.
Ma il 25,8 per cento dei denunciati per rapine in strada sono minori — quello è un numero concreto, no?
Sì, è concreto. Su 10.986 persone denunciate per rapine in strada, 2.837 sono under 18. È il reato in cui i minori hanno la più alta incidenza.
Vero, ma il pezzo non dice nulla sulle vittime, sulle circostanze, sulla gravità. Sappiamo che è accaduto, non sappiamo perché o cosa significhi davvero.
E Sondrio? Perché ha il tasso più alto?
Il pezzo non lo spiega. Dice solo che Sondrio ha il 9,7 per cento di minori sul totale delle denunce, quasi il doppio della media nazionale. Ma le ragioni rimangono oscure.
Potrebbe essere una provincia più piccola dove i numeri assoluti sono bassi, o potrebbe essere un vero problema di criminalità giovanile. Senza il contesto, il dato è incompleto.
E gli school tutor di Modena — funzionano?
Il pezzo non lo dice. Descrive la figura e l'intenzione, ma non fornisce risultati o valutazioni di efficacia.
È una risposta amministrativa intelligente, ma è ancora troppo recente per sapere se cambia qualcosa.
O Pulso
- Il numero di minori segnalati ha raggiunto il massimo storico di 39.600, con un balzo del 34% rispetto al periodo pre-pandemico, segnalando una tendenza che non accenna a rallentare.
- Le rapine in strada sono il reato più allarmante: un denunciato su quattro è minorenne, un dato che trasforma la criminalità giovanile da fenomeno marginale a emergenza strutturale.
- La distribuzione geografica è profondamente disomogenea: Sondrio registra un tasso quasi doppio rispetto alla media nazionale, mentre il Sud rimane ai margini del fenomeno.
- Le amministrazioni locali iniziano a rispondere con strumenti nuovi — come gli school tutor di Modena — nel tentativo di presidiare il territorio prima che la situazione degeneri.
- Resta aperta la questione cruciale: l'aumento riflette più devianza reale, più controlli, o entrambe le cose — e la risposta cambia radicalmente le politiche da adottare.
Nel 2025, per la prima volta nella storia italiana, 39.600 minori sono stati segnalati alle autorità per reati di varia natura — un record che riflette non solo l'evoluzione della devianza giovanile, ma anche la crescente capacità dello Stato di intercettarla. Dal 2019 a oggi, la crescita è del 34 per cento: un arco temporale che attraversa una pandemia, trasformazioni sociali profonde e nuove fragilità nelle periferie urbane. La società si trova ora a interrogarsi se stia producendo più criminalità giovanile, o semplicemente imparando a vederla meglio — e forse, finalmente, a risponderle.
Nel 2025 il ministero dell'Interno ha contato 39.600 minori segnalati per reati: il numero più alto mai registrato in Italia. L'aumento rispetto al 2024 è di circa 1.400 giovani, mentre dal 2019 la crescita complessiva sfiora il 34 per cento. I minori rappresentano quasi il 5 per cento del totale delle persone denunciate, con una traiettoria in costante ascesa.
Il fenomeno è dominato dai reati predatori. Nelle rapine in strada, quasi il 26 per cento dei denunciati è under 18 — la quota più alta tra tutti i tipi di crimine. Seguono le rapine generiche, dove i minori rappresentano il 18 per cento del totale. Non si tratta più di episodi isolati: la concentrazione di giovani in questi crimini violenti disegna un quadro sistemico.
La mappa della devianza giovanile è tutt'altro che uniforme. Sondrio guida la classifica con un tasso del 9,7 per cento — quasi il doppio della media nazionale — seguita da Modena all'8,3 per cento. All'estremo opposto, città come Crotone e Avellino registrano valori inferiori al 2 per cento.
Il sindaco di Modena, Massimo Mezzetti, riconosce la crescita del fenomeno ma invita alla cautela: più controlli significano anche più intercettazioni, non necessariamente più crimini. La città ha risposto introducendo gli school tutor, figure che operano a fianco della Polizia Locale per osservare le dinamiche tra i ragazzi e intervenire prima che i conflitti degenerino. È una scommessa sulla prevenzione, sull'esserci prima — non dopo.
Nel 2025 il ministero dell'Interno ha registrato 39.600 minori segnalati per reati — denunciati, fermati o arrestati. È il numero più alto mai raggiunto. Rispetto all'anno precedente, l'aumento è di circa 1.400 giovani; rispetto al 2019, prima della pandemia, la crescita tocca il 34 per cento. Sul totale delle persone denunciate all'autorità pubblica, i minori rappresentano poco meno del 5 per cento, ma la traiettoria è in salita costante.
Il quadro che emerge dai dati è dominato dai reati predatori. Tra le 10.986 persone denunciate o arrestate per rapine commesse in strada, 2.837 sono minorenni: il 25,8 per cento. È il crimine in cui gli under 18 hanno la più alta incidenza. Seguono le rapine generiche, con 4.182 denunce di minori, pari al 18,1 per cento del totale dei soggetti segnalati per questo reato. La concentrazione di giovani in questi crimini violenti disegna un fenomeno che non è più marginale.
La geografia della devianza giovanile non è uniforme. Sondrio guida la classifica nazionale: 215 denunce contro under 18 su 2.221 totali, il 9,7 per cento, quasi il doppio della media nazionale del 4,7 per cento. Modena arriva seconda con l'8,3 per cento (841 minori su 10.150 denunce complessive). Lecco, Gorizia e Reggio Emilia si posizionano a pari merito con il 7,7 per cento. All'opposto della scala, Crotone registra l'1,7 per cento, preceduta da Avellino e La Spezia dove i minori rappresentano l'1,8 per cento del totale.
Massimo Mezzetti, sindaco di Modena, riconosce una crescita della devianza giovanile che in alcuni casi sfocia in reati veri e propri. Sottolinea però che il dato va letto con cautela: l'intensificarsi dei controlli sul territorio aumenta la capacità di intercettare comportamenti illegali. Comune, Forze dell'Ordine e Prefettura affrontano il fenomeno in coordinamento stretto. L'amministrazione ha introdotto una nuova figura, gli school tutor — personale degli istituti di vigilanza che opera con la Polizia Locale, osserva le dinamiche tra i ragazzi, interviene per prevenire l'escalation dei conflitti e, quando necessario, attiva le Forze dell'Ordine. L'obiettivo dichiarato è esserci prima che una situazione degeneri.
Il record del 2025 segna un punto di rottura rispetto al periodo pre-pandemico. Che si tratti di un aumento reale della devianza, di una maggiore capacità di intercettazione, o di una combinazione dei due fattori, rimane una domanda aperta. Quello che è certo è che il numero di minori nel sistema della giustizia penale continua a crescere, e le amministrazioni locali cominciano a rispondere con strategie di prevenzione e presidio territoriale.
Citações Notáveis
Negli ultimi anni abbiamo registrato una crescita della devianza giovanile che in alcuni casi sfocia in reati— Massimo Mezzetti, sindaco di Modena
Più si presidia il territorio, più aumenta la capacità di intercettare comportamenti illegali— Massimo Mezzetti, sindaco di Modena