Nelle grandi città italiane, dove la ricchezza e le opportunità si concentrano, cresce anche la criminalità — e con essa una contraddizione istituzionale che pesa sui sindaci: percepiti dai cittadini come garanti dell'ordine, essi non dispongono né della competenza legale né delle risorse per esercitarla. Vito Leccese, sindaco di Bari e delegato Anci per la sicurezza, denuncia una carenza di dodicimila agenti di polizia locale e chiede allo Stato di assumersi la responsabilità che gli appartiene, fornendo mezzi ordinari proporzionati a compiti straordinari.
Leccese (Anci): «Territori senza mezzi, lo Stato intervenga subito»
Lo Stato ha la responsabilità, i sindaci ne pagano il prezzo
Quando Leccese dice che mancano dodicimila agenti, intende che il numero ideale sarebbe superiore di dodicimila rispetto a quello attuale, o che dodicimila posizioni rimangono scoperte?
Intende che il numero di agenti di polizia locale attualmente in servizio in Italia è inferiore di circa dodicimila unità rispetto a quello che sarebbe necessario per coprire adeguatamente il territorio. È una carenza strutturale, non una questione di posti vacanti in un singolo concorso.
Ma chi ha calcolato quel numero? È una stima dell'Anci basata su quale metodologia? Perché è importante sapere se è una proiezione teorica o se corrisponde a posizioni effettivamente autorizzate ma non finanziate.
Leccese parla di persone fermate che tornano in libertà nel giro di poche ore. Cosa significa esattamente? Sono rilasciate perché non ci sono prove, o perché non ci sono strutture per trattenerle?
Dice che spesso mancano persino i luoghi dove custodire temporaneamente le persone fermate. Quindi il problema è infrastrutturale: senza spazi adeguati, anche quando una persona viene fermata, non può essere trattenuta a lungo.
Questo è un dato importante ma vago. Quante città italiane non hanno strutture di custodia temporanea? In quanti casi le persone sono state effettivamente rilasciate per questa ragione? Senza numeri specifici, rischiamo di generalizzare un problema che potrebbe essere localizzato.
Leccese sostiene che i cittadini scaricano sui sindaci la responsabilità della sicurezza, anche se è competenza dello Stato. Come si potrebbe correggere questa percezione?
Non è solo una questione di percezione. È vero che lo Stato ha la responsabilità legale, ma i sindaci sono il volto visibile dell'amministrazione locale. Quando la sicurezza peggiora, i cittadini vedono il sindaco, non il ministero dell'Interno.
Vero, ma Leccese non propone una soluzione a questo problema di comunicazione. Dice che lo Stato deve intervenire con risorse, il che è giusto, ma non affronta come i sindaci potrebbero gestire meglio le aspettative dei cittadini nel frattempo.
Il Polso
- In Italia mancano circa dodicimila agenti di polizia locale, e quelli in servizio operano senza strumenti, tutele o strutture adeguate alle responsabilità crescenti che vengono loro assegnate.
- I sindaci si trovano intrappolati tra la percezione dei cittadini — che li ritengono responsabili della sicurezza — e la realtà giuridica, che attribuisce quel compito esclusivamente allo Stato.
- In molte città mancano persino le strutture per trattenere temporaneamente le persone fermate, rendendo gli arresti spesso privi di effetti concreti.
- L'aumento del turismo e della densità urbana amplifica sia le opportunità economiche sia i rischi criminali, rendendo urgente un investimento strutturale nella sicurezza ordinaria.
- I sindaci non chiedono poteri straordinari, ma risorse proporzionate al lavoro quotidiano: senza di esse, il sistema rimane disfunzionale per cittadini, amministratori e agenti.
Nelle grandi città italiane, dove la ricchezza e le opportunità si concentrano, cresce anche la criminalità — e con essa una contraddizione istituzionale che pesa sui sindaci: percepiti dai cittadini come garanti dell'ordine, essi non dispongono né della competenza legale né delle risorse per esercitarla. Vito Leccese, sindaco di Bari e delegato Anci per la sicurezza, denuncia una carenza di dodicimila agenti di polizia locale e chiede allo Stato di assumersi la responsabilità che gli appartiene, fornendo mezzi ordinari proporzionati a compiti straordinari.
Vito Leccese, sindaco di Bari e delegato dell'Anci per la sicurezza urbana, ha commentato i dati sulla criminalità del 2026 con una diagnosi precisa: le grandi città attraggono persone e denaro, e con essi anche chi vuole sottrarre quel denaro. Non è una novità, ha spiegato. Il problema non è la criminalità in sé — è chi viene ritenuto responsabile quando si manifesta.
Esiste, secondo Leccese, uno scollamento profondo tra responsabilità legale e percezione pubblica. La sicurezza è competenza esclusiva dello Stato, ma nella mente dei cittadini il peso ricade sui sindaci. Questo non è un malinteso comunicativo: è la conseguenza di uno Stato che ha trasferito il carico operativo senza trasferire i mezzi per sostenerlo.
Il quadro è quello di una carenza sistemica: dodicimila agenti di polizia locale mancanti all'appello, e quelli presenti privi di strumenti e tutele adeguate. In molte città mancano persino gli spazi per trattenere temporaneamente i fermati, che spesso tornano liberi nel giro di poche ore, svuotando di senso l'atto stesso dell'intervento.
I sindaci non chiedono poteri eccezionali. Chiedono di poter svolgere l'ordinario — la manutenzione quotidiana della sicurezza — con risorse proporzionate al compito. Finché lo Stato non interverrà con investimenti strutturali, il sistema rimarrà inceppato: i cittadini insicuri, i sindaci percepiti come inefficaci, gli agenti costretti a lavorare in condizioni inadeguate.
Vito Leccese, sindaco di Bari e delegato dell'Anci per la sicurezza urbana e la polizia locale, ha commentato i dati sulla criminalità del 2026 con una diagnosi che punta direttamente al cuore di un problema strutturale italiano: le città grandi attirano persone, denaro e, inevitabilmente, chi vuole rubare quel denaro. Non è una sorpresa, ha spiegato. Dove circola ricchezza e si moltiplicano le opportunità economiche, la criminalità trova terreno fertile. Ma il punto non è la criminalità stessa — è chi viene ritenuto responsabile quando accade.
Secondo Leccese, esiste uno scollamento profondo tra chi ha il dovere legale di garantire l'ordine pubblico e chi i cittadini ritengono responsabile quando l'ordine viene meno. La tutela della sicurezza è competenza esclusiva dello Stato. Eppure, nella percezione collettiva, la responsabilità finisce sulle spalle dei sindaci. Questo non è un problema di comunicazione. È il risultato di uno Stato che ha delegato il compito senza fornire i mezzi.
Il quadro che emerge è di una carenza sistemica. In Italia mancano circa dodicimila agenti di polizia locale. Non è una stima approssimativa — è una cifra che l'Anci denuncia da mesi. Ma il numero dei vigili non è nemmeno il problema principale. Quelli che ci sono non dispongono di strumenti adeguati. Non hanno le tutele che dovrebbero avere rispetto alle responsabilità che gli vengono assegnate, responsabilità che, peraltro, si allargano continuamente. In molte città mancano persino le strutture di base: spazi dove custodire temporaneamente le persone fermate. Spesso queste persone tornano in libertà nel giro di poche ore, svuotando di significato l'atto stesso dell'arresto.
Leccese ha sottolineato che i sindaci non chiedono strumenti straordinari. Chiedono la possibilità di garantire l'ordinario — il lavoro quotidiano di mantenimento dell'ordine — con risorse e mezzi proporzionati al compito. L'aumento dei flussi turistici e delle persone che frequentano quotidianamente le città rappresenta un'opportunità economica straordinaria. Ma quella stessa concentrazione di persone e denaro alimenta tanto l'economia legale quanto quella illegale. Senza investimenti adeguati nella sicurezza ordinaria, le città rimangono vulnerabili.
Ciò che Leccese descrive è un problema che non si risolve con campagne di ordine pubblico straordinarie o operazioni speciali. È un problema di manutenzione quotidiana del sistema. Lo Stato ha la responsabilità esclusiva della sicurezza pubblica, ma ha trasferito gran parte del carico operativo ai sindaci senza fornire loro i mezzi per portarlo. Il risultato è un sistema che funziona male per tutti: i cittadini non si sentono sicuri, i sindaci sono percepiti come inefficaci, e gli agenti di polizia locale lavorano in condizioni inadeguate. Finché lo Stato non interviene con risorse ordinarie proporzionate al compito, questo scollamento rimarrà.
Citazioni salienti
La tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica è una competenza esclusiva dello Stato, mentre le responsabilità finiscono per essere scaricate sulle spalle dei sindaci— Vito Leccese, sindaco di Bari
Ai sindaci deve essere garantita la possibilità di assicurare l'ordinario, con mezzi e risorse adeguati— Vito Leccese