In un'epoca in cui il denaro fisico non riesce a tenere il passo con la vita digitale, la Banca centrale europea chiede all'Europa di compiere una scelta storica: dotarsi di una propria moneta digitale entro il 2029. Piero Cipollone, rivolgendosi al Parlamento europeo, ha inquadrato la questione non come un aggiornamento tecnologico, ma come un atto di sovranità — il tentativo di un continente di non cedere il controllo dei propri scambi quotidiani a sistemi stranieri. La finestra per decidere, ha avvertito, si sta chiudendo.
La Bce spinge l'euro digitale: "Entro il 2029 il lancio, serve decisione politica urgente"
L'euro digitale completerà il contante, non lo sostituirà
Perché la Bce insiste tanto su questo euro digitale? Sembra un progetto tecnico, ma Cipollone lo presenta come una questione di sovranità.
Perché lo è. Oggi due terzi delle transazioni con carta in Europa sono gestite da Visa e Mastercard, aziende americane. Se l'Europa non crea un'alternativa, rimane dipendente da decisioni prese altrove.
Ma il contante esiste già. Perché non basta?
Perché oltre un terzo degli acquisti avviene online. Il contante non funziona per i pagamenti digitali. È una lacuna reale.
E le banche? Non perderanno soldi?
No, secondo la Bce. Riceveranno una compensazione quando i pagamenti passeranno da sistemi costosi e stranieri all'euro digitale. Il costo per loro sarebbe sostenibile.
Sostenibile secondo chi? Secondo la Bce. Le banche potrebbero avere una visione diversa.
È vero. Ma Cipollone ha sottolineato che non c'è competizione fra pubblico e privato, ma cooperazione.
E la privacy? Se la Bce può tracciare i pagamenti, non è come il contante.
Cipollone ha detto che online la Bce non potrebbe identificare pagatori o beneficiari grazie alla crittografia. Solo le banche, sotto controllo, potrebbero collegare le informazioni.
Offline, sì. Ma online, dipende da come viene implementato. La pseudonimizzazione non è anonimato totale.
Vero. Ma è più di quello che hai adesso con una carta di credito.
Quando arriva?
Se il Parlamento approva entro metà 2026, il progetto pilota nel 2027, il lancio nel 2029.
Tre anni di discussioni politiche. Molto può cambiare.
Le Pouls
- Oltre un terzo degli acquisti europei avviene online, ma l'euro fisico è escluso da questi flussi, lasciando il campo a Visa, Mastercard e sistemi asiatici che gestiscono i pagamenti al posto delle istituzioni europee.
- La frammentazione è allarmante: quindici paesi su venti non dispongono di soluzioni domestiche per i pagamenti nei negozi, e più della metà manca di alternative credibili per l'e-commerce.
- La Bce propone un euro digitale distribuito attraverso le banche, con limiti ai depositi e garanzie di privacy paragonabili al contante, per rassicurare sia i cittadini sia il sistema finanziario.
- Il calendario è stringente: approvazione legislativa entro metà 2026, progetto pilota nel 2027, lancio definitivo nel 2029 — ogni ritardo rischia di compromettere l'intera architettura del progetto.
- Il Parlamento europeo sta già esaminando la proposta, e il Consiglio europeo punta a un accordo entro fine anno, trasformando una questione tecnica in una decisione politica urgente.
In un'epoca in cui il denaro fisico non riesce a tenere il passo con la vita digitale, la Banca centrale europea chiede all'Europa di compiere una scelta storica: dotarsi di una propria moneta digitale entro il 2029. Piero Cipollone, rivolgendosi al Parlamento europeo, ha inquadrato la questione non come un aggiornamento tecnologico, ma come un atto di sovranità — il tentativo di un continente di non cedere il controllo dei propri scambi quotidiani a sistemi stranieri. La finestra per decidere, ha avvertito, si sta chiudendo.
Piero Cipollone, membro del comitato esecutivo della Bce, si è presentato al Parlamento europeo con un messaggio netto: l'Europa deve decidere adesso se dotarsi di un euro digitale. Non è una questione tecnica, ha spiegato, ma di sovranità monetaria in un'era in cui la digitalizzazione ha trasformato ogni aspetto dell'economia tranne la moneta stessa.
Il problema è concreto: oltre un terzo degli acquisti quotidiani avviene online, eppure l'euro fisico non può gestirli. I cittadini europei dipendono da circuiti americani come Visa e Mastercard, che controllano due terzi delle transazioni con carta nell'area euro. Quindici paesi su venti non hanno soluzioni domestiche significative per i pagamenti nei negozi, e più della metà manca di alternative per l'e-commerce. Nel frattempo i sistemi asiatici avanzano. Un sondaggio dell'Eurosistema indica che il 66% degli europei sarebbe disposto a provare un euro digitale.
La proposta della Bce prevede una forma digitale di contante — non un sostituto delle banconote, ma un complemento — distribuita attraverso le banche, con depositi non remunerati e soggetti a limiti per proteggere la stabilità del sistema. Cipollone ha escluso categoricamente la disintermediazione bancaria: gli istituti riceverebbero anzi una compensazione per i pagamenti migrati da circuiti stranieri costosi a quello europeo. Sulla privacy, le transazioni offline sarebbero note solo ai soggetti coinvolti, mentre online la pseudonimizzazione impedirebbe alla Bce di identificare pagatori o beneficiari.
I tempi sono serrati. L'approvazione legislativa entro metà 2026 è indispensabile per avviare un progetto pilota nel 2027 e arrivare al lancio nel 2029. La commissione Econ del Parlamento sta già discutendo la proposta del relatore Fernando Navarrete Rojas. La decisione politica, ha concluso Cipollone, non può più attendere.
Piero Cipollone, membro del comitato esecutivo della Banca centrale europea, si è presentato al Parlamento europeo con un messaggio senza ambiguità: l'Europa ha bisogno di un euro digitale, e ha bisogno di deciderlo adesso. Non si tratta di un esercizio tecnico, ha spiegato. È una questione di sovranità monetaria in un'epoca in cui la digitalizzazione ha trasformato ogni aspetto della vita economica tranne uno: la moneta stessa.
Il problema è concreto e misurabile. Oggi, oltre un terzo degli acquisti quotidiani avviene online, eppure l'euro fisico non può gestire questi pagamenti. I cittadini europei si trovano costretti a usare carte di credito e sistemi di pagamento controllati da aziende americane come Visa e Mastercard, che gestiscono due terzi di tutte le transazioni con carta nell'area euro. La frammentazione è evidente: quindici paesi su venti non hanno una soluzione domestica significativa per i pagamenti nei negozi, e più della metà manca di un'alternativa credibile per l'e-commerce. Nel frattempo, i sistemi di pagamento asiatici guadagnano terreno. Cipollone ha sottolineato che il contante rimane sovrano, emesso dalla Bce e accettato in tutta l'area, semplice da usare e inclusivo. Ma non funziona online. Questa lacuna limita le scelte dei consumatori e costringe i commercianti a pagare commissioni che inevitabilmente ricadono sui prezzi.
La domanda per una soluzione europea esiste. Un sondaggio condotto nell'Eurosistema ha rilevato che il 66% degli europei sarebbe interessato a provare un euro digitale. La Bce propone di colmare il vuoto con una forma digitale di contante che completerebbe banconote e monete, garantendo pagamenti sicuri e stabili senza dipendenza da decisioni prese al di fuori dell'Europa. Tutte le infrastrutture e i fornitori sarebbero europei. Questo, secondo Cipollone, proteggerebbe l'euro dall'erosione causata dalla proliferazione di stablecoin denominate in altre valute e di criptovalute prive di garanzie, rischi che la Bce ha ripetutamente segnalato come minacce alla stabilità finanziaria.
Su un punto cruciale, Cipollone è stato esplicito: le banche non saranno disintermediate. L'euro digitale sarebbe distribuito attraverso le banche, i depositi non sarebbero remunerati e sarebbero soggetti a limiti per proteggere la stabilità del sistema. Le analisi della Bce indicano che anche in scenari di crisi estrema, il sistema non sarebbe compromesso. Anzi, le banche riceverebbero una compensazione quando i pagamenti passassero da soluzioni costose e straniere al sistema europeo. Il costo stimato per le banche rappresenterebbe una percentuale contenuta dei loro budget annui per gli investimenti tecnologici.
Sulla privacy, Cipollone ha rassicurato il Parlamento con vigore. Le funzionalità offline garantirebbero una privacy paragonabile al contante, con le transazioni note solo ai soggetti coinvolti. Online, la Bce non potrebbe identificare pagatori o beneficiari grazie alla pseudonimizzazione e alla crittografia. Solo le banche, sotto regole severe e controllo delle autorità indipendenti, potrebbero collegare le informazioni. L'euro digitale non sarebbe programmabile, escludendo limitazioni all'uso, e i controlli antifrode e antiriciclaggio resterebbero affidati alle banche.
Rispetto ai timori che l'euro digitale potrebbe sostituire il contante, Cipollone ha respinto categoricamente questa preoccupazione. Il nuovo strumento completerebbe il denaro fisico, non lo sostituirebbe. La Bce, ha ribadito, rimane impegnata a mantenere il contante disponibile e accettato, tanto che sta già lavorando alla terza serie di banconote con caratteristiche di sicurezza avanzate.
I tempi sono serrati. L'ultimo Euro Summit ha sottolineato l'importanza strategica dell'euro digitale e la necessità di accelerare il lavoro legislativo e i preparativi tecnici. Cipollone ha indicato una scadenza precisa: l'approvazione del pacchetto legislativo entro la metà del 2026 è essenziale per continuare i lavori preparatori. La Bce ha già iniziato la nuova fase tecnica, prevedendo un progetto pilota nella seconda metà del 2027 e un possibile lancio nel 2029. Il Consiglio europeo mira a un accordo entro fine anno. La commissione Econ del Parlamento europeo sta già discutendo il draft del relatore Fernando Navarrete Rojas, del Partito popolare europeo. La decisione politica, ha concluso Cipollone, non può più attendere.
Citations marquantes
La digitalizzazione ha cambiato tutto, tranne la moneta. Oggi è il momento di colmare questa lacuna.— Piero Cipollone, membro del comitato esecutivo della Banca centrale europea
L'euro digitale fornirà una forma digitale di contante, garantendo pagamenti sicuri e stabili senza dipendere da decisioni esterne all'Europa.— Piero Cipollone